sabato 7 giugno 2014

Fine-vita: Parla anche il dott. Sabatelli ma nessuno risponde. Parlamento e Governo non paiono interessati.

E’ violento, illogico, irrazionale, illegittimo. Trovo assurdo che il destino di una persona che sta vivendo un dramma così particolare, com’è vivere con un tubo in gola, debba essere deciso da qualcuno seduto dietro a una scrivania”.

Le parole del dott. Mario Sabatelli, possono rendere irreversibile il passaggio dal paternalismo del medico a un atteggiamento rispettoso e simpatetico nei confronti del paziente affidato alle sue cure; possono diffondere quel diverso rapporto medico-paziente, auspicato da chi opera – ancora e nonostante tutto – per un mondo dove “l’altro” (nelle carceri come negli ospedali) non sia sempre e soltanto uno strumento nelle mani di chi in quel momento dispone di lui.

Ma il neurologo del Policlinico Gemelli (l’ospedale di Giovanni Paolo II) chiede anche “chiarezza legislativa”.

Parlamento (che "non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere 'un sereno e approfondito confronto di idee' su questa materia"), Governo e "servizio pubblico" RAI  non sembrano tuttavia percepire l’importanza di questa esigenza. La proposta di legge di iniziativa popolare per il testamento biologico e l’eutanasia - del Comitato per la legalizzazione dell'eutanasia - probabilmente non sarà inserita nel calendario dei lavori della Camera.
E i medici compassionevoli come il Dott. Mario Riccio, se non protetti dall’esimente del pronunciamento di qualche tribunale (art. 51 C.P.), continueranno a rischiare di essere imputati, e condannati ad anni di carcere, per “omicidio del consenziente”. 


In corsivo uno stralcio della lettera inviata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Carlo Troilo il 18 marzo 2014 a Carlo Troilo, dell'Associazione Luca Coscioni.

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