giovedì 12 giugno 2014

Responsabilità civile: l’Italia cambia verso? Una tempesta in un bicchier d’acqua


La Camera dei deputati della Repubblica Italiana ha approvato l’11 giugno (emendamento del leghista Pini alla legge comunitaria) la norma sul risarcimento diretto contro il magistrato che abbia sbagliato per dolo e colpa grave.

Rita Bernardini ha espresso:
“Grande soddisfazione per l’emendamento del leghista Pini passato per soli 7 voti oggi a Montecitorio. Dopo 27 anni viene così riscattato il voto popolare del 1987 quando con il “referendum Tortora” promosso dai radicali l’80,2% degli elettori pronunciò il suo sì alla responsabilità civile dei magistrati. Quel voto, purtroppo, fu tradito dal Parlamento che, con la Legge Vassalli, negò quanto deciso dal popolo italiano: è bene ricordarlo ora perché il passaggio al Senato contiene mille insidie.
Già paventiamo le contromosse del Partito dei Magistrati sempre in agguato quando si tratta di rispettare la volontà dei cittadini e di mantenere privilegi e rendite di posizione sconosciute negli altri paesi democratici.
Ringrazio di cuore il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti che, con la sua leale dichiarazione di voto a favore, ha fatto sicuramente la differenza. Non a caso, ma per scelta ponderata e consapevole, Giachetti è iscritto a pacchetto ai soggetti dell’area radicale in primis il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito".

Roberto Giachetti, infatti, ricorda di avere raccolto le firme per il referendum radicale del 1987 per la responsabilità civile del magistrato. Ma non ne dimentica le ragioni e, unico nel suo partito, dichiara apertamente il suo voto.
Certamente ricorderà come il Parlamento rispose, “sotto dettatura” non certo del popolo sovrano, con la riforma Vassalli, che proclamò il principio di responsabilità civile del magistrato vanificando - la “ratio” il motivo originante, l’anima - della proposta referendaria.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non è solo Giachetti a ricordarlo, in un celebre discorso alla Leopolda disse: “La storia di un altro Silvio (Scaglia [Fastweb] n.d.r.) ci dice che dobbiamo fare la riforma della giustizia”.

Poi, divenne , segretario del Partito Democratico, e presidente de Consiglio.
E cambiò verso.
Sulla necessità dell’amnistia come sulla responsabilità civile del magistrato.

Oggi dichiara: “Una tempesta in un bicchier d’acqua”. 
E assicura che, al Senato, quell’emendamento sarà cancellato. 

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