La Camera dei deputati della Repubblica Italiana ha
approvato l’11 giugno (emendamento del leghista Pini alla legge comunitaria) la
norma sul risarcimento diretto contro il magistrato che abbia sbagliato per dolo
e colpa grave.
Rita Bernardini ha espresso:
“Grande soddisfazione per l’emendamento del leghista Pini
passato per soli 7 voti oggi a Montecitorio. Dopo 27 anni viene così riscattato
il voto popolare del 1987 quando con il “referendum Tortora” promosso dai
radicali l’80,2% degli elettori pronunciò il suo sì alla responsabilità civile
dei magistrati. Quel voto, purtroppo, fu tradito dal Parlamento che, con la
Legge Vassalli, negò quanto deciso dal popolo italiano: è bene ricordarlo ora
perché il passaggio al Senato contiene mille insidie.
Già paventiamo le contromosse del Partito dei Magistrati
sempre in agguato quando si tratta di rispettare la volontà dei cittadini e di
mantenere privilegi e rendite di posizione sconosciute negli altri paesi
democratici.
Ringrazio di cuore il vicepresidente della Camera Roberto
Giachetti che, con la sua leale dichiarazione di voto a favore, ha fatto
sicuramente la differenza. Non a caso, ma per scelta ponderata e consapevole,
Giachetti è iscritto a pacchetto ai soggetti dell’area radicale in primis il Partito
Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito".
Roberto Giachetti, infatti, ricorda di avere raccolto le
firme per il referendum radicale del 1987 per la responsabilità civile del
magistrato. Ma non ne dimentica le ragioni e, unico nel suo partito, dichiara apertamente
il suo voto.
Certamente ricorderà come il Parlamento rispose, “sotto
dettatura” non certo del popolo sovrano, con la riforma Vassalli, che proclamò il
principio di responsabilità civile del magistrato vanificando - la “ratio” il
motivo originante, l’anima - della proposta referendaria.
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non è solo
Giachetti a ricordarlo, in un celebre discorso alla Leopolda disse: “La storia
di un altro Silvio (Scaglia [Fastweb] n.d.r.) ci dice che dobbiamo fare la
riforma della giustizia”.
Poi, divenne
, segretario del Partito Democratico, e presidente de Consiglio.
E cambiò
verso.
Sulla
necessità dell’amnistia come sulla responsabilità civile del magistrato.
Oggi
dichiara: “Una tempesta in un bicchier d’acqua”.
E assicura che, al Senato,
quell’emendamento sarà cancellato.
Nessun commento:
Posta un commento