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mercoledì 26 gennaio 2011

Gemellaggio Tortona - Grozny: perché impensabile?

Pubblichiamo una testimonianza di Maddalena Crudeli, coordinatrice provinciale per Alessandria dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, sulle difficoltà organizzative e politiche che i militanti radicali incontrano nelle città di provincia.

Di Maddalena Crudeli.

Lo scorso mese di dicembre a Tortona come Associazione Radicale Adelaide Aglietta ho organizzato una serata in memoria di Antonio Russo, con la proiezione del film "Cecenia" di Leonardo Giuliano e a seguire un dibattito che ha visto l'introduzione di Emiliano Silvestri, giornalista di Radio Radicale, che ha ricordato come Antonio Russo fosse un reporter che vivendo sul posto testimoniava le barbarie di una guerra e non interpretava o attendeva le notizie nella camera di un hotel di lusso. Insomma, come fosse un giornalista d'inchiesta, di quel genere di giornalismo che, come ha ricordato Cesare Del Frate, caporedattore di Diogene Magazine, una rivista che tramite la filosofia cerca di interpretare il reale e l'attualità, citando i fattori tecnici e organizzativi del giornalismo, dall'agenda setting al "monopolio" delle agenzie di stampe, manca totalmente oggi in Italia ma più in generale nell'Occidente. Infine Bruno Mellano, membro della direzione di Radicali Italiani, con una lucida lettura della politica internazionale italiana e occidentale, ha sottolineato come ciò che succede in Cecenia è responsabilità anche nostra, del giornalismo e dei governi occidentali che tacciono, non testimoniano, non indagano. A riprova di questo la sala era G-Romita e non gremita di giornalisti locali. E non solo di giornalisti. Pur ringraziando i presenti interessati, impegnati e attenti, il pubblico che ci si aspettava, quello dei giovani incuriositi da cosa succede dove non si rispettano i diritti umani e ci sono le guerre, a quello dei più adulti almeno un poco interessati al destino del prossimo, di questo pubblico, in un tranquillo sabato sera pre-natalizio, da parte di questo tipo di pubblico nessuna risposta. E una lucida analisi a volte può essere doverosa anche se forse non necessariamente utile.

Premettendo che la situazione di Tortona è quella di una provincia dove scarsissima è la militanza radicale ed è spesso la volontà di un singolo che permette di organizzare qualcosa, ebbene per come ho gestito la cosa avrò senz'altro meriti e demeriti. Ottenere la sala, i burocratici permessi della SIAE, la presenza dei relatori provenienti da diverse città, a cui assicurare tutta la doverosa ospitalità, le adesioni, che devo dire sono state molte, da Radicali Italiani, a Diogene Magazine, agli amici di Beppe Grillo, al Partito Socialista, ai Verdi Piemonte, Annavia, Radio Radicale e anche il Pd di Tortona, per tutto questo un certo impegno di tempo e di mezzi c’è voluto. Il Pd di Tortona era co-organizzatore e co-finanziatore, anche se in minima parte, della serata. Un disastro di collaborazione nonostante le buone intenzioni del giovane segretario di sezione. Nessuno degli iscritti del PD (o non iscritti, simpatizzanti poco importa) si è presentato alla serata. E se l'unica cosa di cui si doveva occupare era la sala fornita di apparecchiatura per la video proiezione e a poche ore dall'evento ho dovuto (mentre ero a Torino per il congresso dell'Aglietta) trovare al volo pc e video proiettore… Si può capire quale sia stato il motivo per cui ho dedicato troppo poco spazio alla comunicazione e all'informazione, quindi inviti e stampa, oltre al classico comunicato stampa e al giro di mail poco altro sono riuscita a fare. E questo forse avrebbe cambiato le cose, se più spazio alla notizia avesse dato la stampa. Forse avrebbe cambiato le cose, perché davvero non capisco perchè l’argomento, così toccante, trasversale, attuale, vicino al nostro paese (si trattava di un giornalista italiano) a Tortona non debba interessare!

Qualcuno mi ha chiesto perché ho scelto questa tema, quale fosse il collegamento con la realtà della città. Certo altri temi avrebbero potuto essere più vicini, come per esempio la questione del nucleare. Perché ho scelto questo argomento? Ho solo una risposta. Febbraio 1994, compivo 13 anni e Andrea Tamburi moriva ucciso a Mosca. Mi ricordo quando Radio Radicale diede la notizia. Me lo ricordo come fosse ieri. E così che ho pensato che c'era tutta una storia che non si raccontava, una storia fatta di guerre e di persone che vengono uccise (a 8 anni, non ho mai capito bene perché, scrivevo ungarettiane poesie sulla guerra, senza aver ancora letto Ungaretti). E ho pensato che Radio Radicale raccontava di queste storie e che il Partito Radicale faceva delle cose, si interessava a delle cose, a delle cose che mi sembrava importante interessarsi. È così che sono diventata radicale, e man mano negli anni mi sono interessata più o meno a tutte le tematiche, da quelle dell'Associazione Luca Coscioni, alla questione delle carceri, ad altri temi di politica nazionale, passando anche per una passione per gli scritti di Pasolini, passando poi per un'esperienza diretta negli uffici dei nostri parlamentari a Bruxelles, fino ad arrivare alla politica radicale in generale, intesa come modalità, come modus operandi, coerente e nonviolento, propositivo e fermo, con un'apertura mentale che diventa modus vivendi delle persone. Però sempre un po' qui, in qualche posto particolare della mia mente, i temi di diritti umani e civili e di politica internazionale e di giornalismo e disinformazione (tema poi della mia tesi di laurea) hanno sempre trovato uno spazio particolare. È così che ho deciso di parlare di Cecenia, anche qui, a Tortona, in una fredda serata invernale, perché non capisco, in fondo io ero in un piccolo appartamento milanese quando sentii parlare di Mosca e poi di Cecenia e poi di tutto il resto ascoltando Radio Radicale, e ne sono rimasta colpita. E allora perché questo gemellaggio Tortona-Grozny proprio è impensabile?

www.radicalisenzafissadimora.org

martedì 14 dicembre 2010

18/12: Per la libertà di informazione in Cecenia: il film "Cecenia" a Tortona. Con Emiliano Silvestri

Modera il dibattito che precede la proiezione del film Emiliano Silvestri, giornalista di Radio Radicale e tesoriere dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora.


L’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, con il contributo del Partito Democratico di Tortona, presenta una serata per ricordare il reporter Antonio Russo a dieci anni dalla sua scomparsa. Sarà proiettato il film “Cecenia” di Leonardo Giuliano che, con l’attore Gianmarco Tognazzi nei panni di Russo, narra gli ultimi giorni di vita e il brutale omicidio del giornalista, avvenuto il 16 ottobre 2000, inviato in Cecenia a documentare le violazioni dei diritti umani perpetrate dall’esercito russo sull’inerme popolazione civile. Sono 300 i giornalisti uccisi nella Federazione Russa dal 1993 (anno della fine dell’URSS) fino all’inizio del 2009, tra cui Anna Politkovskaja, nel 2006. Di fronte a questi dati, di fronte ad un argomento ancora di scottante attualità, si è scelto di parlarne con Antonio Stango, editore che si occupa da anni di diritti umani, che racconterà della sua esperienza a Grozny durante la guerra del '95; Bruno Mellano, membro della direzione nazionale di Radicali Italiani; Cesare Del Frate, caporedattore di DiogeneMagazine Filosofare Oggi. A moderare Emiliano Silvestri, giornalista di Radio Radicale.

"Le infamie hanno bisogno del buio, voi giornalisti potete portare la luce della verità": la madre di Antonio Russo.

Appuntamento sabato 18 dicembre alle ore 20:30, presso la Sala Romita del comune di Tortona in corso Alessandria 62.

Info e contatti: Maddalena Crudeli, Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Tortona, Cell. 339 1769753.

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 16 ottobre 2010

Antonio Russo (3 giugno 1960 - 16 ottobre 2000)

Antonio Russo era un giornalista di Radio Radicale, corrispondente dall'estero. Fu ucciso il 16 ottobre 2000 e il suo cadavere venne ritrovato ai bordi di una stradina poco fuori Tbilisi, con evidenti segni di torture. Russo si trovava in Georgia per indagare sui crimini di guerra commessi dall'esercito russo in Cecenia. A dieci anni esatti dall'omicidio le circostanze della sua morte restano ancora misteriose, né si conoscono i nomi dei suoi assassini. La sua radio lo ha ricordato ieri con una nuova e aggiornata scheda biografica.

L'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, nei suoi due anni di attività, ha onorato la memoria di Antonio Russo con due inziative. Nel febbraio 2009 ha contribuito a realizzare una manifestazione con decine di oratori nel centro di Milano, in occasione del 65° anniversario della deportazione del popolo ceceno. La manifestazione, voluta dall'associazione Annaviva e dalle associazioni radicali territoriali di Milano, Torino e Lecco, era dedicata proprio a quei giornalisti che avevano dato la vita per raccontare la Cecenia e tra questi, in particolare, Anna Politkovskaja, Anastasija Baburova e Antonio Russo.

La scorsa primavera, invece, l'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora e l' Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano, di nuovo in collaborazione con Annaviva, hanno dedicato una serata alla proiezione del film "Cecenia. Reporter di guerra" di Leonardo Giuliano, racconto drammatico degli ultimi giorni di vita di Russo. La proiezione è stata introdotta da Matteo Cazzulani, presidente di Annaviva, e Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani.

www.radicalisenzafissadimora.org