martedì 29 maggio 2012

Riunione settimanale


Stasera, come tutti i martedì, ci ritroveremo nella sede di via Borsieri 12 (MM2 Garibaldi) a Milano, dalle 20:30 alle 22:00 circa, per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Parleremo delle nostre prossime iniziative pubbliche in tema di giustizia e amnistia. All'ordine del giorno anche i lavori della Commissione Statuto di Radicali Italiani. La riunione è aperta alla partecipazione di tutti, iscritti e non.

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sabato 26 maggio 2012

Finanziamento e partiti: confronto sul futuro del paese. Dibattito con Marco Cappato


Lunedì sera i circoli del Partito Democratico della Zona 3 di Milano organizzano un dibattito pubblico dal titolo 'Finanziamento e partiti: confronto sul futuro del paese', per approfondire i diversi modelli adottabili di finanziamento ai partiti, anche oltre gli aspetti contingenti. Partecipano: Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni; Ugo Sposetti, senatore del Partito Democratico e già tesoriere dei Democratici di Sinistra. Modera: Francesco Costa, giornalista.

Appuntamento lunedì 28 maggio alle ore 21:00, presso la libreria EquiLibri in via Farneti 11 (MM1 Lima) a Milano.

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venerdì 25 maggio 2012

Sabatino Finzi, UGEI: 'Ci lascia un grande eroe italiano, doveroso tramandare la sua testimonianza alle nuove generazioni'


Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA
SABATINO FINZI, UGEI: 'CI LASCIA UN GRANDE EROE ITALIANO, DOVEROSO TRAMANDARE LA SUA TESTIMONIANZA ALLE NUOVE GENERAZIONI'.

L'Unione Giovani Ebrei d'Italia esprime il proprio cordoglio per l'improvvisa scomparsa di Sabatino Finzi. Come giovani, in questo momento più che mai, ci rendiamo conto di qual è il nostro dovere di ragazzi ebrei, ossia quello di continuare a trasmettere la memoria di quegli anni e le storie di chi, come Sabatino Finzi, è riuscito a resistere ed è potuto tornare a casa. Noi, nipoti di coloro che videro ad Auschwitz cose inimmaginabili e che con il tempo hanno avuto la forza di raccontare affinché il loro ricordo non andasse perduto. È con questa consapevolezza che ci facciamo carico di tramandare la storia e di combattere coloro che, ancora oggi, hanno il coraggio di negare la Shoa. Concludiamo citando una storica frase del caro Sabatino: 'Sono andato a Gerusalemme, al Muro Occidentale (Kotel). E anch'io, come tutti, ho infilato un bigliettino. Ci ho scritto sopra: Hitler, non ce l'hai fatta a farmi fuori'. In questa triste occasione ci teniamo a farti una promessa, nessuno riuscirà a 'fare fuori' il tuo ricordo.

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Custodia cautelare in carcere? No, grazie

Di Lucio Marziale*.


PROPOSTA DI NUOVO TESTO ART. 275 COMMA 3 CODICE DI PROCEDURA PENALE

3- La misura degli arresti domiciliari può essere disposta solo quando ogni altra misura risulti inadeguata. La custodia cautelare in carcere può essere applicata soltanto quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui al Libro II Titolo XII Capo III Sezione I del Codice Penale, nonché a quelli ricompresi nell'art. 51 comma 3 bis del Cpp o negli artt. 4 bis, 4 ter e 4 quater della Legge n° 354/75, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari, o che siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.

IN ALTRE PAROLE...

La modifica proposta interessa un solo comma di un solo articolo del Codice di Procedura Penale vigente, l'art. 275, che reca nella rubrica: Criteri di scelta delle misure, e vista l'attuale drammatica situazione di sovraffollamento carcerario dovrebbe essere introdotta con un decreto legge. La modifica punta a far sì che ove il Giudice ritenga di dover imporre una misura custodiale, questa debba essere quella degli arresti domiciliari. La custodia cautelare in carcere, invece, resterebbe riservata solo ai gravi reati, che già precedenti normative hanno individuato e che il testo della novella legislativa si limita a riproporre. Il testo proposto, inoltre, fa salva la possibilità in ogni caso che la custodia cautelare in carcere possa essere sostituita da altre misure meno afflittive, in ciò uniformandosi a recenti sentenze della Corte Costituzionale; e sempre facendo salve le ipotesi di gravi patologìe e/o situazioni personali (donne incinte etc) già disciplinate dal Codice e che già escludono la possibilità di imporre la custodia cautelare in carcere. Con tale nuova normativa si ridurrebbe drasticamente e in maniera relativamente rapida l'affollamento carcerario, in considerazione della alta incidenza del numero di detenuti in custodia cautelare. Inoltre, si darebbe il via ad una crescita di una edilizia di tipo carcerario "attenuato", costituito da comunità che potrebbero accogliere gli indagati in stato di arresti domiciliari, edilizia che potrebbe essere sostenuta da investitori privati. Il carcere, di fatto, resterebbe riservato solo ai detenuti definitivi o a coloro che trasgrediscano le prescrizioni imposte o a coloro che non dispongano di un domicilio (facilmente reperibile, peraltro, presso comunità di tipo sociale o religioso). Si tratta di un intervento strutturale che supera la concezione del carcere quale misura cautelare, e che prende atto del fallimento della limitazione imposta dal testo vigente dell'art. 275 comma 3 Cpp ("La custodia cautelare in carcere può essere disposta solo quando ogni altra misura risulti inadeguata").

* Lucio Marziale è avvocato penalista, giornalista pubblicista e consigliere comunale di Isola del Liri (FR).

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giovedì 24 maggio 2012

L'omosessualità? Non può essere reato. In memoria di David Kato Kisule


Domani pomeriggio l'Associazione Radicale Certi Diritti e il Teatro Elfo Puccini organizzano un incontro per ricordare l'attivista ugandese David Kato Kisule e per fare il punto sulla campagna globale per depenalizzare l'omosessualità in decine di paesi in tutto il mondo. Partecipano: Elio Polizzoto, Centro per la difesa e promozione dei diritti umani; Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti; Alessandro Demarie, Amnesty International.

Appuntamento venerdì 25 maggio alle ore 17:00, presso il Teatro Elfo Puccini in corso Buenos Aires 33 (MM1 Lima) a Milano.

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martedì 22 maggio 2012

Riunione settimanale


Stasera, come tutti i martedì, ci ritroveremo nella sede di via Borsieri 12 (MM2 Garibaldi) a Milano, dalle 20:30 alle 22:00 circa, per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Parleremo delle nostre prossime iniziative pubbliche in tema di giustizia e amnistia. All'ordine del giorno anche i lavori della Commissione Statuto di Radicali Italiani. La riunione è aperta alla partecipazione di tutti, iscritti e non.

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domenica 20 maggio 2012

Carcere e diritti delle minoranze

Di Alessandro Tessari.
Da Raccontando Pannella... a ruota libera.

Una delle prime esperienze forti che feci quando mi imbarcai nell'avventura radicale fu quella di andare a visitare le carceri. Qualcuno riteneva che fosse pericoloso entrare nelle celle. E spesso gli agenti scortano i visitatori nelle celle. I Radicali avevano un diverso stile. Ti fermi davanti ad una cella, te la fai aprire. A quel punto entrano il maresciallo, le guardie, specie se il detenuto è pericoloso. Le prime volte delle mie visite, il personale di custodia voleva fermarsi dentro, mentre tu parlavi con i detenuti. Mi resi subito conto che un detenuto non ti può raccontare le cose che non vanno, davanti agli agenti. Da allora ho sempre fatto uscire tutto il personale di custodia e poi mi sono chiuso dentro con i detenuti. A quel punto scattava una gara tra tutti i presenti a farti ogni sorta di cortesie: il caffè, la sigaretta, la chiacchiera sulle condizioni di vita del detenuto. Non ho mai avuto un attimo di timore che mi potesse succedere qualcosa. Certo è che se tu li tratti come gli animali che si vedono allo zoo: passi davanti alle loro gabbie con l'aria di chi pensa: prima me la sbrigo meglio è, ti può capitare anche che ti sputino in faccia, come successe a qualcuno. La sensibilità dei Radicali per il carcere, come luogo separato della società, come non luogo, dove fino a non molti anni fa non era consentito andare e non si andava, ma dove le società occultano il loro più profondo modo di essere, ha fatto crescere quella sensibilità che dal mondo delle carceri dilaga nella società. La stratificazione, la discesa agli inferi ha tanti gironi e in ciascuno c'è una componente della nostra società, e in basso stanno quelle meno significative, quelle che hanno un po' meno opportunità e dunque, consequenzialmente, qualche diritto in meno. È la strada che porta a scoprire che i diritti civili da rivendicare, non sono mai delle minoranze, ma di quasi la totalità delle nostre società. È che ciascuna minoranza crede di essere l'unica minoranza sventurata. E così i giovani senza futuro o le donne o gli anziani o gli handicappati. I carcerati, gli omosessuali, i senzacasa, i senza lavoro. Queste categorie sono quasi tutta la nostra società. Se poi andiamo a esaminare quella minoranza forte che governa le nostre società, i maschi adulti impiegati nelle attività produttive, si scopre che anche fra questi, i più si sentono, e sanno di essere, minoranze. Perché vengono espulsi dal lavoro prima, perché a parità di prestazioni hanno paghe più basse e così via.

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