Visualizzazione post con etichetta Giustizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giustizia. Mostra tutti i post

giovedì 13 dicembre 2012

Carceri senza dignità. Presentazione a Milano del IX Rapporto dell'Osservatorio sulle condizioni di detenzione in Italia dell'Associazione Antigone


Martedì prossimo l'Associazione Antigone, con il patrocinio del Comune di Milano, organizza un incontro pubblico a Milano per presentare il IX Rapporto del suo Osservatorio sulle condizioni di detenzione in Italia (Edizioni Gruppo Abele). Partecipano: Lamberto Bertolé (PD) e Mirko Mazzali (SEL), membri della Sottocommissione Carceri del Consiglio Comunale di Milano; Antonella Calcaterra, avvocato della Camera Penale di Milano; Corrado Mandreoli, rappresentante dell'Osservatorio Carcere e Territorio di Milano della CGIL; Ilaria Sesana, giornalista dell'agenzia Redattore Sociale; Jacopo Nedbal, membro dell'Associazione Antigone Lombardia. Introduce: Valeria Verdolini, Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell'Associazione Antigone. Conclude: Alessandra Naldi, Associazione Antigone Lombardia. È stato inoltre invitato a intervenire Aldo Fabozzi, Provveditore regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Lombardia. Durante l'incontro verranno proiettati alcuni spezzoni del documentario web Inside Carceri, prodotto da Next New Media e Associazione Antigone.

'L'Osservatorio dell'Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia è frutto di un'attività collettiva, che ha visto impegnate negli anni oltre cento persone. Il suo primo rapporto si chiamava «Il carcere trasparente». In questo titolo è racchiusa la filosofia di fondo del lavoro: nessun luogo pubblico deve mai rimanere oscuro, e tanto meno il carcere. Il carcere è parte della società. Da qualche anno in qua, sta nascendo in varie realtà locali e regionali italiane la figura del Garante delle persone private della libertà personale. Antigone si è battuta per questo e continua a battersi affinché questa figura venga regolamentata anche a livello nazionale. Resta comunque la consapevolezza che, aprendo il carcere alla società e la società al carcere, tutti possono farsi garanti dei diritti dei detenuti. Come scriveva Mauro Palma qualche anno fa: «osservare il sistema penitenziario è già agire in esso; è dare un contributo alla sua evoluzione, individuare una direzione alla sua azione; è anche aprirlo all'esterno»'.

Appuntamento martedì 18 dicembre alle ore 18:00, presso il CAM Garibaldi 'Falcone e Borsellino' in corso Garibaldi 27 (MM2 Lanza) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 10 dicembre 2012

Domani mattina davanti al carcere di Opera per amnistia, diritto di voto ai detenuti e Ambrogio Crespi libero subito!


Domani mattina, nell'ambito della nuova mobilitazione radicale in corso dal 9 all'11 dicembre, l'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora organizza una manifestazione davanti al carcere milanese di Opera per accompagnare la battitura dei detenuti e per chiedere Amnistia per la Repubblica, diritto di voto ai detenuti e l'immediata scarcerazione di Ambrogio Crespi, ingiustamente detenuto da oltre due mesi.

Appuntamento martedì 11 dicembre alle ore 13:00, davanti al carcere di Opera in via Camporgnago 40 a Opera (Milano).

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 8 dicembre 2012

Comunicato stampa: Martedì 11 dicembre di nuovo ad Opera per manifestare su Amnistia per la Repubblica, voto ai detenuti e vicenda Crespi


Comunicato Stampa
Martedì 11 dicembre di nuovo ad Opera per manifestare su Amnistia per la Repubblica, voto ai detenuti e vicenda Crespi

L'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, nell'ambito della nuova mobilitazione per le giornate di domenica 9, lunedì 10 e martedì 11 dicembre, guidata da Marco Pannella, da giovedì scorso in sciopero della fame alternato ogni tre giorni da una giornata di sciopero della sete, organizza per martedì 11 dalle 13.00 alle 13.30 una manifestazione davanti al carcere di Opera (via Camporgnago 40, Milano). Nelle carceri si ripeterà la battitura alle sbarre delle celle con questi orari: domenica e lunedì dalle 13 alle 13.30 e dalle 19 alle 19.45, mentre martedì la battitura verrà effettuata dentro e fuori le carceri. «Ritorniamo davanti ad Opera come giovedì 22 novembre – ha sottolineato il segretario dell'associazione Marco Di Salvo – per accompagnare dall'esterno, la battitura che avverrà all'interno da parte dei detenuti e saremo lì anche per gridare 'Amnistia per la Repubblica'». «Torniamo ad Opera – sottolinea Emiliano Silvestri, tesoriere di Radicali Senza Fissa Dimora – anche per sottolineare la vicenda di Ambrogio Crespi, che si è visto rifiutare per la seconda volta l'istanza di scarcerazione ed è da quasi due mesi in detenzione preventiva». Alla manifestazione hanno aderito anche Luigi Crespi, fratello di Ambrogio, e gli amici e colleghi di lavoro di Ambrogio protagonisti del tamtam telematico via Twitter e Facebook che ha portato molti parlamentari a firmare l'appello per la liberazione di Ambrogio Crespi.

Per qualche informazione in più sul caso Crespi:

Le parole di Giuseppe Rossodivita, avvocato di Ambrogio Crespi, dopo che il gip ha respinto la nuova istanza di scarcerazione:

http://luigicrespi.clandestinoweb.com/2012/12/bollettino-n63-del-58-giorno-di-prigionia-di-ambrogio-crespi-intervista-a-rossodivita-gip-e-pm-come-un-sol-uomo-molto-delusi-ma-continueremo-a-batterci-finche-non-troveremo-un/

Intervista di Radio Radicale a Luigi Crespi del 30 novembre 2012, cinquantesimo giorno di carcerazione preventiva del fratello Ambrogio:

http://www.radioradicale.it/scheda/367274/nuova-istanza-di-scarcerazione-per-ambrogio-crespi-intervista-a-luigi-crespi-al-ventesimo-giorno-di-sciope

Il sito Internet 'Ambrogio Crespi Libero Subito', con tutte le notizie aggiornate e i documenti del processo:

http://www.ambrogiocrespi.it/

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 2 dicembre 2012

Ambrogio Crespi è al 54° giorno di carcere. Intervista al fratello Luigi Crespi


Venerdì scorso Emiliano Silvestri, tesoriere dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora e giornalista di Radio Radicale, ha incontrato e intervistato Luigi Crespi. Il fratello di Crespi, Ambrogio, è attualmente recluso nel carcere milanese di Opera in attesa di giudizio, nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra l'ex assessore regionale lombardo Domenico Zambetti (PdL) e la 'Ndrangheta. Lo difendono gli avvocati Giuseppe Rossodivita, anche consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella nel Lazio, e Marcello Elia. La deputata radicale Rita Bernardini ha parlato di un nuovo caso Tortora. Tutti i dettagli del caso, gli aggiornamenti della vicenda giudiziaria e molti documenti sono disponibili sul sito www.ambrogiocrespi.it, dove è anche possibile firmare una petizione che chiede l'immediata scarcerazione di Ambrogio Crespi.


www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 25 novembre 2012

Chi è Ambrogio Crespi? E perché si trova in carcere da 47 giorni?


A cura di Marco del Ciello.

Ambrogio Crespi, fratello del più noto sondaggista Luigi Crespi, è un professionista di successo nel settore della comunicazione e dirige il quotidiano on line Clandestinoweb. Negli anni si è anche impegnato a denunciare i mali della giustizia italiana, spesso a fianco dei radicali. Il 10 ottobre scorso è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra l'ex assessore lombardo Domenico Zambetti e l'organizzazione criminale 'Ndrangheta. Si trova attualmente recluso nel carcere di Opera, alle porte di Milano, in attesa di giudizio. Il suo caso presenta notevoli analogie con quello di Enzo Tortora: dall'abuso della carcerazione preventiva all'assenza di prove oggettive.


Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella nel Lazio e avvocato difensore di Crespi, spiega in un'intervista rilasciata il 10 novembre scorso a Radio Radicale la vicenda giudiziaria del suo assistito:



La deputata radicale Rita Bernardini, nel corso della puntata del 17 novembre scorso del programma 'Omnibus' in onda su La7, cita il caso di Ambrogio Crespi come esempio dei mali della giustizia italiana:



L'avvocato Gian Domenico Caiazza, nel corso della puntata del 23 novembre scorso del programma 'Il rovescio del diritto' in onda su Radio Radicale, intervista Giuseppe Rossodivita e Rita Bernardini sul caso Crespi:

 


Luigi Crespi, fratello di Ambrogio, ha allestito un sito Internet su cui è possibile seguire giorno per giorno gli sviluppi del caso giudiziario, leggere i documenti relativi al processo e anche firmare una petizione on line che chiede l'immediata scarcerazione di Crespi:

www.radicalisenzafissadimora.org

mercoledì 21 novembre 2012

Manifestazione a Opera per l'amnistia e il diritto di voto ai detenuti. Ambrogio Crespi libero subito!


Domani sera l'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora organizza, nell'ambito della quatto giorni di sciopero della fame, battitura e silenzio per il diritto di voto dei detenuti e per l'amnistia lanciata da Marco Pannella e dal Partito Radicale, una manifestazione davanti al carcere milanese di Opera.

'Durante questo sit-in – ha sottolineato il segretario dell'associazione Marco Di Salvo – accompagneremo dall'esterno, per un quarto d'ora dalle 20:00 alle 20:15, la battitura che avverrà all'interno da parte dei detenuti e saremo lì anche per gridare «Amnistia per la Repubblica»'. 'Abbiamo pensato al carcere di Opera – sostiene Emiliano Silvestri, tesoriere di Radicali Senza Fissa Dimora – anche per ricordare la vergogna tutta italiana dei regimi speciali, a partire dal 41 bis'. Tra i vari primati di questo grande carcere, costruito negli anni Ottanta, Opera ne ha da poco conseguito un altro: quello del sito di detenzione con il maggior numero di detenuti nel cosiddetto 'carcere duro' determinato dall'articolo 41 bis OP. A tale risultato si è giunti anche grazie al completamento di un nuovo lotto di 92 celle da destinare all'isolamento totale tipico dei detenuti in questo regime e alla conversione della precedente sezione femminile del carcere nella sezione dedicata al 41 bis.

Alla manifestazione ha aderito anche Luigi Crespi, fratello di Ambrogio, detenuto da più di un mese nello stesso carcere per le vicende giudiziarie legate al procedimento a carico dell'ex assessore regionale lombardo Zambetti per la compravendita di voti della 'ndrangheta. Rita Bernardini, deputata radicale, ha parlato di un nuovo 'caso Tortora'. Per qualche informazione in più sulla vicenda giudiziaria potete ascoltare l'intervista di Radio Radicale a Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella nel Lazio e avvocato difensore di Ambrogio Crespi:


Appuntamento giovedì 22 novembre alle ore 20:00, davanti al carcere di Opera in via Camporgnago 40 a Opera (Milano).


www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 15 novembre 2012

Una chance per Chico. Dibattito aperto alla stampa sul caso giudiziario di Chico Forti. Con Emma Bonino


Sabato pomeriggio Giovanni Terzi, già assessore del Comune di Milano e iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, e il movimento Chico Forti Free organizzano un dibattito aperto alla stampa sul caso giudiziario di Chico Forti. Partecipano: Emma Bonino, vicepresidente del Senato; Roberta Bruzzone, criminologa ed esperta di psicologia forense; Gianni Forti, zio di Chico; un rappresentante del Comitato 'Una Chance per Chico'; Karmen Morra, del comitato 'Le leonesse di Chico'. Moderano Giovanni Terzi e il cantante Red Ronnie. Durante l'incontro verrà trasmesso un filmato su Chico Forti a cura di Red Ronnie e verranno illustrate le successive iniziative in programma per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo caso giudiziario, affinché si giunga al più presto alla revisione del processo.

'Enrico 'Chico' Forti, dopo un processo di ventiquattro giorni, il 15 giugno 2000 è stato ritenuto colpevole di omicidio da una giuria popolare della Dade County di Miami, «per aver personalmente e/o con altra persona o persone allo Stato ancora ignote, agendo come istigatore e in compartecipazione, ciascuno per la propria condotta partecipata, e/o in esecuzione di un comune progetto delittuoso, provocato, dolosamente e preordinatamente, la morte di Dale Pike». La sentenza ha lasciato esterrefatti quanti avevano seguito il dibattimento processuale, increduli che una giuria abbia potuto emettere, 'oltre ogni ragionevole dubbio', un verdetto di colpevolezza sulla base di così deboli e confuse prove circostanziali. Attente verifiche e valutazioni, sulla fondatezza di queste 'prove circostanziali', produssero una tale quantità di dubbi, che il sospetto che i fatti siano andati in modo completamente diverso da come sono stati presentati dall'accusa, è divenuto certezza. Nel corso degli anni è cresciuto un movimento a sostegno della battaglia per fare riconoscere l'innocenza di Chico Forti'.

Per maggiori informazioni:

sito Internet: http://www.chicoforti.com/
blog: http://chicofortifree.blogspot.it/
gruppo Facebook: Chico Forti: un innocente condannato all'ergastolo
pagina Facebook: Chico Forti Free
Twitter: Official Chico Forti @chico_forti

Appuntamento sabato 17 novembre alle ore 14:30, presso il Circolo della Stampa in corso Venezia 48 (MM1 Porta Venezia) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 5 ottobre 2012

Radical Party, Ingiust'Italia: lo stato criminale della giustizia nel nostro paese. Con Marco Pannella e Vittorio Feltri


Oggi pomeriggio, nell'ambito dell'iniziativa Radical Party in corso a Milano dal 28 settembre al 9 ottobre, l'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora organizza un dibattito dal titolo 'Ingiust'Italia: lo stato criminale della giustizia nel nostro paese'. All'interno del nostro gazebo in piazza Cordusio Marco Pannella e il giornalista Vittorio Feltri si confronteranno pubblicamente sullo stato della giustizia in Italia, dalla condizione delle carceri all'intollerabile lunghezza dei processi.

L'anno scorso Vittorio Feltri ha spiegato con un articolo su Il Giornale il suo sostegno alla proposta di amnistia lanciata da Marco Pannella e dai radicali:


N. B.: per seguire e commentare il dibattito in diretta su Twitter, cercate l'hashtag #PannellaFeltri. Faremo il live-tweeting dell'evento dal nostro account @radicalisfd.

Appuntamento venerdì 5 ottobre alle ore 17:00, presso il gazebo Radical Party in piazza Cordusio (MM1 Cordusio) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

mercoledì 3 ottobre 2012

Vittorio Feltri: Cari onorevoli, sull'amnistia io sto con Pannella


Venerdì pomeriggio, nell'ambito dell'iniziativa Radical Party in corso a Milano dal 28 settembre al 9 ottobre, Vittorio Feltri incontra Marco Pannella per discutere pubblicamente dello stato criminale della giustizia in Italia, dalla condizione delle carceri all'intollerabile lunghezza dei processi. Ripubblichiamo quindi un articolo in cui il giornalista spiega il suo sostegno alla proposta di amnistia lanciata da Pannella e dai radicali. Appuntamento venerdì 5 ottobre alle ore 17:00, presso il gazebo Radical Party in piazza Cordusio (MM1 Cordusio) a Milano.


Di Vittorio Feltri.
Da Il Giornale del 25 giugno 2011.

È una posizione impopolare che molti italiani non capiscono. Ma qualcuno deve smuovere l'indifferenza del Parlamento. Marco Pannella sfida la morte per dire che i carcerati hanno diritto a situazioni dignitose. Se l'Italia non può costruire nuovi penitenziari, si rassegni a trovare pene alternative.

L'ennesima violenza di Mar­co Pannella su se stesso (sciopero della sete, un ri­schio letale) lascia perplessi gli italiani se addirittura non li irrita.

Perché è finaliz­z­ata ad accendere l'attenzio­ne della politica, e dell'opi­nione pubblica in generale, su un problema autentico, grave, che tuttavia la gente non considera neppure: la condizione disumana in cui vengono tenuti i carcerati. La mentalità diffusa è que­sta: chi finisce dentro ci de­ve rimanere per espiare. Non importa se la metà dei detenuti è in attesa di giudi­zio e non è detto sia colpevo­le. Non importa neppure che la Costituzione (oltre alla tradizione di civiltà) sia chiara: la pena deve servire a emendare (rieducare) e non può trasformarsi in una sorta di vendetta contro il reo, il quale dunque sia pri­vato della libertà, ma non della dignità.

Il più delle vol­te questi discorsi teorici fan­no venire i nervi a chi li ascol­ta, convinto semmai dell'op­portunità di infliggere qual­siasi tormento a chi sta die­tro le sbarre, così impara a non delinquere. Se le prigioni sono sovraf­follate, indecenti, stabili­menti di tortura dove la pro­miscuità annulla la perso­nalità e abbrutisce, chisse­nefrega: tanto peggio per i criminali, tanto meglio per noi onesti. L'idea cambia se all'onesto capita (eccome se capita) di essere arresta­to, magari per errore. Allora prova cosa voglia dire nel Terzo Millennio subire umi­liazioni di tipo medievale e si propone, appena fuori, di dedicare il resto della vita al­la battaglia: riservare ai car­cerati un trattamento alme­no cristiano se non proprio civile.

Peccato che dopo un me­se di libertà, il ricordo dei pa­timenti sbiadisca e la volon­tà che essi non si ripetano mai più, per nessuno, evapo­ri e lasci il posto ad altri impegni. Sicché per i detenuti si perpetuano indicibili sof­ferenze. L'unico politico che invece non dimentica mai nessuno, nemmeno gli «ultimi», è Marco Pannella, eroe (senza retorica) di mil­le guerre contro le ingiusti­zie (e a favore dei diritti), al­cune perse e molte vinte. Lui, il Grande Radicale, ha speso l'esistenza non per ar­ricchirsi e farsi bello in tivù, ma per imporre le «ragioni della Ragione» sull'egoismo e la meschinità dei potenti, bravi solo a farsi gli affari propri e a difendere i privile­gi della casta cui apparten­gono. Anche adesso, vecchio e malandato, Marco sfida la morte per dire al Palazzo che se un Paese basa il pro­prio ordinamento giudizia­rio sulle condanne alla de­tenzione, bisogna almeno che si doti delle strutture ne­cessarie affinché tali con­danne siano scontate in luo­ghi idonei. L'Italia non è all' altezza, per mancanza di mezzi, di costruire nuovi pe­nitenziari Si rassegni a tro­vare pene alternative.

E a de­penalizzare certi reati. Infine l'amnistia non è una bestemmia. Se ne discu­ta con serietà come si faceva un tempo. E si rammenti che, a differenza dell'indul­to, cancella il reato e quindi anche il processo, non sola­mente la sanzione, e pertan­to la sua applicazione contri­buirebbe a sollevare i tribu­nali dal lavoro che non rie­scono a svolgere. Azzerare e ripartire da capo. Forza Pannella. E che qual­cuno gli dia retta. So che que­sto articolo è impopolare. Mi auguro però serva a smuovere dall'indifferenza i signori del Parlamento.

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 22 giugno 2012

Presentazione del documentario sul trattamento rieducativo nelle carceri italiane 'Articolo 27'



Lunedì prossimo l'Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano organizza la presentazione del documentario sul trattamento rieducativo nelle carceri italiane 'Articolo 27', di Laura Fazzini, Elia Agosti e Luca Gaddin. Scopo della serata sarà anche quello di capire se, a partire dall'analisi delle esperienze di associazioni e cooperative milanesi, si possano trovare spazi di iniziativa presso il Consiglio Comunale di Milano e gli organi regionali della Lombardia. Partecipano: Laura Fazzini, fotografa, regista e co-autrice del documentario; Alessandra Naldi, presidente di Antigone Lombardia; Luisa Della Morte, Cooperativa Sociale Alice – Sartoria SanVittore; Silvia Polleri, Cooperativa ABC La Sapienza in Tavola; Andrea Tollis, direttore di Ciao Onlus; Silvano Messina, ex detenuto nel carcere di Opera e autore del libro 'Parole che sprigionano'.

'Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27.3 Cost.). È partendo da questo articolo che inizia il nostro viaggio all'interno di quattro carceri italiane, alla scoperta di come questi principi vengano o meno messi in pratica e del ruolo, delle forme e dei risultati della rieducazione durante il percorso carcerario. Noi crediamo che un percorso rieducativo che favorisca il reinserimento del detenuto in una realtà non più chiusa tra le mura di un carcere, ma libera e incondizionata, possa giovare sia al carcerato che al cittadino comune, e per provare questa tesi abbiamo deciso di avviare tale progetto'.

Appuntamento lunedì 25 giugno alle ore 21:00, presso la sede dell'Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano in via Malachia Marchesi De Taddei 10 (MM1 De Angeli) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 10 giugno 2012

Il carcere e la città

Di Alain Brossat.
Da Scarcerare la società.

È precisamente qui che che il tema tanto in voga dell'inserimento della prigione nella città trova il suo limite: questa magra utopia si scontra con l'ostacolo dell'immobilità programmata dell'istituzione penitenziaria e con la costanza dei discorsi securitari, il cui effetto è di preservare all'infinito la condizione di «mondo a parte» del carcere, il suo statuto d'eccezione. Lo sforzo di quella parte illuminata della società che persevera nel tentativo di fare evolvere la condizione penitenziaria si scontra con l'opposizione di principio a ogni progetto di riforma proveniente dal bunker dei sindacati degli operatori penitenziari. In un gioco abbastanza perverso, l'argomento dell'immobilismo da parte del personale penitenziario serve a fondare la perpetuazione del realismo securitario a spese della fantasticheria su quella «banalizzazione» della prigione che ne renderebbe possibile il suo inserimento nella città. Del resto, sottolinea Claude Lucas, è difficile supporre che il progetto d'inserimento dell'istituzione penitenziaria potrebbe avere successo «quando si sa che la maggioranza della sua popolazione [i detenuti] non realizzerà mai il proprio». Il carcere, che lui chiama «la città dei rifiuti», non può che restare assolutamente eterogeneo alla città degli uomini. La questione dell'inserimento del carcere nella città è un falso problema: nella migliore delle ipotesi una generosa illusione, nella peggiore uno slogan demagogico. Opponiamoli la sola prospettiva storica che abbia valore: scarcerare la società.

www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 7 giugno 2012

Storie di uomini cattivi per uomini buoni. Presentazione dei libri di Carmelo Musumeci


Domani sera la Libreria Popolare di via Tadino aderisce al primo Festival Letteratura di Milano ospitando una serata dal titolo 'Storie di uomini cattivi per uomini buoni', con la presentazione dei libri di Carmelo Musumeci e un dibattito sul tema dell'ergastolo ostativo. Partecipa: Roberta Cassia, magistrato di sorveglianza.

'È da tanti anni, prima di molti altri, persino degli stessi giudici, avvocati e addetti ai lavori, che ho scoperto che in Italia esiste 'La Pena di Morte Viva'. È da tanti anni che parlo e scrivo che la pena dell'ergastolo ostativo è peggio, più dolorosa è più lunga della pena di morte; che è una pena di morte al rallentatore; che ti ammazza, lasciandoti vivo, tutti i giorni sempre un po' di più; che in Italia ci sono giovani ergastolani che al momento del loro arresto erano adolescenti, che invecchieranno e moriranno in carcere; che solo in Italia, in nessun altro Paese in Europa, esiste la pena dell'ergastolo ostativo, una pena che non finirà mai se non collabori con la giustizia o se al tuo posto non ci metti qualche altro; che la pena dell'ergastolo va contro la legge di Dio e degli uomini, contro l'art. 27 della Costituzione, che dice 'Le pene devo tendere alla rieducazione', e alla Convenzione della Corte europea' (Carmelo Musumeci).

Appuntamento venerdì 8 giugno alle ore 21:00, presso la Libreria Popolare di via Tadino in via Tadino 18 (MM1 Lima) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 25 maggio 2012

Custodia cautelare in carcere? No, grazie

Di Lucio Marziale*.


PROPOSTA DI NUOVO TESTO ART. 275 COMMA 3 CODICE DI PROCEDURA PENALE

3- La misura degli arresti domiciliari può essere disposta solo quando ogni altra misura risulti inadeguata. La custodia cautelare in carcere può essere applicata soltanto quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui al Libro II Titolo XII Capo III Sezione I del Codice Penale, nonché a quelli ricompresi nell'art. 51 comma 3 bis del Cpp o negli artt. 4 bis, 4 ter e 4 quater della Legge n° 354/75, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari, o che siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.

IN ALTRE PAROLE...

La modifica proposta interessa un solo comma di un solo articolo del Codice di Procedura Penale vigente, l'art. 275, che reca nella rubrica: Criteri di scelta delle misure, e vista l'attuale drammatica situazione di sovraffollamento carcerario dovrebbe essere introdotta con un decreto legge. La modifica punta a far sì che ove il Giudice ritenga di dover imporre una misura custodiale, questa debba essere quella degli arresti domiciliari. La custodia cautelare in carcere, invece, resterebbe riservata solo ai gravi reati, che già precedenti normative hanno individuato e che il testo della novella legislativa si limita a riproporre. Il testo proposto, inoltre, fa salva la possibilità in ogni caso che la custodia cautelare in carcere possa essere sostituita da altre misure meno afflittive, in ciò uniformandosi a recenti sentenze della Corte Costituzionale; e sempre facendo salve le ipotesi di gravi patologìe e/o situazioni personali (donne incinte etc) già disciplinate dal Codice e che già escludono la possibilità di imporre la custodia cautelare in carcere. Con tale nuova normativa si ridurrebbe drasticamente e in maniera relativamente rapida l'affollamento carcerario, in considerazione della alta incidenza del numero di detenuti in custodia cautelare. Inoltre, si darebbe il via ad una crescita di una edilizia di tipo carcerario "attenuato", costituito da comunità che potrebbero accogliere gli indagati in stato di arresti domiciliari, edilizia che potrebbe essere sostenuta da investitori privati. Il carcere, di fatto, resterebbe riservato solo ai detenuti definitivi o a coloro che trasgrediscano le prescrizioni imposte o a coloro che non dispongano di un domicilio (facilmente reperibile, peraltro, presso comunità di tipo sociale o religioso). Si tratta di un intervento strutturale che supera la concezione del carcere quale misura cautelare, e che prende atto del fallimento della limitazione imposta dal testo vigente dell'art. 275 comma 3 Cpp ("La custodia cautelare in carcere può essere disposta solo quando ogni altra misura risulti inadeguata").

* Lucio Marziale è avvocato penalista, giornalista pubblicista e consigliere comunale di Isola del Liri (FR).

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 20 maggio 2012

Carcere e diritti delle minoranze

Di Alessandro Tessari.
Da Raccontando Pannella... a ruota libera.

Una delle prime esperienze forti che feci quando mi imbarcai nell'avventura radicale fu quella di andare a visitare le carceri. Qualcuno riteneva che fosse pericoloso entrare nelle celle. E spesso gli agenti scortano i visitatori nelle celle. I Radicali avevano un diverso stile. Ti fermi davanti ad una cella, te la fai aprire. A quel punto entrano il maresciallo, le guardie, specie se il detenuto è pericoloso. Le prime volte delle mie visite, il personale di custodia voleva fermarsi dentro, mentre tu parlavi con i detenuti. Mi resi subito conto che un detenuto non ti può raccontare le cose che non vanno, davanti agli agenti. Da allora ho sempre fatto uscire tutto il personale di custodia e poi mi sono chiuso dentro con i detenuti. A quel punto scattava una gara tra tutti i presenti a farti ogni sorta di cortesie: il caffè, la sigaretta, la chiacchiera sulle condizioni di vita del detenuto. Non ho mai avuto un attimo di timore che mi potesse succedere qualcosa. Certo è che se tu li tratti come gli animali che si vedono allo zoo: passi davanti alle loro gabbie con l'aria di chi pensa: prima me la sbrigo meglio è, ti può capitare anche che ti sputino in faccia, come successe a qualcuno. La sensibilità dei Radicali per il carcere, come luogo separato della società, come non luogo, dove fino a non molti anni fa non era consentito andare e non si andava, ma dove le società occultano il loro più profondo modo di essere, ha fatto crescere quella sensibilità che dal mondo delle carceri dilaga nella società. La stratificazione, la discesa agli inferi ha tanti gironi e in ciascuno c'è una componente della nostra società, e in basso stanno quelle meno significative, quelle che hanno un po' meno opportunità e dunque, consequenzialmente, qualche diritto in meno. È la strada che porta a scoprire che i diritti civili da rivendicare, non sono mai delle minoranze, ma di quasi la totalità delle nostre società. È che ciascuna minoranza crede di essere l'unica minoranza sventurata. E così i giovani senza futuro o le donne o gli anziani o gli handicappati. I carcerati, gli omosessuali, i senzacasa, i senza lavoro. Queste categorie sono quasi tutta la nostra società. Se poi andiamo a esaminare quella minoranza forte che governa le nostre società, i maschi adulti impiegati nelle attività produttive, si scopre che anche fra questi, i più si sentono, e sanno di essere, minoranze. Perché vengono espulsi dal lavoro prima, perché a parità di prestazioni hanno paghe più basse e così via.

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 7 maggio 2012

Stasera il Consiglio di Zona 8 di Milano parla di carceri


Stasera il Consiglio di Zona 8 di Milano presenta il secondo episodio di 'Culturalmente Parlando', il progetto che porta il pubblico dibattito su temi di attualità nei quartieri della città. Per questo secondo episodio, il tema saranno le carceri milanesi. Saranno presenti per parlarne: don Gino Rigoldi, cappellano del Carcere Minorile 'Cesare Beccaria'; Lamberto Bertolè, presidente della Sottocommissione Carceri del Comune di Milano; Alessandra Naldi, presidente dell'Associazione Antigone in Lombardia; Daniela Barbini, psicoterapeuta e consulente dell'ASL di Milano presso San Vittore; Roberto Bezzi, responsabile Area Educativa del Carcere di Bollate.

Appuntamento lunedì 7 maggio alle ore 21:00, presso la Biblioteca di Piazzale Accursio in piazzale Accursio 5 a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

martedì 24 aprile 2012

Riunione settimanale annullata - Marcia per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà


Stasera, a differenza degli altri martedì, non ci ritroveremo per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Abbiamo infatti deciso di rinunciare al nostro appuntamento per consentire a militanti e iscritti di raggiungere Roma in tempo utile per partecipare, domani, alla Seconda Marcia per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà. Emiliano Silvestri, tesoriere dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, marcerà insieme agli altri esponenti del Partito Radicale e delle numerose associazioni che hanno già confermato la loro adesione all'importante iniziativa.

Appuntamento mercoledì 25 aprile alle ore 10:00, davanti al carcere di Regina Coeli in lungotevere della Farnesina a Roma.

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 16 aprile 2012

Diego Mazzola visita il carcere di San Vittore; Emiliano Silvestri il CIE di via Corelli


In preparazione alla Seconda Marcia per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà organizzata dal Partito Radicale a Roma il 25 aprile, Diego Mazzola, militante dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, accompagnerà Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del Partito Democratico, in una visita ispettiva al carcere milanese di San Vittore. La delegazione radicale comprenderà anche Nicolò Calabro e Andrea Andreoli dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano. Perduca incontrerà poi la stampa alle 16:45, all'uscita dal carcere in piazza Filangieri 2.

Domani mattina, invece, Emiliano Silvestri, tesoriere dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, accompagnerà lo stesso Perduca in una visita ispettiva al Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di via Corelli a Milano. La delegazione radicale comprenderà anche Giulia Crivellini dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 15 aprile 2012

Sopra le mura del carcere

Di Thomas Mathiesen.
Da Perché il carcere?

Concretamente si possono distinguere due difficoltà. In primo luogo è molto difficile istituire quel tipo di contatto trasversale, sopra le mura del carcere, che è un presupposto necessario dell'azione di smascheramento. Esso fa tutt'uno con l'istituzione di quello che chiamerò d'ora innanzi una solidarietà comunicativa tra i detenuti e le persone politicamente sensibili all'esterno, ossia una comunicazione vicendevole sulla vita interna e sulle magagne del carcere. Sono in molti a darsi da fare, se necessario con grande impegno, per impedire che questa solidarietà comunicativa si stabilisca.
In secondo luogo, è difficile riuscire a diffondere nella società quella comprensione che la solidarietà comunicativa ha creato. Smascherare il fiasco non significa semplicemente additarlo, «renderlo noto». Sono molti gli esempi di persone che hanno «raccontato» al mondo esterno le brutture del carcere senza suscitare una reazione qualsiasi. Ciò che chiamiamo qui smascherare il segreto del carcere richiede che lo si denunci con tanta forza da poter convincere, tanta sincerità da poter commuovere, e giungendo, per il contenuto dell'informazione, tanto prossimi agli interlocutori da muovere all'azione. Anche in questo caso sono in molti a cercare d'impedirlo.
In pratica i due aspetti sono strettamente legati. Le difficoltà ad istituire al di sopra delle mura carcerarie la solidarietà comunicativa si riverberano sullo smascheramento, di cui la solidarietà è un presupposto necessario. Gli ostacoli che si frappongono allo smascheramento, dato che il lavoro va così facilmente a vuoto, hanno conseguenze sulla stessa istituzione della solidarietà comunicativa.

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 30 marzo 2012

Il perdono responsabile. Dibattito con Gherardo Colombo


Stasera, nell'ambito dell'iniziativa Extrema Ratio, la Caritas Ambrosiana organizza un dibattito dal titolo Il perdono responsabile, un dialogo sui temi della carcerazione, dell'efficacia del sistema penitenziario, della finalità di tali pratiche di reclusione, della giustizia riparativa e del perdono. Partecipano: Gherardo Colombo, già Magistrato del Tribunale di Milano e autore del libro 'Il perdono responsabile. Si può educare al bene attraverso il male? Le alternative alla punizione e alle pene tradizionali'; don Virgilio Balducchi, Ispettore Generale dei Cappellani dell'Amministrazione Penitenziaria.

Appuntamento venerdì 30 marzo alle ore 18:30, presso la Sala Africa del Padiglione 4 della fiera Fa' la cosa giusta! a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 4 marzo 2012

Non ero diventato presidente per guadagnare popolarità

Di Václav Havel.
Da Un uomo al Castello.

L'amnistia del gennaio 1990 mi viene rimproverata da quindici anni senza che nessuno sia in grado di spiegare perché fosse sbagliata. Avrebbe aumentato la criminalità, mentre sono stati fenomeni del tutto diversi a farla incrementare. I detenuti liberati nel 1990 hanno inciso sulla criminalità totale, se ricordo bene, nelle terre ceche del nove e in Slovacchia del sette per cento, una cifra di poco superiore a quella relativa ai detenuti liberati ogni anno. D'altronde la maggioranza di loro doveva comunque uscire quell'anno o l'anno dopo, e l'amnistia prevedeva, nei casi di reati gravi, solo uno sconto di pena di un anno. L'amnistia era stata preparata da esperti, tra i quali figuravano personalità conosciute come, per esempio, l'ombudsman attuale Otakar Motejl, l'attuale presidente della Corte costituzionale Pavel Rychetský, l'ex ministro della giustizia Dagmar Burešová e altri. Più tardi lessi le statistiche e le analisi dei giuristi di diritto penale relative all'amnistia, e non corrispondevano molto con quelle contenute nelle critiche. Sì, è stata un'amnistia veramente generosa. Ma bisognava dare un segnale forte di cambiamento e della volontà di uscire dal degrado che aveva contraddistinto la giustizia comunista. Per quanto riguarda la grazia, anche questo è un cliché, fa parte della mitologia nazionale che ebbe inizio con la critica della suddetta amnistia. Sulle concessioni della grazia sarà pubblicato un libro dettagliato a cura della mia collaboratrice del settore giustizia dell'ufficio di Presidenza, con descrizioni particolareggiate di ogni caso e con le relative motivazioni. Concedevo da settanta a cento grazie all'anno, che non era molto. Raramente si trattava di correggere un arbitrio giudiziario, nella maggior parte dei casi erano atti di clemenza. Ogni grazia è controversa nella sua essenza, perché viene comunque concessa a una persona che ha commesso un crimine, ed è quindi criticabile. Avevano sempre la precedenza le persone anziane, i malati, le donne e coloro che avevano figli da mantenere. Coloro che mi preparavano la documentazione studiavano ogni singolo caso, visitavano i condannati in prigione e quelli in libertà, studiavano i loro dossier, le loro condizioni famigliari ecc. ecc. Naturalmente sarebbe stato molto più facile non concedere alcuna grazia. Sarei stato molto più popolare. Ma non ero diventato presidente per guadagnare popolarità. È paradossale che alle volte fossero gli stessi giudici che avevano condannato una persona a chiedermi la grazia per quel caso: dovevano rispettare la legge, ma nello stesso tempo sapevano che quella persona non andava rinchiusa.

www.radicalisenzafissadimora.org