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venerdì 28 ottobre 2011

Bielorussia, prigione a cielo aperto. Dibattito con Matteo Mecacci e Giulio Manfredi


Venerdì prossimo l'associazione Annaviva organizza un incontro dal titolo Bielorussia, prigione a cielo aperto. Secondo l'ultimo rapporto annuale dell'organizzazione americana Freedom House, la Bielorussia è tra i primi dieci Paesi con la peggiore libertà di stampa. 'I media – si legge nel documento pubblicato nel mese di maggio – fungono da portavoce delle autorità. L'accesso dei cittadini ad informazioni imparziali è molto limitato, e il dissenso soppresso con pene varie'.

Partecipano:

Natalja Radina, giornalista bielorussa del portale indipendente Charter '97, che ha da poco ricevuto asilo politico dalle autorità lituane ed è attualmente riparata a Vilnius;
Vera Stremkovskaya, avvocatessa bielorussa impegnata nella difesa dei diritti umani. Perseguitata nel suo paese, vive attualmente in Svezia;
Matteo Mecacci, deputato radicale eletto nelle liste del PD e relatore dell'Assemblea Parlamentare dell'OSCE per la democrazia, i diritti umani e le questioni umanitarie;
Giulio Manfredi, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta e vicepresidente del comitato nazionale di Radicali Italiani;
Bruno Dapei, presidente del Consiglio Provinciale di Milano.

Modera Andrea Riscassi, giornalista Rai e membro fondatore dell'associazione Annaviva.

Appuntamento venerdì 4 novembre alle ore 18:30, presso Ostello Bello in via Medici 4 (MM3 Missori) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 24 febbraio 2011

Incontro con la giornalista Oksana Chelysheva


Stasera l'associazione Annaviva organizza un incontro con Oksana Chelysheva. Alla luce del suo ultimo viaggio in Bielorussia, la giornalista metterà in relazione le reazioni delle autorità russe e bielorusse ad ogni forma di dissenso pacifico. Sarà un’occasione imperdibile di riflettere su un momento cruciale della storia contemporanea nel contesto della difesa dei diritti umani.

Oksana Chelysheva. Giornalista. Ha lavorato con la Società per l’amicizia russo-cecena e nel 2006, per la sua attività di denuncia dei soprusi nei confronti dei difensori dei diritti civili nella Federazione Russa, ha ricevuto il premio Amnesty International per i giornalisti sotto minaccia. Il 15 luglio 2009 è stato pubblicato il Dossier Cecenia, di cui è co-autrice, dedicato alla memoria di Anna Politkovskaya e Abdulla Khamzaev. Per svolgere con indipendenza e senza minacce la sua attività, vive da alcuni anni all’estero.

Appuntamento giovedì 24 febbraio alle ore 21:00, presso la Libreria Popolare di via Tadino 18 (MM1 Lima).

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 29 gennaio 2011

I bambini di Chernobyl

Di Marco del Ciello.


Una delle molte piaghe che affliggono il popolo bielorusso è la contaminazione radioattiva seguita all'incidente del quarto reattore nucleare della centrale di Chernobyl, nella vicina Ucraina. Nonostante siano passati ormai quasi venticinque anni da quella tragedia umanitaria, infatti, gli effetti sulla popolazione locale continuano a farsi sentire, con un'incidenza di tumori e di altre patologie molto superiore alla norma. Un dramma che colpisce anche coloro che sono nati negli anni successivi all'incidente. In Italia operano alcune associazioni che, contando sulla disponibilità di volontari che aprono le loro case ai bambini e agli adolescenti bielorussi, offrono ai più giovani la possibilità di trascorrere brevi periodi in Italia per disintossicarsi dalle radiazioni e migliorare il proprio stato psicofisico. In Piemonte troviamo ad esempio Un Sorriso per Chernobyl, mentre nella zona di Milano è attiva l'Associazione Progetto Chernobyl di Carugate. Chi volesse saperne di più oppure dare il proprio contributo offrendo ospitalità ai giovani bielorussi può rivolgersi direttamente a queste associazioni, attraverso i loro siti web:

Un Sorriso per Chernobyl (Piemonte): http://www.chernobyl.it/public/

Associazione Progetto Chernobyl di Carugate: http://www.progetto-cernobyl.com/

(Grazie a Marco Loiodice per la segnalazione).

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lunedì 22 novembre 2010

Teatro e diritti umani: Belarus Free Theatre a Milano

Questa settimana il Teatro Franco Parenti di Milano ospita il Belarus Free Theatre, compagnia bielorussa che combatte la censura esibendosi in clandestinità. Un impegno eccezionale quello di questi artisti, che ha trovato l'appoggio e il sostegno di personalità eccellenti della del teatro e della cultura come Vaclav Havel, Mick Jagger, Arthur Kopit, Mark Ravenhill, Tom Stoppard e Harold Pinter, che di loro diceva: "Belarus Free Theatre riconsegna l'essenza del teatro". Due gli spettacoli in programma:

martedì 23 novembre: Being Harold Pinter, un'opera che affronta il tema della violenza nelle sue forme più disparate: in famiglia, nelle istituzioni sociali e come fondamento delle relazioni internazionali;

dal 24 al 26 novembre: Zone of silence, uno spettacolo rappresentativo delle condizioni di vita dei "diversi" in Bielorussia.

Info e biglietti su www.teatrofrancoparenti.com.

(Grazie a Marco Loiodice per la segnalazione).

www.radicalisenzafissadimora.org