Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post

lunedì 6 giugno 2011

Nucleare e Acqua: due appuntamenti di confronto e dibattito oggi a Milano


Energia per nutrirci. Confronto tra le prospettive del nucleare e le prospettive delle fonti rinnovabili - Conoscere per deliberare: i primi due referendum.

Lunedì 6 giugno, ore 18:30: il Movimento Giovani per un Mondo Unito organizza un dibattito dal titolo 'Energia per nutrirci. Confronto tra le prospettive del nucleare e le prospettive delle fonti rinnovabili' con la partecipazione di Sandro Turco, esperto di energie rinnovabili, e Ugo Gianazza, esperto di energia nucleare. Per vederci chiaro sulla questione energetica e capire quali prospettive portano alla realizzazione del bene comune in vista del referendum del 12 e 13 giugno prossimo. Appuntamento presso la sede dell'Associazione Arcobaleno, in via Corsico 6 (MM2 Porta Genova) a Milano.

Lunedì 6 giugno, ore 21:00: l'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano organizza una serata di dibattito sul primo e sul secondo referendum popolare: modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica; determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Con Andrea Gilardoni, professore associato presso l'università Bocconi, e Milly Moratti o Enrico Fedrighini. Per chi non potrà essere presente il dibattito sarà trasmesso in diretta sulla Web TV Radicale. Appuntamento presso la sede dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano, in via Malachia Marchesi De Taddei 10 (MM1 De Angeli) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 2 maggio 2011

Comunicato stampa: Milano Rinnovabile e Solare - Le proposte della Lista Bonino-Pannella

Comunicato stampa: Milano Rinnovabile e Solare - Le proposte della Lista Bonino-Pannella

All'incontro 'Milano rinnovabile e solare' presente anche il candidato a Sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia

La sospensione del piano di ritorno al nucleare da parte del Governo è l'occasione per imporre una strategia alternativa, basata sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili in coerenza con gli obiettivi di Kyoto ed europei. Per essere una scelta credibile, si deve tradurre immediatamente in impegni di medio e lungo periodo, che diano certezza agli investitori e ai cittadini. Per essere una scelta liberale, senza sprechi né assistenzialismi, si deve realizzare rispettando le regole della concorrenza e del mercato, dando il giusto valore al bene comune dell'ambiente e alla necessità di approvigionarci con energia pulita e impedendo che gli interessi di pochi prevalgano sull'interesse generale. Di questo e di come ridisegnare la mappa energetica di Milano si è discusso oggi al Circolo della Stampa nel corso dell'incontro 'Milano rinnovabile e solare - fonti rinnovabili e efficienza energetica, senza nucleare!', promosso dalla Lista Bonino-Pannella, in collaborazione con Radio Radicale e con il quotidiano ecologista Terra.

'La politica energetica deve essere ispirata dalla concretezza, fuori da ogni ideologia', ha affermato nel suo intevento Emma Bonino, Vice Presidente del Senato e candidata della Lista Bonino-Pannella al Comune di Milano. 'Il nucleare costa troppo - ha proseguito - e non conviene. Per questo bisogna opporsi al tentativo di riportarlo in Italia e in Lombardia, a maggior ragione se tale tentativo viene realizzato massacrando ciò che è sopravvissuto del diritto al referendum. L'alternativa a Milano passa per il risparmio energetico e le energie rinnovabili, non solo attraverso regole adeguate come quelle chieste dai referendum milanesi, ma anche portando la municipalizzata dell'energia A2A a dismettere i propri piani nucleari e a puntare sull'energia pulita del futuro'.

A Milano si può fare molto perché:
• a Milano si voteranno il 12-13 giugno i 5 referendum, tra i quali quello per il risparmio energetico;
• l'elevatissima urbanizzazione impone scelte innovative, ad esempio per produrre energia col sole senza aumentare il consumo di suolo;
• il Comune può determinare le politiche di un colosso dell'energia come l'azienda A2A, finora impegnata ad inseguire i piani nucleari
E siccome si può fare... si deve fare!

Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella, ha sottolineato come le prossime elezioni comunali rappresentino per i milanesi l'occasione per una grande iniziativa a favore della trasformazione ecologica della città. 'Come Lista Bonino-Pannella contiamo su quella vera e propria 'energia rinnovabile' rappresentata da un'opinione pubblica che considera la qualità dell'ambiente come priorità assoluta della politica, energia che abbiamo attivato con i 5 referendum per Milano'.

'È evidente che la grande scommessa di Milano deve essere - ha concluso Giuliano Pisapia, candidato Sindaco appoggiato dalla Lista Bonino- Pannella - quella di reinventarsi attraverso la green economy. Questo significa prendere spunto dai 5 referendum ambientali su cui si voterà il 12 e 13 giugno per sviluppare la qualità della vita a Milano con più verde, mobilità sostenibile e una edilizia ecocompatibile. E poi significa governare le politiche energetiche di A2A con una grande attenzione all'efficienza energetica, alla riduzione degli sprechi e alla promozione delle politiche innovative per distribuire meglio l'energia prodotta. Il primo obiettivo della mia amministrazione sarà la riconversione energetica degli edifici pubblici e delle scuole milanesi'.

Per finanziare la campagna elettorale: http://milano.boninopannella.it/contribuisci

http://milano.boninopannella.it/

Facebook: Milanoradicalmentenuova lista bonino-pannella

Twitter: Bonino Pannella Milano

mercoledì 23 marzo 2011

Lista Bonino-Pannella: stop ai piani nucleari. Investire in risparmio energetico e rinnovabili, anche il Comune di Milano può fare la sua parte


'Il nostro no al nucleare non è mai stato ideologico: la verità è che non conviene, costa troppo e rende poco. L'incidente giapponese ha solo aumentato le incertezze relative alla sicurezza, che già riguardavano l'irrisolto problema delle scorie. Ecco perché il piano nucleare del governo - invece di portarlo in Lombardia come vorrebbe Formigoni - va abbandonato, non per paralizzare tutto come si rischia di fare, ma perché le risorse siano convertite per un grande piano energetico nazionale basato sugli investimenti su risparmio (l'Enea parla di risparmi possibili corrispondenti a 7 centrali nucleari attraverso l'efficienza energetica da qui al 2020) e fonti rinnovabili. In questa direzione dovrebbe lavorare anche iI Comune di Milano, ad esempio attraverso la partecipazione in A2A.' Così Emma Bonino durante una conferenza stampa della Lista Bonino-Pannella tenutasi ieri a Milano. E ha aggiunto sulla situazione milanese: 'I 5 referendum, che abbiamo co-promosso e dei quali uno proprio sul risparmio energetico, e l'occasione dell'Expo dovrebbero servire a questo, a una visione di città ecologica e sostenibile, invece che a litigare sulla lottizzazione dei terreni e sulla speculazione edilizia. Così temo divenga un'occasione persa per incapacità di visione.' La vicepresidente del Senato ha concluso: 'Ritardare i referendum significa svuotare la campagna delle amministrative di contenuti: spero ancora vengano abbinati con le amministrative.'

Sul tema referendario è tornato Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella alle Comunali di Milano: 'A 40 giorni dal termine legale per la convocazione dei referendum, il Sindaco Moratti ancora non ha ricevuto il Comitato promotore Milano Sì Muove, e questo nonostante siano passati 12 giorni dalla nostra richiesta. Nel frattempo il Sindaco insegue suggestioni sulla fusione fredda, mentre il Presidente della Regione apre al nucleare. La Lista Bonino-Pannella si candida a portare a Milano, a partire dai referendum e dallo stop al nucleare, una svolta radicale per il risparmio energetico e le rinnovabili, per la qualità della vita e dell'ambiente.'

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Carlo Durante (Ad di Maestrale [Operatore eolico-fotovoltaico] e membro della giunta dell'Associazione Produttori Energie Rinnovabili) che ha sottolineato come 'I tedeschi hanno fatto un piano energetico al 2050. Da noi c'è solo un ginepraio di regole che favorisce la malavita. Se un Governo si pemette di fermare dalla sera alla mattina gli investimenti pubblici sulle rinnovabili (attraverso un decreto contrario a qualunque logica) il risultato è l'affossamento di qualsiasi piano energetico, e quindi di un quadro di riferimento certo che potrebbe attrarre gli investimenti certi per gli investitori, inclusi quelli sul nucleare. Il risultato è l'inizio della fine per un intero settore industriale.' e Franco Valentini (Direttore Marketing Santerno e tra i principali produttori italiani di inverter, componentistica per fotovoltaico), il quale ha sottolineato come sia 'anomalo che un gruppo industriale partecipi a una conferenza stampa come questa, ma è anomala la situazione italiana per colpa del decreto Romani contro le rinnovabili, che ha messo in ginocchio il settore: 10 miliardi di ordini cancellati in due settimane. Il settore fotovoltaico ha fatturato nel 2010 oltre 20 miliardi di euro (1,2% del PIL nazionale) e 100.000 occupati: una realtà fatta soprattutto di piccoli imprenditori che si sono assunti un rischio industriale. Ora è stato riaperto il tavolo di negoziazione, ma non va messo un limite massimo alle installazioni annuali, va lasciato il mercato libero unica possibilità per evitare distorsioni e garantire la certezza degli investimenti. Va adottato il modello tedesco, con incentivi dinamici che diminuiscano all'aumentare dell'installato e investimento sulle reti intelligenti di trasporto e distribuzione della energia elettrica.'

Per informazioni:
Marco Di Salvo
347 0350986

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 19 marzo 2011

Ritorno al nucleare. Conviene? Risolve?

Di Emma Bonino.
Da Ritorno al nucleare. Conviene? Risolve?*.

Dopo aver ascoltato favorevoli e contrari, dico subito di non aver ricevuto risposte convincenti da parte dei sostenitori del nucleare. Il Premier Berlusconi e il Ministro Scajola ci dicono che investire 30 miliardi di euro - dei privati si badi bene - per garantirci il ritorno all'atomo sia l'unica strada per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Queste affermazioni danno una percezione errata del problema. Basti pensare, infatti, al fatto che il petrolio serve in grandissima parte al settore dei trasporti. Forse il governo ha in mente una rivoluzione nel nostro sistema dei trasporti (ben venga!) perché auto, navi e aerei che vadano a corrente elettrica ancora non ne ho visti.
E se si parte dal presupposto che il governo punta, all'orizzonte 2020-2030, di coprire con il nucleare il 25% della nostra produzione elettrica, va tenuto conto che quest'ultima rappresenta solo il 18% del nostro fabbisogno energetico conplessivo.
E allora mi domando davvero di cosa stiamo parlando. Insomma la rivoluzione copernicana annunciataci corrisponderebbe, in definitiva, soltanto al 4,5% del consumo nazionale!
Una percentuale raggiungibile in altri modi, puntando per esempio sulle energie alternative, sull'efficienza energetica e sull'innovazione tecnologica nel settore dei trasporti che, oltre a portare ad un abbattimento significativo delle emissioni di gas serra e dei fenomeni più preoccupanti d'inquinamento atmosferico, cetamente non hanno bisogno di 30 miliardi d'investimento.

* Atti del Convegno promosso da Parlamentari Radicali e Amici della Terra. Venerdì 11 luglio 2008. Camera dei Deputati. Palazzo Marini, Sala delle Colonne.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 13 marzo 2011

Il nucleare... in Finlandia

Di Serge Enderlin.
Da Black Out. Miti e realtà della questione energetica.

Dopo questo preambolo scontato passiamo alle cose serie: nulla funziona in questo cantiere [Olkiluoto, in Finlandia] gigantesco! I ritardi si accumulano al punto che la messa in funzione, inizialmente prevista per il 2009, è stata posticipata al 2011. Secondo le ultime notizie, però, avverrà nel 2013. Peggio ancora, svariati malfunzionamenti sono stati denunciati dalle Ong internazionali, a cominciare da Greenpeace, che ha fatto di Olkiluoto il suo principale cavallo di battaglia contro i pericoli assurdi che la rinascita del nucleare farebbe correre all'umanità. Gli attivisti dell'organizzazione accusano il costruttore Areva di prendersi gioco del mondo, realizzando la sua robaccia nucleare in condizioni molto al di sotto delle più elementari regole di sicurezza.
[...].
Come si è arrivati a tanto? Senza entrare nei dettagli, ecco quel che si può venire a sapere nei dintorni del sito di Olkiluoto, per esempio uscendo dal perimetro di sicurezza per andare a fare un giro dalle parti degli alloggi dei tremila operai, sicuramente «multinazionali», come ci aveva detto Martin Landtman [responsabile del cantiere], ma soprattutto polacchi e lituani, che costano meno. Ecco che cosa ci ha detto un certo Pawel, di 28 anni:
«Qui è fantastico. 1000 euro al mese per lavorare otto ore al giorno, è un salario da bancario a Varsavia. Si rispettano i diritti dei lavoratori in questo paese.»
«E il nucleare, è complicato?»
«Oh, io non so nulla di quelle cose, non ne capisco niente. Del resto, non mi chiedono niente.»
«Ma a ogni modo, in un cantiere così a rischio dal punto di vista della sicurezza, avrete ricevuto una formazione particolare...»
«No, sono arrivato un lunedì alle 7 del mattino, e alle 8 stavo già colando il cemento.»

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 29 gennaio 2011

I bambini di Chernobyl

Di Marco del Ciello.


Una delle molte piaghe che affliggono il popolo bielorusso è la contaminazione radioattiva seguita all'incidente del quarto reattore nucleare della centrale di Chernobyl, nella vicina Ucraina. Nonostante siano passati ormai quasi venticinque anni da quella tragedia umanitaria, infatti, gli effetti sulla popolazione locale continuano a farsi sentire, con un'incidenza di tumori e di altre patologie molto superiore alla norma. Un dramma che colpisce anche coloro che sono nati negli anni successivi all'incidente. In Italia operano alcune associazioni che, contando sulla disponibilità di volontari che aprono le loro case ai bambini e agli adolescenti bielorussi, offrono ai più giovani la possibilità di trascorrere brevi periodi in Italia per disintossicarsi dalle radiazioni e migliorare il proprio stato psicofisico. In Piemonte troviamo ad esempio Un Sorriso per Chernobyl, mentre nella zona di Milano è attiva l'Associazione Progetto Chernobyl di Carugate. Chi volesse saperne di più oppure dare il proprio contributo offrendo ospitalità ai giovani bielorussi può rivolgersi direttamente a queste associazioni, attraverso i loro siti web:

Un Sorriso per Chernobyl (Piemonte): http://www.chernobyl.it/public/

Associazione Progetto Chernobyl di Carugate: http://www.progetto-cernobyl.com/

(Grazie a Marco Loiodice per la segnalazione).

www.radicalisenzafissadimora.org