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mercoledì 28 settembre 2011

Europa: federazione o catastrofe?

Venerdì mattina il Movimento Federalista Europeo organizza a Milano un incontro pubblico sul tema 'Europa: federazione o catastrofe' per parlare della necessità di un governo federale europeo per salvare l'euro e rilanciare crescita e occupazione e del ruolo dell'Italia nella costruzione della federazione europea.

Programma della mattinata:

Ore 9:15: Apertura dei lavori. Interventi di: Paolo Lorenzetti, segretario MFE Milano; Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale di Milano; Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia; Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano.

Ore 9:45: Un governo federale europeo per salvare l'euro e rilanciare crescita e occupazione. Interventi di: Alfonso Iozzo, Executive Bureau UEF; Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano.

Ore 10:30: Italia: un ruolo da riprendere nella costruzione della federazione europea. Interventi di: Mario Baldassarri, senatore di Futuro e Libertà per l'Italia; Marco De Andreis; Sandro Gozi, deputato del Partito Democratico; Bruno Tabacci, assessore al Bilancio del Comune di Milano. Coordina Franco Spoltore, segretario nazionale MFE.

Ore 12:00: Conclusioni di Lucio Levi, presidente nazionale MFE.

Appuntamento venerdì 30 settembre alle ore 9:00, presso la Sala Commissioni di Palazzo Marino in piazza della Scala 2 (MM1/3 Duomo) a Milano.

(Grazie ad Alessandro Zunino per la segnalazione).

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 11 febbraio 2011

Torna il Manifesto di Ventotene. In edicola a un euro

Domani, sabato 12 febbraio, sarà possibile acquistare in edicola il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi in allegato al Corriere della Sera, al costo di un solo euro più il prezzo del giornale. Pubblichiamo il comunicato stampa con cui il Movimento Federalista Europeo annuncia l'iniziativa.

Il Movimento federalista europeo saluta con soddisfazione la decisione di un grande quotidiano come il ''Corriere della Sera'' di inserire il Manifesto di Ventotene tra i ''Classici del Pensiero libero''.

Era il 1941 quando uno sparuto gruppo di confinati antifascisti decise di scrivere il documento Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto. Quel documento è diventato il testo forse più simbolico, profetico e innovativo della Resistenza italiana ed europea. Oggi lo conosciamo come Manifesto di Ventotene.

I due autori, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, provenivano da storie ed esperienze diverse. Giovane comunista Altiero Spinelli, che nei dieci anni di carcere aveva maturato la decisione di allontanarsi dal Partito Comunista, dal quale fu espulso nel 1938. Un simbolo per l'antifascismo democratico Ernesto Rossi, figlio spirituale di Gaetano Salvemini, allievo di Luigi Einaudi, fondatore con Riccardo Bauer e Ferruccio Parri della colonna italiana di ''Giustizia e Liberta''. I due, insieme con Eugenio Colorni che scrisse poi la Prefazione del Manifesto, scelsero la strada difficile dell'anticonformismo intellettuale, cominciando a riflettere sulla situazione internazionale, sulle caratteristiche del totalitarismo, sulla storia europea in un periodo in cui il nazifascismo sembrava stesse vincendo la guerra.

Essi abbandonano il sistema tolemaico degli stati nazionali sovrani. Invece di accettare come normale cio' che la storia d'Europa offriva quale forma 'naturale' di organizzazione delle nazioni europee, scelgono la via copernicana: osservare il sistema dall'esterno, trovarlo limitato, proporre una soluzione diversa. Per i federalisti di Ventotene, lo stato nazionale sovrano è giunto a una svolta tragica: ha fallito il suo compito storico di tutelare e proteggere la vita dei suoi cittadini, si è trasformato in un moloch avido di conquiste e sterile politicamente e idealmente. L'unico modo per conservare la civiltà europea, che pure si è sviluppata grazie allo stato nazionale, è che lo stato ceda una parte della sua sovranità, quella relativa alla difesa, alle relazioni esterne, alla politica economica e alla moneta, e accetti di diventare parte di una federazione continentale.

Quell'idea, accolta con diffidenza e scetticismo da quasi tutte le forze antifasciste (fecero eccezione il Partito d'Azione e alcuni settori della nascente Democrazia Cristiana) ha continuato per tutti gli anni del secondo dopoguerra ad animare il dibattito culturale e politico, non solo italiano.

È grazie ai federalisti se l'Italia ha saputo giocare nel corso degli anni Cinquanta un ruolo di guida e di proposta in seno al gruppo dei Sei Paesi fondatori; è ancora grazie a Spinelli ed ai federalisti se il dibattito
sulla riforma delle istituzioni comunitarie avviato dal Parlamento europeo nel corso degli anni Ottanta si è incentrato su parole d'ordine federaliste e su concetti, come la sussidiarietà, che assumono un significato nuovo quando interpretati alla luce del federalismo europeo.

Il Manifesto di Ventotene può essere interpretato e inteso come un libro dei sogni, ma certo molte delle sue intuizioni oggi sono diventate un'opzione nello sviluppo dell'Unione europea. Il Manifesto ha 70 anni, ma non ha perso nulla della sua attualità e del suo peso come ideale promemoria per l'Europa del terzo millennio, perché – come amava dire Spinelli - ''la forza dell'idea europea sta nella capacità di risorgere dalle sue ceneri''.

Lo dimostra anche la recente nascita di un ''Gruppo Spinelli'' ad opera di alcuni leader del Parlamento europeo come Daniel Cohn Bendit e Guy Verhofstadt e di altre importanti personalità come Ulrich Beck ed Amartya Sen.

A cura dell'Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo,
0039.347.0359693, ufficiostampa@mfe.it.

(Grazie ad Antonio Longo per la segnalazione).

www.radicalisenzafissadimora.org