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domenica 18 dicembre 2011

Certo è l'amore che ti dà la forza di ricominciare ogni giorno...

Di Mina Welby.
Da L'ultimo gesto d'amore.

Certo è l'amore che ti dà la forza di ricominciare ogni giorno. L'amore in tutte le sue forme, non solo tra uomo e donna ma anche tra genitori e figli. Voglio porre l'attenzione proprio su questa sfaccettatura. Esistono molte mamme che si prendono cura di bambini intelligentissimi e pieni di qualità che, purtroppo, non possono muoversi perché malati. Queste madri li crescono, li aiutano a studiare, ad andare a scuola.
Tra questi bambini, mi ricordo la vicenda di Simone Soria, oggi ingegnere grazie alla sua perseveranza. Voleva studiare, ha finito il liceo e poi ha conseguito la laurea, nonostante l'ambiente universitario tentasse di ostacolarlo.
Come le madri dei tanti bambini malati inventano continuamente nuove soluzioni per far avere loro un'esistenza normale, così facevo anche io. Negli ultimi mesi di vita di Piergiorgio mi scervellavo per ideare nuovi passatempi. Mi domandavo: "E ora cosa faccio per fargli venire la voglia di vivere?". Avevo trovato dei siti web che gli piacevano molto, addirittura uno in cui, grazie a un collegamento con i nidi dei falchi, si vedeva in diretta l'accoppiamento e la nascita dei pulcini; per scherzare, lo chiamavo il 'grande fratello dei falchi'.
Il motivo per il quale mi scervellavo e non trovavo più niente era perché non c'era più niente. Non c'era più nulla che potessi inventarmi, continuavo a collegarlo con i siti più diversi perché speravo che, così, rimanesse attaccato alla vita... io lo volevo attaccare alla vita a tutti i costi! Ho veramente esercitato un accanimento terapeutico, ma il mio era un accanimento terapeutico d'amore. Anche se può sembrare un controsenso perché l'amore non si accanisce, nel nostro caso è stato così.
L'ultima settimana gli ho detto, in lacrime: "Piero, non ho più nulla da inventarmi..." "Non c'è più niente da inventare, abbiamo avuto tutto dalla vita e adesso dobbiamo capire che è finita". Queste sono state le sue parole.

www.radicalisenzafissadimora.org

mercoledì 27 aprile 2011

'Fine vita' mai? No grazie. Domani a Milano presidio con Emma Bonino


Negli ultimi decenni la scienza e la tecnologia hanno fatto enormi progressi.
Macchine per respirazione, idratazione e nutrizione forzata, insieme a tubicini che ci iniettano costantemente medicinali, possono opporsi alla nostra morte per un tempo indefinito.
Noi però pensiamo che morire naturalmente e soffrendo il meno possibile(comunque non di più di quanto siamo disposti a sopportare) sia un nostro diritto.
La Costituzione italiana tutela e promuove questo diritto fondamentale, espressione della nostra inviolabile libertà personale e nessuno può imporci trattamenti sanitari che non vogliamo subire (a meno che questo minacci la salute collettiva). La stessa cosa dicono la Convenzione di Oviedo e la Carta dei diritti dell'Unione Europea.
Dopo la lotta di Piergiorgio Welby e di Beppino Englaro, un giudice ha dichiarato che questo diritto – solennemente proclamato – non è garantito dalla legislazione nazionale; un’altra sentenza ha poi stabilito che la volontà della persona può essere ricostruita con qualsiasi mezzo di prova e che poi deve essere rispettata.

Anche il codice deontologico dei medici impone loro di rispettare la volontà del paziente e, qualora non fosse cosciente, di rispettare un’eventuale espressione di volontà manifestata in precedenza.

A tutt'oggi nessuna legge sancisce questo diritto. Anzi, in questi giorni la Camera dei Deputati discute un progetto di legge che questo diritto lo toglie. Se verrà approvata definitivamente, ci impedirà di rifiutare alimentazione e idratazione artificiale e, comunque, affida la decisione sul nostro destino al medico.

Nel frattempo è necessario mettere in piedi tutti gli strumenti possibili per rendere pubblico il nostro volere e per dare a una persona di cui ci fidiamo, l’incarico di difendere le nostre decisioni quando non saremo più in grado di farci sentire.
Alcune decine di Comuni italiani hanno già un registro per le disposizioni anticipate di trattamento. Un luogo cioè dove custodire le nostre volontà nel caso non fossimo in grado di esprimere il nostro consenso/dissenso rispetto ai trattamenti ritenuti necessari dai medici.

Il registro comunale dei testamenti biologici:
una difesa e una garanzia.

Appuntamento giovedì 28 aprile alle ore 11:00, davanti a Palazzo Marino in piazza della Scala (MM1/3 Duomo).

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 20 dicembre 2010

Comunicato stampa: I radicali in piazza per la libertà di scelta ricordano il "martire civile" Piero Welby e chiedono un incontro al cardinale Tettamanzi

I RADICALI IN PIAZZA PER LA LIBERTA’ DI SCELTA RICORDANO IL “MARTIRE CIVILE” PIERO WELBY E CHIEDONO UN INCONTRO AL CARDINALE TETTAMANZI

Nel quarto anniversario della morte di Piero Welby un gruppo di radicali ha manifestato per la libertà di scelta (in fila indiana, con i cartelli, rispettando i semafori) da Piazza Fontana a Piazza San Babila.

Dopo la manifestazione, che ricordava la lotta di Piero Welby: “Martire civile che, dopo 88 giorni di battaglia nonviolenta, ha conquistato il diritto civile ad una morte naturale, sottraendosi così allo strapotere dello Stato e della tecnica sulla sua esistenza” i radicali hanno scritto una lettera, consegnata oggi alla portineria dell’Arcivescovado di Piazza Fontana, al Cardinale Dionigi Tettamanzi.

Dopo aver ricordato di non voler imporre a nessuno: “scelte che possono scaturire soltanto dalla coscienza del singolo individuo” Marco Di Salvo ed Emiliano Silvestri (segretario e tesoriere dell’Associazione Radicali Senza Fissa Dimora) hanno affermato: “Cerchiamo di migliorare il mondo e combattere l’ingiustizia. Non vogliamo realizzare nessun paradiso in terra attraverso la politica”.

La lettera si conclude con la richiesta di incontro con l’Arcivescovo di Milano:

“Crediamo possibili sintonie su carceri e immigrazione”, continuano i radicali: "auspichiamo un 2011 migliore grazie all’opera comune di quanti credono in altro che il potere”.

http://www.radicalisenzafissadimora.org/

domenica 19 dicembre 2010

Se un medico vi dicesse... Corteo a Milano in ricordo di Piergiorgio Welby

Oggi pomeriggio corteo a Milano: piazza Fontana, corso Europa, piazza San Babila.

Se un medico vi dicesse: “Lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere, però: noi potremmo farle un buco in pancia (gastrostomia) per poterla alimentare, poi le praticheremo un foro nel collo (tracheotomia) per permetterle di respirare, le introdurremmo un tubicino nell’uretra (catetere vescicolare) per consentirle di urinare, un’infermiera le scuoterà giornalmente l’intestino… Naturalmente dovremo sottoporla a forti terapie antibiotiche per contenere le infezioni causate dai tubi… Inevitabilmente dovrà sopportare i decubiti, piaghe dolorose che corrodono la carne fino all’osso… Però, lei potrà vivere anche un anno o più!”.
Se un medico vi dicesse: “Lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere, però: noi potremmo ridurre le sue sofferenze al minimo e, su sua richiesta, procurarle una morte indolore, purtroppo la scienza ha i suoi limiti”.
Da quale medico vorreste essere curati?

(Piero Welby)

Oggi in Italia in tanti (forse troppi...) tra parlamentari e governanti pensano che i cittadini non meritino di avere il diritto di scegliere tra questi due medici, che sia lo Stato a dover scegliere per conto loro. E che lo Stato debba scegliere per noi il primo medico, obbligando anche chi non vuole, a subire quella che considera una tortura. Noi pensiamo che le scelte intime, ultime, siano nostre e non dello Stato. Pensiamo che una democrazia liberale debba ampliare le possibilità di scelta dei cittadini. Che il Governo debba risolvere i problemi del vivere associato e non comandare sulle nostre vite.

Appuntamento domenica 19 dicembre alle ore 17:00, in piazza Fontana (MM1/3 Duomo).

www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 16 dicembre 2010

Piero Welby: la morte dimenticata di un martire della libertà. Corteo a Milano

Corteo a Milano: piazza Fontana, corso Europa, piazza San Babila.

Il 20 dicembre 2006 Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare e tenuto in vita da un respiratore automatico, conquistava il diritto civile, politico e personale a una morte naturale. Il dottor Mario Riccio, dopo l'anestesia, staccava il respiratore; pochi minuti con la moglie Mina e poi, senza alcuna sofferenza, dopo 88 giorni di lotta per ottenere sedazione e sospensione delle terapie, tutto finì. Il Dottor Riccio fu indagato per: “omicidio del consenziente” ma, per fortuna, un giudice stabilì successivamente che quel coraggioso medico aveva soltanto reso concreto un diritto solennemente proclamato dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

Anche grazie alla lotta di Piero, oggi si può ancora discutere di scelte di fine vita e non si ha più paura di pronunciare la parola eutanasia. Persino alla RAI. Ma a chi sta al Governo la cosa non piace e, per questo, è stata annunciata l'istituzione per il 9 febbraio (anniversario della morte di Eluana Englaro) della giornata degli stati vegetativi. Né più né meno che uno sfregio per chi, come Mina Welby, come papà Beppino Englaro, come noi, come la maggioranza degli italiani, non vuole altro che la libertà di decidere consapevolmente delle cure a cui essere sottoposti.

Appuntamento domenica 19 dicembre alle ore 17:00, in piazza Fontana (MM1/3 Duomo).

www.radicalisenzafissadimora.org