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mercoledì 14 novembre 2012

Milano Mad Pride 2012. Manifestazione contro il pregiudizio psichiatrico e per la dignità dei 'matti'


Sabato pomeriggio l'Associazione di promozione sociale 'Il Cappellaio Matto' di Traona (SO), con il patrocinio morale dell'Assessorato alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano e il patrocinio morale dell'Associazione Uilenspiegel di Bruxelles, organizza la seconda edizione del Milano Mad Pride, una manifestazione contro il pregiudizio psichiatrico e per la dignità dei 'matti'.

Mad Pride è un movimento internazionale di persone spiritualmente 'diverse' che si battono contro il pregiudizio psichiatrico. È una manifestazione di (ex) utenti della salute mentale e di coloro che con essi sono solidali. Vuole sensibilizzare la popolazione sui diritti dei 'pazienti' ed è a favore della diversità nell'uguaglianza e dell'uguaglianza nella diversità. È contro qualsiasi forma di stigmatizzazione, di esclusione e di discriminazione sociale.

Appuntamento sabato 17 novembre alle ore 14:30, in largo Cairoli (MM1 Cairoli) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 14 aprile 2011

Comunicato Stampa Farina Coscioni: Interrogazione sulla violazione in atto in Lombardia del diritto alla salute degli stranieri privi di permesso di soggiorno

Immigrati in Lombardia, Farina Coscioni: violato il diritto alla salute se si è stranieri privi di permesso di soggiorno? I risultati sconcertanti di un'inchiesta di "Doctor News". Si tratta di comportamenti anticostituzionali che devono essere interrotti e perseguiti.

Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, tra i capilista della lista Bonino-Pannella per il comune di Milano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Voglio richiamare l'attenzione innanzitutto del ministro della Salute, ma non solo la sua: anche quella del presidente della regione Lombardia, e del sindaco di Milano, e - anche - della procura della Repubblica perché: accertino se vi siano o meno dei reati consumati e da interrompere - su quanto denunciato dal sito "Doctor News" a proposito degli stranieri irregolari e le cure che sarebbero loro negate. Per parte mia, ho già provveduto a presentare un'interrogazione urgente al ministro, nella speranza che voglia e possa trovare il tempo di rispondere.

"Doctor News" pubblica i risultati di una sconcertante inchiesta condotta tra metà novembre e metà marzo 2011: risulterebbe che negli ospedali milanesi può accadere che il fondamentale diritto alla salute non sia garantito se si è cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno: «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute) inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure», sostengono i curatori dell'inchiesta, i professori Guglielmo Meregalli e Stefano Dalla Valle.

Sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6% dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo.

È una denuncia di inaudita gravità. A questo punto, oltre a sollecitare un intervento anche della magistratura, credo sia opportuna, necessaria e urgente un'inchiesta per accertare se quanto emerso a Milano si verifica anche in Lombardia e nelle altre regioni italiane.

Ci troviamo dinanzi a una gravissima e inaccettabile violazione della Costituzione il cui articolo 32 esplicitamente prescrive tra i diritti fondamentali della persona quello alla salute; ma è anche una inaccettabile violazione di ogni codice deontologico e di umanità, rivelatrice di una odiosa e meschina concezione burocratica della Salute che mi auguro sia prontamente sanzionata

L'Interrogazione

Al ministro della Salute
Per sapere - premesso che:
sul sito "Doctor News" è apparso un articolo a firma Marco Malagutti, che riferisce di un'indagine condotta dal Naga, tra metà novembre 2010 e metà marzo 2011, negli ospedali milanesi, da cui risulterebbe che sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6 per cento dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo;
che, commentano i due curatori dell'inchiesta citata da "Doctor News", i professori Gugliemo Meregalli e Stefano Dalla Valle, si tratterebbe di «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute)inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure»;
che, sempre a detta dei professori Meregalli e Dalla Valle, «si osservano comportamenti che variano da quelli del tutto corretti a quelli di strutture sanitarie che negano anche un'assistenza minima»;
che il dato più evidente riguarda la mancanza d'informazione sia degli operatori sanitari sia dei cittadini stranieri: «Possiamo dire che i cittadini stranieri irregolari che necessitano di cure soffrono una doppia malattia: quella organica e quella derivante dal mancato accesso alle cure»;
quali iniziative urgenti si intendono promuovere, sollecitare, adottare in relazione a quanto sopra evidenziato;
se non si ritenga di accogliere le tre le proposte avanzata dal Naga: «iscrivibilità dei cittadini stranieri irregolari nelle liste dei medici di medicina generale; applicazione omogenea della normativa nazionale vigente e conseguente rilascio e gestione successiva del codice Stp in tutte le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate; campagne pubbliche di sensibilizzazione rivolte a tutto il personale sanitario e ai cittadini stranieri regolari e non».

mercoledì 13 aprile 2011

Dimissioni Pezzano: dichiarazione On. Maria Antonietta Farina Coscioni (Lista Bonino Pannella)

DIMISSIONI PEZZANO, FARINA COSCIONI (Radicale): GIUSTE, OPPORTUNE E
TARDIVE. IL CASO NON PUÒ ESSERE RUBRICATO COME "ISOLATO": LA SUA NOMINA
NON È CADUTA DAL CIELO, CI SONO PRECISE, EVIDENTI RESPONSABILITÀ
POLITICHE, E FORSE NON SOLO...

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e tra i capilista Lista Bonino-Pannella al Comune di Milano.

Le dimissioni del direttore generale dell'ASL1 di Milano Pezzano non sono solo giuste e opportune; sono anche tardive. Pezzano, parla di fango contro di lui. Dunque sarebbe fango il video dei carabinieri che lo ritrae in compagnia di noti esponenti della 'ndrangheta; fango la notizia dell'11 marzo secondo la quale «Pezzano fu indagato per due anni per associazione mafiosa». La verità è che Pezzano era la persona sbagliata, nominata nel posto sbagliato, e finalmente si comincia a sanare una situazione che si ha ragione di credere vada ben oltre il singolo episodio. Con buona pace del ministro dell'Interno Maroni e del presidente della regione Lombardia, la 'ndrangheta e la criminalità organizzata da anni si sono insediate e avvolgono in modo tentacolare la Lombardia e in generale le regioni del Nord d'Italia. Negarlo, come il centro-destra cerca di fare è la tipica politica dello struzzo che si illude di risolvere i problemi semplicemente negando la realtà e nascondendo la testa sotto la sabbia. Il caso di Pezzano non può essere rubricato come un caso "isolato": la sua nomina non è caduta dal cielo, ci sono precise, evidenti, solari responsabilità politiche, e forse non solo politiche.

Da tempo noi radicali a Milano e in Lombardia denunciamo una pesante situazione fatta di condizionamenti, inquinamenti, intrecci politico-criminali, e la quotidiana cronaca ci dà ragione. Da tempo chiediamo inascoltati che si mutino radicalmente i criteri di nomina per quel che riguarda i vertici delle aziende sanitarie. Un progetto di legge, di cui sono prima firmataria, giace da mesi nei cassetti di Montecitorio. Lo ricordo perché se quel progetto di legge fosse stato approvato oggi episodi come quello che vede protagonista Pezzano probabilmente non si sarebbero verificati.