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giovedì 11 ottobre 2012

Formigoni condannato per aver diffamato i radicali: i commenti a caldo di Bonino, Cappato, Lipparini, Saviano


A cura di Marco del Ciello.

Oggi pomeriggio la giudice Carmen D'Elia del tribunale di Milano ha condannato il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni a 900 euro di multa e 110.000 euro di risarcimento per aver diffamato i radicali in relazione alla vicenda delle firme false per le elezioni regionali del 2010. Ecco i commenti a caldo di Emma Bonino, Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e Roberto Saviano:


Emma Bonino ha scritto sul suo sito Internet www.emmabonino.it:

'Se fossimo in uno stato democratico e con un sistema giudiziario davvero funzionante, Roberto Formigoni, oltre che condannato per diffamazione, avrebbe visto la sua elezione dichiarata illegale e quindi nulla, con nuove elezioni già indette. Sono più di dieci anni che i Radicali denunciano in tutte le sedi, sempre inascoltati, i casi di illegalità nella raccolta delle firme. Oggi, finalmente, siamo ad un primo riconoscimento della nostra cocciuta, determinata diversità. Si dice che tutti i partiti sono uguali: tutti i partiti, tranne i Radicali. È ora che questa alterità nei comportamenti sia sistematicamente registrata e riportata quando si descrivono le malefatte di questi giorni e anni'.


Marco Cappato e Lorenzo Lipparini hanno dichiarato:

'Con la sentenza di oggi si è quantomeno riparato al tentativo formigoniano di ledere a reti unificate e senza possibilità di replica l'onore dell'unica forza politica che si è sempre battuta per la legalità delle elezioni: il Partito Radicale. Se fossimo in una democrazia e in uno Stato di diritto, ora ci dovremmo aspettare che finalmente dopo oltre due anni e mezzo siano anche annullate quelle elezioni regionali del 2010 totalmente illegali, in ragione della truffa elettorale che noi Radicali abbiamo scoperto, costringendo la giustizia a occuparsene'.


Roberto Saviano ha scritto sulla sua pagina Facebook:

Formigoni è stato appena condannato per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Aveva sostenuto che la falsità delle firme che lo avevano abusivamente portato alla Presidenza della Regione Lombardia, era da addebitare a chi quel reato aveva denunciato. Oggi, oltre al buon senso, anche una sentenza ci dice che Formigoni in questi anni su questo ha mentito. Un uomo senza scrupoli, che non esita a dire il falso pur di mantenere in vita un sistema di potere che sta portando al disastro la regione più industrializzata del Paese.


Videointervista a Marco Cappato sul sito Repubblica.it:



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sabato 2 giugno 2012

Radicali per Sant'Ambrogio: dichiarazione di 'interesse culturale' del Cimitero paleocristiano ad Martyres in Milano

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicali per Sant'Ambrogio'
c/o Radicali Italiani – Via di Torre Argentina 76, 00186 – Roma
Portavoce: Arch. Lucio Bertè, via Castaldi 26, 20124 Milano – luciobert@libero.it - 327 6764666

COMUNICATO STAMPA
I RADICALI PER SANT'AMBROGIO – DOPO IL SUCCESSO NEL CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO – PUNTANO A FAR VINCERE ANCHE NEI CONSIGLI PROVINCIALE E REGIONALE LO 'SPIRITO DEL LUOGO' CHE VIVE NEL CIMITERO DEI MARTIRI CRISTIANI, AFFINCHÉ SIA ONORATA L'ASPETTATIVA, ESPRESSA ANCHE A LIVELLO INTERNAZIONALE, PER UNA POLITICA CULTURALE FONDATA SUL RISPETTO DEI VALORI UNIVERSALI.

I radicali hanno inviato a tutti i consiglieri della Regione Lombardia e a quelli della Provincia di Milano il testo di una mozione – analoga a quella votata dal Consiglio comunale di Milano il 19 aprile scorso – con la quale viene dichiarato solennemente 'l'interesse culturale' delle rispettive assemblee elettive per i valori civili e religiosi legati al Cimitero paleocristiano di Sant'Ambrogio, rompendo finalmente una rassegnazione al peggio che dura da dodici anni e allineandosi ai principi sanciti nelle convenzioni dell'UNESCO. Il D.Lgs 42/2004, Codice dei Beni Culturali, prevede che la semplice notifica di questa dichiarazione al Ministero dei Beni e delle Attività culturali, vincola quest'ultimo a far scattare la tutela del sito 'ad Martyres', trainata dai valori immateriali ex Art. 7 bis. Certo il Ministro potrebbe non farlo, ma dovrebbe esporsi al ridicolo internazionale scrivendo nero su bianco che il sito del cimitero paleocristiano 'ad Martyres' non merita alcuna tutela perché non riveste alcun valore culturale, storico, religioso, etnoantropologico, identitario, nonostante la solenne dichiarazione delle assemblee rappresentative dei cittadini, sorretta dagli argomenti degli studiosi dell'Istituto di Archeologia dell'Università Cattolica di cui il Ministro è stato rettore fino a ieri. Per quanto riguarda la valorizzazione di questo sito, la stessa legge impone che sia armonica con i valori che rappresenta e che la collettività gli attribuisce in base alla storia e alle tradizioni popolari. Questo – dice la mozione del Consiglio comunale – si verifica con certezza configurando il luogo come 'Giardino della Memoria dei Martiri cristiani' e di tutte le vittime delle repressioni della libertà religiosa e di ogni libera manifestazione del pensiero secondo la coscienza di ciascuno: luogo di silenzio, di meditazione, di riflessione e di preghiera, tutte funzioni spirituali e psichiche profondamente e universalmente umane e tutte assolutamente incompatibili con il parcheggio in costruzione, che rappresenta anzi un grave vilipendio di quei valori. Sul fronte religioso, in difesa del cimitero 'ad Martyres' si sono manifestati sei vescovi ortodossi, quattro per via diplomatica dalla Grecia, mentre a fronte dello sgomento del popolo cattolico, il campo delle gerarchie è ancora rappresentato dalla scandalosa dichiarazione di indifferenza, ribadita anno dopo anno dall'abate di Sant'Ambrogio Erminio De Scalzi. Lucio Bertè ha dichiarato: «Spero che Benedetto XVI, in visita a Milano vada a vedere il cantiere della vergogna accanto alla Basilica di Sant'Ambrogio, e voglia ripetere al cardinale Angelo Scola e a monsignor De Scalzi l'esortazione di Giovanni Paolo II scritta nel 1994 nella lettera apostolica 'Tertio Millennio Adveniente', profeticamente proiettata nel futuro per il bene dell'umanità: 'Occorre che le Chiese locali facciano di tutto per non lasciar perire la memoria di quanti hanno subito il martirio'. Per noi radicali occorre riscoprire sia il ruolo storicamente vincente dei martiri cristiani per l'affermazione del diritto di ogni persona alla libertà di espressione religiosa, sia l'attualità del loro messaggio, come risposta ai problemi dell'umanità e alle crisi della politica e delle religioni, per la loro scelta e pratica nonviolenta fondata sulla fiducia negli altri, sulla parola e sul valore della comunicazione e del dialogo, sulla forza dirompente della verità e dell'esempio di vita. Sappia il Papa che le istituzioni politiche locali – con le mozioni proposte – potranno far vincere comunque la religiosità dei cittadini (laici e religiosi, non solo cristiani e non solo cattolici), come criterio-guida del vivere e dell'abitare, realizzando il 'Giardino della Memoria dei Martiri cristiani' non come criterio estetico superficiale, ma come riproposizione di valori profondi e vitali necessari per il futuro di tutti, riscoprendo e rilanciando lo spirito universalistico dell'Editto di Milano che celebrerà nel 2013 i suoi 1700 anni. Una sola parola del Papa sarebbe risolutiva. Anche mezza».

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venerdì 30 marzo 2012

Marco Cappato partecipa al sit-in 'Libera la sedia'


Per domani mattina Pippo Civati, consigliere regionale del Partito Democratico in Lombardia, ha convocato un sit-in davanti alla nuova sede della Regione per chiedere le dimissioni del governatore Roberto Formigoni. Lo stesso Civati ha fornito ai partecipanti le 'istruzioni per l'uso' del sit-in:

'Ci si vede in piazza Lombardia sabato, dalle ore 10.30 alle ore 13. La piazza è all'interno del nuovo complesso della Regione, là dove un tempo sorgeva il bosco di Gioia (anche la fermata della metropolitana è Gioia, nel caso). Per seguirla su Twitter, la parola chiave è #liberalasedia. Su Facebook, la pagina è questa. La manifestazione sarà aperta a tutti, senza sigle, né etichette, con molte adesioni, di cui daremo ovviamente conto nel corso della mattinata. Nelle intenzioni di chi la promuove è l'evento di una campagna regionale e però nazionale, perché è la politica, non solo la giunta lombarda, che deve cambiare. Una campagna politica, quindi, né giudiziaria, né elettorale. Non ci saranno né palchi, né comizi. Ci sarà un tavolo, dove raccogliere idee, proposte e documentazioni. E le richieste di intervento di chi vorrà dire la sua. Un microfono girerà per la piazza, alla ricerca di storie e persone che raccontino la Lombardia di questi anni e dei prossimi. Pochissimi minuti per ciascuno, di una piazza che parla, che denuncia e che ragiona. E che cerca di disegnare un futuro diverso, perché il presente è proprio insostenibile'.

Nei giorni scorsi Marco Cappato, consigliere del Gruppo Radicale - Federalista europeo al Comune di Milano, ha annunciato la sua adesione al sit-in.

Appuntamento sabato 31 marzo alle ore 10:30, davanti alla nuova sede della Regione Lombardia in piazza Città di Lombardia 1 (MM2 Gioia) a Milano.

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giovedì 29 marzo 2012

Interrogazione sul caso Tymoshenko in Regione Lombardia


Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA
INTERROGAZIONE SUL CASO TYMOSHENKO IN REGIONE LOMBARDIA

È convocata per venerdì, 30 Marzo, alle ore 12, presso il sedicesimo piano della sede del Consiglio Regionale della Lombardia, in via Fabio Filzi 22 a Milano, una conferenza stampa per la presentazione dell'interrogazione con risposta scritta in merito alla situazione della leader dell'opposizione ucraina Julija Tymoshenko, inoltrata al Presidente della Giunta Regionale Roberto Formigoni, da parte del consigliere Carlo Borghetti. Oltre al firmatario dell'interrogazione, saranno presenti il giornalista Matteo Cazzulani, unico corrispondente italiano presente durante il processo a Julija Tymoshenko, e il caporedattore del portale Lombardi nel Mondo, Daniele Marconcini, che di recente ha seguito con viva attenzione l'evolversi della situazione giudiziaria della leader dell'opposizione ucraina. Borghetti ha voluto inoltrare l'interrogazione in seguito alle notizie inerenti le critiche condizioni di salute di Julija Tymoshenko: costretta alla detenzione in isolamento in una colonia penale di periferia, senza possibilità di contatti con i suoi famigliari e con i suoi avvocati, affetta da una grave infiammazione respiratoria che le rende impossibile la deambulazione e che, secondo il referto del pool di medici internazionale che ha potuto visitarla di recente, rende necessarie visite mediche al di fuori della struttura ospedaliera, tuttavia negatele dalle autorità carcerarie. Nota per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico in Ucraina passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko è stata condannata l'11 ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi con la Russia per le forniture di gas ritenute svantaggiosi per le casse statali. La condanna è maturata dopo un processo celebrato in maniera irregolare: l'imputata è stata reclusa in misura preventiva sin dal 5 Agosto – a poche settimane dall'inizio del processo – la difesa è stata privata della possibilità di convocare i propri testimoni e le prove a sostegno dell'accusa sono state fabbricate ad hoc – alcune di esse hanno recato addirittura la data del 31 Aprile. Una volta incarcerata, l'8 Dicembre, a Julija Tymoshenko è stato sanzionato persino un secondo arresto, in quanto ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini di un secondo procedimento in cui e coinvolta per evasione fiscale. Questa seconda sentenza è stata proclamata con un processo-lampo, celebrato nella cella di Julija Tymoshenko, ai limiti del macabro: con la leader dell'opposizione costretta nel letto per via delle già precarie condizioni di salute accerchiata da giudice e pubblica accusa seduti attorno a lei. Il trattamento disumano che è stato riservato a Julija Tymoshenko è stato condannato dai principali enti sovranazionali, paesi e organizzazioni non governative del mondo, tra cui Unione Europea – a cui si è aggiunta la ripetuta presa di posizione da parte dei ministri degli Esteri di Germania, Polonia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Svezia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Austria, Francia e Ungheria – Stati Uniti d'America, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Federazione Russa, Amnesty International, Freedom House, Medici Senza Frontiere, e altre.

Julija Volodymyrivna Tymoshenko è nata a Dnipropetrovs'k il 29 Novembre 1960. Dopo una laurea in economia, ha compiuto una rapida ascesa lavorativa dapprima nel settore del noleggio degli audiovisivi, poi in quello dell'energia, culminata con la presidenza del colosso JEESU. Terminata la carriera imprenditoriale, Julija Tymoshenko è stata tra i dirigenti del partito di orientamento socialdemocratico Hromada, per poi fondare il proprio soggetto politico Bat'kivshchyna, di orientamento patriottico-democratico, con cui ha guidato le proteste contro la conduzione autoritaria del Presidente Leonid Kuchma. Dopo una breve parentesi come vicepremier con delega all'energia nel governo Yushchenko, nel 2001 la Tymoshenko è stata arrestata per il suo attivismo contro l'establishment presidenziale. Liberata per assenza di prove, ha continuato a guidare lo schieramento democratico e filo-europeo fino alla Rivoluzione Arancione del 2004: manifestazione di massa nonviolenta con cui migliaia di ucraini sono scesi in piazza per richiedere giustizia ed elezioni pienamente democratiche in Ucraina. Sotto la presidenza di Viktor Yushchenko, suo alleato alla guida del campo democratico, Julija Tymoshenko ha guidato il primo governo arancione nel 2005, per poi tornare a ricoprire la carica di Primo Ministro dal 2007 al 2010 quando, candidatasi alla massima carica dello stato, ha perso le elezioni presidenziali contro l'avversario della Rivoluzione Arancione, Viktor Yanukovych. Sollevata dalla responsabilità di Primo Ministro, Julija Tymoshenko ha guidato il campo arancione all'opposizione fino all'arresto che, secondo quanto da lei sempre sostenuto, sarebbe stato organizzato dallo stesso presidente Yanukovych come una vendetta di carattere personale e politico.

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sabato 10 marzo 2012

Presidio per chiedere lo scioglimento del Consiglio Regionale, abusivo, della Lombardia


Martedì prossimo Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano, organizza un presidio davanti alla sede del Consiglio Regionale della Lombardia per chiederne lo scioglimento.

Dichiarazione di Marco Cappato:

'Per un certo periodo Nicole Minetti è stata l'appestata del Consiglio Regionale della Lombardia. Oggi pare che sia Davide Boni, con consiglieri regionali che non possono sopportare la sua legittima presenza a riunioni istituzionali. A tutti costoro, ad appestanti e appestati, ho solo una cosa da dire: 'Gentili consigliere e consiglieri, presidenti e assessori: S-I-E-T-E T-U-T-T-I A-B-U-S-I-V-I, e ve ne dovete andare tutti a casa; da due anni avete in mano le carte, scoperte da noi radicali, che provano inequivocabilmente la truffa elettorale poi confermata dalle deposizioni dei firmatari defraudati, nonché le truffe collaterali di consiglieri ineleggibili da una parte e dall'altra; di fronte a tutto ciò, mai un sussulto di vera opposizione, tranne eccezioni che si contano sulle dita di una mano, nemmeno una commissioncina d'inchiesta o altro che rappresentasse il tentativo di lotta politica, di creare ciò che serve: un'alternativa al regime lombardo di Formigoni-Penati-Lega, più Compagnia delle Opere e cooperative di ogni colore. È vero, il presidente Davide Boni, che già mi espulse dal pubblico del Consiglio Regionale per aver io provato a interrompere i lavori abusivi, non dovrebbe più essere presidente. Ma, insieme a lui, nessuno di lorsignori dovrebbe sedere dove siede. Martedì mattina alle ore 12 noi radicali saremo di fronte al Pirellone, in via Fabio Filzi 22, per il presidio per lo scioglimento del Consiglio Regionale abusivo della Lombardia'.

Appuntamento martedì 13 marzo alle ore 12:00, davanti alla sede del Consiglio Regionale della Lombardia in via Fabio Filzi 22 (MM2/3 Centrale) a Milano.

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venerdì 9 marzo 2012

Presentazione di 'Formigoni. Biografia non autorizzata' a Milano. Con Marco Pannella e Marco Cappato


Giovedì prossimo Lorenzo Lipparini, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, presenta a Milano il suo libro 'Formigoni. Biografia non autorizzata'. Partecipano: Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano e autore dell'introduzione; Pippo Civati, consigliere regionale del Partito Democratico in Lombardia; Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi; Marco Pannella. Modera: Eleonora Bianchini, giornalista del Fatto Quotidiano.

'Tutto poteva aspettarsi Roberto Formigoni, il quasi ventennale presidente della regione Lombardia che da anni si propone come successore di Silvio berlusconi. Ma non che a scrivere la sua biografia non autorizzata fosse Lorenzo Lipparini, il suo incubo peggiore, il giovane radicale che ha fatto tremare lui e tutto il PdL lombardo, presentando l'esposto sulle firme irregolari che aveva lasciato il governatore senza lista e che qui viene raccontato in dettaglio come mai prima d'ora. Ma non solo: l'infanzia di Formigoni su quel «ramo del lago di Como», le polemiche sul padre "fascistissimo", le inchieste giudiziarie e il rapporto simbiotico con Comunione e Liberazione. Un Formigoni inedito, narrato con precisione chirurgica e con altrettanta correttezza: una biografia documentata e imparziale, che, fuori da ogni logica politica, racconta l'uomo e il politico che ha plasmato intorno a sé l'intera Regione Lombardia. Il cattolicissimo amico e discepolo di don Giussani che ha spalancato, senza batter ciglio, le porte del Consiglio Regionale a Nicole Minetti, intrattenitrice dell'ex premier alle feste di Villa Certosa. Con buona pace della sua guida spirituale'.

Appuntamento giovedì 15 marzo alle ore 18:00, presso la Libreria Coop in via Festa del Perdono 12 (MM3 Missori) a Milano.

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domenica 26 febbraio 2012

Abrogata la legge regionale lombarda sul garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora – Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

COMUNICATO STAMPA
SOTTO LA PRESSIONE NONVIOLENTA DEI RADICALI PER LA NOMINA DEL GARANTE REGIONALE DEI BAMBINI PREVISTO DALLA L.R. 30 MARZO 2009, N° 6, L'ASSESSORE ALLA FAMIGLIA DELLA REGIONE LOMBARDIA GETTA LA MASCHERA: CANCELLA LA LEGGE ISTITUTIVA E CARICA DI NUOVE PESANTI INCOMBENZE IL GIÀ TRABALLANTE DIFENSORE REGIONALE, SENZA RISORSE AGGIUNTIVE.

BRUCIATA SUL TEMPO LA RISOLUZIONE DELLA III COMMISSIONE, PRONTA PER SOLLECITARE LA NOMINA IMMEDIATA DA PARTE DEL CONSIGLIO.

LA PRESIDENTE MARGHERITA PERONI CHIEDE TEMPO PER TENTARE DI INDURRE LA GIUNTA ALLA MARCIA INDIETRO E PER QUESTO LUCIO BERTÈ SOSPENDE LO SCIOPERO DELLA FAME FINO ALLA PROSSIMA SEDUTA PREVISTA PER MERCOLEDÌ 29 FEBBRAIO 2012.

Dal Natale 2011 prosegue il pressing dei radicali per la nomina del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza previsto dalla l.r. 20 marzo 2009, n° 6. I radicali denunciano lo stato di illegalità in cui versa la Regione Lombardia, inadempiente da 30 mesi rispetto alla sua stessa legge e su un tema così rilevante come la tutela attiva dei diritti dei bambini e una maggior protezione nei loro confronti, soprattutto i bambini non accompagnati e quelli allontanati dalle famiglie d'origine. L'iniziativa dei radicali ha convinto la III Commissione, a partire dalla Presidente Margherita Peroni (PdL), che non era dignitoso attendere oltre e che occorreva sollecitare la Giunta con una risoluzione per farle licenziare subito il Regolamento di sua competenza – quello che doveva essere licenziato 30 mesi fa – senza il quale il Consiglio Regionale non poteva procedere alla nomina. Prima c'è stato il tentativo maldestro dell'Assessorato alla Famiglia non solo di condonarsi il ritardo, ma di prendersi altri sei mesi di tempo per licenziare il Regolamento, tentativo sventato per lo sciopero della fame del portavoce di Radicalmente Nonni, Lucio Bertè, iniziato il 12 febbraio. Poi nella seduta della III Commissione del 23 febbraio, che doveva approvare la Risoluzione rivolta alla Giunta, è arrivata invece la comunicazione ufficiale che dalla Giunta era pervenuto il PdL n° 0146 ('Misure per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione') che riguarda una miriade di modifiche di legge sulle materie più svariate e in fondo a queste, a sorpresa, l'attribuzione al Difensore Regionale, tra le innumerevoli competenze che già lo schiacciano, anche di quella delicatissima e gravosissima del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza e l'abrogazione della legge del 2009 che lo aveva istituito come organo indipendente, eliminando anche le risorse necessarie per farlo funzionare. La Presidente Peroni, interpretando il disappunto pressoché unanime della Commissione, ha chiesto un tempo breve per tentare di convincere la Giunta a fare marcia indietro. Si è poi rivolta a Lucio Bertè, presente tra il pubblico, chiedendogli – sulla base di questo impegno – di interrompere lo sciopero della fame. Lucio Bertè ha aderito alla richiesta sospendendo lo sciopero della fame fino alla seduta di mercoledì prossimo, 29 febbraio 2012.

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giovedì 23 febbraio 2012

Lucio Bertè è al decimo giorno di sciopero della fame per la nomina del garante dei Bambini della Regione Lombardia

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora – Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

COMUNICATO STAMPA
DECIMO GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME PER LA NOMINA DEL GARANTE REGIONALE DEI BAMBINI RESIDENTI IN LOMBARDIA DELL'EX CONSIGLIERE REGIONALE RADICALE LUCIO BERTÈ, PORTAVOCE DI 'RADICALMENTE NONNI'.

PROSEGUE ANCHE IL PRESIDIO DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE DOVE LA III COMMISSIONE DEVE VOTARE UNA RISOLUZIONE CHE NON CONCEDA ALTRO TEMPO ALLA GIUNTA, CHE DA TRENTA MESI IMPEDISCE LA NOMINA FACENDO MANCARE IL REGOLAMENTO PREVISTO DALLA LEGGE ISTITUTIVA.

Milano, 22 febbraio 2012

La legge della Regione Lombardia del 30 marzo 2009, n° 6 dava sei mesi di tempo alla Giunta per licenziare il regolamento necessario al Consiglio per poter nominare il garante dei Bambini. Da quella scadenza sono trascorsi inutilmente ben trenta mesi. Il Comitato 'Radicalmente Nonni', prima del Natale 2011, ha sollecitato la III Commissione a votare una risoluzione per dare la sveglia al Consiglio e alla Giunta per la nomina immediata del garante. Nella seduta dell'8 febbraio compariva una proposta di risoluzione per dare alla Giunta altri sei mesi di tempo, come se la Legge dovesse partire da adesso. Perché la Commissione e l'assessore regionale alla Famiglia Giulio Boscagli rientrino immediatamente nella legalità, l'ex consigliere regionale radicale, Lucio Bertè, portavoce del Comitato, ha iniziato uno sciopero della fame, giunto oggi al decimo giorno, e sarà in presidio davanti al Consiglio Regionale come già in passato, in occasione della Seduta della III Commissione che dovrebbe votare la risoluzione per il Consiglio e per la Giunta.

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mercoledì 15 febbraio 2012

Lucio Bertè in sciopero della fame per la nomina del garante dei Bambini della Regione Lombardia

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora – Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

COMUNICATO STAMPA
I RADICALI PASSANO ALLO SCIOPERO DELLA FAME PER LA NOMINA DEL GARANTE DEI BAMBINI DELLA REGIONE LOMBARDIA A FRONTE DI UN'INACCETTABILE PROPOSTA DI RISOLUZIONE DELLA III COMMISSIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE CHE DÀ ALTRI SEI MESI DI TEMPO ALLA GIUNTA PER LICENZIARE IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE, DOPO 35 MESI DI INERZIA.

PROSEGUONO LE OSCURE MANOVRE DILATORIE DELLA GIUNTA DOPO SETTE ANNI DI OSTRUZIONISMO, DALLA BOCCIATURA DEL PDL RADICALE DEL 2005.

Il portavoce del Comitato 'Radicalmente Nonni', l'ex consigliere regionale radicale Lucio Bertè, ha iniziato dalla mezzanotte di domenica 12 febbraio uno sciopero della fame rivolto alla Presidente e ai membri della III Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia per ottenere un atteggiamento più deciso e intransigente nei confronti della Giunta regionale, inadempiente, cioè fuorilegge, rispetto alla legge regionale n° 6 del 30 marzo 2009, istitutiva del garante dei Diritti dei Bambini. La seduta della III Commissione di giovedì 9 febbraio doveva licenziare il testo di una risoluzione rivolta al Consiglio e alla Giunta per chiedere l'immediata emanazione del regolamento di attuazione, di competenza della Giunta, per consentire la nomina da parte del Consiglio. All'esterno del Pirellone il solito presidio del Comitato 'Radicalmente Nonni' con lo striscione 'CHI HA PAURA DEL GARANTE DEI BAMBINI? REGIONE LOMBARDIA IN RITARDO DA 7 ANNI, E DA 2 ANNI E 5 MESI FUORILEGGE – VERGOGNA!'. Al termine della seduta la Presidente Margherita Peroni, rilevata la presenza di Lucio Bertè, annunciava per la seduta successiva del 15 febbraio il voto sulla risoluzione e gli consegnava copia del testo. A quel punto, rilevato che il dispositivo concedeva alla Giunta altri sei mesi di tempo per approntare il regolamento, Bertè ha subito dichiarato inaccettabile quel termine e che la risoluzione avrebbe dovuto chiedere che il regolamento fosse licenziato immediatamente, altrimenti i radicali avrebbero intrapreso una 'guerra NV'. Ha chiesto alla Presidente Peroni se quel termine l'avesse proposto lei e la risposta è stata che non aveva letto il testo, predisposto direttamente dalla dirigente dell'Ufficio di assistenza alla III Commissione, cioè da una funzionaria amministrativa. Lucio Bertè ha dichiarato: 'Spero che basti il mio sciopero della fame a cambiare il dispositivo della risoluzione. Comunque segnalerò l'accaduto al Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni perché tuteli le prerogative dei consiglieri rispetto alle forzature degli uffici che devono solo tradurre fedelmente il mandato di chi ha la responsabilità politica delle decisioni, senza permettersi di introdurre di loro iniziativa decisioni politiche che non gli competono. Il tempo di sei mesi concesso alla Giunta lascia supporre che questa indicazione possa essere stata suggerita direttamente dall'Assessorato alla Famiglia. Ed equivarrebbe all'ennesimo rinvio 'sine die' della nomina del Garante e il permanere nell'illegalità dell'istituzione regionale. Anche questo va accertato, per chiarire la provenienza di quella indicazione e garantire per il seguito l'autonomia del Consiglio Regionale rispetto alla Giunta. Questa, dal canto suo, può davvero decidere senza indugi, dato che da oltre un anno ha in mano la proposta di Regolamento fornita dal Pidida, cioè dal Coordinamento delle Associazioni più prestigiose nel campo della tutela dei diritti dei bambini, dall'Unicef a Save the Children, all'AiBi, ecc. Ma forse è per questo che non viene adottata'.

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mercoledì 1 febbraio 2012

Nuovo presidio di 'Radicalmente Nonni' davanti al Consiglio Regionale per la nomina del garante dell'Infanzia della Lombardia

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora – Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

COMUNICATO STAMPA
NUOVO PRESIDIO DI 'RADICALMENTE NONNI' DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE PER LA NOMINA DEL GARANTE DELL'INFANZIA DELLA LOMBARDIA

Dalle ore 15:30 di oggi il Comitato 'Radicalmente Nonni' presidia il Consiglio Regionale della Lombardia in via Fabio Filzi 22 per chiedere l'immediata nomina del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza, prevista dalla Legge regionale 30 marzo 2009, n. 6. A partire dal 22 dicembre 2011, il presidio si svolge ogni mercoledì, in occasione della seduta della III Commissione, Sanità e Affari Sociali, competente per materia. In quella prima occasione la Presidente della Commissione, Margherita Peroni (PdL) aveva dato ragione all'iniziativa di 'Radicalmente Nonni' e aveva assicurato il proprio impegno affinché la nomina fosse tra i primi provvedimenti del nuovo anno. Durante il presidio del 17 gennaio 2012, a margine della seduta del Consiglio Regionale, il portavoce del Comitato Lucio Bertè, aveva incontrato l'assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli e lo ragguagliava sull'iniziativa radicale per far uscire la Regione dall'illegalità rispetto alle sue proprie leggi, e preannunciava: 'Saremo costretti a intensificare la denuncia pubblica di questa gravissima inadempienza. Vi faremo fare una brutta figura...'. Boscagli, con amaro senso dell'humor, nel giorno in cui si parlava solo dell'arresto dell'assessore Ponzoni, aveva replicato: '...tanto... una più una meno...', aggiungendo, nel merito, che la Regione non aveva nominato il garante dei bambini per mancanza dei soldi necessari per far funzionare il garante come previsto dalla legge, e che l'orientamento della Giunta era, semmai, quello di conferire le competenze per i diritti dei minori al garante regionale unico. Lucio Bertè replicava che caricare una sola figura di tutte le competenze di garanzia (bambini, detenuti, utenti e consumatori, difensore civico ecc.) significava condannarla alla paralisi o all'inefficienza: in sostanza era un modo per limitarne la funzionalità e l'efficacia. A fine seduta Bertè fermava la presidente Peroni e le chiedeva se avesse cambiato idea rispetto all'impegno preso prima di Natale ottenendo come replica la conferma della sua intenzione, come presidente della III Commissione, di andare a fondo sulla questione, fino alla nomina del garante. Bertè replicava: 'Bene, allora però preparati allo scontro con l'Assessore Boscagli, che non sembra proprio della stessa idea...'. Il 25 gennaio la Commissione ha preso atto ufficialmente della richiesta del Comitato 'Radicalmente Nonni', inviata alla presidente Margherita Peroni e a tutti i consiglieri membri, perché votino una risoluzione indirizzata al Consiglio Regionale perché la nomina sia messa all'odg del Consiglio e perché la Giunta licenzi il Regolamento di sua competenza, previsto dalla stessa legge. A fine seduta, e a fine presidio, la presidente Peroni e il consigliere Stefano Carugo (PdL), e il consigliere Enrico Marcora (UDC) hanno assicurato a Lucio Bertè che nella seduta del 1 febbraio la Commissione avrebbe votato la risoluzione richiesta. Questo verificherà il presidio di oggi.

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mercoledì 25 gennaio 2012

Nuovo presidio di 'Radicalmente Nonni' davanti al Consiglio Regionale per la nomina del garante dell'Infanzia della Lombardia

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora – Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

COMUNICATO STAMPA
NUOVO PRESIDIO DI 'RADICALMENTE NONNI' DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE PER LA NOMINA DEL GARANTE DELL'INFANZIA DELLA LOMBARDIA

Dalle ore 14 di oggi il comitato 'Radicalmente Nonni' presidia il Consiglio Regionale della Lombardia in via Fabio Filzi 22 per chiedere l'immediata nomina del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza, prevista dalla Legge regionale 30 marzo 2009, n. 6. Il presidio si svolge in occasione della seduta della III Commissione che prenderà atto ufficialmente della richiesta del comitato, inviata alla Presidente Margherita Peroni e a tutti i Consiglieri membri perché votino una risoluzione indirizzata al Consiglio Regionale, perché la nomina sia messa all'odg, e alla Giunta Regionale, per la stesura del regolamento di sua competenza, previsto dalla stessa legge. A seguito del Presidio del 22 dicembre 2011, la Presidente Peroni aveva dato ragione all'iniziativa di 'Radicalmente Nonni' e aveva assicurato il proprio impegno affinché la nomina fosse tra i primi provvedimenti del nuovo anno. Durante il Presidio del 17 gennaio 2012, a margine della seduta del Consiglio Regionale, il portavoce del comitato Lucio Bertè incontrava l'assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli, e lo ragguagliava sull'iniziativa radicale per far uscire la Regione dall'illegalità rispetto alle sue proprie leggi e preannunciava: 'Saremo costretti a intensificare la denuncia pubblica di questa gravissima inadempienza. Vi faremo fare una brutta figura...'. Boscagli, con amaro senso dello humor, nel giorno in cui si parlava solo dell'arresto dell'assessore Ponzoni, aveva replicato: '...tanto... una più una meno...' aggiungendo, nel merito, che la Regione non aveva nominato il garante dei bambini per mancanza dei soldi necessari per far funzionare il garante come previsto dalla legge e che l'orientamento della Giunta era, semmai, quello di conferire le competenze per i diritti dei minori al garante regionale unico. Lucio Bertè replicava che caricare una sola figura di tutte le competenze di garanzia (bambini, detenuti, utenti e consumatori, difensore civico ecc.) significava condannarla alla paralisi o all'inefficienza: in sostanza era un modo per limitarne la funzionalità e l'efficacia. A fine seduta Bertè fermava la Presidente Peroni e le chiedeva se avesse cambiato idea rispetto all'impegno preso prima di Natale ottenendo come replica la conferma della sua intenzione, come Presidente della III Commissione, di andare a fondo sulla questione, fino alla nomina del garante. Bertè replicava: 'Bene, allora però preparati allo scontro con l'assessore Boscagli, che non sembra proprio della stessa idea...'. Il presidio di oggi servirà a verificare se la III Commissione vorrà fare un passo avanti verso la nomina.

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sabato 21 gennaio 2012

Il comitato 'Radicalmente Nonni' chiede alla Regione Lombardia la nomina del garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora  Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

Alla Presidente della III Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia Margherita PERONI
Ai Consiglieri membri della III Commissione

e p.c.
Al Presidente del Consiglio Regionale Davide BONI
Al Presidente della Giunta Regionale della Lombardia Roberto FORMIGONI

Milano, 11 gennaio 2012

Signora Presidente, Signori Consiglieri,
la nomina del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Lombardia ha una storia lunga e inopinatamente contrastata, come se la Lombardia fosse esente da tutti quei fenomeni di gravissima violazione dei diritti dei bambini e di esposizione a situazioni di rischio anche di incolumità. O peggio, come se l'istituzione di una struttura per aumentare la protezione dei bambini nella nostra Regione desse fastidio a qualcuno. Sta di fatto che il Consiglio Regionale è inadempiente da due anni e due mesi rispetto alla legge istitutiva del garante regionale, approvata il 30 marzo 2009, e in attesa di un 'regolamento' di iniziativa della Giunta che doveva essere licenziato al massimo entro sei mesi. Per non dire di una strana norma finanziaria che rimanda lo stanziamento per il funzionamento della figura e dell'ufficio del garante 'ad altra legge'.
Il ritardo della Lombardia è ben superiore, se consideriamo che risale al febbraio del 2005 la seduta del Consiglio che respinse per un solo voto un pdl che era sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi, di maggioranza e di opposizione, e destinato ad una approvazione unanime, come si conviene per questioni di questa rilevanza.
Da allora sono passati sette anni ed è mancata una esperienza che altre regioni - come il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, le Marche - hanno fatto utilmente e con risultati notevoli in termini di servizio alla collettività e di coinvolgimento dell'opinione pubblica.
'Radicalmente Nonni' ha risollevato la questione nell'ottobre del 2006, con un'azione nonviolenta di digiuno di dialogo nei confronti della III Commissione e con un lungo presidio militante. Si ottenne l'incardinamento all'odg della Commissione dei pdl in campo, nonché le audizioni preliminari. Infine fu proposto un testo – a nostro avviso riduttivo rispetto a quello respinto nella legislatura precedente – che fu licenziato solo nel 2009.
Quello che oggi chiediamo è l'immediata messa all'odg del Consiglio della nomina del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
Diamo atto che alla fine del presidio tenuto in occasione delle sedute del consiglio prima di Natale, la presidente della III Commissione ha assicurato che la soluzione sarebbe avvenuta alla ripresa dei lavori del 2012. Un analogo impegno per una rapida svolta ho ricevuto da alcuni dei consiglieri membri della Commissione.

L'iniziativa di 'Radicalmente Nonni' è dedicata alla memoria di Nonna Rosa, nonna di punta del Comitato, morta due anni fa con la tristezza nel cuore, dopo un calvario di dieci anni, e a nonna Rina che si è battuta per ottenere nel mese di ottobre 2006 la riproposizione all'odg del Consiglio Regionale del disegno di legge per l'istituzione del Garante. Oggi ha smesso di lottare e si è chiusa nel suo dolore, che l'accompagnerà per il resto dei suoi giorni, con l'amarezza in più di non aver visto un risultato utile almeno per altri cittadini grandi e piccoli, con storie simili alla sua e a quella dei nipotini.
Due donne 'straordinarie', come tante, per aver aiutato le loro figlie in difficoltà garantendo affetto e buona educazione ai loro nipotini, ma anche mettendo in salvo, nell'immediato e per il futuro, il rapporto con le loro mamme, fino al superamento delle difficoltà, una volta trascorso il tempo necessario.
Due donne, due nonne, con una vita esemplare, colpite da una sfortuna che può capitare a ciascuno di noi e che hanno affrontato con coraggio e senso di responsabilità. Per quanto fatto non hanno ricevuto un premio, che non era nelle loro aspettative, ma nemmeno il rispetto da parte delle Istituzioni, lo stesso rispetto che avevano avuto dai loro concittadini nei loro ambienti di vita. Nonna Rosa, vedova, era amata nel suo quartiere dove per trent'anni aveva gestito un negozio e aveva un cognome prestigioso che non ha mai voluto sottolineare per avere una giustizia che le spettava di diritto. Dei tre nipotini, due sono andati in adozione e un terzo è presso i nonni paterni, a Casablanca, dove andava spesso a trovarlo. Nonna Rita è una donna di antico stampo, pugliese. Suo marito, morto da poco, per decenni era stato l'autista personale di un parlamentare molto conosciuto e stimato. L'argomento principale dei servizi per sottrarre i bambini era stato che, arrivati a sessant'anni, erano troppo vecchi per allevare adeguatamente i nipotini.

Signora Presidente, Signori Consiglieri,
'Radicalmente Nonni' non ha nessun peso politico e nessun potere, ma solo la determinazione estrema nel denunciare le ingiustizie di cui è stato testimone. Per questo vi chiede solo di fare il vostro dovere, di rispettare la legge che voi stessi avete votato e di scegliere un garante all'altezza del ruolo e che soprattutto sappia ascoltare e capire i problemi delle famiglie, delle persone, in difficoltà offrendo tutto l'aiuto possibile nell'interesse prioritario dei bambini, come prevedono le Convenzioni internazionali – quelle che ogni anno celebriamo – come anche le leggi nazionali e quelle della Regione Lombardia.

Vi auguro un buon lavoro e vi saluto cordialmente,
il Portavoce del Comitato 'Radicalmente Nonni'
Lucio Bertè

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lunedì 24 ottobre 2011

Firma l'appello al Presidente della Repubblica per la legalità delle elezioni in Lombardia!


Signor Presidente,
Noi, donne e uomini di culture, età, posizioni sociali e convinzioni politiche diverse, consapevoli che solo nel rispetto della legge risieda la possibilità di un ordinato e sereno sviluppo della società, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alle elezioni regionali del 2010.

Ritenere, come ha fatto la Corte – che soltanto il giudice civile sia autorizzato a verificare l'autenticità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni – avrebbe senso in uno Stato funzionante al meglio.

Nella situazione di tracollo della giustizia che Lei ben conosce, questa decisione significa consegnare le procedure elettorali – sacre in qualunque sistema democratico – a furfanti certi dell’impunità.

Infatti, nel nostro disgraziato Paese, qualunque processo – civile o penale – terminerebbe dopo la fine della legislatura, lasciando indisturbati nelle istituzioni gaglioffi che si fossero guadagnati il posto con l’inganno.

Ci rivolgiamo a Lei, come supremo garante della legalità costituzionale, per invitarLa a prendere pubblicamente atto della situazione e a esortare il legislatore affinché si ponga fine all'attuale condizione strutturale di impunità garantita di fatto a chi viola la legalità democratica.

Firma questo appello presso il Gazebo Radical Party in piazza Cordusio da oggi fino a giovedì, oppure direttamente on line a questo link.

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martedì 18 ottobre 2011

La Lega Nord contro la macellazione ebraica

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Comunità Ebraica di Milano:

Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia sarà chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kasher e Halal. Una mozione che, di fatto, si configura come un divieto. La mozione è stata presentata dal gruppo consigliare della Lega Nord e ha come primo firmatario Claudio Bottari.

Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha dichiarato: 'sono venuto a conoscenza di questa mozione grazie ad una agenzia stampa, mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord Stefano Galli per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo Galli non ha voluto sentire ragione. Voglio fare presente a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, in particolare a tutti i capigruppo, che stanno per votare una mozione che ha l'intento di discriminare i cittadini di fede musulmana ed ebraica. Mi appello al buon senso dei nostri rappresentanti in Regione perché un voto a favore di questa mozione sarebbe un brutto segnale di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cittadini di fede ebraica e musulmana'.

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lunedì 17 ottobre 2011

Radicali: domani conferenza stampa sul processo per la 'Truffa Firmigoni'


Comunicato stampa della Lista Bonino-Pannella:

Si terrà domani martedì 18 ottobre alle ore 11, presso il Gazebo Radical Party in piazza Cordusio (MM1 Cordusio) a Milano, la conferenza stampa su:

I PROCESSI PER LA 'TRUFFA FIRMIGONI': COSA CI POSSIAMO ASPETTARE DALLA GIUSTIZIA ITALIANA.

Interverranno Marco CAPPATO e Lorenzo LIPPARINI.

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mercoledì 5 ottobre 2011

Consiglio Regionale della Lombardia: una lobby di Dio?

Di Giulia Cortese.

Accogliendo con favore l'apertura fatta dal segretario PdL Angelino Alfano, sulla necessità di riformare il sistema elettorale, il Consigliere Regionale della Lombardia Roberto Formigoni ha dichiarato qualche giorno fa che bisogna attrezzarsi rapidamente per le politiche, sottolineando che non è più ammissibile eleggere come Consiglieri regionali persone nominate dall'alto. Non si può negare che si tratta di un fatto curioso, considerando che l'igienista dentale del Premier Nicole Minetti è stata eletta proprio in un listino (bloccato) dello stesso Formigoni, grazie a un vertice ad Arcore tra lui, Berlusconi e Bossi. Si è trattato di un inserimento illegale nella lista, con almeno 500 firme false a sostegno della candidatura. A proposito di questo, l'ex europarlamentare radicale Marco Cappato, nonché attuale Consigliere comunale radicale a Milano nella giunta Pisapia, ha dichiarato che la Minetti 'è entrata in lista con modalità illegali' e, prosegue, 'noi l'avevamo già denunciato pubblicamente dieci mesi fa'. È quindi importante che la Procura indaghi sulle responsabilità penali per l'irregolare raccolta delle firme, avvenuta nei giorni compresi tra i vertici di Arcore e la scadenza per la presentazione della lista, ma anche sulla catena di comando che ha gestito la vicenda.

Certo, se il senso della legalità dei cittadini italiani fosse un po' più spiccato, il caso sarebbe passato sicuramente meno inosservato.

Tuttavia, la candidatura illecita della Minetti non è nemmeno l'episodio più grave del Consiglio Regionale della Lombardia, se si considera che quest'ultimo è in qualche modo 'abusivo', per il fatto che le liste della coalizione PdL e Lega sono illegali. Ci sono state delle elezioni regionali in cui c'è stata palesemente una truffa elettorale, attraverso delle firme false, che sarebbero oltre mille. Mario Staderini, Segretario dei Radicali Italiani, ha dichiarato che 'a oltre un migliaio di cittadini è stata rapita l'identità per essere sottoscritti da altre persone'.

Continua sempre Staderini, 'noi riteniamo che sia un vero e proprio attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, un reato previsto dal Codice Penale sempre poco attuato e che prevede che la democrazia si tuteli quando i diritti all'elettorato attivo, cioè al voto, e a quello passivo - e cioè a non essere ingannati nel momento dell'espressione del proprio voto, sono diritti fondamentali che vanno tutelati'.

È passato ormai un anno da quando i Radicali hanno denunciato le irregolarità con le quali Roberto Formigoni era stato rieletto per la quarta volta Presidente della Regione Lombardia. La sua ricandidatura ha comportato la violazione dalla legge 165/2004, che stabilisce la non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della giunta Regionale, eletto a suffragio universale e diretto. Lega e PdL, a sostegno di un Presidente incandidabile, hanno presentato una documentazione palesemente falsa.
Dopo un'intervista a Formigoni del 27 Febbraio scorso, apparsa su Presa diretta, il commento del Segretario radicale Mario Staderini è stato: 'E noi dovremmo credere che un potente come lui abbia dovuto subire le candidature del suo listino e nulla sapeva dei falsi che si stavano commettendo?', aggiungendo, 'esiste un solo caso, ed è il Caso Firmigoni. Il Presidente abusivo della Lombardia si dimetta e chieda scusa agli elettori per aver loro ripetutamente mentito'. Scuse di cui finora non vi è traccia alcuna.
Ora spetterà al Consiglio di Stato disporre velocemente e direttamente la perizia sulle firme potenzialmente (e palesemente) false, senza dover attendere gli esiti della questione del falso da parte del giudice ordinario. La questione delle firme dovrebbe poter essere risolta nel giro di qualche mese, sperando che non venga rimandata, a causa dei lunghissimi tempi del nostro inefficiente sistema giuridico.

In merito alle accuse che gli vengono spesso rivolte, specie per quanto riguarda l'elezione della Minetti nel suo listino, Formigoni si è difeso più volte tramite banali (e scontatissime) arrampicature sugli specchi, dichiarando l'intenzione di 'premiare chi lavora sul territorio' e di voler aiutare le donne a partecipare alla vita politica. Una domanda sorge inevitabile: come si concilia quest'attenzione al ruolo della donna con la presenza, imposta nel listino bloccato di Silvio Berlusconi, di una sua ex igienista dentale, nonché ex valletta di Colorado Cafè e neofita della politica? La signorina è inoltre indagata per induzione e sfruttamento della prostituzione, ed è in attesa di testimoniare al processo in questione. Quanto a questa sconcertante elezione, si tratta di una pratica che, a livello di mercato del lavoro privato è purtroppo ancora diffusissima in Italia, ma quando si tratta di politica nazionale e di gestione della cosa pubblica, come in questo caso, allora assume carattere di reato.

A essersi lamentato di un andazzo decadente nel PdL è stato anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale, durante un convegno di Fondazione Nuova Italia, non ha mancato di criticare il suo partito. La prima stoccata ha un nome e cognome, Nicole Minetti, la cui elezione, dice Alemanno, è dovuta a 'meriti emersi più dalle intercettazioni sulle notti allegre a ritmo di bunga bunga che dalla carriera politica, di fatto inesistente'.
Il Sindaco aggiunge infine una conclusione, 'Dobbiamo dirlo con chiarezza: mai più Minetti nei consigli regionali'. Conclusione che non può che essere condivisibile.

Certo, colpisce il fatto che Formigoni, esponente del movimento politico e religioso Comunione e Liberazione, mostri di non saper mantenere una condotta moralmente rigorosa e di mancare di correttezza e di rispetto per la legalità. Si tratta peraltro di un movimento estremamente potente, quello di CL, tanto che in Europa e nel mondo non esiste un solo movimento ecclesiale che controlli un'istituzione pubblica con un bilancio di 20 miliardi di euro. Enrico de Alessandri, autore di 'La lobby di Dio', libro sul potere dilagante di CL nelle strutture amministrative di vertice della Regione Lombardia, dichiarava, già nel 2005: 'Sono alcuni stessi esponenti - ed ex esponenti - di Forza Italia a sostenere che 'il ruolo e il potere che hanno assunto Formigoni e il sistema connesso di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, determinano la quasi totalità delle scelte politiche e amministrative, di fronte a un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia' (Guido Podestà, oggi coordinatore regionale del PdL, Domenico Pisani, Francesco Fiori, Francesco Triscari, Ombretta Colli, Corriere della Sera, 7 giugno 2005)'.

Dieci giorni fa è arrivata la prima vera vittoria dei radicali lombardi. Il Consiglio di Stato ha in pratica ribaltato il pronunciamento del Tar, riconoscendo la fondatezza del ricorso sulla questione delle presunte firme false al listino «Per la Lombardia». In definitiva, il giudice amministrativo ha riconosciuto degna di attenzione e verifica la richiesta di Cappato e soci di effettuare una perizia disposta dalla magistratura amministrativa per accertare l'autenticità delle sottoscrizioni.

Dice Marco Cappato, il quale continua a dedicarsi con serietà alla questione, 'Se le firme venissero finalmente controllate anche dal giudice amministrativo, a quel punto sarà doveroso annullare le elezioni falsate dalla 'truffa Firmigoni''. Siamo in Italia, però, Paese in cui ultimamente le cose sembrerebbero andare alla rovescia. E siamo noi laici i primi a sperare in un cambiamento, in un rovesciamento della medaglia.

Morale della favola? Quando il Cardinale Angelo Bagnasco si lamenta della scarsa moralità della politica, definendo la la questione 'grave e urgente' e dicendo che 'l'uomo vero non è colui che ha potere e denaro', forse ha ragione.

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Comunicato Stampa firme false: Cappato a Napolitano 'La consulta ha stabilito l'impossibilità di accertare una truffa elettorale; esiste un'alternativa alla denuncia dell'Italia in sede internazionale?'

FIRME FALSE: CAPPATO A NAPOLITANO 'LA CONSULTA HA STABILITO L'IMPOSSIBILITÀ DI ACCERTARE UNA TRUFFA ELETTORALE; ESISTE UN'ALTERNATIVA ALLA DENUNCIA DELL'ITALIA IN SEDE INTERNAZIONALE?'

Dichiarazione di Marco Cappato, candidato della Lista Bonino-Pannella alla Presidenza della Lombardia escluso dalla competizione elettorale.

Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Corte Costituzionale italiana ha deciso oggi che soltanto il giudice civile è autorizzato a controllare la veridicità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni. Come Lei sa, Signor Presidente, i tempi minimi della giustizia civile sono superiori a quelli della durata di una legislatura.

La conseguenza dunque non riguarda soltanto le elezioni regionali del Piemonte, né soltanto quelle della Lombardia, dove noi Radicali abbiamo portato le prove della gigantesca truffa elettorale compiuta nella presentazione delle liste di Roberto Formigoni, con un migliaio di persone che hanno confermato in Procura della Repubblica di non aver mai firmato quelle liste. La conseguenza della sentenza di oggi significa, per il futuro del Repubblica italiana da Lei presieduta, che d'ora in poi sarà ufficialmente impossibile per chiunque ottenere giustizia contro una qualsiasi, anche se gravissima, truffa elettorale in tempo utile prima della fine del mandato di chi è stato eletto grazie a quella truffa, ad ogni livello locale o nazionale che sia.

Noi Radicali, Signor Presidente, ricorreremo nelle sedi internazionali contro questo Stato fuorilegge da Lei presieduto: fuorilegge contro i detenuti, fuorilegge contro gli imputati, fuorilegge contro le vittime dei crimini, fuorilegge contro una minima formalità democratica elettorale. Con grande rispetto per Lei e per i tentativi che Lei manifestamente compie, Le chiedo, Presidente, di indicare al Paese, se esiste, un'alternativa, così come Le abbiamo chiesto di indicare se esiste un'alternativa alla proposta di amnistia per far ripartire la giustizia italiana e interrompere la flagranza del crimine di Stato contro i detenuti.

Nel frattempo, come Radicali possiamo solo continuare a lottare per far cadere un regime antidemocratico che sempre di più occupa e disastra lo Stato, e dalla cui eredità ultrasessantennale Lei sta tentando di liberare Il Paese.

martedì 4 ottobre 2011

Comunicato Stampa Cappato: 'Firmigoni mobilitato per occultare la verità. Ma perché la procura di Milano è ferma?????????'

FIRME FALSE: CAPPATO 'FIRMIGONI MOBILITATO PER OCCULTARE LA VERITÀ. MA PERCHÉ LA PROCURA DI MILANO È FERMA?????????'

Dichiarazione di Marco Cappato, Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano, titolare insieme a Lorenzo Lipparini dei ricorsi su Firmigoni.

Prendo atto del fatto che il Presidente Firmigoni, dopo aver dichiarato al mondo che eravamo stati noi a manipolare i suoi moduli, oggi si costituisce davanti alla Corte costituzionale nel procedimento Bresso-Cota per cercare di dare il suo contributo - 'in punta di diritto', c'è da immaginare... e allora speriamo che non ricorra anche stavolta alla consulenza del suo amico Lombardi - affinché le firme non siano controllate in tempo utile prima della fine della legislatura, come invece accadrebbe se la Corte sancisse l'impossibilità per il giudice amministrativo di disporre una perizia.

Sul fronte Firmigoni mi pare dunque tutto chiaro: è così fiducioso sulle sue firme che mobilita gli avvocati della Regione Lombardia per impedire siano controllate.

Il mistero che rimane è un altro. Ormai da mesi la Procura della Repubblica di Milano ha convocato un migliaio di persone che hanno testimoniato che la firma apposta a loro nome sui moduli di Firmigoni non era la loro. Se ciò è vero, come è vero, allora perché non accade nulla? Perché la Procura di Milano è ferma? Eppure non sono stati necessari neanche due minuti di intercettazioni telefoniche, visto che le prove le avevamo già portate noi Radicali. Non si dovrà mica aspettare che nel frattempo la giustizia amministrativa sia stata disinnescata definitivamente per finalmente veder la Procura agire (a quel punto inutilmente)?

venerdì 23 settembre 2011

La sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso dei Radicali su Firmigoni

(...) A ciò consegue che le censure sollevate dai ricorrenti dovevano considerarsi quanto meno supportate da sufficienti elementi indiziari in ordine alla sussistenza dei vizi delle firme risultanti proprio da atti dell’amministrazione che, ancorchè annullati per la carenza del potere esercitato, esistevano dal punto di vista storico e dei fatti che ne avevano costituito il fondamento: il che era sufficiente in ogni caso a stimolare ritualmente il potere istruttorio officioso del giudice adito.
In definitiva il ricorso di primo grado doveva e deve considerarsi pienamente ammissibile.

Il testo integrale della sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso dei radicali sulle irregolarità delle elezioni regionali lombarde del 2010 è disponibile a questo link:

https://docs.google.com/document/d/14Y6QYRlePfErdCM9jprHAuxVGAWxokHpDXvRBqeQtnk/edit?hl=en_US

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martedì 20 settembre 2011

Comunicato stampa Radicali: 'Oggi in Regione Lombardia per aprire una breccia nel muro Firmigoni-Penati'

REGIONE LOMBARDIA: RADICALI 'UNA BRECCIA NEL MURO FIRMIGONI-PENATI'



Si è tenuto stamattina davanti al Consiglio Regionale della Lombardia il presidio organizzato dai Radicali milanesi e lombardi, in occasione delle celebrazioni del XX Settembre, 'per aprire una breccia nel muro Firmigoni-Penati'. Degli enormi scatoloni costituivano i mattoni del muro, rappresentando i molti capitoli della cogestione trasversale del potere clericale e affaristico in Lombardia: dagli appalti alle firme false, dalle cooperative alla compagnia delle opere, dai Consiglieri regionali ineleggibili allo Statuto neoclericale della Regione Lombardia.

Il segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano Francesco Poirè, ha dichiarato: 'Questa manifestazione è anche un'occasione anche per denunciare il silenzio del PD sull'affermazione di un sistema clientelare, affaristico e confessionale in Lombardia: il sistema Formigoni-CL-CdO. Un silenzio figlio, forse, della connivenza del blocco PD-Coop rosse con quello formigoniano. Servirebbe una svolta nelle politiche regionali per esempio con quelle privatizzazioni e liberalizzazioni che per primi PdL e PD non attuano'.

'E invece - aggiunge il segretario dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora Marco Di Salvo - si perpetuano i finanziamenti all'associazionismo confessionale amico, i favori al privato assistito della sanità, i provvedimenti confessionali in Lombardia (e quant'altro documentato nella 'Peste lombarda' di Valerio Federico e Luca Perego) senza che il PD sia in grado di esprimere una vera quell'alternativa laica, liberale e libera alla quale come Radicali cerchiamo di dare corpo'.

Il Consigliere comunale del Gruppo Radicale – Federalista europeo Marco Cappato conclude: 'Se Formigoni oggi ha la spudoratezza di presentarsi come volto casto e pulito per il futuro del PdL - lui degli affari con Saddam, della cacciata di Englaro dalla Lombardia, delle accuse ai Radicali sulla truffa elettorale lombarda – questo è possibile solo perché il PD con Penati non ha mai fatto lotta politica sul tema. Intanto, da 15 mesi, aspettiamo un giudice a Milano che abbia voglia di accertare le responsabilità su quella falsificazione massiccia di firme della quale abbiamo da più di un anno già fornito le prove'.

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