Di Giulia Cortese.
Accogliendo con favore l'apertura fatta dal segretario PdL Angelino Alfano, sulla necessità di riformare il sistema elettorale, il Consigliere Regionale della Lombardia Roberto Formigoni ha dichiarato qualche giorno fa che bisogna attrezzarsi rapidamente per le politiche, sottolineando che non è più ammissibile eleggere come Consiglieri regionali persone nominate dall'alto. Non si può negare che si tratta di un fatto curioso, considerando che l'igienista dentale del Premier Nicole Minetti è stata eletta proprio in un listino (bloccato) dello stesso Formigoni, grazie a un vertice ad Arcore tra lui, Berlusconi e Bossi. Si è trattato di un inserimento illegale nella lista, con almeno 500 firme false a sostegno della candidatura. A proposito di questo, l'ex europarlamentare radicale Marco Cappato, nonché attuale Consigliere comunale radicale a Milano nella giunta Pisapia, ha dichiarato che la Minetti 'è entrata in lista con modalità illegali' e, prosegue, 'noi l'avevamo già denunciato pubblicamente dieci mesi fa'. È quindi importante che la Procura indaghi sulle responsabilità penali per l'irregolare raccolta delle firme, avvenuta nei giorni compresi tra i vertici di Arcore e la scadenza per la presentazione della lista, ma anche sulla catena di comando che ha gestito la vicenda.
Certo, se il senso della legalità dei cittadini italiani fosse un po' più spiccato, il caso sarebbe passato sicuramente meno inosservato.
Tuttavia, la candidatura illecita della Minetti non è nemmeno l'episodio più grave del Consiglio Regionale della Lombardia, se si considera che quest'ultimo è in qualche modo 'abusivo', per il fatto che le liste della coalizione PdL e Lega sono illegali. Ci sono state delle elezioni regionali in cui c'è stata palesemente una truffa elettorale, attraverso delle firme false, che sarebbero oltre mille. Mario Staderini, Segretario dei Radicali Italiani, ha dichiarato che 'a oltre un migliaio di cittadini è stata rapita l'identità per essere sottoscritti da altre persone'.
Continua sempre Staderini, 'noi riteniamo che sia un vero e proprio attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, un reato previsto dal Codice Penale sempre poco attuato e che prevede che la democrazia si tuteli quando i diritti all'elettorato attivo, cioè al voto, e a quello passivo - e cioè a non essere ingannati nel momento dell'espressione del proprio voto, sono diritti fondamentali che vanno tutelati'.
È passato ormai un anno da quando i Radicali hanno denunciato le irregolarità con le quali Roberto Formigoni era stato rieletto per la quarta volta Presidente della Regione Lombardia. La sua ricandidatura ha comportato la violazione dalla legge 165/2004, che stabilisce la non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della giunta Regionale, eletto a suffragio universale e diretto. Lega e PdL, a sostegno di un Presidente incandidabile, hanno presentato una documentazione palesemente falsa.
Dopo un'intervista a Formigoni del 27 Febbraio scorso, apparsa su Presa diretta, il commento del Segretario radicale Mario Staderini è stato: 'E noi dovremmo credere che un potente come lui abbia dovuto subire le candidature del suo listino e nulla sapeva dei falsi che si stavano commettendo?', aggiungendo, 'esiste un solo caso, ed è il Caso Firmigoni. Il Presidente abusivo della Lombardia si dimetta e chieda scusa agli elettori per aver loro ripetutamente mentito'. Scuse di cui finora non vi è traccia alcuna.
Ora spetterà al Consiglio di Stato disporre velocemente e direttamente la perizia sulle firme potenzialmente (e palesemente) false, senza dover attendere gli esiti della questione del falso da parte del giudice ordinario. La questione delle firme dovrebbe poter essere risolta nel giro di qualche mese, sperando che non venga rimandata, a causa dei lunghissimi tempi del nostro inefficiente sistema giuridico.
In merito alle accuse che gli vengono spesso rivolte, specie per quanto riguarda l'elezione della Minetti nel suo listino, Formigoni si è difeso più volte tramite banali (e scontatissime) arrampicature sugli specchi, dichiarando l'intenzione di 'premiare chi lavora sul territorio' e di voler aiutare le donne a partecipare alla vita politica. Una domanda sorge inevitabile: come si concilia quest'attenzione al ruolo della donna con la presenza, imposta nel listino bloccato di Silvio Berlusconi, di una sua ex igienista dentale, nonché ex valletta di Colorado Cafè e neofita della politica? La signorina è inoltre indagata per induzione e sfruttamento della prostituzione, ed è in attesa di testimoniare al processo in questione. Quanto a questa sconcertante elezione, si tratta di una pratica che, a livello di mercato del lavoro privato è purtroppo ancora diffusissima in Italia, ma quando si tratta di politica nazionale e di gestione della cosa pubblica, come in questo caso, allora assume carattere di reato.
A essersi lamentato di un andazzo decadente nel PdL è stato anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale, durante un convegno di Fondazione Nuova Italia, non ha mancato di criticare il suo partito. La prima stoccata ha un nome e cognome, Nicole Minetti, la cui elezione, dice Alemanno, è dovuta a 'meriti emersi più dalle intercettazioni sulle notti allegre a ritmo di bunga bunga che dalla carriera politica, di fatto inesistente'.
Il Sindaco aggiunge infine una conclusione, 'Dobbiamo dirlo con chiarezza: mai più Minetti nei consigli regionali'. Conclusione che non può che essere condivisibile.
Certo, colpisce il fatto che Formigoni, esponente del movimento politico e religioso Comunione e Liberazione, mostri di non saper mantenere una condotta moralmente rigorosa e di mancare di correttezza e di rispetto per la legalità. Si tratta peraltro di un movimento estremamente potente, quello di CL, tanto che in Europa e nel mondo non esiste un solo movimento ecclesiale che controlli un'istituzione pubblica con un bilancio di 20 miliardi di euro. Enrico de Alessandri, autore di 'La lobby di Dio', libro sul potere dilagante di CL nelle strutture amministrative di vertice della Regione Lombardia, dichiarava, già nel 2005: 'Sono alcuni stessi esponenti - ed ex esponenti - di Forza Italia a sostenere che 'il ruolo e il potere che hanno assunto Formigoni e il sistema connesso di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, determinano la quasi totalità delle scelte politiche e amministrative, di fronte a un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia' (Guido Podestà, oggi coordinatore regionale del PdL, Domenico Pisani, Francesco Fiori, Francesco Triscari, Ombretta Colli, Corriere della Sera, 7 giugno 2005)'.
Dieci giorni fa è arrivata la prima vera vittoria dei radicali lombardi. Il Consiglio di Stato ha in pratica ribaltato il pronunciamento del Tar, riconoscendo la fondatezza del ricorso sulla questione delle presunte firme false al listino «Per la Lombardia». In definitiva, il giudice amministrativo ha riconosciuto degna di attenzione e verifica la richiesta di Cappato e soci di effettuare una perizia disposta dalla magistratura amministrativa per accertare l'autenticità delle sottoscrizioni.
Dice Marco Cappato, il quale continua a dedicarsi con serietà alla questione, 'Se le firme venissero finalmente controllate anche dal giudice amministrativo, a quel punto sarà doveroso annullare le elezioni falsate dalla 'truffa Firmigoni''. Siamo in Italia, però, Paese in cui ultimamente le cose sembrerebbero andare alla rovescia. E siamo noi laici i primi a sperare in un cambiamento, in un rovesciamento della medaglia.
Morale della favola? Quando il Cardinale Angelo Bagnasco si lamenta della scarsa moralità della politica, definendo la la questione 'grave e urgente' e dicendo che 'l'uomo vero non è colui che ha potere e denaro', forse ha ragione.
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Laici, Nonviolenti, Antiproibizionisti, Liberali, Federalisti
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mercoledì 5 ottobre 2011
lunedì 23 maggio 2011
Comunicato stampa Radicali: denuncia alla Procura di Bonino e Cappato contro Berlusconi ed i direttori dei TG che hanno trasmesso le sue pseudo interviste
Radicali: denuncia alla Procura di Bonino e Cappato contro Berlusconi ed i direttori dei TG che hanno trasmesso le sue pseudo interviste
Questa mattina Emma Bonino e Marco Cappato con l'assistenza dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, hanno depositato una denuncia alle Procure della Repubblica di Roma e di Milano contro Berlusconi ed i direttori dei TG che venerdì 20 maggio hanno trasmesso le pseudo interviste registrate del Presidente del Partito del Popolo della Libertà.
Nell'esposto, i Radicali rilevano come gli interventi di Berlusconi nei Tg siano - per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato - dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari.
Nell'esposto si evidenzia come, se fosse stato Berlusconi a pretendere dai direttori dei telegiornali - mediante costringimento o induzione determinato dalla sua qualità - la contestuale messa in onda di questi spot, non ci sarebbe nulla di diverso - per la struttura della condotta, le qualità soggettive dei protagonisti e le evidenti utilità di cui ha beneficiato il Presidente del Partito del Popolo delle Libertà - dalla concussione che i Pm di Milano hanno contestato al Premier allorquando contattò telefonicamente il questore per far affidare Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti, in contrasto con le norme di settore. Qualora invece i direttori dei tg fossero stati pienamente consenzienti e compartecipi allora si sarebbe in presenza di un evidente reato di abuso d'ufficio.
Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella, a riguardo ha dichiarato: 'Si è trattato di spot analoghi a quelli, celebri, che Berlusconi inscenava per Forza Italia sino a quando è entrata in vigore la legge n. 28 del 2000; mancava solamente la foto di famiglia in bella vista sulla scrivania. L'occupazione delle tv da parte di Berlusconi non è cosa alla quale si può rimediare con dei semplici spazi di riparazione, ne può essere sufficiente l'intervento dell'AGCOM. Fatti così gravi debbono essere valutati anche in sede penale, come da tempo sottoponiamo alla Procura di Roma'.
Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, ha ricordato che 'questa denuncia si inserisce nella lunga lotta radicale a difesa del diritto del popolo italiano a poter conoscere prima di scegliere e deliberare. La stessa lotta per la quale sabato scorso abbiamo reso noto i dati clamorosi elaborati dal Centro d’ascolto dell'informazione su ascolti e presenze dei politici nei programmi di approfondimento, e che vede Marco Pannella impegnato in una lunga iniziativa nonviolenta per la vita della democrazia'.
Questa mattina Emma Bonino e Marco Cappato con l'assistenza dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, hanno depositato una denuncia alle Procure della Repubblica di Roma e di Milano contro Berlusconi ed i direttori dei TG che venerdì 20 maggio hanno trasmesso le pseudo interviste registrate del Presidente del Partito del Popolo della Libertà.
Nell'esposto, i Radicali rilevano come gli interventi di Berlusconi nei Tg siano - per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato - dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari.
Nell'esposto si evidenzia come, se fosse stato Berlusconi a pretendere dai direttori dei telegiornali - mediante costringimento o induzione determinato dalla sua qualità - la contestuale messa in onda di questi spot, non ci sarebbe nulla di diverso - per la struttura della condotta, le qualità soggettive dei protagonisti e le evidenti utilità di cui ha beneficiato il Presidente del Partito del Popolo delle Libertà - dalla concussione che i Pm di Milano hanno contestato al Premier allorquando contattò telefonicamente il questore per far affidare Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti, in contrasto con le norme di settore. Qualora invece i direttori dei tg fossero stati pienamente consenzienti e compartecipi allora si sarebbe in presenza di un evidente reato di abuso d'ufficio.
Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella, a riguardo ha dichiarato: 'Si è trattato di spot analoghi a quelli, celebri, che Berlusconi inscenava per Forza Italia sino a quando è entrata in vigore la legge n. 28 del 2000; mancava solamente la foto di famiglia in bella vista sulla scrivania. L'occupazione delle tv da parte di Berlusconi non è cosa alla quale si può rimediare con dei semplici spazi di riparazione, ne può essere sufficiente l'intervento dell'AGCOM. Fatti così gravi debbono essere valutati anche in sede penale, come da tempo sottoponiamo alla Procura di Roma'.
Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, ha ricordato che 'questa denuncia si inserisce nella lunga lotta radicale a difesa del diritto del popolo italiano a poter conoscere prima di scegliere e deliberare. La stessa lotta per la quale sabato scorso abbiamo reso noto i dati clamorosi elaborati dal Centro d’ascolto dell'informazione su ascolti e presenze dei politici nei programmi di approfondimento, e che vede Marco Pannella impegnato in una lunga iniziativa nonviolenta per la vita della democrazia'.
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mercoledì 18 maggio 2011
Resoconto di un candidato al seggio
Francesco Pasquariello, candidato della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano, ha assistito alle operazioni di voto e di scrutinio domenica e lunedì. Forte della sua lunga esperienza in materia elettorale e della sua accurata conoscenza di leggi e regolamenti, Francesco ha vigilato sulla regolarità del voto. Ecco il suo resoconto, direttamente dal seggio in cui si trovava.
Di Francesco Pasquariello.
Sarebbe utile, in attesa dell'arrivo dei dati da parte dell'ufficio elettorale, conoscere il dettaglio sezione per sezione, io vi dò il dettaglio di quello che è successo nei cinque seggi che ho controllato essendo presente come candidato:
Consiglio Comunale
Sezione 538: voti 8, di cui 1 per Cappato 1 per Bonino e 1 per Lipparini
Sezione 1316: voti 6, di cui 2 per Bertè 1 per Cappato e 1 per Bonino
Sezione 1571: voti 3, di cui 1 per Mazzola
Sezione 1663: voti 4, di cui 1 per Mazzola
Sezione 1811: voti 3, senza preferenze
Consiglio di Zona 3
Sezione 538: voti 5, senza preferenze
Sezione 1316: voti 11, di cui 4 per Mazzola e 1 per Bertè
Sezione 1663: voti 1, di cui 1 per Mazzola
Sezione 1571: voti 22, di cui 8 per Mazzola 1 per Nava
Da notare che nella sezione 1571 sono state annullate due preferenze, una a 'Farina Coscioni' e una a 'Guaiana' in quanto non candidati in questa circoscrizione. Inoltre è stato annullato un voto con indicata la sola preferenza a 'Farina Coscioni' senza croce sul simbolo o sulla coalizione e uno analogo alla lista 'La Destra Storace' con accanto indicata la preferenza 'Pasquariello', per fortuna in questo caso senza croce sul simbolo. Vi risparmio invece le decine di preferenze con indicato 'Mazzola' scritto accanto a quasi ogni simbolo tranne il nostro, solo nel seggio 1571 ce ne erano ben cinque!!!
Consiglio di Zona 2
Sezione 1811: voti 4, senza preferenze
Nel plesso scolastico c'era anche un seggio che apparteneva alla Zona 2 che ha creato qualche confusione e che speriamo alle prossime elezioni sia accorpato a quelli della sua zona.
Curiosità varie:
La sezione 538 ha avuto la presenza di Sky che lo ha usato come seggio campione per i primi 200 voti (che sono stati pertanto scrutinati uno ad uno, come previsto dalla legge, e poi sino all'esito finale per tutta la durata dello spoglio delle comunali).
La sezione 1571 ha avuto la presenza della Rai che però è stata più sfortunata di sky in quanto questo seggio ha ultimato lo scrutinio delle comunali solo alle 24.00 e chiuso definitivamente i suoi lavori alle 6 del mattino successivo (la giornalista della Rai è rimasta sino alle 24.00 quando è terminato lo scrutino delle sole comunali).
Sempre in questa sezione (1571) ha votato Don Mazzi, Don Verzè e soprattutto verso le 12.00 di lunedì la Consigliera Regionale Nicole Minetti.
Altro caso curioso la Presidente della sezione 1571 ha dovuto mandare a casa un suo scrutatore perché non lavorava per niente e trattava male perfino gli elettori, ma non è stato possibile sostituirlo e quindi si è preferito mandarlo via assicurandogli che sarebbe stato pagato ugualmente.
Il presidente migliore è stato quello della sezione 538, che alle 6.30 del lunedì mattina aveva già aperto il seggio e preparato tutto per poter far votare gli elettori che fossero arrivati alle 7.00. Molto brava anche la fiduciaria del Comune e le cinque persone del corpo di polizia municipale sempre molto disponibili e socievoli.
Si segnala invece un grave problema all'ingresso del plesso scolastico, dove a causa di un dislivello tutte le macchine che entrano spaccano la coppa dell'olio urtando contro il fermo della cancellata posto nell'asfalto, problema segnalato da molti cittadini, ma sembra di impossibile soluzione per il Comune in quanto la scuola è statale.
www.radicalisenzafissadimora.org
Di Francesco Pasquariello.
Sarebbe utile, in attesa dell'arrivo dei dati da parte dell'ufficio elettorale, conoscere il dettaglio sezione per sezione, io vi dò il dettaglio di quello che è successo nei cinque seggi che ho controllato essendo presente come candidato:
Consiglio Comunale
Sezione 538: voti 8, di cui 1 per Cappato 1 per Bonino e 1 per Lipparini
Sezione 1316: voti 6, di cui 2 per Bertè 1 per Cappato e 1 per Bonino
Sezione 1571: voti 3, di cui 1 per Mazzola
Sezione 1663: voti 4, di cui 1 per Mazzola
Sezione 1811: voti 3, senza preferenze
Consiglio di Zona 3
Sezione 538: voti 5, senza preferenze
Sezione 1316: voti 11, di cui 4 per Mazzola e 1 per Bertè
Sezione 1663: voti 1, di cui 1 per Mazzola
Sezione 1571: voti 22, di cui 8 per Mazzola 1 per Nava
Da notare che nella sezione 1571 sono state annullate due preferenze, una a 'Farina Coscioni' e una a 'Guaiana' in quanto non candidati in questa circoscrizione. Inoltre è stato annullato un voto con indicata la sola preferenza a 'Farina Coscioni' senza croce sul simbolo o sulla coalizione e uno analogo alla lista 'La Destra Storace' con accanto indicata la preferenza 'Pasquariello', per fortuna in questo caso senza croce sul simbolo. Vi risparmio invece le decine di preferenze con indicato 'Mazzola' scritto accanto a quasi ogni simbolo tranne il nostro, solo nel seggio 1571 ce ne erano ben cinque!!!
Consiglio di Zona 2
Sezione 1811: voti 4, senza preferenze
Nel plesso scolastico c'era anche un seggio che apparteneva alla Zona 2 che ha creato qualche confusione e che speriamo alle prossime elezioni sia accorpato a quelli della sua zona.
Curiosità varie:
La sezione 538 ha avuto la presenza di Sky che lo ha usato come seggio campione per i primi 200 voti (che sono stati pertanto scrutinati uno ad uno, come previsto dalla legge, e poi sino all'esito finale per tutta la durata dello spoglio delle comunali).
La sezione 1571 ha avuto la presenza della Rai che però è stata più sfortunata di sky in quanto questo seggio ha ultimato lo scrutinio delle comunali solo alle 24.00 e chiuso definitivamente i suoi lavori alle 6 del mattino successivo (la giornalista della Rai è rimasta sino alle 24.00 quando è terminato lo scrutino delle sole comunali).
Sempre in questa sezione (1571) ha votato Don Mazzi, Don Verzè e soprattutto verso le 12.00 di lunedì la Consigliera Regionale Nicole Minetti.
Altro caso curioso la Presidente della sezione 1571 ha dovuto mandare a casa un suo scrutatore perché non lavorava per niente e trattava male perfino gli elettori, ma non è stato possibile sostituirlo e quindi si è preferito mandarlo via assicurandogli che sarebbe stato pagato ugualmente.
Il presidente migliore è stato quello della sezione 538, che alle 6.30 del lunedì mattina aveva già aperto il seggio e preparato tutto per poter far votare gli elettori che fossero arrivati alle 7.00. Molto brava anche la fiduciaria del Comune e le cinque persone del corpo di polizia municipale sempre molto disponibili e socievoli.
Si segnala invece un grave problema all'ingresso del plesso scolastico, dove a causa di un dislivello tutte le macchine che entrano spaccano la coppa dell'olio urtando contro il fermo della cancellata posto nell'asfalto, problema segnalato da molti cittadini, ma sembra di impossibile soluzione per il Comune in quanto la scuola è statale.
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sabato 14 maggio 2011
Cara Consigliera Minetti...
Di Giulia Crivellini*.
Caro Consigliere,
un aspetto rilevante in materia di politica della giustizia in Italia è rappresentato certamente dalla situazione del sistema carcerario. Se possibile quest'ultimo versa in condizioni ancora peggiori della giustizia in generale, quanto meno per: obsolescenza delle strutture, sovraffollamento, sottodimensionamento del personale. Tutto ciò provoca condizioni non degne di un paese civile e gravi violazioni in termini di umanità sia di chi (condannato o in attesa di giudizio) vi è rinchiuso sia di chi vi svolge la propria opera.
...
I consiglieri regionali, al pari dei parlamentari nazionali, sono titolari del diritto di ispezione delle strutture carcerarie e di verifica delle condizioni di detenzione e di operatività di chi vi lavora. È un diritto-dovere istituzionale, politico e sociale.
Per questo le chiediamo la disponibilità a partecipare a un piano programmato di visite ispettive in tutte le carceri della regione Lombardia assieme a suoi colleghi di ogni tendenza politica, consentendoci di accompagnarla in questa attività, nella libertà di ciascuno di proporre le iniziative politiche e istituzionali che più riterrà idonee ed efficaci. Noi siamo certi che a seguito di questo programma verrà naturale a tutti trovare soluzioni condivise, ma anche se così non fosse l'impatto sul sistema carcerario e di giustizia di iniziative parzialmente o del tutto differenziate non potrà che essere positivo; anzi pensiamo possa essere determinante.
...
Cordialmente,
Associazione ENZO TORTORA - RADICALI MILANO
Associazione IL DETENUTO IGNOTO
A questa lettera, inviata ormai più di un anno fa, risposero solo 4 Consiglieri Regionali della Lombardia (Giuseppe Civati -PD-, Giulio Cavalli -IdV-, Marcora -UdC- e Longoni -Lega Nord-).
Ieri la consigliera Nicole Minetti, a seguito di una sua (prima) visita al carcere di Opera, ha affermato di aver intenzione di farne altre, 'per affrontare il tema del sovraffollamento e le scarse risorse economiche delle prigioni lombarde'.
Nonostante la sua carica si poggi su oltre 1000 firme false del listino Formigoni, sono contenta che, invece di occupare il suo tempo curando le escort di B., cominci a dedicare qualche energia a chi viene privato di libertà, diritti, dignità umana nelle carceri italiane.
Da radicale non condanno le persone, ma valuto i comportamenti: spero quindi di vederla in futuro ancora così attenta al sistema carcerario, magari accanto al 'temuto' Marco Cappato o avvalendosi della pluridecennale esperienza radicale, incarnata da Marco Pannella e Rita Bernardini.
* Giulia è candidata al Consiglio Comunale di Milano nella Lista Bonino-Pannella per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimo.
www.radicalisenzafissadimora.org
Caro Consigliere,
un aspetto rilevante in materia di politica della giustizia in Italia è rappresentato certamente dalla situazione del sistema carcerario. Se possibile quest'ultimo versa in condizioni ancora peggiori della giustizia in generale, quanto meno per: obsolescenza delle strutture, sovraffollamento, sottodimensionamento del personale. Tutto ciò provoca condizioni non degne di un paese civile e gravi violazioni in termini di umanità sia di chi (condannato o in attesa di giudizio) vi è rinchiuso sia di chi vi svolge la propria opera.
...
I consiglieri regionali, al pari dei parlamentari nazionali, sono titolari del diritto di ispezione delle strutture carcerarie e di verifica delle condizioni di detenzione e di operatività di chi vi lavora. È un diritto-dovere istituzionale, politico e sociale.
Per questo le chiediamo la disponibilità a partecipare a un piano programmato di visite ispettive in tutte le carceri della regione Lombardia assieme a suoi colleghi di ogni tendenza politica, consentendoci di accompagnarla in questa attività, nella libertà di ciascuno di proporre le iniziative politiche e istituzionali che più riterrà idonee ed efficaci. Noi siamo certi che a seguito di questo programma verrà naturale a tutti trovare soluzioni condivise, ma anche se così non fosse l'impatto sul sistema carcerario e di giustizia di iniziative parzialmente o del tutto differenziate non potrà che essere positivo; anzi pensiamo possa essere determinante.
...
Cordialmente,
Associazione ENZO TORTORA - RADICALI MILANO
Associazione IL DETENUTO IGNOTO
A questa lettera, inviata ormai più di un anno fa, risposero solo 4 Consiglieri Regionali della Lombardia (Giuseppe Civati -PD-, Giulio Cavalli -IdV-, Marcora -UdC- e Longoni -Lega Nord-).
Ieri la consigliera Nicole Minetti, a seguito di una sua (prima) visita al carcere di Opera, ha affermato di aver intenzione di farne altre, 'per affrontare il tema del sovraffollamento e le scarse risorse economiche delle prigioni lombarde'.
Nonostante la sua carica si poggi su oltre 1000 firme false del listino Formigoni, sono contenta che, invece di occupare il suo tempo curando le escort di B., cominci a dedicare qualche energia a chi viene privato di libertà, diritti, dignità umana nelle carceri italiane.
Da radicale non condanno le persone, ma valuto i comportamenti: spero quindi di vederla in futuro ancora così attenta al sistema carcerario, magari accanto al 'temuto' Marco Cappato o avvalendosi della pluridecennale esperienza radicale, incarnata da Marco Pannella e Rita Bernardini.
* Giulia è candidata al Consiglio Comunale di Milano nella Lista Bonino-Pannella per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimo.
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martedì 12 aprile 2011
Comunicato stampa Lipparini: Sulle firme false di Firmigoni comincia lo scaricabarile (Lista Bonino Pannella)
Lipparini: Sulle firme false di Firmigoni comincia lo scaricabarile di una maggioranza di irresponsabili
"Una volta il colpevole era il maggiordomo: ora tocca alla segretaria". Così Lorenzo Lipparini commenta l'intervista a Guido Podestà pubblicata oggi su Repubblica Milano. Per il presidente della Provincia (e coordinatore del PdL al momento della vicenda Firmigoni) la responsabile del caos che ha portato al deposito di centinaia di firme false della Lista Formigoni alle ultime regionali sarebbe una segretaria, Clotilde Strada (attuale assistente della consigliera regionale Nicole Minetti).
"In realtà - precisa Lipparini - presentatori della Lista Per la Lombardia erano allora il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e il parlamentare Massimo Corsaro. E loro è la responsabilità politica di quanto accaduto. Sulla responsabilità penale deciderà la magistratura. E ci auguriamo che lo faccia in fretta."
Ma non solo questo. Ricorda Lipparini "Dopo aver presentato le nostre denunce, abbiamo assistito all'arrivo in tribunale del Ministro della Difesa Ignazio La Russa per mettere a posto le cose (disse testualmente "siamo disposti a tutto pur di far riammettere la lista"), alle telefonate del Prefetto di Milano per fare pressioni ai giudici, ai decreti salvaliste del Governo, alla disperazione di Formigoni. I vertici istituzionali di Stato, Regione e Provincia sono stati di fatto mobilitati per sanare i pasticci combinati da una sola persona: la segretaria del PdL di viale Monza, vera responsabile della raccolta delle firme. Il vero vertice del PdL lombardo, insomma..."
"Scherzi a parte - conclude Lipparini - che politici di lungo corso come Podestà possano risolvere tutta la vicenda con uno scaricabarile così clamoroso, getta una ulteriore conferma della superficialità irresponsabile di chi ci governa. È stata forse Clotilde, e non Berlusconi, ad aver inserito in lista di Nicole Minetti? Lei, e non Corsaro e Podestà, ad avere la responsabilità sul deposito delle liste? Lei, e non Formigoni, ad aver mobilitato il Ministro La Russa e il Prefetto? Se a Milano e in Lombardia la maggioranza si trova in queste condizioni, non resta che augurarsi un suo rapido pensionamento."
"Una volta il colpevole era il maggiordomo: ora tocca alla segretaria". Così Lorenzo Lipparini commenta l'intervista a Guido Podestà pubblicata oggi su Repubblica Milano. Per il presidente della Provincia (e coordinatore del PdL al momento della vicenda Firmigoni) la responsabile del caos che ha portato al deposito di centinaia di firme false della Lista Formigoni alle ultime regionali sarebbe una segretaria, Clotilde Strada (attuale assistente della consigliera regionale Nicole Minetti).
"In realtà - precisa Lipparini - presentatori della Lista Per la Lombardia erano allora il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e il parlamentare Massimo Corsaro. E loro è la responsabilità politica di quanto accaduto. Sulla responsabilità penale deciderà la magistratura. E ci auguriamo che lo faccia in fretta."
Ma non solo questo. Ricorda Lipparini "Dopo aver presentato le nostre denunce, abbiamo assistito all'arrivo in tribunale del Ministro della Difesa Ignazio La Russa per mettere a posto le cose (disse testualmente "siamo disposti a tutto pur di far riammettere la lista"), alle telefonate del Prefetto di Milano per fare pressioni ai giudici, ai decreti salvaliste del Governo, alla disperazione di Formigoni. I vertici istituzionali di Stato, Regione e Provincia sono stati di fatto mobilitati per sanare i pasticci combinati da una sola persona: la segretaria del PdL di viale Monza, vera responsabile della raccolta delle firme. Il vero vertice del PdL lombardo, insomma..."
"Scherzi a parte - conclude Lipparini - che politici di lungo corso come Podestà possano risolvere tutta la vicenda con uno scaricabarile così clamoroso, getta una ulteriore conferma della superficialità irresponsabile di chi ci governa. È stata forse Clotilde, e non Berlusconi, ad aver inserito in lista di Nicole Minetti? Lei, e non Corsaro e Podestà, ad avere la responsabilità sul deposito delle liste? Lei, e non Formigoni, ad aver mobilitato il Ministro La Russa e il Prefetto? Se a Milano e in Lombardia la maggioranza si trova in queste condizioni, non resta che augurarsi un suo rapido pensionamento."
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