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giovedì 11 ottobre 2012

Formigoni condannato per aver diffamato i radicali: i commenti a caldo di Bonino, Cappato, Lipparini, Saviano


A cura di Marco del Ciello.

Oggi pomeriggio la giudice Carmen D'Elia del tribunale di Milano ha condannato il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni a 900 euro di multa e 110.000 euro di risarcimento per aver diffamato i radicali in relazione alla vicenda delle firme false per le elezioni regionali del 2010. Ecco i commenti a caldo di Emma Bonino, Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e Roberto Saviano:


Emma Bonino ha scritto sul suo sito Internet www.emmabonino.it:

'Se fossimo in uno stato democratico e con un sistema giudiziario davvero funzionante, Roberto Formigoni, oltre che condannato per diffamazione, avrebbe visto la sua elezione dichiarata illegale e quindi nulla, con nuove elezioni già indette. Sono più di dieci anni che i Radicali denunciano in tutte le sedi, sempre inascoltati, i casi di illegalità nella raccolta delle firme. Oggi, finalmente, siamo ad un primo riconoscimento della nostra cocciuta, determinata diversità. Si dice che tutti i partiti sono uguali: tutti i partiti, tranne i Radicali. È ora che questa alterità nei comportamenti sia sistematicamente registrata e riportata quando si descrivono le malefatte di questi giorni e anni'.


Marco Cappato e Lorenzo Lipparini hanno dichiarato:

'Con la sentenza di oggi si è quantomeno riparato al tentativo formigoniano di ledere a reti unificate e senza possibilità di replica l'onore dell'unica forza politica che si è sempre battuta per la legalità delle elezioni: il Partito Radicale. Se fossimo in una democrazia e in uno Stato di diritto, ora ci dovremmo aspettare che finalmente dopo oltre due anni e mezzo siano anche annullate quelle elezioni regionali del 2010 totalmente illegali, in ragione della truffa elettorale che noi Radicali abbiamo scoperto, costringendo la giustizia a occuparsene'.


Roberto Saviano ha scritto sulla sua pagina Facebook:

Formigoni è stato appena condannato per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Aveva sostenuto che la falsità delle firme che lo avevano abusivamente portato alla Presidenza della Regione Lombardia, era da addebitare a chi quel reato aveva denunciato. Oggi, oltre al buon senso, anche una sentenza ci dice che Formigoni in questi anni su questo ha mentito. Un uomo senza scrupoli, che non esita a dire il falso pur di mantenere in vita un sistema di potere che sta portando al disastro la regione più industrializzata del Paese.


Videointervista a Marco Cappato sul sito Repubblica.it:



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venerdì 30 marzo 2012

Marco Cappato partecipa al sit-in 'Libera la sedia'


Per domani mattina Pippo Civati, consigliere regionale del Partito Democratico in Lombardia, ha convocato un sit-in davanti alla nuova sede della Regione per chiedere le dimissioni del governatore Roberto Formigoni. Lo stesso Civati ha fornito ai partecipanti le 'istruzioni per l'uso' del sit-in:

'Ci si vede in piazza Lombardia sabato, dalle ore 10.30 alle ore 13. La piazza è all'interno del nuovo complesso della Regione, là dove un tempo sorgeva il bosco di Gioia (anche la fermata della metropolitana è Gioia, nel caso). Per seguirla su Twitter, la parola chiave è #liberalasedia. Su Facebook, la pagina è questa. La manifestazione sarà aperta a tutti, senza sigle, né etichette, con molte adesioni, di cui daremo ovviamente conto nel corso della mattinata. Nelle intenzioni di chi la promuove è l'evento di una campagna regionale e però nazionale, perché è la politica, non solo la giunta lombarda, che deve cambiare. Una campagna politica, quindi, né giudiziaria, né elettorale. Non ci saranno né palchi, né comizi. Ci sarà un tavolo, dove raccogliere idee, proposte e documentazioni. E le richieste di intervento di chi vorrà dire la sua. Un microfono girerà per la piazza, alla ricerca di storie e persone che raccontino la Lombardia di questi anni e dei prossimi. Pochissimi minuti per ciascuno, di una piazza che parla, che denuncia e che ragiona. E che cerca di disegnare un futuro diverso, perché il presente è proprio insostenibile'.

Nei giorni scorsi Marco Cappato, consigliere del Gruppo Radicale - Federalista europeo al Comune di Milano, ha annunciato la sua adesione al sit-in.

Appuntamento sabato 31 marzo alle ore 10:30, davanti alla nuova sede della Regione Lombardia in piazza Città di Lombardia 1 (MM2 Gioia) a Milano.

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giovedì 29 marzo 2012

Interrogazione sul caso Tymoshenko in Regione Lombardia


Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA
INTERROGAZIONE SUL CASO TYMOSHENKO IN REGIONE LOMBARDIA

È convocata per venerdì, 30 Marzo, alle ore 12, presso il sedicesimo piano della sede del Consiglio Regionale della Lombardia, in via Fabio Filzi 22 a Milano, una conferenza stampa per la presentazione dell'interrogazione con risposta scritta in merito alla situazione della leader dell'opposizione ucraina Julija Tymoshenko, inoltrata al Presidente della Giunta Regionale Roberto Formigoni, da parte del consigliere Carlo Borghetti. Oltre al firmatario dell'interrogazione, saranno presenti il giornalista Matteo Cazzulani, unico corrispondente italiano presente durante il processo a Julija Tymoshenko, e il caporedattore del portale Lombardi nel Mondo, Daniele Marconcini, che di recente ha seguito con viva attenzione l'evolversi della situazione giudiziaria della leader dell'opposizione ucraina. Borghetti ha voluto inoltrare l'interrogazione in seguito alle notizie inerenti le critiche condizioni di salute di Julija Tymoshenko: costretta alla detenzione in isolamento in una colonia penale di periferia, senza possibilità di contatti con i suoi famigliari e con i suoi avvocati, affetta da una grave infiammazione respiratoria che le rende impossibile la deambulazione e che, secondo il referto del pool di medici internazionale che ha potuto visitarla di recente, rende necessarie visite mediche al di fuori della struttura ospedaliera, tuttavia negatele dalle autorità carcerarie. Nota per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico in Ucraina passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko è stata condannata l'11 ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, per avere firmato accordi con la Russia per le forniture di gas ritenute svantaggiosi per le casse statali. La condanna è maturata dopo un processo celebrato in maniera irregolare: l'imputata è stata reclusa in misura preventiva sin dal 5 Agosto – a poche settimane dall'inizio del processo – la difesa è stata privata della possibilità di convocare i propri testimoni e le prove a sostegno dell'accusa sono state fabbricate ad hoc – alcune di esse hanno recato addirittura la data del 31 Aprile. Una volta incarcerata, l'8 Dicembre, a Julija Tymoshenko è stato sanzionato persino un secondo arresto, in quanto ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo delle indagini di un secondo procedimento in cui e coinvolta per evasione fiscale. Questa seconda sentenza è stata proclamata con un processo-lampo, celebrato nella cella di Julija Tymoshenko, ai limiti del macabro: con la leader dell'opposizione costretta nel letto per via delle già precarie condizioni di salute accerchiata da giudice e pubblica accusa seduti attorno a lei. Il trattamento disumano che è stato riservato a Julija Tymoshenko è stato condannato dai principali enti sovranazionali, paesi e organizzazioni non governative del mondo, tra cui Unione Europea – a cui si è aggiunta la ripetuta presa di posizione da parte dei ministri degli Esteri di Germania, Polonia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Svezia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Austria, Francia e Ungheria – Stati Uniti d'America, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Federazione Russa, Amnesty International, Freedom House, Medici Senza Frontiere, e altre.

Julija Volodymyrivna Tymoshenko è nata a Dnipropetrovs'k il 29 Novembre 1960. Dopo una laurea in economia, ha compiuto una rapida ascesa lavorativa dapprima nel settore del noleggio degli audiovisivi, poi in quello dell'energia, culminata con la presidenza del colosso JEESU. Terminata la carriera imprenditoriale, Julija Tymoshenko è stata tra i dirigenti del partito di orientamento socialdemocratico Hromada, per poi fondare il proprio soggetto politico Bat'kivshchyna, di orientamento patriottico-democratico, con cui ha guidato le proteste contro la conduzione autoritaria del Presidente Leonid Kuchma. Dopo una breve parentesi come vicepremier con delega all'energia nel governo Yushchenko, nel 2001 la Tymoshenko è stata arrestata per il suo attivismo contro l'establishment presidenziale. Liberata per assenza di prove, ha continuato a guidare lo schieramento democratico e filo-europeo fino alla Rivoluzione Arancione del 2004: manifestazione di massa nonviolenta con cui migliaia di ucraini sono scesi in piazza per richiedere giustizia ed elezioni pienamente democratiche in Ucraina. Sotto la presidenza di Viktor Yushchenko, suo alleato alla guida del campo democratico, Julija Tymoshenko ha guidato il primo governo arancione nel 2005, per poi tornare a ricoprire la carica di Primo Ministro dal 2007 al 2010 quando, candidatasi alla massima carica dello stato, ha perso le elezioni presidenziali contro l'avversario della Rivoluzione Arancione, Viktor Yanukovych. Sollevata dalla responsabilità di Primo Ministro, Julija Tymoshenko ha guidato il campo arancione all'opposizione fino all'arresto che, secondo quanto da lei sempre sostenuto, sarebbe stato organizzato dallo stesso presidente Yanukovych come una vendetta di carattere personale e politico.

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sabato 10 marzo 2012

Presidio per chiedere lo scioglimento del Consiglio Regionale, abusivo, della Lombardia


Martedì prossimo Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano, organizza un presidio davanti alla sede del Consiglio Regionale della Lombardia per chiederne lo scioglimento.

Dichiarazione di Marco Cappato:

'Per un certo periodo Nicole Minetti è stata l'appestata del Consiglio Regionale della Lombardia. Oggi pare che sia Davide Boni, con consiglieri regionali che non possono sopportare la sua legittima presenza a riunioni istituzionali. A tutti costoro, ad appestanti e appestati, ho solo una cosa da dire: 'Gentili consigliere e consiglieri, presidenti e assessori: S-I-E-T-E T-U-T-T-I A-B-U-S-I-V-I, e ve ne dovete andare tutti a casa; da due anni avete in mano le carte, scoperte da noi radicali, che provano inequivocabilmente la truffa elettorale poi confermata dalle deposizioni dei firmatari defraudati, nonché le truffe collaterali di consiglieri ineleggibili da una parte e dall'altra; di fronte a tutto ciò, mai un sussulto di vera opposizione, tranne eccezioni che si contano sulle dita di una mano, nemmeno una commissioncina d'inchiesta o altro che rappresentasse il tentativo di lotta politica, di creare ciò che serve: un'alternativa al regime lombardo di Formigoni-Penati-Lega, più Compagnia delle Opere e cooperative di ogni colore. È vero, il presidente Davide Boni, che già mi espulse dal pubblico del Consiglio Regionale per aver io provato a interrompere i lavori abusivi, non dovrebbe più essere presidente. Ma, insieme a lui, nessuno di lorsignori dovrebbe sedere dove siede. Martedì mattina alle ore 12 noi radicali saremo di fronte al Pirellone, in via Fabio Filzi 22, per il presidio per lo scioglimento del Consiglio Regionale abusivo della Lombardia'.

Appuntamento martedì 13 marzo alle ore 12:00, davanti alla sede del Consiglio Regionale della Lombardia in via Fabio Filzi 22 (MM2/3 Centrale) a Milano.

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venerdì 9 marzo 2012

Presentazione di 'Formigoni. Biografia non autorizzata' a Milano. Con Marco Pannella e Marco Cappato


Giovedì prossimo Lorenzo Lipparini, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, presenta a Milano il suo libro 'Formigoni. Biografia non autorizzata'. Partecipano: Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano e autore dell'introduzione; Pippo Civati, consigliere regionale del Partito Democratico in Lombardia; Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi; Marco Pannella. Modera: Eleonora Bianchini, giornalista del Fatto Quotidiano.

'Tutto poteva aspettarsi Roberto Formigoni, il quasi ventennale presidente della regione Lombardia che da anni si propone come successore di Silvio berlusconi. Ma non che a scrivere la sua biografia non autorizzata fosse Lorenzo Lipparini, il suo incubo peggiore, il giovane radicale che ha fatto tremare lui e tutto il PdL lombardo, presentando l'esposto sulle firme irregolari che aveva lasciato il governatore senza lista e che qui viene raccontato in dettaglio come mai prima d'ora. Ma non solo: l'infanzia di Formigoni su quel «ramo del lago di Como», le polemiche sul padre "fascistissimo", le inchieste giudiziarie e il rapporto simbiotico con Comunione e Liberazione. Un Formigoni inedito, narrato con precisione chirurgica e con altrettanta correttezza: una biografia documentata e imparziale, che, fuori da ogni logica politica, racconta l'uomo e il politico che ha plasmato intorno a sé l'intera Regione Lombardia. Il cattolicissimo amico e discepolo di don Giussani che ha spalancato, senza batter ciglio, le porte del Consiglio Regionale a Nicole Minetti, intrattenitrice dell'ex premier alle feste di Villa Certosa. Con buona pace della sua guida spirituale'.

Appuntamento giovedì 15 marzo alle ore 18:00, presso la Libreria Coop in via Festa del Perdono 12 (MM3 Missori) a Milano.

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giovedì 9 febbraio 2012

Emma Bonino domani a Milano


Domani Emma Bonino sarà a Milano per due importanti appuntamenti pubblici. In mattinata terrà una conferenza stampa con Marco Cappato, gli eletti della Lista Bonino-Pannella per Milano e i militanti radicali sul tema Verità e giustizia su Formigoni, rispetto dei referendum milanesi, liberalizzazioni: l'alternativa radicale a Milano. Per prenotare la presenza scrivere a gc.radicale@comune.milano.it o chiamare lo 02-88450359.

Appuntamento venerdì 10 febbraio alle ore 10:45, presso gli uffici del Gruppo Radicale - Federalista europeo al terzo piano di via Marino 7 (MM1/3 Duomo) a Milano.

Nel tardo pomeriggio, invece, presenterà il suo ultimo libro I doveri della libertà. Intervista a cura di Giovanna Casadio, Editori Laterza, 2011, insieme a: Giovanna Casadio, giornalista e co-autrice del volume; Giuliano Pisapia, avvocato e sindaco di Milano; Sergio Romano, ambasciatore e saggista. Modera Luisa Pronzato, giornalista.

Appuntamento venerdì 10 febbraio alle ore 18:00, presso la libreria Feltrinelli Express all'interno della Stazione Centrale di Milano (MM2/3 Centrale FS).

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lunedì 24 ottobre 2011

Firma l'appello al Presidente della Repubblica per la legalità delle elezioni in Lombardia!


Signor Presidente,
Noi, donne e uomini di culture, età, posizioni sociali e convinzioni politiche diverse, consapevoli che solo nel rispetto della legge risieda la possibilità di un ordinato e sereno sviluppo della società, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alle elezioni regionali del 2010.

Ritenere, come ha fatto la Corte – che soltanto il giudice civile sia autorizzato a verificare l'autenticità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni – avrebbe senso in uno Stato funzionante al meglio.

Nella situazione di tracollo della giustizia che Lei ben conosce, questa decisione significa consegnare le procedure elettorali – sacre in qualunque sistema democratico – a furfanti certi dell’impunità.

Infatti, nel nostro disgraziato Paese, qualunque processo – civile o penale – terminerebbe dopo la fine della legislatura, lasciando indisturbati nelle istituzioni gaglioffi che si fossero guadagnati il posto con l’inganno.

Ci rivolgiamo a Lei, come supremo garante della legalità costituzionale, per invitarLa a prendere pubblicamente atto della situazione e a esortare il legislatore affinché si ponga fine all'attuale condizione strutturale di impunità garantita di fatto a chi viola la legalità democratica.

Firma questo appello presso il Gazebo Radical Party in piazza Cordusio da oggi fino a giovedì, oppure direttamente on line a questo link.

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lunedì 17 ottobre 2011

Radicali: domani conferenza stampa sul processo per la 'Truffa Firmigoni'


Comunicato stampa della Lista Bonino-Pannella:

Si terrà domani martedì 18 ottobre alle ore 11, presso il Gazebo Radical Party in piazza Cordusio (MM1 Cordusio) a Milano, la conferenza stampa su:

I PROCESSI PER LA 'TRUFFA FIRMIGONI': COSA CI POSSIAMO ASPETTARE DALLA GIUSTIZIA ITALIANA.

Interverranno Marco CAPPATO e Lorenzo LIPPARINI.

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mercoledì 5 ottobre 2011

Consiglio Regionale della Lombardia: una lobby di Dio?

Di Giulia Cortese.

Accogliendo con favore l'apertura fatta dal segretario PdL Angelino Alfano, sulla necessità di riformare il sistema elettorale, il Consigliere Regionale della Lombardia Roberto Formigoni ha dichiarato qualche giorno fa che bisogna attrezzarsi rapidamente per le politiche, sottolineando che non è più ammissibile eleggere come Consiglieri regionali persone nominate dall'alto. Non si può negare che si tratta di un fatto curioso, considerando che l'igienista dentale del Premier Nicole Minetti è stata eletta proprio in un listino (bloccato) dello stesso Formigoni, grazie a un vertice ad Arcore tra lui, Berlusconi e Bossi. Si è trattato di un inserimento illegale nella lista, con almeno 500 firme false a sostegno della candidatura. A proposito di questo, l'ex europarlamentare radicale Marco Cappato, nonché attuale Consigliere comunale radicale a Milano nella giunta Pisapia, ha dichiarato che la Minetti 'è entrata in lista con modalità illegali' e, prosegue, 'noi l'avevamo già denunciato pubblicamente dieci mesi fa'. È quindi importante che la Procura indaghi sulle responsabilità penali per l'irregolare raccolta delle firme, avvenuta nei giorni compresi tra i vertici di Arcore e la scadenza per la presentazione della lista, ma anche sulla catena di comando che ha gestito la vicenda.

Certo, se il senso della legalità dei cittadini italiani fosse un po' più spiccato, il caso sarebbe passato sicuramente meno inosservato.

Tuttavia, la candidatura illecita della Minetti non è nemmeno l'episodio più grave del Consiglio Regionale della Lombardia, se si considera che quest'ultimo è in qualche modo 'abusivo', per il fatto che le liste della coalizione PdL e Lega sono illegali. Ci sono state delle elezioni regionali in cui c'è stata palesemente una truffa elettorale, attraverso delle firme false, che sarebbero oltre mille. Mario Staderini, Segretario dei Radicali Italiani, ha dichiarato che 'a oltre un migliaio di cittadini è stata rapita l'identità per essere sottoscritti da altre persone'.

Continua sempre Staderini, 'noi riteniamo che sia un vero e proprio attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, un reato previsto dal Codice Penale sempre poco attuato e che prevede che la democrazia si tuteli quando i diritti all'elettorato attivo, cioè al voto, e a quello passivo - e cioè a non essere ingannati nel momento dell'espressione del proprio voto, sono diritti fondamentali che vanno tutelati'.

È passato ormai un anno da quando i Radicali hanno denunciato le irregolarità con le quali Roberto Formigoni era stato rieletto per la quarta volta Presidente della Regione Lombardia. La sua ricandidatura ha comportato la violazione dalla legge 165/2004, che stabilisce la non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della giunta Regionale, eletto a suffragio universale e diretto. Lega e PdL, a sostegno di un Presidente incandidabile, hanno presentato una documentazione palesemente falsa.
Dopo un'intervista a Formigoni del 27 Febbraio scorso, apparsa su Presa diretta, il commento del Segretario radicale Mario Staderini è stato: 'E noi dovremmo credere che un potente come lui abbia dovuto subire le candidature del suo listino e nulla sapeva dei falsi che si stavano commettendo?', aggiungendo, 'esiste un solo caso, ed è il Caso Firmigoni. Il Presidente abusivo della Lombardia si dimetta e chieda scusa agli elettori per aver loro ripetutamente mentito'. Scuse di cui finora non vi è traccia alcuna.
Ora spetterà al Consiglio di Stato disporre velocemente e direttamente la perizia sulle firme potenzialmente (e palesemente) false, senza dover attendere gli esiti della questione del falso da parte del giudice ordinario. La questione delle firme dovrebbe poter essere risolta nel giro di qualche mese, sperando che non venga rimandata, a causa dei lunghissimi tempi del nostro inefficiente sistema giuridico.

In merito alle accuse che gli vengono spesso rivolte, specie per quanto riguarda l'elezione della Minetti nel suo listino, Formigoni si è difeso più volte tramite banali (e scontatissime) arrampicature sugli specchi, dichiarando l'intenzione di 'premiare chi lavora sul territorio' e di voler aiutare le donne a partecipare alla vita politica. Una domanda sorge inevitabile: come si concilia quest'attenzione al ruolo della donna con la presenza, imposta nel listino bloccato di Silvio Berlusconi, di una sua ex igienista dentale, nonché ex valletta di Colorado Cafè e neofita della politica? La signorina è inoltre indagata per induzione e sfruttamento della prostituzione, ed è in attesa di testimoniare al processo in questione. Quanto a questa sconcertante elezione, si tratta di una pratica che, a livello di mercato del lavoro privato è purtroppo ancora diffusissima in Italia, ma quando si tratta di politica nazionale e di gestione della cosa pubblica, come in questo caso, allora assume carattere di reato.

A essersi lamentato di un andazzo decadente nel PdL è stato anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale, durante un convegno di Fondazione Nuova Italia, non ha mancato di criticare il suo partito. La prima stoccata ha un nome e cognome, Nicole Minetti, la cui elezione, dice Alemanno, è dovuta a 'meriti emersi più dalle intercettazioni sulle notti allegre a ritmo di bunga bunga che dalla carriera politica, di fatto inesistente'.
Il Sindaco aggiunge infine una conclusione, 'Dobbiamo dirlo con chiarezza: mai più Minetti nei consigli regionali'. Conclusione che non può che essere condivisibile.

Certo, colpisce il fatto che Formigoni, esponente del movimento politico e religioso Comunione e Liberazione, mostri di non saper mantenere una condotta moralmente rigorosa e di mancare di correttezza e di rispetto per la legalità. Si tratta peraltro di un movimento estremamente potente, quello di CL, tanto che in Europa e nel mondo non esiste un solo movimento ecclesiale che controlli un'istituzione pubblica con un bilancio di 20 miliardi di euro. Enrico de Alessandri, autore di 'La lobby di Dio', libro sul potere dilagante di CL nelle strutture amministrative di vertice della Regione Lombardia, dichiarava, già nel 2005: 'Sono alcuni stessi esponenti - ed ex esponenti - di Forza Italia a sostenere che 'il ruolo e il potere che hanno assunto Formigoni e il sistema connesso di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, determinano la quasi totalità delle scelte politiche e amministrative, di fronte a un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia' (Guido Podestà, oggi coordinatore regionale del PdL, Domenico Pisani, Francesco Fiori, Francesco Triscari, Ombretta Colli, Corriere della Sera, 7 giugno 2005)'.

Dieci giorni fa è arrivata la prima vera vittoria dei radicali lombardi. Il Consiglio di Stato ha in pratica ribaltato il pronunciamento del Tar, riconoscendo la fondatezza del ricorso sulla questione delle presunte firme false al listino «Per la Lombardia». In definitiva, il giudice amministrativo ha riconosciuto degna di attenzione e verifica la richiesta di Cappato e soci di effettuare una perizia disposta dalla magistratura amministrativa per accertare l'autenticità delle sottoscrizioni.

Dice Marco Cappato, il quale continua a dedicarsi con serietà alla questione, 'Se le firme venissero finalmente controllate anche dal giudice amministrativo, a quel punto sarà doveroso annullare le elezioni falsate dalla 'truffa Firmigoni''. Siamo in Italia, però, Paese in cui ultimamente le cose sembrerebbero andare alla rovescia. E siamo noi laici i primi a sperare in un cambiamento, in un rovesciamento della medaglia.

Morale della favola? Quando il Cardinale Angelo Bagnasco si lamenta della scarsa moralità della politica, definendo la la questione 'grave e urgente' e dicendo che 'l'uomo vero non è colui che ha potere e denaro', forse ha ragione.

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Comunicato Stampa firme false: Cappato a Napolitano 'La consulta ha stabilito l'impossibilità di accertare una truffa elettorale; esiste un'alternativa alla denuncia dell'Italia in sede internazionale?'

FIRME FALSE: CAPPATO A NAPOLITANO 'LA CONSULTA HA STABILITO L'IMPOSSIBILITÀ DI ACCERTARE UNA TRUFFA ELETTORALE; ESISTE UN'ALTERNATIVA ALLA DENUNCIA DELL'ITALIA IN SEDE INTERNAZIONALE?'

Dichiarazione di Marco Cappato, candidato della Lista Bonino-Pannella alla Presidenza della Lombardia escluso dalla competizione elettorale.

Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Corte Costituzionale italiana ha deciso oggi che soltanto il giudice civile è autorizzato a controllare la veridicità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni. Come Lei sa, Signor Presidente, i tempi minimi della giustizia civile sono superiori a quelli della durata di una legislatura.

La conseguenza dunque non riguarda soltanto le elezioni regionali del Piemonte, né soltanto quelle della Lombardia, dove noi Radicali abbiamo portato le prove della gigantesca truffa elettorale compiuta nella presentazione delle liste di Roberto Formigoni, con un migliaio di persone che hanno confermato in Procura della Repubblica di non aver mai firmato quelle liste. La conseguenza della sentenza di oggi significa, per il futuro del Repubblica italiana da Lei presieduta, che d'ora in poi sarà ufficialmente impossibile per chiunque ottenere giustizia contro una qualsiasi, anche se gravissima, truffa elettorale in tempo utile prima della fine del mandato di chi è stato eletto grazie a quella truffa, ad ogni livello locale o nazionale che sia.

Noi Radicali, Signor Presidente, ricorreremo nelle sedi internazionali contro questo Stato fuorilegge da Lei presieduto: fuorilegge contro i detenuti, fuorilegge contro gli imputati, fuorilegge contro le vittime dei crimini, fuorilegge contro una minima formalità democratica elettorale. Con grande rispetto per Lei e per i tentativi che Lei manifestamente compie, Le chiedo, Presidente, di indicare al Paese, se esiste, un'alternativa, così come Le abbiamo chiesto di indicare se esiste un'alternativa alla proposta di amnistia per far ripartire la giustizia italiana e interrompere la flagranza del crimine di Stato contro i detenuti.

Nel frattempo, come Radicali possiamo solo continuare a lottare per far cadere un regime antidemocratico che sempre di più occupa e disastra lo Stato, e dalla cui eredità ultrasessantennale Lei sta tentando di liberare Il Paese.

martedì 4 ottobre 2011

Comunicato Stampa Cappato: 'Firmigoni mobilitato per occultare la verità. Ma perché la procura di Milano è ferma?????????'

FIRME FALSE: CAPPATO 'FIRMIGONI MOBILITATO PER OCCULTARE LA VERITÀ. MA PERCHÉ LA PROCURA DI MILANO È FERMA?????????'

Dichiarazione di Marco Cappato, Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano, titolare insieme a Lorenzo Lipparini dei ricorsi su Firmigoni.

Prendo atto del fatto che il Presidente Firmigoni, dopo aver dichiarato al mondo che eravamo stati noi a manipolare i suoi moduli, oggi si costituisce davanti alla Corte costituzionale nel procedimento Bresso-Cota per cercare di dare il suo contributo - 'in punta di diritto', c'è da immaginare... e allora speriamo che non ricorra anche stavolta alla consulenza del suo amico Lombardi - affinché le firme non siano controllate in tempo utile prima della fine della legislatura, come invece accadrebbe se la Corte sancisse l'impossibilità per il giudice amministrativo di disporre una perizia.

Sul fronte Firmigoni mi pare dunque tutto chiaro: è così fiducioso sulle sue firme che mobilita gli avvocati della Regione Lombardia per impedire siano controllate.

Il mistero che rimane è un altro. Ormai da mesi la Procura della Repubblica di Milano ha convocato un migliaio di persone che hanno testimoniato che la firma apposta a loro nome sui moduli di Firmigoni non era la loro. Se ciò è vero, come è vero, allora perché non accade nulla? Perché la Procura di Milano è ferma? Eppure non sono stati necessari neanche due minuti di intercettazioni telefoniche, visto che le prove le avevamo già portate noi Radicali. Non si dovrà mica aspettare che nel frattempo la giustizia amministrativa sia stata disinnescata definitivamente per finalmente veder la Procura agire (a quel punto inutilmente)?

venerdì 23 settembre 2011

La sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso dei Radicali su Firmigoni

(...) A ciò consegue che le censure sollevate dai ricorrenti dovevano considerarsi quanto meno supportate da sufficienti elementi indiziari in ordine alla sussistenza dei vizi delle firme risultanti proprio da atti dell’amministrazione che, ancorchè annullati per la carenza del potere esercitato, esistevano dal punto di vista storico e dei fatti che ne avevano costituito il fondamento: il che era sufficiente in ogni caso a stimolare ritualmente il potere istruttorio officioso del giudice adito.
In definitiva il ricorso di primo grado doveva e deve considerarsi pienamente ammissibile.

Il testo integrale della sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso dei radicali sulle irregolarità delle elezioni regionali lombarde del 2010 è disponibile a questo link:

https://docs.google.com/document/d/14Y6QYRlePfErdCM9jprHAuxVGAWxokHpDXvRBqeQtnk/edit?hl=en_US

www.radicalisenzafissadimora.org

martedì 20 settembre 2011

Comunicato stampa Radicali: 'Oggi in Regione Lombardia per aprire una breccia nel muro Firmigoni-Penati'

REGIONE LOMBARDIA: RADICALI 'UNA BRECCIA NEL MURO FIRMIGONI-PENATI'



Si è tenuto stamattina davanti al Consiglio Regionale della Lombardia il presidio organizzato dai Radicali milanesi e lombardi, in occasione delle celebrazioni del XX Settembre, 'per aprire una breccia nel muro Firmigoni-Penati'. Degli enormi scatoloni costituivano i mattoni del muro, rappresentando i molti capitoli della cogestione trasversale del potere clericale e affaristico in Lombardia: dagli appalti alle firme false, dalle cooperative alla compagnia delle opere, dai Consiglieri regionali ineleggibili allo Statuto neoclericale della Regione Lombardia.

Il segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano Francesco Poirè, ha dichiarato: 'Questa manifestazione è anche un'occasione anche per denunciare il silenzio del PD sull'affermazione di un sistema clientelare, affaristico e confessionale in Lombardia: il sistema Formigoni-CL-CdO. Un silenzio figlio, forse, della connivenza del blocco PD-Coop rosse con quello formigoniano. Servirebbe una svolta nelle politiche regionali per esempio con quelle privatizzazioni e liberalizzazioni che per primi PdL e PD non attuano'.

'E invece - aggiunge il segretario dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora Marco Di Salvo - si perpetuano i finanziamenti all'associazionismo confessionale amico, i favori al privato assistito della sanità, i provvedimenti confessionali in Lombardia (e quant'altro documentato nella 'Peste lombarda' di Valerio Federico e Luca Perego) senza che il PD sia in grado di esprimere una vera quell'alternativa laica, liberale e libera alla quale come Radicali cerchiamo di dare corpo'.

Il Consigliere comunale del Gruppo Radicale – Federalista europeo Marco Cappato conclude: 'Se Formigoni oggi ha la spudoratezza di presentarsi come volto casto e pulito per il futuro del PdL - lui degli affari con Saddam, della cacciata di Englaro dalla Lombardia, delle accuse ai Radicali sulla truffa elettorale lombarda – questo è possibile solo perché il PD con Penati non ha mai fatto lotta politica sul tema. Intanto, da 15 mesi, aspettiamo un giudice a Milano che abbia voglia di accertare le responsabilità su quella falsificazione massiccia di firme della quale abbiamo da più di un anno già fornito le prove'.

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mercoledì 14 settembre 2011

Comunicato stampa Radicali - XX Settembre a Milano: Per una breccia nel muro Firmigoni-Penati

Radicali - XX Settembre a Milano: PER UNA BRECCIA NEL MURO FIRMIGONI-PENATI

Dalle 9 alle 12, Presidio Radicale davanti al Consiglio regionale abusivo della Lombardia.

Il prossimo 20 settembre sarà un'occasione speciale per i milanesi. Oltre alle manifestazioni di rito per ricordare la presa di Porta Pia, si terrà dalle 9 alle 12 davanti al Consiglio Regionale un Presidio Radicale, organizzato da Marco Cappato (consigliere del Gruppo Radicale - Federalista europeo al Consiglio Comunale di Milano) e dalle due associazioni milanesi Enzo Tortora - Radicali Milano e Radicali Senza Fissa Dimora. I temi della manifestazione sono stati illustrati in un appello inviato nei giorni scorsi a simpatizzanti ed iscritti e diffuso anche su Facebook e sui siti radicali. Nell'appello Cappato, assieme ai due segretari delle associazioni Francesco Poirè e Marco Di Salvo, sottolinea come 'Da un ventennio un sistema di potere si consolida a partire dalla Lombardia, contro le le libertà e i diritti civili, contro il mercato e l'ambiente. È un sistema rappresentato dal volto 'pulito e casto' di un Presidente della Lombardia già in affari con il regime di Saddam, come testimoniato dalla vicenda Oil for food, e rieletto per la quarta volta grazie a una gigantesca truffa elettorale. Ma è rappresentato anche dal volto simbolo di un'opposizione subalterna: quello dell'ex Presidente della Provincia di Milano, leader di una strategia di cogestione trasversale del potere e degli affari in Lombardia'.

Vari i punti in cui le parti che dovrebbero contrapporsi hanno invece governato d'amore e d'accordo. La missiva ne sottolinea alcuni: 'Approvazione dello Statuto clericale regionale, appalti, rapporti tra Cooperative e Compagnia delle Opere, mutuo soccorso sul mancato rispetto del limite di due mandati per la Presidenza di Formigoni in Lombardia e di Errani in Emilia, mutuo soccorso e reticenze sull'illegalità delle elezioni regionali (dalle irregolarità amministrative alle firme false), per finire con il salvataggio bipartisan di consiglieri regionali ineleggibili sia del PdL che del Pd'.

Per questo in occasione del 20 settembre quando, dopo quasi due mesi di vacanza, torna a riunirsi il Consiglio regionale abusivo della Lombardia, nel giorno simbolo della lotta internazionale e nazionale contro il potere temporale di tutte le Chiese, saremo lì per testimoniare la possibilità di un'alternativa liberale e quindi laica, dalla Lombardia all'Italia.

martedì 13 settembre 2011

XX Settembre a Milano: per una breccia nel muro Firmigoni-Penati

20 settembre, dalle 9 alle ore 12, presidio radicale davanti al Consiglio regionale abusivo della Lombardia, via Filzi 22.

Da un ventennio un sistema di potere si consolida a partire dalla Lombardia, contro le libertà e i diritti civili, contro il mercato e l'ambiente. È un sistema rappresentato dal volto "pulito e casto" di un Presidente della Lombardia già in affari con il regime di Saddam, come testimoniato dalla vicenda Oil for food, e rieletto per la quarta volta grazie a una gigantesca truffa elettorale. Ma è rappresentato anche dal volto simbolo di un'opposizione subalterna: quello dell'ex Presidente della Provincia di Milano, leader di una strategia di cogestione trasversale del potere e degli affari in Lombardia.

Approvazione dello Statuto clericale regionale, appalti, rapporti tra Cooperative e Compagnia delle Opere, mutuo soccorso sul mancato rispetto del limite di due mandati per la presidenza di Formigoni in Lombardia e di Errani in Emilia, mutuo soccorso e reticenze sull'illegalità delle elezioni regionali (dalle irregolarità amministrative alle firme false), per finire con il salvataggio bipartisan di consiglieri regionali ineleggibili sia del PdL che del Pd.

Noi radicali non inseguiamo la magistratura per fare opposizione, meno che mai quei vertici della magistratura che si sono dimostrati parte integrante e politicissima di questo sistema, tanto che da diciotto mesi non si è trovato ancora un giudice amministrativo o penale in grado di accertare le responsabilità di quella truffa elettorale della quale abbiamo fornito noi le prove.

Martedì 20 settembre, dopo quasi due mesi di vacanza, torna a riunirsi il Consiglio regionale abusivo della Lombardia. Nel giorno simbolo della lotta internazionale e nazionale contro il potere temporale di tutte le chiese, saremo lì per testimoniare la possibilità di un'alternativa liberale e quindi laica, dalla Lombardia all'Italia. Porta chi vuoi: il 20 Settembre, dalle 9 alle 12, in via Fabio Filzi 22.

Marco Cappato,
Gruppo Radicale – Federalista europeo al Comune di Milano.
Marco Di Salvo,
Associazione Radicali Senza Fissa Dimora.
Francesco Poirè,
Associazione Radicale Enzo Tortora.

www.radicalisenzafissadimora.org

martedì 17 maggio 2011

Milano vicino all'Europa - Postilla

Di Marco Di Salvo.

0,5 per cento. Così comincia il lunedì pomeriggio. Con un piccolissimo numero che, guardando lo schermo da cui Enrico Mentana, con studiata distrazione, vomita numeri di un sondaggio nazionale, diventa enorme e pesante come un macigno. Un meteorite che si piazza al centro della stanza dalla quale, pochi minuti dopo, avremmo cominciato un giro tv che ci avrebbe portato per studi e location esclusive da cui network nazionali e locali trasmettevano i loro commenti sullo spoglio. 0,5 per cento al cui fianco e per la prima volta, beffardamente, spunta la corretta dicitura della nostra lista. Gli sguardi si fanno tesi, qualcuno smadonna, qualcun'altro si ingobbisce di più infilando la testa nel suo computer portatile quasi a cercare tra i pixel dati più favorevoli. Al primo sondaggio che dà Pisapia avanti di qualche punto rispetto alla Moratti, tra di noi scoppia un sano scetticismo, con tanto di commenti sullo stato mentale dei ricercatori coinvolti delle analisi dei dati. E chi si era incupito si abbatte del tutto, sommando il dato del candidato a sindaco con quello, misero, riservato dagli 'scienziati' ai radicali. Ma non c'è tempo per intristirsi, bisogna partire subito, le telecamere aspettano. Prima tappa, Repubblica tv, con un orecchio al cellulare e un occhio al palmare alla ricerca di altri numeri. Primi dati reali: 1,2. Poco, dannatamente poco. Superati anche dai Verdi e dalla Moratti 'de sinistra', quella che non volendo (troppo) insozzare i muri della città si era fatta ritrarre (in manifesti sparsi per la metropolitana milanese in periodo elettorale) con il marito presidente della squadra nerazzurra nella campagna abbonamenti 2011-2012 dell'Inter (furba quasi come la cognata...). Serpeggia un pessimismo cosmico, compensato solo da chi si permette di dire che si tratta di 'dati non omogenei'. Un po' pochino per sperare, ma in certi momenti ci si aggrapperebbe a tutto. Ma non c'è tempo. Un'altra metropolitana e via verso Piazza della Scala (Tvussardi caffè, per dirlo come lo direbbero gli altolocati meneghini). Qui ci attende Sky. E ci fa attendere, inutilmente, per più di un'ora e mezza, per uno straccio di commento che poi, alla fine, Cappato rinuncerà a fare, visto il trattamento subito (mentre un certo Firmigoni arriva ad un certo punto della diretta, si infila, fa la sua dichiarazioncina ed esce circondato dalla sua corte). Unica consolazione il lento (ma inesorabile) crescendo dei voti di lista. 1,4 - 1,43 - 1,5 ; perdiamo contatto dalle altre due piccole liste, la moglie del Moratti sportivo relegata in fondo, i Verdi a boccheggiare poco distante. E cominciano i conti su eventuali resti, visto che, nel frattempo, il divario tra Pisapia e la Moratti si ingrandisce a vista d'occhio e fa ben sperare per il ballottaggio. Un salto al comitato di Pisapia per prendere coraggio e via da Lerner, dove ci attende, ignaro, il suddetto Firmigoni. Talmente ignaro che, al vederci arrivare, ha quasi un coccolone. Gli si iniettano gli occhi di sangue e va a confabulare con Lerner che, da par suo, gongola per lo scherzetto fatto al Celeste Presidente. Dietro le quinte si continua a contare: 1,6 - 1,65 - 1,7. Il dato si stabilizza e, se le cose tra due settimane vanno come pare debbano andare, questo porterà uno di noi in consiglio comunale (e qualcun'altro nei vari consigli di zona). Ma ci sono ancora, appunto, due settimane. Stringiamo i denti anche noi e ricominciamo a trottare. Che la battaglia non è ancora finita. E chissà che qualche altra soddisfazione, nel frattempo, non ce la si possa levare... ;)

sabato 14 maggio 2011

Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Cappato 'Moratti come Formigoni: potenti, prepotenti, impotenti'

Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Cappato 'Moratti come Formigoni: potenti, prepotenti, impotenti'

Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella a Milano.

Ora sappiamo in base alle sue dichiarazioni che il Sindaco uscente Letizia Moratti non ha mentito perché malconsigliata, ma ha mentito sapendo di mentire, e dunque insiste nella tecnica del rovesciare falsità sull'avversario, contando sulla paralisi della giustizia italiana in particolare in materia di diffamazione.

È la stessa tecnica del Presidente Roberto Formigoni, anche oggi contumace di fronte al Tribunale civile di Milano sulla vicenda delle firme false: mentire, mentire, mentire, qualcosa resterà. È la tecnica di potenti che si comportano come prepotenti perché si scoprono impotenti di fronte a quel sistema di illegalità che loro stessi hanno contribuito a creare. E che è urgente mandare a casa.

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mercoledì 11 maggio 2011

Lista Bonino-Pannella: Comunicato stampa Radicali per Sant'Ambrogio

Radicali per Sant’Ambrogio

c/o Radicali Italiani – Via di Torre Argentina 76, 00186 – Roma

Portavoce: Arch. Lucio Bertè, via Castaldi 26, 20124 Milano – luciobert@libero.it - 0220240674


'SARANNO I RADICALI - E NON BERLUSCONI, BOSSI O FORMIGONI - A GARANTIRE A TUTTI I CRISTIANI UNA DEGNA CELEBRAZIONE DELL'EDITTO DI MILANO DEL 313'


'CI SARÀ UN 'GIARDINO DELLA MEMORIA DEI MARTIRI CRISTIANI' - E NON UN PARCHEGGIO INTERRATO - NEL SITO DEL CIMITERO PALEOCRISTIANO AD MARTYRES DI S.AMBROGIO PER I 1700 ANNI DELL'EDITTO DI COSTANTINO E LICINIO, PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DI OGNI CONVINZIONE RELIGIOSA'.

È quanto dichiarato dal Portavoce dei 'Radicali per Sant'Ambrogio', Lucio Bertè, che ha aggiunto: 'Non ho mai fatto promesse vane. Nell'agosto 2008, nella sede del Parlamento Europeo, nel corso del Convegno internazionale su 'Laicità e religioni di fronte alla violenza fondamentalista', voluto e organizzato dai parlamentari radicali Pannella e Cappato, ho annunciato pubblicamente il mio impegno per la tutela del Cimitero ad Martyres di S. Ambrogio in Milano, contro la pretesa oscurantista, imposta dal 'geometra' Berlusconi tramite l'elettromeccanico Albertini, di sbancarlo per sostituirlo con un parcheggio interrato. Il 2 novembre 2008 l'impegno veniva assunto dal Congresso di Radicali Italiani e il 1° dicembre 2009 i Radicali per Sant'Ambrogio portavano al voto del Consiglio regionale della Lombardia una Mozione che decideva la tutela del sito ad Martyres da parte dei Beni Culturali e la realizzazione di un 'Giardino della Memoria dei Martiri cristiani' e delle vittime per la libertà di espressione anche religiosa. La mozione prese 24 voti contro 23, ma finì pari e patta per una astensione che per regolamento si sommò ai voti contrari. Decisivi furono: a) il voltafaccia della Lega Nord, che votò contro la Mozione che pure avevano firmato in molti, a partire dal Presidente del Consiglio regionale Giulio De Capitani, su sollecitazione del suo Assessore alla Cultura Massimo Zanello, e dell'Assessore e immobiliarista PdL Massimo Buscemi; b) il parere negativo sulla Mozione ottenuto in Commissione Cultura, con l'inganno ordito dal Presidente leghista Daniele Belotti e dalla relatrice leghista Luciana Ruffinelli; c) il tradimento del Presidente Formigoni, che non scese in Consiglio a difendere la Mozione dopo averla sostenuta con una lettera autografa di cui tutti i Consiglieri erano a conoscenza; d) la lettera del Sindaco Letizia Moratti in mano a tutti i Consiglieri - con l'affermazione clamorosamente falsa che il Cimitero ad Martyres non era dove veniva realizzato il parcheggio. Questo hanno fatto i 'difensori - a parole - dei valori cristiani' per battere i Radicali e riuscire a distruggere un luogo sacro per tutti i cristiani e per ogni cittadino minimamente sensibile ai valori culturali. Alla fine hanno prevalso gli interessi speculativi legati ai parcheggi interrati nel Centro storico, gli stessi che ora garantiranno la privatizzazione delle spiagge e la loro cementificazione. Parcheggi imposti con poteri speciali da Berlusconi-Albertini, subiti e difesi dal Sindaco Moratti e dai suoi assessori, ma accettati e difesi anche da Bossi e dai suoi. I patti spartitori hanno dimostrato di esistere, tant'è che il potente Formigoni ha dovuto piegarsi per garantire gli interessi materiali della sua parte.

I Radicali per Sant'Ambrogio non si sono mai arresi e presto il Cimitero ad Martyres sarà salvo. Come? Questa sarà una sorpresa e un regalo per tutti i milanesi, a partire dal nuovo Sindaco Giuliano Pisapia che avrà due anni per far realizzare il Giardino della Memoria dei martiri cristiani. Poi ci saranno le denunce penali nei confronti di quanti hanno attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, con procedure ingannevoli e con atti basati sulla menzogna'.

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venerdì 6 maggio 2011

Comunicato stampa Cappato: 'Lassini a Formigoni: dovremmo uscire entrambi dal PdL. E fare un partito con anche la Moratti'

CAPPATO: 'LASSINI A FORMIGONI: DOVREMMO USCIRE ENTRAMBI DAL PDL, E FARE UN PARTITO CON ANCHE LA MORATTI'

Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella

Ecco in esclusiva il messaggio che Lassini avrebbe voluto o dovuto inviare a Formigoni:

Gentile Presidente della Regione Lombardia, è vero, ho imbrattato illegalmente (come anche il Sindaco Moratti e il Presidente del Consiglio Berlusconi) i muri di Milano con manifesti per molti stupidi e offensivi, e forse anche violenti. L'ho fatto come risultato di drammatiche vicende personali. Se è un reato, lo deciderà la magistratura. Proprio come Lei, Presidente, ha avuto modo di affermare riguardo alla truffa elettorale in Lombardia, 'finora ha parlato l'accusa, poi parlerà la difesa, e un giudice terzo deciderà'.

Lei però, presidente, ha affermato che io non potrò sedere sui banchi del PdL. Una domanda sorge spontanea: come mai per la sua vicenda riguardante 1.000 firme false apposte sotto le sue liste Lei chiede che si aspetti un pronunciamento della giustizia, mentre nel mio caso lei mi ha già di fatto espulso dal PdL? Le faccio anche notare che mentre io mi sono assunto le responsabilità delle mie gesta, invece Lei, Presidente, ha dapprima dato la colpa alla Lista Bonino-Pannella, e non si è nemmeno scusato, come La si invitava a fare dalle colonne del Corriere della Sera, né con gli elettori lombardi né con i 1.000 defraudati della propria identità. Faccio infine presente che mentre nel mio caso il mio ipotetico reato potrebbe rientrare nel novero della libertà di espressione (per quanto odiosa possa essere), invece nel caso del reato commesso nella presentazione delle Sue liste si configura, oltre al reato di falso, quello di attentato ai diritti politici dei cittadini, reato di gravità molto superiore.

Insomma, se dobbiamo rinunciare a far parte del PdL, caro Presidente, facciamolo insieme, magari fondando un partito nel quale inviteremo la responsabile delle affissioni abusive a Milano, Letizia Moratti.

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mercoledì 4 maggio 2011

Le sentinelle del diritto e della democrazia - Intervento di Giulia Crivellini a 'Milano Under 30'

Ieri sera Giulia Crivellini, candidata al Consiglio Comunale di Milano nella Lista Bonino-Pannella e iscritta all'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, ha partecipato a un confronto tra giovani candidati dal titolo 'Milano Under 30'. Questo è il testo integrale del suo intervento.

Di Giulia Crivellini.

Mi chiamo Giulia Crivellini, ho ventidue anni e sono candidata al Consiglio Comunale nella Lista Bonino-Pannella. Ho scelto di candidarmi proprio in questa lista perché credo che sia importante la presenza di un radicale all’interno del consiglio comunale, una presenza che manca ormai da molti anni. E credo che sia importante soprattutto oggi, per due motivi molto concreti che sono strettamente legati alla mia personale esperienza politica e che proverò a raccontarvi brevemente in questi pochi minuti.

Circa un anno fa, di questi tempi, ero al tribunale di Milano, insieme ad altri pochi radicali, a controllare una per una le firme del listino di Formigoni. Un lavoro lungo e faticoso, a tratti frustrante, ma che a distanza di mesi ha portato alla luce gravi falsificazioni e violazioni di legge, al punto che oggi persino il Celeste Formigoni vede all’orizzonte il possibile tramonto del suo pluridecennale governo regionale. Una battaglia, questa per la legalità, che io ritengo propedeutica a tutte le altre, anche se forse meno visibile: infatti a poco servono buone leggi e buoni regolamenti se i politici che sono incaricati di farle eseguire e rispettare sono disonesti e corrotti. E proprio questa iniziativa ha segnato il mio esordio nella politica militante e nei radicali.

Ma subito dopo, prima ancora che venissero alla piena luce le falsificazioni di Formigoni, mi sono trovata coinvolta in un’altra campagna, che nel merito e nel metodo ha inciso profondamente sulla mia formazione e che oggi è parte integrante del mio programma e del programma della Lista Bonino-Pannella. Parlo dei referendum comunali sull’ambiente e la mobilità sostenibile promossi dal comitato Milano Sì Muove e su cui noi cittadini milanesi potremo esprimerci il 12 e il 13 giugno. In questo comitato referendario i radicali hanno avuto un ruolo di primo piano sia nella definizione dei quesiti sia nella raccolta delle venticinquemila firme necessarie alla presentazione. E anch’io, nel mio piccolo, posso dire, così come tanti altri miei compagni, di aver dato il mio contributo a questa iniziativa. Tra luglio e novembre dell’anno scorso, infatti, ho dedicato quasi tutti i miei fine settimana, e anche parecchi giorni feriali, ai tavoli di raccolta firme. Prima con il sole estivo e poi sotto le piogge autunnali. Eppure questo impegno non mi è stato per nulla gravoso, perché mi ha dato la possibilità di conoscere molte persone sinceramente dedite al bene pubblico e di parlare con i miei concittadini. Dicevo del metodo e io credo fermamente negli strumenti di democrazia diretta come i referendum, perché permettono a tutti i cittadini di essere coinvolti in prima persona e di partecipare attivamente alle decisioni politiche.

In questo momento il mio unico cruccio è che il lavoro mio e di tanti altri può ancora di andare perso: sia la battaglia per la legalità nelle istituzioni sia il progetto ecologista di Milano Sì Muove non hanno ancora dato i loro frutti e rischiano entrambe di essere cancellate dalla prossima amministrazione comunale. A meno che non ci sia almeno un radicale all’interno del consiglio comunale a vigilare, come da più di cinquant’anni facciamo in tutte le sedi dove siamo presenti, sul rispetto delle leggi e della volontà dei cittadini.

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