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martedì 18 ottobre 2011

La Lega Nord contro la macellazione ebraica

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Comunità Ebraica di Milano:

Oggi il Consiglio Regionale della Lombardia sarà chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kasher e Halal. Una mozione che, di fatto, si configura come un divieto. La mozione è stata presentata dal gruppo consigliare della Lega Nord e ha come primo firmatario Claudio Bottari.

Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha dichiarato: 'sono venuto a conoscenza di questa mozione grazie ad una agenzia stampa, mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord Stefano Galli per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo Galli non ha voluto sentire ragione. Voglio fare presente a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, in particolare a tutti i capigruppo, che stanno per votare una mozione che ha l'intento di discriminare i cittadini di fede musulmana ed ebraica. Mi appello al buon senso dei nostri rappresentanti in Regione perché un voto a favore di questa mozione sarebbe un brutto segnale di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cittadini di fede ebraica e musulmana'.

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 22 luglio 2011

I Radicali Senza Fissa Dimora a Monza per manifestare contro il (finto) trasferimento dei ministeri al nord

Domani mattina alcuni militanti dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora saranno davanti alla Villa Reale di Monza per manifestare, insieme ai cittadini e alle associazioni locali, contro l'inaugurazione dei ministeri che la Lega di Umberto Bossi vorrebbe trasferire al nord. Riportiamo il comunicato degli organizzatori della manifestazione:

Sabato tutti in Villa contro i ministeri del nord e a sostegno dell'Isa! Tutti in villa con il tricolore e/o con un'altra bandiera in cui ci si riconosce!

L'inaugurazione dei cosiddetti ministeri in Villa Reale, oltre che essere un ulteriore sfregio al recupero complessivo museale e culturale e della Villa, rappresenta (dopo Regione e privati) un ulteriore esproprio della nostra Villa reale.

I genitori dell'Istituto d'Arte, ci segnalano invece che l'edificio ex Borsa della Villa è stato dichiarato inagibile. Un migliaio di studenti e docenti vedono così messo in pericolo il prossimo anno scolastico.

Da una parte, un Sindaco e una Amministrazione solerte e attiva, per essere pronta ad 'accogliere' i ministeri 'romani' in Villa e per rispondere a scelte politiche di parte; dall'altra, per anni l'Amministrazione non ha mai preso in seria considerazione le denunce fatte dall'Isa del degrado e dello stato di abbandono dell'edificio scolastico; forse sperando in cuor suo che questo fosse il modo migliore per allontanare la scuola dalla Villa Reale.

Sabato ci sarà un'attenzione mediatica nazionale che va colta per denunciare queste situazioni.
Proprio perché sarà un'operazione di pura propaganda nordista, sarà importante ricordare in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia che la Villa Reale è una patrimonio nazionale e internazionale. Un'occasione per ricordare lo scellerato appalto, l'inagibilità dell'Isa, una Villa ormai ridotta a 'spezzatino', la mobilitazione di questi mesi... quindi...

Sabato ore 11 tutti in villa con il tricolore!

(Porta la tua bandiera e, per e chi non ce l'ha, la procuriamo noi...).

Chi condividesse questo appello e questa iniziativa la faccia girare nelle proprie mailing list, nei siti, nei blog, fate girare la voce, dobbiamo essere in tanti...

Appuntamento sabato 23 luglio alle ore 11.00, presso la Villa Reale in viale Brianza 1 a Monza.

www.radicalisenzafissadimora.org

martedì 31 maggio 2011

Miracolo a Milano?

Di Marco del Ciello.

Già due settimane fa, mentre il conteggio dei voti del primo turno delle elezioni comunali di Milano era ancora in corso, un mio cugino milanese, storico sostenitore della sinistra, mi inviava un sms che recitava: '... miracolo a Milano!!!'. Ma la vittoria dell'avvocato Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra sostenuto anche dai radicali della Lista Bonino-Pannella, è davvero un 'miracolo', cioè un evento del tutto imprevisto e imprevedibile? Ci sono almeno due elementi che, osservati retrospettivamente, fanno dubitare di questa ipotesi: da un lato la tenuta elettorale del Partito Democratico in città e, dall'altra, la scarsa popolarità del sindaco in carica Letizia Moratti. Dal 2008, anno dell'esordio, a oggi il PD ha sempre avuto a Milano risultati in linea con la media nazionale, cosa tutt'altro che scontata in quella che fino a ieri era nota come la capitale del berlusconismo, città di destra per eccellenza: 33,7% alle politiche del 2008; 26,1 alle provinciali del 2009; 25,2 alle europee dello stesso anno; 26,3 alle regionali del 2010; e infine 28,6 a queste comunali. La Moratti, al contrario non è mai stata amata, neanche nel suo stesso partito. Già l'esordio non è felice: nel 2006 l'ex ministro del governo Berlusconi III viene sì eletta sindaco al primo turno, ma raccoglie meno voti della coalizione che la sostiene, 51,9% contro 53,7%. Fatto insolito, specie per un politico di fama nazionale. Poi l'Ecopass, che causa la rivolta dell'alleato leghista e di una buona parte del PdL. Per non dire dei litigi con Formigoni e la componente ciellina per l'Expo. Al punto che l'estate scorsa c'era chi parlava apertamente di non ricandidarla.

Eppure erano davvero pochi quelli che pensavano che Pisapia potesse farcela e in effetti, se questa vittoria non è opera dell'intervento divino, contraddice però alcuni luoghi comuni della politica italiana degli ultimi anni. Vediamo in breve quali:

1) i soldi fanno la differenza. Stando alle voci che circolano in città, e che io reputo attendibili, la Moratti, grazie soprattutto al sostegno economico del marito petroliere, avrebbe speso dodici volte più di Pisapia per la campagna elettorale. Una somma enorme che però non ha a quanto pare dato i frutti sperati;

2) la sinistra può vincere solo se si allea con il centro. A Milano il cosiddetto terzo polo (UdC, FLI, ApI, MpA) ha presentato al primo turno un proprio candidato e non ha appoggiato Pisapia neanche al ballottaggio. E, cosa più rilevante, la somma algebrica dei voti di centro e destra non sarebbe comunque bastata alla Moratti per superare il suo rivale;

3) la Lega Nord è sempre vincente al Nord. Forse, ma non a Milano che del Nord dovrebbe essere la capitale: se il partito di Bossi conquista a queste elezioni ben tre consiglieri comunali in più rispetto al 2006, bisogna però considerare che dal 2008 a oggi aveva sempre ottenuto a Milano risultati ben al di sopra dell'attuale 9,6% e, rispetto alle regionali dello scorso anno, perde addirittura cinque punti percentuali;

4) la televisione conta, Internet no. Berlusconi ha utilizzato tutto il suo considerevole potere mediatico, in spregio anche alle leggi e ai regolamenti, per sostenere Letizia Moratti. D'altra parte tutti concordano sulla superiore abilità dei sostenitori di Pisapia nell'uso dei social network. Insomma, sembra che nella sfida tra Internet e televisione abbia vinto proprio la rete.

Se Milano anticipa ancora le tendenze nazionali, possiamo allora dire che qualcosa sta davvero cambiando nella politica italiana.

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sabato 14 maggio 2011

Milano vicino all'Europa - Diamo i numeri (per non farci fregare)

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Meno due alla fine della campagna elettorale 'pubblica', anche se in realtà la campagna continuerà martellante, porta a porta, fino a lunedì alle 15. Allora è tempo di preparare gli anticorpi per il dopo, quando saremo sommersi da cifre e da giudizi sui risultati elettorali per tutti in qualche modo entusiasmanti o giustificabili. Per capire meglio come sarà andata, al di là dei grandi numeri della sfida tra i contendenti sindaco, è giusto recuperare qualche altra cifra. E questo anche per capire come sarà cambiata Milano rispetto a cinque anni fa. Se lo sarà, cambiata...

Nel 2006 Milano tornò a votare poche settimane dopo le elezioni che riportarono al governo nazionale Romano Prodi (come racconta bene Marco del Ciello a questo link). Anche in quell'occasione si presentarono ben più di due candidati (ben dieci) 'ma alla prova del voto solo due si sarebbero poi rivelati capaci di superare lo 0,2% di consensi e cioè la grande favorita, poi vincente, Letizia Moratti e lo sfidante di centro-sinistra ed ex prefetto della città Bruno Ferrante. Il risultato finale ci consegna una vittoria al primo turno, ma non entusiasmante, della candidata del centro-destra, con un 51,9% (353.298 voti validi) contro il 47,0% (319.823) del suo principale avversario, ma un'analisi più approfondita mostra che la Moratti è comunque capace di assicurarsi la maggioranza assoluta in tutte le zone di decentramento amministrativo di Milano, salvo la nona, che include nel suo territorio i quartieri per tradizione più 'rossi' e che è anche l'unica dove Ferrante riesce a prevalere, anche se solo per una manciata di voti. Quasi imbarazzante, invece, il divario di diciotto punti percentuali nel centro storico'. Già visto da qui lo scenario è cambiato: se i sondaggi avessero ragione, questa volta almeno quattro dei candidati a sindaco dovrebbero superare la soglia minima del tre per cento, riducendo già così le possibilità di una vittoria al primo turno (siccome i dati dei sondaggi non si possono dare, diamo una possibile quaterna per il Lotto: 47, 43, 6, 4. giocatevela e ditemi cosa avete vinto ;)).

Per quanto riguarda le liste invece 'la lista di Forza Italia, l'allora partito di Letizia Moratti, si rivela di gran lunga la più votata in città: percentuali superiori al 30% in tutte le zone della città, con l'Ulivo (Democratici di Sinistra + Margherita), secondo, che chiude a meno dieci e il capolista Silvio Berlusconi record di preferenze (53.297). La coalizione di centro-destra, in cui spicca anche il solido 8,6% di Alleanza Nazionale, riesce addirittura a ottenere un risultato migliore del suo candidato: 53,7%. Tra le altre liste possono avere un qualche interesse i risultati della Lega Nord, che delude le aspettative di molti suoi sostenitori con un 3,8% dovuto soprattutto al voto delle periferie, oppure l'UdC, che all'epoca era parte integrante del centrodestra mentre oggi costituisce la spina dorsale del terzo polo, con il suo modesto 2,4%, molto al di sotto della media nazionale del partito'. Confrontando questi dati con la successiva evoluzione del quadro politico si potrebbe senza sforzo sostenere che è impensabile un exploit del cosiddetto Terzo Polo, (visto che, ad esempio, anche negli anni successivi l'UdC è sempre rimasto a cavallo del tre per cento in città e si prevede che il contributo di FLI e ApI alla causa non sia particolarmente rilevante), che per il PdL scendere sotto il 35 per cento potrebbe essere un dato tutt'altro che positivo e che se la Lega supera il 10 fa solo il suo 'dovere' (elettoralmente parlando, visto i risultati degli ultimi anni). 'Infine il dato dell'affluenza: un 67,6%, pari in valore assoluto a 696.747 votanti su 1.030.616 aventi diritto. Dato sostanzialmente omogeneo in tutte le zone, ma largamente inferiore all'82% registrato alle precedenti comunali del 2001. Primo segnale di un declino progressivo della partecipazione elettorale dei milanesi che culminerà nello sconfortante 60,6% (solo 603.121 votanti) delle elezioni regionali dell'anno scorso'. E pochi pensano che possa aumentare domenica e lunedì prossimi, visto la desolante campagna elettorale di quest'anno. A meno che, oltre al contributo di Lui, non ci sia quello di Loro (di chi comincia a controllare sul serio il territorio anche nelle periferie milanesi, oltre che in quello delle città del mezzogiorno), per 'convincere' i riottosi cittadini ad andare ad esprimere la propria preferenza. Oramai, non ci resta che stare a guardare...

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mercoledì 11 maggio 2011

Lista Bonino-Pannella: Comunicato stampa Radicali per Sant'Ambrogio

Radicali per Sant’Ambrogio

c/o Radicali Italiani – Via di Torre Argentina 76, 00186 – Roma

Portavoce: Arch. Lucio Bertè, via Castaldi 26, 20124 Milano – luciobert@libero.it - 0220240674


'SARANNO I RADICALI - E NON BERLUSCONI, BOSSI O FORMIGONI - A GARANTIRE A TUTTI I CRISTIANI UNA DEGNA CELEBRAZIONE DELL'EDITTO DI MILANO DEL 313'


'CI SARÀ UN 'GIARDINO DELLA MEMORIA DEI MARTIRI CRISTIANI' - E NON UN PARCHEGGIO INTERRATO - NEL SITO DEL CIMITERO PALEOCRISTIANO AD MARTYRES DI S.AMBROGIO PER I 1700 ANNI DELL'EDITTO DI COSTANTINO E LICINIO, PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DI OGNI CONVINZIONE RELIGIOSA'.

È quanto dichiarato dal Portavoce dei 'Radicali per Sant'Ambrogio', Lucio Bertè, che ha aggiunto: 'Non ho mai fatto promesse vane. Nell'agosto 2008, nella sede del Parlamento Europeo, nel corso del Convegno internazionale su 'Laicità e religioni di fronte alla violenza fondamentalista', voluto e organizzato dai parlamentari radicali Pannella e Cappato, ho annunciato pubblicamente il mio impegno per la tutela del Cimitero ad Martyres di S. Ambrogio in Milano, contro la pretesa oscurantista, imposta dal 'geometra' Berlusconi tramite l'elettromeccanico Albertini, di sbancarlo per sostituirlo con un parcheggio interrato. Il 2 novembre 2008 l'impegno veniva assunto dal Congresso di Radicali Italiani e il 1° dicembre 2009 i Radicali per Sant'Ambrogio portavano al voto del Consiglio regionale della Lombardia una Mozione che decideva la tutela del sito ad Martyres da parte dei Beni Culturali e la realizzazione di un 'Giardino della Memoria dei Martiri cristiani' e delle vittime per la libertà di espressione anche religiosa. La mozione prese 24 voti contro 23, ma finì pari e patta per una astensione che per regolamento si sommò ai voti contrari. Decisivi furono: a) il voltafaccia della Lega Nord, che votò contro la Mozione che pure avevano firmato in molti, a partire dal Presidente del Consiglio regionale Giulio De Capitani, su sollecitazione del suo Assessore alla Cultura Massimo Zanello, e dell'Assessore e immobiliarista PdL Massimo Buscemi; b) il parere negativo sulla Mozione ottenuto in Commissione Cultura, con l'inganno ordito dal Presidente leghista Daniele Belotti e dalla relatrice leghista Luciana Ruffinelli; c) il tradimento del Presidente Formigoni, che non scese in Consiglio a difendere la Mozione dopo averla sostenuta con una lettera autografa di cui tutti i Consiglieri erano a conoscenza; d) la lettera del Sindaco Letizia Moratti in mano a tutti i Consiglieri - con l'affermazione clamorosamente falsa che il Cimitero ad Martyres non era dove veniva realizzato il parcheggio. Questo hanno fatto i 'difensori - a parole - dei valori cristiani' per battere i Radicali e riuscire a distruggere un luogo sacro per tutti i cristiani e per ogni cittadino minimamente sensibile ai valori culturali. Alla fine hanno prevalso gli interessi speculativi legati ai parcheggi interrati nel Centro storico, gli stessi che ora garantiranno la privatizzazione delle spiagge e la loro cementificazione. Parcheggi imposti con poteri speciali da Berlusconi-Albertini, subiti e difesi dal Sindaco Moratti e dai suoi assessori, ma accettati e difesi anche da Bossi e dai suoi. I patti spartitori hanno dimostrato di esistere, tant'è che il potente Formigoni ha dovuto piegarsi per garantire gli interessi materiali della sua parte.

I Radicali per Sant'Ambrogio non si sono mai arresi e presto il Cimitero ad Martyres sarà salvo. Come? Questa sarà una sorpresa e un regalo per tutti i milanesi, a partire dal nuovo Sindaco Giuliano Pisapia che avrà due anni per far realizzare il Giardino della Memoria dei martiri cristiani. Poi ci saranno le denunce penali nei confronti di quanti hanno attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, con procedure ingannevoli e con atti basati sulla menzogna'.

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martedì 10 maggio 2011

Elezioni comunali a Milano. Com'è andata cinque anni fa?

Di Marco del Ciello.

Tra pochi giorni, e precisamente domenica 15 e lunedì 16 maggio, i milanesi si recheranno alle urne per scegliere il loro prossimo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Ma come sono andate le cose cinque anni fa? Alla sfida del 28 maggio 2006 si presentano ben dieci candidati, ma alla prova del voto solo due si sarebbero poi rivelati capaci di superare lo 0,2% di consensi e cioè la grande favorita, poi vincente, Letizia Moratti e lo sfidante di centro-sinistra ed ex prefetto della città Bruno Ferrante. Il risultato finale ci consegna una vittoria al primo turno, ma non entusiasmante, della candidata del centro-destra, con un 51,9% (353.298 voti validi) contro il 47,0% (319.823) del suo principale avversario, ma un'analisi più approfondita mostra che la Moratti è comunque capace di assicurarsi la maggioranza assoluta in tutte le zone di decentramento amministrativo di Milano, salvo la nona, che include nel suo territorio i quartieri per tradizione più 'rossi' e che è anche l'unica dove Ferrante riesce a prevalere, anche se solo per una manciata di voti. Quasi imbarazzante, invece, il divario di diciotto punti percentuali nel centro storico.

Il quadro non cambia molto se si guardano invece dei candidati sindaco le liste per il consiglio comunale. Giova ricordare che alle elezioni comunali è ammesso il voto disgiunto, cioè la possibilità di votare per un candidato sindaco e al tempo stesso per una lista diversa da quelle che lo sostengono. È quindi possibile, almeno in via teorica, una discrepanza nei risultati. Ma non in questo caso, dove la lista di Forza Italia, l'allora partito di Letizia Moratti, si rivela di gran lunga la più votata in città: percentuali superiori al 30% in tutte le zone della città, con l'Ulivo (Democratici di Sinistra + Margherita), secondo, che chiude a meno dieci e il capolista Silvio Berlusconi record di preferenze (53.297). La coalizione di centro-destra, in cui spicca anche il solido 8,6% di Alleanza Nazionale, riesce addirittura a ottenere un risultato migliore del suo candidato: 53,7%. La Moratti infatti, pur essendo fresca reduce da un'esperienza ministeriale di primo piano, non è in grado di portare un valore aggiunto al suo schieramento, anzi. Segno che già allora non era molto amata dai suoi concittadini.

Tra le altre liste possono avere un qualche interesse i risultati della Lega Nord, che delude le aspettative di molti suoi sostenitori con un 3,8% dovuto soprattutto al voto delle periferie, oppure l'UdC, che all'epoca era parte integrante del centrodestra mentre oggi costituisce la spina dorsale del terzo polo, con il suo modesto 2,4%, molto al di sotto della media nazionale del partito. I radicali sono presenti all'interno della Rosa nel Pugno, insieme ai socialisti dello SDI: 1,4% (8.603 voti) e zero consiglieri eletti, con una punta del 2% solo nella ricca Zona 1. Appena due mesi prima, alle elezioni per il parlamento nazionale, la stessa lista aveva conseguito in città il 3,8%, quindi una perdita secca di 22.734 elettori. Anche all'interno della stessa lista il podio delle preferenze è saldamente occupato dai socialisti, mentre i nostri devono accontentarsi del quarto posto (Marco Cappato, capolista, 296 voti) e del quinto (Alessandro Litta Modignani, 222).

Infine il dato dell'affluenza: un 67,6%, pari in valore assoluto a 696.747 votanti su 1.030.616 aventi diritto. Dato sostanzialemnte omogeneo in tutte le zone, ma largamente inferiore all'82% registrato alle precedenti comunali del 2001. Primo segnale di un declino progressivo della partecipazione elettorale dei milanesi che culminerà nello sconfortante 60,6% (solo 603.121 votanti) delle elezioni regionali dell'anno scorso. Chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento può comunque consultare la Banca Dati Elettorale del Comune di Milano, da cui sono tratti anche tutti i dati citati in questo post.

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mercoledì 4 maggio 2011

Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Presentazione denuncia contro ignoti per e contro le illegalità della campagna elettorale

LISTA BONINO-PANNELLA: Presentata denuncia contro ignoti per attentato ai diritti politici dei cittadini e nuove azioni politiche e legali contro le illegalità della campagna elettorale.

'C'è un filo rosso che collega questa campagna elettorale con quella dello scorso anno. Il filo rosso dell'illegalità'. Così Marco CAPPATO, Capolista della Lista Bonino-Pannella, ha introdotto la conferenza stampa di oggi pomeriggio in cui è stata presentata la memoria della denuncia contro ignoti per attentato ai diritti civili e politici dei cittadini e le iniziative politiche e giudiziarie volte a interrompere l'illegalità delle elezioni comunali a Milano. Ed è toccato a Giuseppe ROSSODIVITA, avvocato e Consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella nel Lazio, scendere nel merito degli aspetti legali della questione, partendo dalla vicenda regionale. L'avvocato ha in un primo momento dato la notizia che è stata fissata per fine giugno la prima udienza del processo a carico di Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti di Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e la Lista Bonino-Pannella. L'avvocato ha anche presentato la memoria relativa alla denuncia contro ignoti per attentato a diritti politici dei cittadini lombardi i quali, ha sottolineato Rossodivita 'hanno visto venire meno i propri diritti fondamentali. Qui non si tratta solo di firme false o di reati di tipo amministrativo. Qui è stata messa in gioco la possibilità di avere elezioni veramente democratiche, infrangendo norme precise che risalgono addirittura al Codice Rocco. Ed è su questo che invitiamo con la nostra memoria la magistratura ad indagare e non fermarsi solo agli esecutori materiali dei falsi'.

Lorenzo LIPPARINI, anche lui candidato della Lista Bonino-Pannella, ha invece sottolineato come le illegalità continuino a dominare anche l'attuale campagna elettorale e questo in spregio non solo alle denunce copiose dei radicali ma anche ai richiami del Prefetto, sostanzialmente inascoltati. 'Per questo abbiamo previsto nei prossimi giorni l'inasprimento dell'azione legale, con la denuncia per omissione di atti d'ufficio'. Mario STADERINI, Segretario di Radicali Italiani ha infine sottolineato come 'nei prossimi giorni i candidati e i militanti della Lista Bonino-Pannella si attiveranno in giro per la città per riprendere tutte le illegalità dei prossimi giorni e poter così rimpolpare il dossier, già copioso, ai danni di un'amministrazione che sta velocemente passando dal ruolo di spettatore a quello di complice attivo nel sistema illegale'.

Durante la conferenza stampa sono stati anche presentati due video: uno relativo ad un abuso di campagna diretta da parte della Lega Nord (e che è visibile a questo link http://www.youtube.com/watch?v=xIDnL-P0JKE) e un altro relativo alla nuova campagna virale già partita su Youtube, Twitter e Facebook, il video dei Formitubbies (http://milano.boninopannella.it/content/il-malaffare-di-formitubbies-lo-capiscono-anche-i-bambini). Come ha sottolineato Cappato: 'Dopo la denuncia per attentato ai diritti politici dei cittadini, la Lista Bonino-Pannella pubblica un video per sorridere di una vicenda seria e grave, e soprattutto per aumentare la consapevolezza dei cittadini sul fatto che la cosa più grave in politica sono le bugie'.

Infine Marco Cappato ha dato appuntamento a tutti per 'domani alle 11 al gazebo della Lista Bonino-Pannella di piazza Cordusio dove i cittadini milanesi potranno ammirare in azione i primi manifesti legali della campagna elettorale milanese. Nell'ambito dell'iniziativa Quelli legali vanno a pedali, daremo tutte le cifre della campagna devastatrice della legalità e dell'ambiente realizzata da quasi tutti i partiti, insieme alle cifre della campagna eco-sostenibile della Lista Bonino-Pannella, a partire dai manifesti traportati in bicicletta in giro per la città'.

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Prossimi appuntamenti radicali a Milano

Conferenza stampa 'Presentazione denuncia contro Formigoni' - Presentazione del libro di Michele De Lucia 'Dossier Bossi - Lega Nord' - Conferenza stampa 'Presentazione dell'iniziativa a difesa dei contribuenti' - Comizio della Lista Bonino-Pannella con Emma Bonino e Marco Pannella.

Mercoledì 4 maggio, ore 15:30: Conferenza stampa 'Presentazione denuncia contro Formigoni e contro le illegalità della campagna elettorale'. Con: Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani; Giuseppe Rossodivita, avvocato e Consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella nel Lazio; Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella. Nel corso della conferenza stampa verrà presentata la denuncia contro il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni per attentato ai diritti civili e politici dei cittadini e le iniziative politiche e giudiziarie volte a interrompere l'illegalità delle elezioni comunali a Milano. Appuntamento presso il Bar Pasticceria Taveggia di via Visconti di Modrone 2 (MM1 San Babila) a Milano.

Giovedì 5 maggio, ore 17:30: Presentazione del libro di Michele De Lucia 'Dossier Bossi – Lega Nord' (Kaos Edizioni, 2011). Introduce: Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, capolista della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano. Intervengono: Marco Pannella, leader radicale, candidato della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano; Giorgio Galli, politologo, docente di Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Milano; Gigi Moncalvo, giornalista e scrittore, già direttore del quotidiano La Padania; Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani e autore del volume. Modera: Giuseppe Rippa, della direzione di Radicali italiani, direttore di Quaderni Radicali. Sono stati invitati a intervenire tutti i candidati a Sindaco di Milano. Ha preannunciato la partecipazione Giancarlo Pagliarini. Appuntamento presso l'aula 5 della Facoltà di Scienze Politiche della Statale in via Conservatorio 7 (MM1 San Babila) a Milano.

Venerdì 6 maggio, ore 11:30: Tea Party Italia e ConfContribuenti organizzano una conferenza stampa per presentare a Milano la loro iniziativa a difesa dei contribuenti. Pertecipano tra gli altri Giulia Crivellini e Lorenzo Lipparini, candidati della Lista Bonino-Pannella e firmatari dell'impegno a difesa dei contribuenti. Appuntamento presso l'Hotel dei Cavalieri di piazza Missori 1 (MM3 Missori) a Milano.

Venerdì 6 maggio, ore 17:00: Comizio elettorale della Lista Bonino-Pannella. Intervengono i candidati al consiglio comunale: Marco Cappato; Maria Antonietta Farina Coscioni; Mina Welby; Marco Pannella; Emma Bonino. Legalizziamo Milano per farla tornare una città europea, laica, industriale, pulita nella politica... e nell'ambiente. Per fare una bella sorpresa all'Italia onesta, con una MilanoRadicalMenteNuova! Appuntamento in piazza Duomo (MM1/3 Duomo) a Milano.

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Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Presentazione del libro di Michele De Lucia 'Dossier Bossi – Lega nord'



LISTA BONINO-PANNELLA: Presentazione del libro di Michele De Lucia 'Dossier Bossi – Lega Nord'

Giovedì 5 maggio 2011 ore 17.30 - Università Statale, Facoltà di Scienze Politiche, Aula 5, via Conservatorio 7.

Presentazione del libro di Michele De Lucia 'Dossier Bossi – Lega Nord'
(Kaos Edizioni, 2011).

Introduce:

Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, capolista della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano.

Intervengono:
Marco Pannella, leader radicale, candidato della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano;
Giorgio Galli, politologo, docente di Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Milano;
Gigi Moncalvo, giornalista e scrittore, già direttore del quotidiano La Padania;
Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani e autore del volume.

Modera:
Giuseppe Rippa, della direzione di Radicali italiani, direttore di Quaderni Radicali.

Sono stati invitati a intervenire tutti i candidati a Sindaco di Milano. Ha preannunciato la partecipazione Giancarlo Pagliarini.

Il libro.
Attraverso documenti, testimonianze e cronache giornalistiche, il libro ricostruisce 25 anni di Lega Nord: dall'antimeridionalismo delle origini, alla xenofobia del Duemila; dall'antipartitismo della prima ora, al Carroccio cardine della partitocrazia post-Tangentopoli; dalle invettive contro 'Roma ladrona', all'incasso di ingenti finanziamenti statali; dai proclami secessionisti, all'esercizio del potere politico-affaristico nei governi berlusconiani. E dimostra come il vessillo leghista del 'federalismo' nasconda l'obiettivo di gestire le risorse pubbliche nelle regioni più ricche del Paese. Il libro documenta inoltre i tratti biografici e l'essenza politica del fondatore-padrone della Lega nord, Umberto Bossi; incultura e pressappochismo, giustizialismo forcaiolo e razzismo xenofobo, qualunquismo antipolitico e campanilismo da strapaese, omofobia e maschilismo, in un mix di ignoranza plebea e grettezza piccolo borghese.

Indice. 1. Il capo leghista: mantegnù in Padania, senatùr a Roma; 2. Il Carroccio nel Parlamento di 'Roma ladrona'; 3. Padania, fucili e secessione: tanto rumore per nulla; 4. Il ritorno, con accordo segreto, alla corte di Arcore; 5. La Lega politico-affaristica del Duemila.

'L'enciclopedia della Lega': la recensione di Filippo Ceccarelli su repubblica.it

Si capisce benissimo – e specialmente oggi – che per liberarsi di Berlusconi tutto fa brodo. Ma pur con la massima comprensione possibile si fatica troppo ad accogliere il machiavellismo ottimistico del leader democratico Bersani rispetto a Bossi; e ancora di più l'improvvisata valutazione, e avventatella, secondo cui la Lega 'non è razzista'.
Perché in realtà la Lega non è solo razzista. La Lega, infatti, è tutto e il contrario di tutto; e nella sua ormai più che venticinquennale storia la Lega è stata, si è presentata, ha detto, ha fatto e prevedibilmente si prepara a essere e a fare qualunque cosa l'onorevole Bersani, come del resto i suoi brillanti predecessori, non si immagina neppure.
Neanche a farlo apposta, nei giorni dell'inusitata apertura arriva in libreria un volumone di quasi 500 pagine che con scrupolosa dedizione, e assemblando con intelligenza una mole di materiali la maggior parte dei quali di produzione interna, comunque dimostra che la Lega, nata anti-partitocratica, è diventata una macchina di potere anche più vorace di quello che combatteva in origine. E poi federalista, secessionista, forcaiola, garantista, maggioritaria, proporzionale, 'porcatista', popolare e amica delle banche, cattolica e pagana, antiberlusconiana e puntello del berlusconismo.
Questa vera e propria enciclopedia, utile anche solo da sfogliare, si apre con le seguenti parole: 'La storia della Lega è una rassegna di parole d'ordine capovolte nello spazio di un mattino, di intenti che vanno e vengono, di annunci e smentite. Ed è la storia dell'inganno che il gruppo dirigente leghista e il suo capo carismatico, Umberto Bossi, hanno consumato ai danni di tanti elettori e militanti del Carroccio.
In queste pagine, gli strateghi del PD sono ancora in tempo per trovare e magari una volta tanto anche leggere testimonianze di parenti e fuoriusciti, testi di giuramenti, interviste, invettive, prestiti, intrighi spionistici, bancarotte fraudolente, interventi parlamentari, ordinanze della magistratura, dall'inizio fino agli esami di maturità del Trota.
L'enciclopedista è Michele De Lucia, che è anche un dirigente radicale. Il titolo è 'Dossier Bossi-Lega nord', Kaos edizioni, 20 euro.

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domenica 1 maggio 2011

Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Stiffoni (Lega) come Ahmadinejad e si dimentica pure dei LOS Padania

Guaiana (Lista Bonino-Pannella): Stiffoni (Lega) come Ahmadinejad. E si dimentica pure dei LOS Padania

Dichiarazione di Yuri Guaiana, dirigente dell'Associazione Radicale 'Certi Diritti' e candidato al Consiglio Comunale di Milano e alla zona 2 nella Lista Bonino-Pannella x Pisapia Sindaco

Dopo i compagni di sacrestia Giovanardi e Buttiglione non poteva mancare il solito leghista: il senatore Piergiorgio Stiffoni, a Radio 24, giura di non aver mai incrociato gay tra le fila del Carroccio perché loro avrebbero un DNA diverso. Stiffoni ha la memoria corta perché nel 1997 è stata addirittura fondata un'associazione gay dentro la Lega dal nome Los Padania, dove 'LOS' stava per Libero Orientamento Sessuale, di cui esiste ancora un gruppo su yahoo:
http://it.groups.yahoo.com/group/gay_padani/.

Oltre a una crassa ignoranza, questi individui dimostrano di non temere di scivolare su una china piuttosto pericolosa: Buttiglione si scaglia contro un sistema previdenziale che assiste anche i gay che non fanno figli riducendo la cittadinanza a una questione di filiazione ed evocando il ricordo della tassa sul celibato istituita il 13 febbraio 1927 dal regime fascista; Stiffoni evoca invece il dittatore iraniano Mahmud Ahmadinejad che, nel 2007 alla Columbia University, ha usato le stesse parole del senatore leghista: 'da noi i gay non ci sono' e con il riferimento al DNA memorie ancora più tragiche.

È ora che i parlamentari la smettano con queste dichiarazioni e pensino invece a rispettare finalmente la sentenza 2010/138 della corte costituzionale e legiferino per riconoscere i diritti delle coppie omosessuali.

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sabato 30 aprile 2011

Milano vicino all'Europa. Un voto per salvarsi da Salvini

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Da un vicesindaco all'altro, dal passato al futuro. E già, perchè per quante preferenze potrà prendere, Il nostro vecchio De Corato, di cui abbiamo già parlato, è destinato ad un futuro da semplice consigliere comunale (o, magari, presidente del consiglio comunale, perchè no?). Al suo posto di vicesindaco, sempre che vinca suor Letizia, pare essere destinato l'eurodeputato Matteo Salvini, giovane (una volta, è sulla soglia dei quarant'anni) virgulto di quella formidabile scuola di formazione politica che è la Lega. Quindi, la sciura si prepara ad avere un vicesindaco comunista.

Questo almeno il credo dichiarato da Salvini stesso, oltre naturalmente a quello padano. Consigliere comunale dal 1993 (alla faccia del rinnovamento, verrebbe da dire), il nostro fu tra i protagonisti, nel lontano 1997, della lista Comunisti Padani, presente alle elezioni dell'allora Parlamento Padano (altri tempi, quando la Lega predicava la secessione. Esplicitamente, intendo). Questo non fa naturalmente di lui un esperto di Marx ed Engels, quanto piuttosto un non banale animale politico, capace di rappresentare al meglio la Lega di lotta e di governo (anche questo un ossimoro di radice comunista, in fondo) sognata da Bossi. È da sempre protagonista delle cronache locali milanesi per i suoi show sopra le righe. Dal rifiuto di stringere la mano a Ciampi (ai tempi della Giunta Albertini) fino all'ultima salvinata (le scrivanie del gruppo consiliare della Lega in piazza per la Festa della Repubblica, prontamente sgomberati dai Carabinieri prima che venissero linciati da una folla di milanesi patriottici), il nostro è stato protagonista delle cronache cittadine, costruendosi così il ruolo di fustigatore. Anche e soprattutto nei confronti dei suoi partner di governo, che non poche volte hanno dovuto subire le sue angherie verbali.

Tra le ultime vittime, proprio il suo futuro predecessore, il povero De Corato, colpito al cuore della sua azione politica, ovvero le mitiche ordinanze sulle intemperanze degli avventori dei locali pubblici. Orgoglio di "Riccardo cuor di terrone" (scusatemi il calembour protoleghista), sono state stroncate in occasione della presentazione della lista leghista al Comune, con una sottile perfidia da parte di Salvini. Visto che, in fondo, le ordinanze furono uno degli strumenti richiesti proprio dai leghisti. Ma a quei tempi, la campagna elettorale era finita da tempo e si dovevano trovare altri modi per stare sulle pagine dei giornali.

www.radicalisenzafissadimora.org

Comunicato stampa Lista Bonino Pannella - Poirè: La Lega Nord fa campagna in maniera illegale. Denunciata

Poirè (Lista Bonino-Pannella): La Lega Nord fa campagna in maniera illegale. Denunciata.

Un video trasmesso a ciclo continuo sugli schermi della stazione di Rogoredo: ecco un altro modo per fare campagna elettorale fuori regola. Questa volta è la Lega Nord a cadere sotto la scure di Francesco Poirè, segretario dell'Associazione Radicale Enzo Tortora - Radicali Milano e candidato della Lista Bonino-Pannella alle prossime amministrative milanesi. Immediata la denuncia, corredata da video che testimoniano l'infrazione delle regole.

Nella denuncia Poirè sottolinea come: 'Sui monitor pubblicitari della stazione ferroviaria di Rogoredo in violazione alla legge n. 212 del 1956 e successive modifiche c'è il passaggio dello spot elettorale della Lega Nord ad intervalli irregolari al massimo di 90 secondi di distanza l'uno dall'altro della durata variabile di uno o massimo tre frame il cui committente risulta essere Guido Tronconi'. La conclusione della denuncia è inevitabile: 'Chiediamo l'immediato sequestro e oscuramento dei monitor fino alla cancellazione del passaggio dello spot della Lega Nord'.

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venerdì 22 aprile 2011

Comunicato Stampa Lista Bonino-Pannella - Cappato: 'I leghisti non distinguono la politica dagli insulti. Lassini sarà consigliere comunale anche grazie a loro'

CASO LASSINI - CAPPATO: 'I LEGHISTI NON DISTINGUONO LA POLITICA DAGLI INSULTI. LASSINI SARÀ CONSIGLIERE COMUNALE ANCHE GRAZIE A LORO'

Dichiarazione di Marco Cappato, Capolista della Lista Bonino-Pannella.

C'è da rimanere esterrefatti leggendo la dichiarazione con la quale il leghista Igor Iezzi (non uno qualunque, visto che è anche il segretario provinciale delle Lega Nord) si lancia in un parallelo tra le mie valutazioni riguardanti alcuni giudici milanesi e i manifesti di Lassini.

Faccio notare a Iezzi che le 'cose gravissime' da me dette sulla Presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro riguardano la notizia (pubblicata tempo fa sul Corriere, e confermata dall'interessata) del suo affitto in convenzione con la holding formigoniana Infrastrutture lombarde. Che tale situazione costituisca un oggettivo conflitto di interessi è una mia valutazione che rientra, mi pare, nell'ambito della legittima critica politica.

Davvero Iezzi non vede la differenza tra le mie dichiarazioni e quelle di chi imbratta illegalmente i muri di tutta Milano insultando i giudici ed equiparandoli a degli assassini?? Davvero a questo si riduce la Lega per giustificare la sua fedeltà e l'attaccamento al potere morattiano e berlusconiano?

Ancora più risibile è poi l'encomio che Iezzi dedica al Sindaco Moratti, la 'fermezza' con la quale avrebbe posto il suo aut aut a Lassini: 'o lui o me', con il risultato che Lassini sarà, anche grazie al Sindaco Moratti e all'alleanza con la Lega, consigliere comunale votatissimo a Milano. Di minoranza, c'è da augurarsi. Perché altrimenti ci sarebbero a dispozione anche gli assessorati...!