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venerdì 19 aprile 2013

1963 – 2013 cinquant’anni di lotte radicali con la nonviolenza

1963 – 2013 cinquant’anni di lotte radicali con la nonviolenza


Ecco la trascrizione, pubblicata su Notizie Radicali, dell'intervento del tesoriere del PRNTT Maurizio Turco in apertura del V congresso della nostra associazione 
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martedì 5 marzo 2013

Con Pannella, oltre Pannella



Nei giorni successivi il risultato elettorale siamo stati tutti, chi più chi meno, investiti da interventi via mail o Facebook, che auspicavano “nuove vie” per la rinascita del soggetto politico radicale. Alcuni di questi interventi hanno avuto il pregio della schiettezza e della chiarezza; altri sono soltanto caterve di insulti nei confronti di una non meglio definita “classe dirigente radicale”, nelle quali ci è sembrato di cogliere, più che altro frustrazione, astio e voglia di rissa. A questi ultimi interlocutori ci permettiamo di non rispondere. Finita però la campagna politica legata alla scadenza elettorale, vorremmo proporre a chi avrà orecchie per sentire e cervello e bocca disposti al dialogo - senza pretesa di completezza - due questioni preliminari, alcune considerazioni e alcune domande. (segue su con-pannella-oltre-pannella)
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sabato 14 maggio 2011

Milano vicino all'Europa. In ogni caso, ne valeva la pena

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Venerdì. Ci siamo. Si chiude. È giunto il tempo degli ultimi fuochi di campagna elettorale, ma in realtà chi dentro questa campagna elettorale ci sta da qualche mese a questa parte comincia già a come smontare, fisicamente e mentalmente, lo show. Ed inevitabile momento di bilanci. E ringraziamenti (diciamocelo, cose a cui non siamo molto abituati, noi rudi radicali;)). E allora io incomincio proprio da questi ultimi, con la certezza di dimenticare qualcuno (e me ne scuso fin d'ora). Innanzitutto grazie a tutti quelli che ci hanno messo la faccia, come candidati della Lista Bonino-Pannella di ogni ordine e grado. A cominciare da quelli che l'hanno fatto per la prima volta, con le incertezze tipiche di chi entra in un nuovo mondo: spero abbiate motivi per restarci, perchè noi ne abbiamo moltissimi per far si che ciò accada. Per finire ai cosidetti radicali storici, che di storico hanno soprattutto l'abnegazione e la voglia di non mollare mai. Poi grazie a tutti quelli che, pur non essendo candidati ci hanno concesso qualche ora del loro tempo per fare, semplicemente, qualcosa in cui credevano. Sono stati unguento per l'anima, soprattutto nei momenti in cui a qualcuno di noi cominciavano a mancare le forze.

Grazie a chi ci ha permesso di diffondere (per quanto abbiamo potuto) i nostri motivi e le nostre idee. A cominciare dai tecnici di 'Radio Radicale' pronti a scattare ogni qualvolta ce ne fosse bisogno (anche all'ultimo secondo, scusate ragazzi ;)) ai giornalisti milanesi a cui abbiamo fatto fare un bel tour di posti nuovi per le conferenze stampa (anche grazie a Donna Letizia che non ci ha concesso le sale del Comune). Poi un po' di ringraziamenti personali, mi scuserete. A cominciare da Giulia e Ginevra, le nostre bussole, in una campagna elettorale che ne aveva davvero bisogno. A Francesca, per la sua precisione 'mittelsiciliana'. A Francesco per la sua 'ossessione' per i manifesti illegali. A Lorenzo, per le sue 'puntualizzazioni' ;). A Claudia per esserci stata, come sempre. A Antonio, per esserci stato quando serviva, come sempre. A Mario, per il Polpo Rob e gli Acchiappabusivi. A Simone e Paco per essere, come direbbe Renè Ferretti 'GENI!!'. A Mina e Maria Antonietta per la loro disponibilità e la loro presenza.

E infine a Emma, Marco e Marco. Senza le loro intuzioni, il loro spirito di sacrificio e la costante attività non saremmo arrivati a questo punto. Da cui ripartiamo martedì, quale che sia il risultato. Ci aspettano i contributi silenti e cinque referendum locali (più un numero non meglio definito di nazionali). E grazie, infine a Valter per avermi invitato (quasi costretto, vah...;)) a scrivere queste righe e a voi che le avete lette. Spero di esservi stato utile a capire qualcosa di più di questa campagna ma, credetemi, se non ci siete stati non sapete cosa vi siete persi... ;)

Ps Ho dimenticato i bilanci, ma per quelli ci sarà tempo, no?

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Milano vicino all'Europa - Diamo i numeri (per non farci fregare)

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Meno due alla fine della campagna elettorale 'pubblica', anche se in realtà la campagna continuerà martellante, porta a porta, fino a lunedì alle 15. Allora è tempo di preparare gli anticorpi per il dopo, quando saremo sommersi da cifre e da giudizi sui risultati elettorali per tutti in qualche modo entusiasmanti o giustificabili. Per capire meglio come sarà andata, al di là dei grandi numeri della sfida tra i contendenti sindaco, è giusto recuperare qualche altra cifra. E questo anche per capire come sarà cambiata Milano rispetto a cinque anni fa. Se lo sarà, cambiata...

Nel 2006 Milano tornò a votare poche settimane dopo le elezioni che riportarono al governo nazionale Romano Prodi (come racconta bene Marco del Ciello a questo link). Anche in quell'occasione si presentarono ben più di due candidati (ben dieci) 'ma alla prova del voto solo due si sarebbero poi rivelati capaci di superare lo 0,2% di consensi e cioè la grande favorita, poi vincente, Letizia Moratti e lo sfidante di centro-sinistra ed ex prefetto della città Bruno Ferrante. Il risultato finale ci consegna una vittoria al primo turno, ma non entusiasmante, della candidata del centro-destra, con un 51,9% (353.298 voti validi) contro il 47,0% (319.823) del suo principale avversario, ma un'analisi più approfondita mostra che la Moratti è comunque capace di assicurarsi la maggioranza assoluta in tutte le zone di decentramento amministrativo di Milano, salvo la nona, che include nel suo territorio i quartieri per tradizione più 'rossi' e che è anche l'unica dove Ferrante riesce a prevalere, anche se solo per una manciata di voti. Quasi imbarazzante, invece, il divario di diciotto punti percentuali nel centro storico'. Già visto da qui lo scenario è cambiato: se i sondaggi avessero ragione, questa volta almeno quattro dei candidati a sindaco dovrebbero superare la soglia minima del tre per cento, riducendo già così le possibilità di una vittoria al primo turno (siccome i dati dei sondaggi non si possono dare, diamo una possibile quaterna per il Lotto: 47, 43, 6, 4. giocatevela e ditemi cosa avete vinto ;)).

Per quanto riguarda le liste invece 'la lista di Forza Italia, l'allora partito di Letizia Moratti, si rivela di gran lunga la più votata in città: percentuali superiori al 30% in tutte le zone della città, con l'Ulivo (Democratici di Sinistra + Margherita), secondo, che chiude a meno dieci e il capolista Silvio Berlusconi record di preferenze (53.297). La coalizione di centro-destra, in cui spicca anche il solido 8,6% di Alleanza Nazionale, riesce addirittura a ottenere un risultato migliore del suo candidato: 53,7%. Tra le altre liste possono avere un qualche interesse i risultati della Lega Nord, che delude le aspettative di molti suoi sostenitori con un 3,8% dovuto soprattutto al voto delle periferie, oppure l'UdC, che all'epoca era parte integrante del centrodestra mentre oggi costituisce la spina dorsale del terzo polo, con il suo modesto 2,4%, molto al di sotto della media nazionale del partito'. Confrontando questi dati con la successiva evoluzione del quadro politico si potrebbe senza sforzo sostenere che è impensabile un exploit del cosiddetto Terzo Polo, (visto che, ad esempio, anche negli anni successivi l'UdC è sempre rimasto a cavallo del tre per cento in città e si prevede che il contributo di FLI e ApI alla causa non sia particolarmente rilevante), che per il PdL scendere sotto il 35 per cento potrebbe essere un dato tutt'altro che positivo e che se la Lega supera il 10 fa solo il suo 'dovere' (elettoralmente parlando, visto i risultati degli ultimi anni). 'Infine il dato dell'affluenza: un 67,6%, pari in valore assoluto a 696.747 votanti su 1.030.616 aventi diritto. Dato sostanzialmente omogeneo in tutte le zone, ma largamente inferiore all'82% registrato alle precedenti comunali del 2001. Primo segnale di un declino progressivo della partecipazione elettorale dei milanesi che culminerà nello sconfortante 60,6% (solo 603.121 votanti) delle elezioni regionali dell'anno scorso'. E pochi pensano che possa aumentare domenica e lunedì prossimi, visto la desolante campagna elettorale di quest'anno. A meno che, oltre al contributo di Lui, non ci sia quello di Loro (di chi comincia a controllare sul serio il territorio anche nelle periferie milanesi, oltre che in quello delle città del mezzogiorno), per 'convincere' i riottosi cittadini ad andare ad esprimere la propria preferenza. Oramai, non ci resta che stare a guardare...

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mercoledì 11 maggio 2011

Milano vicino all'Europa - Grillini o Pinocchi?

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

'Agli esponenti del Movimento 5 Stelle va dato il merito di aver appassionato alla politica molti che si erano allontanati o mai interessati. I militanti e i candidati grillini non sono però cittadini diversi dagli altri: il falso mito della società civile motore sano della società (che può esprimere mala politica, non che ne è ammorbata!) termina quando inizia una campagna elettorale, quando si stendono i programmi, quando bisogna assumere delle scelte o governare' Così inizia un post sul suo blog (http://lorenzolipparini.blogspot.com/) Lorenzo Lipparini. Un post capace in poche righe di descrivere una situazione di fatto, una riflessione che merita di essere condivisa con più persone possibili. Continua il post: 'Secondo Mattia Calise, 20enne candidato sindaco e mio compagno di facoltà a Scienze Politiche, 'bisogna rivoluzionare tutto', 'serve entrare nel palazzo e rompere gli equilibri', 'l'unico voto utile è quello ai candidati 5 Stelle, che porteranno persone nuove dentro le istituzioni'. I radicali della Lista Bonino-Pannella non hanno rappresentanti in Comune o in Regione. Eppure nell’ultimo anno, a Milano, si sono resi protagonisti di attività e battaglie che gli equilibri li rompono eccome. Siamo stati gli unici a denunciare la truffa elettorale delle firme false di Formigoni. La sua elezione per il quarto mandato è stata impugnata da Grillo ancora prima che fossero proclamati gli eletti, come invece vorrebbe la procedura. Perso il ricorso, i 5 stelle, difensori della legalità, non hanno fatto appello a differenza degli ostinati (e soli) radicali. I radicali sono stati motore dell'unica iniziativa di mobilitazione civica che abbia coinvolto negli ultimi anni i milanesi sui temi della vivibilità, della qualità dell’ambiente, dei trasporti.
Ho personalmente coordinato la raccolta di oltre 120.000 firme per il comitato Milano Sì Muove, quasi il doppio di quanto richiesto. I 5 Stelle, interessati come noi ai temi ambientali, non sono pervenuti. Per fare pulizia in politica i memorabili V days di Grillo hanno portato al deposito di oltre un milione di firme per chiedere referendum contro il malcostume politico. Peccato che, come avevamo avvertito noi della Lista Bonino-Pannella, veterani referendari, Grillo stava sbagliando il periodo della raccolta, regolamentato per legge. Risultato: nulla di fatto. Quando poi si tratta di fare traballare il Palazzo è bastata una sola deputata radicale, Rita Bernardini, per far emergere i conti finora segreti della Camera dei Deputati, ora pubblicati su Parlamento Wikileaks, con la denuncia di consulenze e scandali. Ottimi propositi i 5 Stelle, insomma. Avranno dei consiglieri. Per sapere come si comporteranno tornerà però utile la proposta, tutta radicale, dell'Anagrafe pubblico dei nominati e degli eletti: on line gli interessi, gli incarichi, i bilanci di tutti coloro che abitano le istituzioni. L'abbiamo chiesto e sostenuto stando fuori. Per ora Calise non ha fatto molto di nuovo per far immaginare un terremoto. La sua preferenza tra Moratti e Pisapia ce l'ha, ma si guarda bene dal dirla. Intanto il 25 aprile, in piazza Duomo a Milano, è saltato sull'affollato palco delle autorità. I militanti e i candidati della lista Bonino-Pannella erano in corteo, in mezzo ai manifestanti"'. Come sempre, caro Lorenzo, come sempre... ;)

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martedì 10 maggio 2011

Milano vicino all'Europa. Se anche il marziano si incazza…

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Ci sono volte in cui converrebbe essere stranieri. O addirittura essere di un altro pianeta, come nel racconto di Ennio Flaiano 'Un marziano a Roma'. Solo così, credo, si potrebbe far venir meno la sensazione di ripetizione stantia di un copione bolso che si ha vivendo le campagne elettorali nel nostro paese da qualche anno a questa parte.

Non mi fraintendete, non parlo dell'attività che, nell'esiguità dei mezzi cronica di noi radicali, si sta svolgendo sempre più freneticamente più ci si avvicina alla data del voto. Parlo del modo in cui la campagna elettorale viene raccontata e costruita dal massimo imprenditore del teatrino della politica (come lo chiama Lui). Se ci fate caso, da qualche anno a questa parte il copione è sempre lo stesso, si tratti di elezioni politiche o amministrative. Lui che lancia il referendum su se stesso, Lui che copre mediaticamente l'eventuale candidato locale alla carica di maggior rilievo (si tratti di presidente della regione, della provincia o del sindaco), Lui che carica su di se le attenzioni di tutti i media. Come sta facendo ad esempio qui a Milano dove, dallo scorso fine settimana, prima, durante e dopo il favoloso comizio ad inviti al Palasharp (si ad inviti. Distribuiti ai maggiorenti del partito, che sono stati costretti a portare più amici possibili, pena la riduzione del loro ruolo nel partito) è tutto un fiorire di interviste 'esclusive' in serie (un'altra interessante bizzarria del sistema informativo italiano, l'esclusiva data a tutti. E da tutti presa come tale) a tutti i media radio e tv locali. Così, di fatto, finisce la campagna elettorale, perchè dal momento del Suo arrivo, tutto il resto finisce in ombra.

Spariscono gli alleati, spariscono gli avversari (che in alcuni casi, pare non vedano l'ora di farlo, sentendosi più confortati nel ruolo dell'opposizione del re), spariscono i giornalisti che, invece di far domande, si mettono a riportare fedelmente (o a contrastare senza ascoltarle) le dichiarazioni di Lui. Tutti con l'elmetto e la bandiera, pronti a battagliare sul nulla. Nel frattempo Lui si guarda lo spettacolo e, felice del risultato ottenuto, si prepara a sfangarla per l'ennesima volta. Ci sono volte in cui, forse, anche ad esser marziani, si finirebbe per incazzarsi lo stesso.

'Quando gli hanno offerto il diploma di cittadinanza onoraria il marziano ha detto poche parole. Gli altoparlanti le hanno trasmesse ma non chiaramente. La stampa le riporta, non è niente di eccezionale, forse ci aspettavamo un maggior impegno da parte sua; ma bisogna anche tener conto della delicata situazione del marziano, che si sente ospite' Ennio Flaiano - Un marziano a Roma.

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sabato 7 maggio 2011

Milano vicino all'Europa - Croci e Letizia

Di Marco di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Povero Edoardo. Dopo aver condotto brillantemente la campagna per i cinque referendum ambientali a Milano (in compagnia di Marco Cappato, Enrico Fedrighini e dei tanti milanesi che hanno contribuito a raccogliere le oltre venticinquemila firme che fanno parte del bottino ambientalista) il presidente del comitato Milanosìmuove ha avuto un moto di tenerezza nei confronti della Sciura Brichetto in Moratti (che lo cacciò a poco più di metà mandato per dissidi di varia natura) e si è rimesso a far campagna per lei. Ha montato una bella listina simil ambientalista con uno slogan molto 'milanese' (Progetto Milano Migliore), ha fatto i suoi bei manifestini (anche manifestoni e anche affissi in modo non sempre legale) e si è dato anima e corpo al ritorno della Zietta al vertice di Palazzo Marino.

Le motivazioni, conoscendolo, saranno le più nobili. Lui si è sempre considerato uomo di centrodestra, questo va detto ad onor suo. Peccato che si tratti di un amore non corrisposto, viste le reazioni che accolsero il suo ritorno all'ovile, già fin da metà marzo, quando annunciò di essere un 'comeback kid'. A cominciare da quei maleducatoni della Lega Nord: 'Non pensi che sia lui a dettar legge'. Il sindaco Letizia Moratti - disse allora Matteo Salvini - è libera di scegliersi i compagni di viaggio che ritiene, ma a stabilire le azioni concrete per Milano saranno i cittadini con il loro voto. E se la Lega prenderà tanti voti, e ragionevolmente molti di più di Croci, alcune delle sue politiche come l'estensione di Ecopass resteranno nel cassetto'. Salvini poi osservò, non senza malizia: 'La coerenza non sta di casa dappertutto, se Croci ora ha cambiato nuovamente idea e pensa che vere politiche per l'ambiente sono possibili solo con il centrodestra, non possiamo che dirgli 'bentornato'. Non pensi però Croci che sarà lui a dettar legge quando avremo vinto le elezioni: le politiche ambientali sono sì al primo posto del nostro programma ma non in quei termini punitivi portati avanti da Croci quando era assessore'.

Stesso tipo di accoglienza anche da parte di molti esponenti del PdL, a cominciare da De Corato. Piglia e porta casa, insomma. A questo punto più d'uno si sarebbe fatto due conti e, magari, avrebbe ritirato l'idea di una lista per fare, che so, il consulente esterno dell'amministrazione prossima ventura. Non Edoardo, che, indefesso, ha messo su una bella listina di facce nuove e pulite ed è partito per la campagna. Peccato che lui, nella lista, non ci sia. E vi risparmio i commenti off records che molti esponenti del centrodestra hanno espresso guardando proprio la lista senza il leader, un Berlusconi al contrario, verrebbe da dire. O una moderna Violetta (protagonista de La Traviata) pronto a cantare anche lui: 'A quell'amor ch'è palpito / Dell'universo intero, / Misterioso, altero, / Croci e Letizia al cor'.

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martedì 3 maggio 2011

Milano vicino all'Europa. Letizia, ma perchè non te ne wi-fi...?

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Benvenuti a Milano, maggio 2011. Milano aperta al futuro, piena zeppa di nuove tecnologie a disposizione gratuitamente dei suoi cittadini e dei visitatori. Milano con il wi-fi gratuito, la banda larga e con un sistema di rilevamento elettronico dei dissesti stradali perfettamente funzionante... Non ditemi che ci avete creduto, per favore!!!

Questi sono solo alcuni degli slogan che l'amministrazione comunale, impossibilitata da leggi fin troppo arcigne ad occupare gli spazi pubblicitari di metropolitane ed autobus (dopo aver infestato illegalmente ogni altro angolo della città), si è inventata per costruire un unico rumore di fondo bianco, stordente, a fini elettorali. Se infatti mi seguiste in un giorno normale di campagna elettorale in giro per Milano in queste settimane incrocereste sulle strade taxi, autobus privati, furgoncini con il volto di (messi in fila per ordine di occupazione) zia Letizia, l'assessore Terzi, l'assessore Moioli, Riccardo De Corato, Silvio Berlusconi, ecc. ecc.

A questo punto l'unica speranza è quella di fuggire in metropolitana o nascondersi su un autobus. Ma anche lì il comune di Milano, moderno leviatano, ti ricorda (con qualche bel faccione di assessore che non guasta mai) che qui la salute è garantita (basta chiedere a chi soffre di malattie respiratorie a diverso stadio di pericolosità per conferma), che le linee dei mezzi pubblici sono a disposizione di tutti e ovunque e naturalmente modernissimi (provate a trovarvi il sabato sera all'una di notte in giro e poi ne parliamo) e che, udite udite, MILANO HA IL WI-FI GRATIS (sono i cartelloni che dominano la metropolitana questa settimana). Quest'ultima vicenda ha dell'incredibile, come ha segnalato anche uno dei candidati della Lista Bonino-Pannella, Andrea Trentini, ricercatore al Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell'Università degli Studi di Milano. Sentite la sua storia: 'Essendo sensibile all'argomento 'reti wireless libere', mi sono recato al gazebo dove è stato attivato il servizio. Mi fermo a chiedere informazioni, avendo l'accortezza di accendere la camera che indosso spesso (Le Iene insegnano). (Il video è visibile qui) Scopro con stupore ELETTORALE che il giorno prima è partito il 'servizio gratuito wireless del Comune di Milano (gestito in collaborazione con Atm, l'azienda dei trasporti)', tale 'servizio' offre copertura LIMITATA a Piazza Duomo, Cairoli e San Babila. È possibile collegarsi SOLAMENTE per UN'ORA al giorno, previa registrazione OBBLIGATORIA mediante SMS, e NON viene dichiarata la modalità di gestione dei dati (legge sulla privacy)'.

Le scoperte di Trentini non si fermano qui: 'Il sito del Comune di Milano NON fa menzione del servizio. Il sito dedicato NON esplicita quanto questo 'servizio' sia COSTATO ai contribuenti. Inoltre il dominio wimi.it è stato registrato SOLAMENTE il 22 marzo 2011 (cfr. sito whois.net). Nessuna possibilità di partecipazione (anche solo consultiva) è stata offerta ai cittadini... Al gazebo si affrettano a dire che è una SPERIMENTAZIONE di qualche mese (e quindi dopo le elezioni?)'. Quanto basta per dire tutti in coro: 'Letizia, ma perchè non te ne wi-fi...?'.

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Milano vicino all'Europa. Il PdL dà il via all’operazione 'massacro'

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

E così, anche a Suor Letizia sono spuntate le zanne. Saranno state le frequentazioni leghiste molto frequenti nelle ultime settimane (si sa, visto che i tuoi sembrano perdere terreno nei consensi, è meglio coltivarsi gli alleati riottosi) o forse ordini dall'alto di rendere 'cazzuta' la campagna elettorale, sta di fatto che la bonaria zietta che ha coperto ogni angolo della città da qualche mese a questa parte con i suoi sorrisi d'ordinanza (in realtà, anche loro inquietanti se visti con attenzione), ha smesso i guantini da soirée alla Scala, indossato i guantoni da Rocky e comincia a picchiare a mano libera. Dopo essersi esercitata (con non troppo successo, in realtà) con il noto Lassini, è partita a menar fendenti a destra e a manca: un colpo a Manfredi Palmeri (accusato alternativamente di incoerenza o irrilevanza), qualcuno in più a Pisapia (poverino, ha frequentazioni 'radicali', che orrore...), Nostra Signora De Milàn si abbatte con la violenza di un panzer sui propri avversari. Ricevendo a sua volta qualche scappellotto (soprattutto da Palmeri in realtà, in casa Pisapia regna, per ora, l'understatement). Il risultato è quantomeno distonico e a più d'uno degli osservatori ha fatto arricciare il naso, anche perchè la vocina stridula della Nostra mal si accompagna all'innalzarsi dei toni.

In questa 'Operazione Massacro' Madama Letizia è coadiuvata dai maggiorenti del PdL. Dal segretario provinciale Mantovani al capogruppo Gallera è tutta una gara a chi la spara più grossa. Per darvi un'idea siamo già arrivati a 'Con Pisapia ci sarà un Leoncavallo ogni zona'(Mantovani), e 'Nel programma di Pisapia ci sono le stanze della droga libera' (Gallera) fino a 'Con Pisapia comanderanno i centri sociali' (questa è del nostro preferito, il simpatico De Corato). Un coro che cresce. E siamo ancora a due settimane dalla fine della campagna elettorale.

Nel coro, una voce silente: quella leghista che, rassicurazioni formali bossiane a parte, fa gara a sè. Non si sporca le mani, gioca la sua partita nel tentativo di succhiare voti al PdL (in combinato disposto con il Terzo Polo e per cercare di sostituire i voti fuggiti via dal Carroccio dopo le ultime figuracce sui permessi temporanei che hanno indispettito non poco la base 'dura e pura') e, perché no, attendere il finale di partita. Preparandosi anche ad un futuro senza Letizia. Ma non per questo meno radioso...

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sabato 30 aprile 2011

Milano vicino all'Europa. Un voto per salvarsi da Salvini

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Da un vicesindaco all'altro, dal passato al futuro. E già, perchè per quante preferenze potrà prendere, Il nostro vecchio De Corato, di cui abbiamo già parlato, è destinato ad un futuro da semplice consigliere comunale (o, magari, presidente del consiglio comunale, perchè no?). Al suo posto di vicesindaco, sempre che vinca suor Letizia, pare essere destinato l'eurodeputato Matteo Salvini, giovane (una volta, è sulla soglia dei quarant'anni) virgulto di quella formidabile scuola di formazione politica che è la Lega. Quindi, la sciura si prepara ad avere un vicesindaco comunista.

Questo almeno il credo dichiarato da Salvini stesso, oltre naturalmente a quello padano. Consigliere comunale dal 1993 (alla faccia del rinnovamento, verrebbe da dire), il nostro fu tra i protagonisti, nel lontano 1997, della lista Comunisti Padani, presente alle elezioni dell'allora Parlamento Padano (altri tempi, quando la Lega predicava la secessione. Esplicitamente, intendo). Questo non fa naturalmente di lui un esperto di Marx ed Engels, quanto piuttosto un non banale animale politico, capace di rappresentare al meglio la Lega di lotta e di governo (anche questo un ossimoro di radice comunista, in fondo) sognata da Bossi. È da sempre protagonista delle cronache locali milanesi per i suoi show sopra le righe. Dal rifiuto di stringere la mano a Ciampi (ai tempi della Giunta Albertini) fino all'ultima salvinata (le scrivanie del gruppo consiliare della Lega in piazza per la Festa della Repubblica, prontamente sgomberati dai Carabinieri prima che venissero linciati da una folla di milanesi patriottici), il nostro è stato protagonista delle cronache cittadine, costruendosi così il ruolo di fustigatore. Anche e soprattutto nei confronti dei suoi partner di governo, che non poche volte hanno dovuto subire le sue angherie verbali.

Tra le ultime vittime, proprio il suo futuro predecessore, il povero De Corato, colpito al cuore della sua azione politica, ovvero le mitiche ordinanze sulle intemperanze degli avventori dei locali pubblici. Orgoglio di "Riccardo cuor di terrone" (scusatemi il calembour protoleghista), sono state stroncate in occasione della presentazione della lista leghista al Comune, con una sottile perfidia da parte di Salvini. Visto che, in fondo, le ordinanze furono uno degli strumenti richiesti proprio dai leghisti. Ma a quei tempi, la campagna elettorale era finita da tempo e si dovevano trovare altri modi per stare sulle pagine dei giornali.

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giovedì 21 aprile 2011

La differenza tra 'papi' Berlusconi e 'Il Celeste' Formigoni

Di Emiliano Silvestri.
Da Notizie Radicali.

Stanotte ripensavo al Partito Radicale e alla lotta di Marco Pannella per la verità sulla seconda guerra del golfo voluta da George W.Bush e Tony Blair (con l'attiva partecipazione della ditta Silvio Berlusconi & Muammar Gheddafi) contro la proposta di 'Iraq libero', cioè contro la proposta radicale, approvata dai Parlamenti Europeo e Italiano, di esilio per Saddam Hussein.

Pensavo a 'Oil for food', a Hussein e al partito Baath, eredi di 'quella primitiva dottrina' (enunciata da Trasimaco) che sostiene 'che la ragione è del più forte'. Pensavo a una delle raffigurazioni, di quella primitiva dottrina, che si incarna nella 'brutalità dell’arbitrio': pensavo (qui si vede che sono genitore) al Voldemort contro cui lotta l’esercito di Silente guidato dall'Harry Potter creato da J.K. Rowling. Pensavo al fatto che Voldemort è conosciuto come 'colui che non deve essere nominato'. Siamo in Lombardia, nella terra di Alessandro Manzoni e dei 'Promessi sposi' (libro con il quale a scuola mi hanno martellato per anni senza mai farmi arrivare alla fine) capolavoro della letteratura italiana nel quale spicca, appunto, la figura dell'Innominato.

La scena è, anche allora, quella di Lecco e, anche allora, c'è un personaggio che dispone della vita delle persone come fosse dio. A un certo punto incappa in una delle sue vittime, Lucia, e si rende conto del male che ha provocato. Questo lo getta nell'inferno della disperazione. Incontra poi Gesù, si libera dalle proprie pulsioni di dominio e diviene strumento di conforto e di liberazione.

Pensavo alla diversa disperazione dell'Innominato dei nostri giorni; il protagonista della vicenda Firmigoni. Anche lui potrebbe incontrare la sua Lucia ma non se ne accorge, tutto preso dalla necessità di imporre – lui custode della vita – la resistenza ad una morte che – dispone – non ha da essere 'né domani né mai'.

Pensavo quindi alla diversa disperazione che prende questo nostro Trasimaco del 2000, Celeste Saddam della Brianza, quando teme di poter perdere gli strumenti che gli consentono, novello Cesare di condurre il popolo alla via e alla verità (della vita abbiamo già detto). È disperato; non si rende conto che proprio questa sua condizione è la spia del venir meno dell'alleanza con Gesù (che è appunto 'speranza' se ho capito bene. E liberazione, se ho capito bene quello che significavano per Don Giussani le parole: 'Comunione e liberazione').

Ha perso coscienza. Si è fatto Cesare e si comporta come un dio, o più semplicemente come un satrapo pagano qual era, appunto, il suo amico (attraverso Tarek Aziz) Hussein. Invece dell'arcivescovo Carlo Borromeo incontra (sempre per interposta persona) Fofò. E poi – lo sventurato – come un altro celebre personaggio dei 'Promessi sposi', risponde alla richiesta del potere che lo possiede.

Il male non può essere dentro di sé, sono i radicali che rubano certificati e truccano le carte. Successivamente, quando ormai è chiaro che firme false qualcuno dei suoi le ha prodotte, proclama la cosa ininfluente e dichiara tronfio: 'Io ho il 62 per cento dei consensi.

Per usare le parole di Roberta de Monticelli: 'nega la rilevanza di una regola su cui è impostata la democrazia', la più sacra dal punto di vista istituzionale nel momento in cui si avvia il processo elettorale, 'e sostiene – falsamente – che questa sia ancora democrazia'. Fermiamolo prima che sia troppo tardi. Cominciamo a sconfiggere il suo blocco di potere – capitanato a Milano dalla Moratti. Con il voto alla lista Bonino-Pannella è ancora possibile.

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mercoledì 20 aprile 2011

Milano vicino all'Europa. La sagra dell’ipocrisia

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Ora gli dicono di non fare campagna elettorale, al povero Lassini. Povero perchè dopo tutto quello che ha fatto in questi mesi, a forza di imbrattare pareti e staccionate e muri milanesi con i suoi manifesti di traduzione in vulgata degli editti del Premier, pensava di essersi guadagnato sul campo un qualche tipo di onorificenza.

E invece niente, calci in bocca. Persino da Firmigoni, pensate un po', che invece di pensare ai "casi" suoi (e ne avrebbe ben donde, visto che aumenta la lista degli indagati...) trova il tempo per commentare le vicende altrui. Tutto un pastrocchio di facile retorica, per spostare l'attenzione dal vero vulnus della vicenda, ovvero l'immonda abitudine di imbrattare tutto, tanto poi c'è sempre una sanatoria da cui ripartire. Una sanatoria che vale per tutti gli imbrattatori, di ogni colore politico, sia ben inteso. Anche quelli che ieri hanno inscenato una protesta in Consiglio Comunale contro il "facile" scandalo. E come ha strepitato la Moratti, leader di questa "capitale morale".

E ha gioco facile Francesco Poirè, segretario dell'associazione radicale Enzo Tortora - Radicali Milano, storico nemico dei manifesti selvaggi e candidato della Lista Bonino Pannella a commentare le dichiarazioni della Sciura inviperita col suo candidato: "Stupisce che un sindaco non sappia che per non candidare qualcuno inserito nelle liste su cui sono state raccolte le firme bastava non presentare entro sabato alle ore 12 l’accettazione di candidatura o il certificato elettorale dell’aspirante candidato.

Chiedere a giochi chiusi l’esclusione di un candidato è un atto impossibile perchè non previsto dall’ordinamento, la Moratti mente sapendo di mentire. Speriamo ovviamente che sia questa la motivazione e che non si tratti di ignoranza delle leggi che regolano la presentazione delle liste. Cosa che sarebbe ancora più grave, visto il ruolo di Primo Cittadino. Anche se da chi consente che si affiggano manifesti abusivi e fa posizionare gli spazi per la campagna diretta ed indiretta con un mese di anticipo c’è da aspettarsi di tutto."

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giovedì 3 marzo 2011

Privati cittadini o cittadini privati?

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali del 3 marzo 2011.

Da un lancio di agenzia “Ansa” del 1 marzo, successivo alla manifestazione di fronte al consiglio regionale della Lombardia: “Ma chi sono i radicali?". Con questa domanda il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, replica alle proteste di Marco Cappato. "Non mi sembra che i radicali siano presenti in consiglio regionale -osserva Formigoni- sono dei privati cittadini".

Grazie Roberto, non avremmo saputo dirlo meglio. O forse si. I radicali non sono solo dei privati cittadini, come tutti gli altri, che vivono nelle terre da Te amministrate (mi rendo conto, è un parolone visto quello di cui siete capaci, voi che state al governo). Ma sono anche dei cittadini privati. Privati dell'opportunità di vedere riconosciuto il diritto a vivere in una regione in cui si tengano elezioni veramente democratiche, visto che “ignoti” hanno pensato di falsificare le firme in sostegno della tua candidatura a presidente della regione. Privati della possibilità di sostituirTi con qualcun altro, visto che hai bellamente ignorato il limite a due mandati prescritto dalla legge nazionale. Privati anche del diritto ad essere informati correttamente su ciò che accade nella Tua regione, perché basta un Tuo richiamo che il codazzo di giornalisti al Tuo seguito costante decida che, “no, non conviene dare troppo spazio alla notizia che quei “pazzi” dei radicali Ti chiedano di dimetterTi” (dopo per altro aver passato ore in loro compagnia, fuori dal consiglio regionale). Quei pazzi che continuano a ricordarTi che il primo obbligo morale che avresti, viste le tante irregolarità che hanno caratterizzato le scorse elezioni regionali, sarebbe solo quello. Tanto, come dici sempre con la Tua arrotata pronuncia (un po' inacidita negli ultimi tempi, in realtà), “mi ha eletto la stragrande maggioranza dei cittadini lombardi”. DimettiTi Roberto e (se proprio ci tieni tanto) ricandidaTi (tanto uno sfregio alla legge in più o in meno non Ti dovrebbe macchiare troppo il curriculum), prima che il pachiderma della magistratura ordinaria faccia il suo percorso e dia ragione a quei privati cittadini lombardi che con le tue parole dimostri di disprezzare così tanto. Ci vediamo in giro (almeno fino a quando non ti dimetterai...;))
Con immutata (davvero immutata) stima

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