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venerdì 19 aprile 2013

1963 – 2013 cinquant’anni di lotte radicali con la nonviolenza

1963 – 2013 cinquant’anni di lotte radicali con la nonviolenza


Ecco la trascrizione, pubblicata su Notizie Radicali, dell'intervento del tesoriere del PRNTT Maurizio Turco in apertura del V congresso della nostra associazione 
www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 17 settembre 2012

Nonviolenza. Tre lezioni + un incontro di riflessione


A partire da mercoledì prossimo l'associazione Buen Vivir organizza nella sua sede a Milano tre lezioni e un incontro di riflessione sul tema della nonviolenza. Le lezioni saranno tenute dal professor Aligi Taschera, psicologo psicoterapeuta e insegnante di filosofia.

'In una crisi della quale non si riesce a intravedere la fine i conflitti sociali aumentano, e sono destinati ad aumentare in futuro. Per ora nessuno sembra riproporre la lotta armata, e sembra che ci sia un tacito accordo secondo il quale va evitato il confronto violento. Il riferimento alla nonviolenza, diversamente dal passato, sembra ormai essere diffuso. Ma la sua diffusione sembra talvolta avere reso indefiniti e un po' vaghi il concetto e la pratica della nonviolenza. Che cosa si può intendere per violenza e per nonviolenza? Quali sono le origini storiche della nonviolenza? Quali i presupposti filosofici? Nella complessità del mondo di oggi è ancora credibile la nonviolenza come metodo di lotta? E come può essere articolata l'azione nonviolenta all'epoca della crisi?'.


Programma:

Mercoledì 19 settembre, ore 18:30: le basi della nonviolenza. I concetti fondamentali e le pratiche della nonviolenza in Gandhi, Pontara e Capitini.

Mercoledì 26 settembre, ore 18:30: i presupposti filosofici della nonviolenza e le sue motivazioni etiche e politiche. Gli equivoci della nonviolenza.

Mercoledì 3 ottobre, ore 18:30: Galtung e il concetto di violenza strutturale. La violenza strutturale oggi.

Mercoledì 10 ottobre, ore 18:30: Incontro conclusivo. È riproponibile l'azione nonviolenta oggi? E come?


Appuntamento mercoledì 19 settembre alle ore 18:30, presso lo Spazio Sugus in via Jacopo dal Verme 4 (MM2 Garibaldi) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 16 ottobre 2011

I fini e i mezzi

Di Aldo Capitini.
Da Le tecniche della nonviolenza.

Nella grossa questione del rapporto tra il mezzo e il fine, la nonviolenza porta il suo contributo in quanto indica che il fine dell'amore non può realizzarsi che attraverso l'amore, il fine dell'onestà con mezzi onesti, il fine della pace non attraverso la vecchia legge di effetto tanto instabile "Se vuoi la pace, prepara la guerra", ma attraverso un'altra legge: "Durante la pace, prepara la pace."

Non si insisterà mai abbastanza, specialmente in presenza di mentalità superficialmente legalistiche, farisaiche, intimamente indifferenti, che la nonviolenza è affidata al continuo impegno pratico, alla creatività, al fare qualche cosa, se non si può far tutto, purché ogni giorno si faccia qualche passo avanti. La nonviolenza è affidata a un metodo che è aperto in quanto accoglie e perfeziona sempre i suoi modi, ed è sperimentale perché saggia le circostanze determinate di una situazione. E siccome la nonviolenza nella sua espressione positiva è "apertura all'esistenza, alla libertà, allo sviluppo, di ogni essere", e nella sua espressione negativa è "proposito di non distruggere gli esseri, di non offenderli, non torturarli, né sopprimerli", chiaro che un metodo così ispirato dia il massimo rilievo ai mezzi.

Dice Gandhi:
Si dice "i mezzi in fin dei conti sono mezzi". Io vorrei dire "i mezzi in fin dei conti sono tutto". Quali i mezzi, tale il fine. Il Creatore infatti ci ha dato autorità (e anche questa molto limitata) sui mezzi, non sul fine [...] La vostra convinzione che non vi sia un rapporto tra mezzi e fine, è un grande errore. Per via di questo errore, anche persone che che sono state considerate religiose hanno commesso crudeli delitti. Il vostro ragionamento equivale a dire che si può ottenere una rosa piantando un'erba nociva [...] Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero.

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domenica 7 novembre 2010

La lotta nonviolenta degli immigrati di Brescia e Milano

Di Marco del Ciello.

Le cronache giornalistiche degli ultimi giorni ci hanno raccontato le storie di lavoratori immigrati che, per rivendicare i loro diritti, salgono su gru e torri, prima a Brescia e poi anche a Milano. Proprio come avevano fatto numerosi loro colleghi italiani nei mesi e negli anni scorsi. Questa forma di lotta nonviolenta non è però un'invenzione degli immigrati, né un prodotto della crisi economica globale che ha investito l'Italia e l'Europa a partire dal 2008, ma al contrario ha alle spalle una lunga storia. Ecco cosa scriveva ad esempio il filosofo Aldo Capitini nel 1967 a proposito dello "sciopero della ciminiera":

(conosciuto nell'esperienza sindacale giapponese) quando un lavoratore sale sulla più alta ciminiera della fabbrica durante l'agitazione e vi resta, esposto giorno e notte alle intemperie, fino a quando non siano state accolte le richieste dei compagni scioperanti.

(Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza).

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