Oggi pomeriggio il Circolo di cultura politica 'Altiero Spinelli', in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano, la Rappresentanza a Milano della Commissione Europea e l'Ufficio di Milano del Parlamento Europeo, organizza un incontro dal titolo 'Le politiche dell'Unione Europea sull'immigrazione'. Introduce Antonio Longo, direttore del Circolo di cultura politica 'Altiero Spinelli'. Modera Alessandra Lang, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano. Partecipano: Matteo Fornara, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea; Antonio Panzeri, parlamentare europeo del gruppo 'Alleanza Progressista dei Socialisti & dei Democratici' e presidente della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo del Parlamento europeo.
Attraverso il Gruppo di Studio 'Immigrazione: una questione europea', il Circolo di Cultura politica 'A. Spinelli' di Milano, ha avviato un confronto sui problemi dell'immigrazione con associazioni e giuristi, aperto anche agli studiosi, agli studenti e agli operatori interessati.
Le vicende di questi ultimi mesi hanno riproposto la centralità politica e sociale del tema.
Obiettivo di questo terzo incontro è quello di esaminare il 'pacchetto di misure' che di recente la Commissione Europea ha presentato per gestire i flussi migratori dal Sud del Mediterraneo e che verrà discusso nel Consiglio europeo di questo mese.
A partire da questa proposta occorre avviare un dibattito tra Parlamento europeo – che dovrà pronunciarsi – e società civile, a partire dalle associazioni degli immigrati, dagli operatori del settore e dai cittadini.
Quali scelte politiche in tema di diritto d’asilo, controlli alle frontiere esterne dell’Unione, gestione dei flussi? È in discussione lo 'spazio Schengen'? Quale politica europea per l’immigrazione?
Appuntamento lunedì 20 maggio alle ore 16:30, presso la sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano in via Conservatorio 7 (MM1 San Babila) a Milano.
www.radicalisenzafissadimora.org
Laici, Nonviolenti, Antiproibizionisti, Liberali, Federalisti
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lunedì 20 giugno 2011
lunedì 9 maggio 2011
Immigrazione, sommersione, stereotipi e legalità. Aperitivo elettorale con Lucilla Bertolli
Mercoledì sera Lucilla Bertolli, candidata al Consiglio Comunale di Milano nella Lista Bonino-Pannella, organizza un aperitivo elettorale con altri candidati della lista e alcuni ospiti per parlare tutti insieme di immigrazione, sommersione, stereotipi e legalità.
Appuntamento mercoledì 11 maggio alle ore 19:00, presso il ristorante Warsa in via Melzo 16 (MM1 Porta Venezia) a Milano.
www.radicalisenzafissadimora.org
sabato 30 aprile 2011
Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Conferenza Stampa dei parlamentari radicali Bernardini e Perduca al termine delle visite ispettive a San Vittore e al Cie di Via Corelli
Lista Bonino Pannella: Conferenza Stampa dei parlamentari radicali Bernardini, Farina Coscioni e Perduca al termine delle visite ispettive in carcere e al Cie di Via Corelli.
Domani, 1 maggio, alle ore 16.30, i parlamentari radicali Rita Bernardini e Marco Perduca terranno una conferenza stampa davanti a San Vittore (via Filangieri) al termine delle visite ispettive che nella mattinata interesseranno il carcere di San Vittore e il Cie di Via Corelli.
Per finanziare la campagna elettorale: http://milano.boninopannella.it/contribuisci
http://milano.boninopannella.it/
Facebook: Milanoradicalmentenuova lista bonino-pannella
Twitter: Bonino Pannella Milano
Domani, 1 maggio, alle ore 16.30, i parlamentari radicali Rita Bernardini e Marco Perduca terranno una conferenza stampa davanti a San Vittore (via Filangieri) al termine delle visite ispettive che nella mattinata interesseranno il carcere di San Vittore e il Cie di Via Corelli.
Per finanziare la campagna elettorale: http://milano.boninopannella.it/contribuisci
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Twitter: Bonino Pannella Milano
giovedì 14 aprile 2011
Comunicato Stampa Farina Coscioni: Interrogazione sulla violazione in atto in Lombardia del diritto alla salute degli stranieri privi di permesso di soggiorno
Immigrati in Lombardia, Farina Coscioni: violato il diritto alla salute se si è stranieri privi di permesso di soggiorno? I risultati sconcertanti di un'inchiesta di "Doctor News". Si tratta di comportamenti anticostituzionali che devono essere interrotti e perseguiti.
Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, tra i capilista della lista Bonino-Pannella per il comune di Milano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Voglio richiamare l'attenzione innanzitutto del ministro della Salute, ma non solo la sua: anche quella del presidente della regione Lombardia, e del sindaco di Milano, e - anche - della procura della Repubblica perché: accertino se vi siano o meno dei reati consumati e da interrompere - su quanto denunciato dal sito "Doctor News" a proposito degli stranieri irregolari e le cure che sarebbero loro negate. Per parte mia, ho già provveduto a presentare un'interrogazione urgente al ministro, nella speranza che voglia e possa trovare il tempo di rispondere.
"Doctor News" pubblica i risultati di una sconcertante inchiesta condotta tra metà novembre e metà marzo 2011: risulterebbe che negli ospedali milanesi può accadere che il fondamentale diritto alla salute non sia garantito se si è cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno: «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute) inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure», sostengono i curatori dell'inchiesta, i professori Guglielmo Meregalli e Stefano Dalla Valle.
Sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6% dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo.
È una denuncia di inaudita gravità. A questo punto, oltre a sollecitare un intervento anche della magistratura, credo sia opportuna, necessaria e urgente un'inchiesta per accertare se quanto emerso a Milano si verifica anche in Lombardia e nelle altre regioni italiane.
Ci troviamo dinanzi a una gravissima e inaccettabile violazione della Costituzione il cui articolo 32 esplicitamente prescrive tra i diritti fondamentali della persona quello alla salute; ma è anche una inaccettabile violazione di ogni codice deontologico e di umanità, rivelatrice di una odiosa e meschina concezione burocratica della Salute che mi auguro sia prontamente sanzionata
L'Interrogazione
Al ministro della Salute
Per sapere - premesso che:
sul sito "Doctor News" è apparso un articolo a firma Marco Malagutti, che riferisce di un'indagine condotta dal Naga, tra metà novembre 2010 e metà marzo 2011, negli ospedali milanesi, da cui risulterebbe che sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6 per cento dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo;
che, commentano i due curatori dell'inchiesta citata da "Doctor News", i professori Gugliemo Meregalli e Stefano Dalla Valle, si tratterebbe di «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute)inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure»;
che, sempre a detta dei professori Meregalli e Dalla Valle, «si osservano comportamenti che variano da quelli del tutto corretti a quelli di strutture sanitarie che negano anche un'assistenza minima»;
che il dato più evidente riguarda la mancanza d'informazione sia degli operatori sanitari sia dei cittadini stranieri: «Possiamo dire che i cittadini stranieri irregolari che necessitano di cure soffrono una doppia malattia: quella organica e quella derivante dal mancato accesso alle cure»;
quali iniziative urgenti si intendono promuovere, sollecitare, adottare in relazione a quanto sopra evidenziato;
se non si ritenga di accogliere le tre le proposte avanzata dal Naga: «iscrivibilità dei cittadini stranieri irregolari nelle liste dei medici di medicina generale; applicazione omogenea della normativa nazionale vigente e conseguente rilascio e gestione successiva del codice Stp in tutte le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate; campagne pubbliche di sensibilizzazione rivolte a tutto il personale sanitario e ai cittadini stranieri regolari e non».
Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, tra i capilista della lista Bonino-Pannella per il comune di Milano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Voglio richiamare l'attenzione innanzitutto del ministro della Salute, ma non solo la sua: anche quella del presidente della regione Lombardia, e del sindaco di Milano, e - anche - della procura della Repubblica perché: accertino se vi siano o meno dei reati consumati e da interrompere - su quanto denunciato dal sito "Doctor News" a proposito degli stranieri irregolari e le cure che sarebbero loro negate. Per parte mia, ho già provveduto a presentare un'interrogazione urgente al ministro, nella speranza che voglia e possa trovare il tempo di rispondere.
"Doctor News" pubblica i risultati di una sconcertante inchiesta condotta tra metà novembre e metà marzo 2011: risulterebbe che negli ospedali milanesi può accadere che il fondamentale diritto alla salute non sia garantito se si è cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno: «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute) inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure», sostengono i curatori dell'inchiesta, i professori Guglielmo Meregalli e Stefano Dalla Valle.
Sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6% dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo.
È una denuncia di inaudita gravità. A questo punto, oltre a sollecitare un intervento anche della magistratura, credo sia opportuna, necessaria e urgente un'inchiesta per accertare se quanto emerso a Milano si verifica anche in Lombardia e nelle altre regioni italiane.
Ci troviamo dinanzi a una gravissima e inaccettabile violazione della Costituzione il cui articolo 32 esplicitamente prescrive tra i diritti fondamentali della persona quello alla salute; ma è anche una inaccettabile violazione di ogni codice deontologico e di umanità, rivelatrice di una odiosa e meschina concezione burocratica della Salute che mi auguro sia prontamente sanzionata
L'Interrogazione
Al ministro della Salute
Per sapere - premesso che:
sul sito "Doctor News" è apparso un articolo a firma Marco Malagutti, che riferisce di un'indagine condotta dal Naga, tra metà novembre 2010 e metà marzo 2011, negli ospedali milanesi, da cui risulterebbe che sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6 per cento dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo;
che, commentano i due curatori dell'inchiesta citata da "Doctor News", i professori Gugliemo Meregalli e Stefano Dalla Valle, si tratterebbe di «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute)inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure»;
che, sempre a detta dei professori Meregalli e Dalla Valle, «si osservano comportamenti che variano da quelli del tutto corretti a quelli di strutture sanitarie che negano anche un'assistenza minima»;
che il dato più evidente riguarda la mancanza d'informazione sia degli operatori sanitari sia dei cittadini stranieri: «Possiamo dire che i cittadini stranieri irregolari che necessitano di cure soffrono una doppia malattia: quella organica e quella derivante dal mancato accesso alle cure»;
quali iniziative urgenti si intendono promuovere, sollecitare, adottare in relazione a quanto sopra evidenziato;
se non si ritenga di accogliere le tre le proposte avanzata dal Naga: «iscrivibilità dei cittadini stranieri irregolari nelle liste dei medici di medicina generale; applicazione omogenea della normativa nazionale vigente e conseguente rilascio e gestione successiva del codice Stp in tutte le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate; campagne pubbliche di sensibilizzazione rivolte a tutto il personale sanitario e ai cittadini stranieri regolari e non».
giovedì 7 aprile 2011
La rabbia e l'immigrazione /2
Di Marco del Ciello.
Il 13 febbraio, all'indomani dei primi sbarchi di tunisini a Lampedusa e quattro giorni prima dello scoppio della rivolta in Libia, scrivevo che i fatti stavano dimostrando il fallimento delle politiche migratorie basate sugli accordi con i dittatori. A distanza di due mesi, e con oltre duecento morti nel canale di Sicilia, non posso che confermare quanto pensavo già allora: esiste un fondamentale squilibrio tra i paesi europei, relativamente ricchi e abitati da una popolazione sempre più anziana, e gli stati del Nord Africa, relativamente poveri e abitati da giovanissimi. In mezzo c'è il Mediterrano, che non è una barriera naturale ma una via di passaggio frequentatissima. Alla luce di queste banali osservazioni non è difficile capire perché i giovani poveri della sponda sud si spostano, e sempre più si sposteranno, verso nord, dove scarseggia la manodopera e abbondano le opportunità economiche. I governi italiani degli ultimi anni hanno scelto di affrontare questo problema attraverso trattati bilaterali con i governi nordafricani, una politica di corto respiro che oggi sta mostrando tutti i suoi limiti. Il nuovo governo provvisorio tunisino si rifiuta infatti di riconoscere gli accordi firmati nel 1998 dall'ex presidente Ben Ali, costringendo il governo italiano a lunghe e faticose (e costose) mediazioni. Altrettato potrebbe succedere in Libia con la caduta di Gheddafi, con l'aggravante che Tripoli rappresenta la porta d'accesso al Mediterraneo anche per tutti gli immigrati che provengono dalle nazioni subsahariane.
I regimi autoritari sono quasi sempre inaffidabili, instabili e sottosviluppati: inaffidabili perché le decisioni vengono prese in modo arbitrario e opaco da una sola persona o da un gruppo ristretto di persone; instabili perché non hanno procedure chiare e definite in anticipo per la successione dei leader politici; sottosviluppati perché l'assenza di stato di diritto e la corruzione dilagante soffocano l'impresa privata. Finché i paesi della sponda sud del Mediterraneo non avranno istituzioni democratiche, non sarà perciò possibile arrestare i flussi migratori, che anzi sono destinati a crescere nei prossimi anni. Ma è molto difficile che emergano istituzioni democratiche in una regione tradizionalmente segnata dall'autoritarismo, a meno che le transizioni in corso non vengano inserite in un contesto di tipo federale. L'Unione Europea dovrebbe abbandonare l'ipocrisia della politica europea di vicinato e avviare la sua transizione verso una comunità degli stati euromediterranei, aprendo immediatamente negoziati per l'adesione con Egitto e Tunisia. Il federalismo europeo è l'unica risposta seria, credibile e lungimirante al problema dell'immigrazione dal Nord Africa e siamo già in ritardo su questa strada.
www.radicalisenzafissadimora.org
Il 13 febbraio, all'indomani dei primi sbarchi di tunisini a Lampedusa e quattro giorni prima dello scoppio della rivolta in Libia, scrivevo che i fatti stavano dimostrando il fallimento delle politiche migratorie basate sugli accordi con i dittatori. A distanza di due mesi, e con oltre duecento morti nel canale di Sicilia, non posso che confermare quanto pensavo già allora: esiste un fondamentale squilibrio tra i paesi europei, relativamente ricchi e abitati da una popolazione sempre più anziana, e gli stati del Nord Africa, relativamente poveri e abitati da giovanissimi. In mezzo c'è il Mediterrano, che non è una barriera naturale ma una via di passaggio frequentatissima. Alla luce di queste banali osservazioni non è difficile capire perché i giovani poveri della sponda sud si spostano, e sempre più si sposteranno, verso nord, dove scarseggia la manodopera e abbondano le opportunità economiche. I governi italiani degli ultimi anni hanno scelto di affrontare questo problema attraverso trattati bilaterali con i governi nordafricani, una politica di corto respiro che oggi sta mostrando tutti i suoi limiti. Il nuovo governo provvisorio tunisino si rifiuta infatti di riconoscere gli accordi firmati nel 1998 dall'ex presidente Ben Ali, costringendo il governo italiano a lunghe e faticose (e costose) mediazioni. Altrettato potrebbe succedere in Libia con la caduta di Gheddafi, con l'aggravante che Tripoli rappresenta la porta d'accesso al Mediterraneo anche per tutti gli immigrati che provengono dalle nazioni subsahariane.
I regimi autoritari sono quasi sempre inaffidabili, instabili e sottosviluppati: inaffidabili perché le decisioni vengono prese in modo arbitrario e opaco da una sola persona o da un gruppo ristretto di persone; instabili perché non hanno procedure chiare e definite in anticipo per la successione dei leader politici; sottosviluppati perché l'assenza di stato di diritto e la corruzione dilagante soffocano l'impresa privata. Finché i paesi della sponda sud del Mediterraneo non avranno istituzioni democratiche, non sarà perciò possibile arrestare i flussi migratori, che anzi sono destinati a crescere nei prossimi anni. Ma è molto difficile che emergano istituzioni democratiche in una regione tradizionalmente segnata dall'autoritarismo, a meno che le transizioni in corso non vengano inserite in un contesto di tipo federale. L'Unione Europea dovrebbe abbandonare l'ipocrisia della politica europea di vicinato e avviare la sua transizione verso una comunità degli stati euromediterranei, aprendo immediatamente negoziati per l'adesione con Egitto e Tunisia. Il federalismo europeo è l'unica risposta seria, credibile e lungimirante al problema dell'immigrazione dal Nord Africa e siamo già in ritardo su questa strada.
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domenica 13 febbraio 2011
La rabbia e l'immigrazione
Di Marco del Ciello.
Nell'estate del 1998, dopo l'approvazione della legge [Turco-Napolitano] e un ulteriore tentativo di ingresso in Italia via nave finito in tragedia, Italia e Tunisia firmarono un accordo bilaterale, che seguiva quello tra Italia e Albania firmato a Tirana il 18 novembre 1997. L'Italia fornì assistenza tecnica e materiali alla Tunisia, alcune motovedette per il pattugliamento delle coste e delle quote privilegiate di immigrazione legale. La collaborazione funzionò più velocemente che in Albania, ma in maniera meno spettacolare. Gli sbarchi in Sicilia crollarono da 8.828 nel 1998 a 1.973 nel 1999, riprendendo lentamente a salire negli anni successivi, ma prevalentemente a causa di operazioni clandestine organizzate non in Tunisia, bensì in Libia, che diventò il principale terminale dei flussi clandestini africani in direzione europea.
(Luca Einaudi, Le politiche dell'immigrazione in Italia dall'Unità a oggi).
In questi giorni gli sbarchi di immigrati irregolari dalla Tunisia sono ripresi al ritmo di 1.000 al giorno, secondo quanto riportano le agenzie di stampa. La caduta del regime autoritario di Ben Ali ha infatti reso inefficace il trattato bilaterale tra Italia e Tunisia, dimostrando che nel lungo periodo la politica degli accordi con i dittatori non può risolvere i problemi dell'immigrazione. Ma questo potrebbe essere solo l'inizio di una crisi migratoria senza precedenti, dato che la rabbia araba si sta rapidamente estendendo in tutto il Nord Africa e il Vicino Oriente. E dopo Tunisia, Algeria, Libano, Egitto, Yemen potrebbe essere presto il turno della Libia. Già da alcuni giorni circola in rete (su blog, Twitter e Facebook), l'appello dei leader dell'opposizione a una sollevazione popolare, un 'Giorno della Rabbia', contro il regime di Gheddafi per giovedì 17 febbraio. Se la rivolta dovesse avere successo, verrebbe meno anche quell'infame Trattato di Amicizia tra Italia e Libia che nel corso degli ultimi due anni ha bloccato l'immigrazione africana in Italia, con conseguenze facili da immaginare. Alla luce di questi fatti, quanto sarebbe stata più lungimirante una politica di inclusione dei paesi dell'area mediterranea nel progetto europeo?
www.radicalisenzafissadimora.org
Nell'estate del 1998, dopo l'approvazione della legge [Turco-Napolitano] e un ulteriore tentativo di ingresso in Italia via nave finito in tragedia, Italia e Tunisia firmarono un accordo bilaterale, che seguiva quello tra Italia e Albania firmato a Tirana il 18 novembre 1997. L'Italia fornì assistenza tecnica e materiali alla Tunisia, alcune motovedette per il pattugliamento delle coste e delle quote privilegiate di immigrazione legale. La collaborazione funzionò più velocemente che in Albania, ma in maniera meno spettacolare. Gli sbarchi in Sicilia crollarono da 8.828 nel 1998 a 1.973 nel 1999, riprendendo lentamente a salire negli anni successivi, ma prevalentemente a causa di operazioni clandestine organizzate non in Tunisia, bensì in Libia, che diventò il principale terminale dei flussi clandestini africani in direzione europea.
(Luca Einaudi, Le politiche dell'immigrazione in Italia dall'Unità a oggi).
In questi giorni gli sbarchi di immigrati irregolari dalla Tunisia sono ripresi al ritmo di 1.000 al giorno, secondo quanto riportano le agenzie di stampa. La caduta del regime autoritario di Ben Ali ha infatti reso inefficace il trattato bilaterale tra Italia e Tunisia, dimostrando che nel lungo periodo la politica degli accordi con i dittatori non può risolvere i problemi dell'immigrazione. Ma questo potrebbe essere solo l'inizio di una crisi migratoria senza precedenti, dato che la rabbia araba si sta rapidamente estendendo in tutto il Nord Africa e il Vicino Oriente. E dopo Tunisia, Algeria, Libano, Egitto, Yemen potrebbe essere presto il turno della Libia. Già da alcuni giorni circola in rete (su blog, Twitter e Facebook), l'appello dei leader dell'opposizione a una sollevazione popolare, un 'Giorno della Rabbia', contro il regime di Gheddafi per giovedì 17 febbraio. Se la rivolta dovesse avere successo, verrebbe meno anche quell'infame Trattato di Amicizia tra Italia e Libia che nel corso degli ultimi due anni ha bloccato l'immigrazione africana in Italia, con conseguenze facili da immaginare. Alla luce di questi fatti, quanto sarebbe stata più lungimirante una politica di inclusione dei paesi dell'area mediterranea nel progetto europeo?
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domenica 6 febbraio 2011
Festa per il Capodanno cinese
Oggi pomeriggio l'Associazione Colori Riflessi e l'Associazione Giulio Aleni organizzano a Milano una festa per celebrare la ricorrenza del Capodanno cinese e favorire il dialogo tra le culture.
Vuoi festeggiare il Capodanno CINESE… dialogato con amici ITALIANI?
Ti aspettiamo… nell’Anno del CONIGLIO.
Vivremo insieme:
MUSICA… strumenti cinesi, europei, di altri popoli…
Danza del Leone, Yang ge, Serpentoni animati…
Coreografie, canti, giochi con bambini e ragazzi di varie culture…
Gon Fu e Arti Maziali…
Delegazioni del Nord Italia ed appassionati di cultura cinese…
Assaggi e degustazioni cinesi, con uso di bastoncini…
Ingresso gratuito. Alla conclusione dello spettacolo (ore 19) avverrà il rinfresco.
Info:
Associazione GIULIO ALENI: cccm2008@yahoo.it; 0236552151; 3339994519.
Associazione COLORI RIFLESSI: nivan@tin.it; 3281558429.
Appuntamento domenica 6 febbraio alle ore 17, in via Giusti 27 a Milano.
www.radicalisenzafissadimora.org
Vuoi festeggiare il Capodanno CINESE… dialogato con amici ITALIANI?
Ti aspettiamo… nell’Anno del CONIGLIO.
Vivremo insieme:
MUSICA… strumenti cinesi, europei, di altri popoli…
Danza del Leone, Yang ge, Serpentoni animati…
Coreografie, canti, giochi con bambini e ragazzi di varie culture…
Gon Fu e Arti Maziali…
Delegazioni del Nord Italia ed appassionati di cultura cinese…
Assaggi e degustazioni cinesi, con uso di bastoncini…
Ingresso gratuito. Alla conclusione dello spettacolo (ore 19) avverrà il rinfresco.
Info:
Associazione GIULIO ALENI: cccm2008@yahoo.it; 0236552151; 3339994519.
Associazione COLORI RIFLESSI: nivan@tin.it; 3281558429.
Appuntamento domenica 6 febbraio alle ore 17, in via Giusti 27 a Milano.
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venerdì 26 novembre 2010
Notte al freddo, con gli immigrati di Milano
Stasera i militanti dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora si uniranno al presidio permanente degli immigrati di Milano, presso la Torre ex Carlo Erba di via Imbonati, per manifestare contro la sanatoria truffa del 2009. Passeremo la notte con i tre ragazzi che dal 5 novembre si trovano sulla torre in attesa di una risposta dal Ministero dell'Interno, per condividere con loro, anche se per poco, i disagi e le durezze della lotta nonviolenta.
Appuntamento dalle 21 di venerdì sera alle 9 di sabato mattina, in via Imbonati a Milano (MM3 Maciachini).
www.radicalisenzafissadimora.org
Appuntamento dalle 21 di venerdì sera alle 9 di sabato mattina, in via Imbonati a Milano (MM3 Maciachini).
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giovedì 25 novembre 2010
Notte al presidio degli immigrati di via Imbonati a Milano
VENERDI 26 NOVEMBRE PASSEREMO LA NOTTE AL PRESIDIO DI VIA IMBONATI - RAGGIUNGETECI PER PARLARE DI INTEGRAZIONE
I Radicali si stanno oggi battendo - in Parlamento come nelle città italiane - per far emergere una volta per tutte l'assurdità della Sanatoria Colf e Badanti dello scorso anno. A seguito della partecipazione dell'On.Rita Bernardini al presidio pacifico sotto la gru di Brescia, della conferenza stampa di Emma Bonino a Milano sotto la torre di via Imbonati, i Radicali hanno presentato un'interpellanza in Senato - che sarà discussa il 25 Novembre, e si preparano a dar battglia per far sì che il disegno di legge Bonino per una sanatoria universale del lavoratore migrante, venga messo presto all'ordine del giorno ed approvato.
I Radicali di Milano dal canto loro sono vicini ai tre ragazzi che da quasi un mese vivono sulla torre di via Imbonati, e continuano a sostenere le ragioni del Comitato Immigrati.
Per questo motivo Venerdì 26 Novembre PASSEREMO LA NOTTATA AL PRESIDIO DI VIA IMBONATI, per sentire il freddo che sentono i ragazzi, per parlare con loro e provare sulla nostra pelle cosa vuol dire dormire all'adiaccio in una città come Milano. Alle accuse del Ministero dell'Interno contro i ragazzi che stanno portando avanti la lotta di Brescia e Milano, opponiamo la testimonianza della nonviolenza, ed anzi della forma di martirio, di decine di ragazzi che giorno e notte fanno in modo di tenere aperto questo presidio per i diritti, l'avamposto della modernità contro poteri conservatori ed ignoranti.
www.radicalisenzafissadimora.org
I Radicali si stanno oggi battendo - in Parlamento come nelle città italiane - per far emergere una volta per tutte l'assurdità della Sanatoria Colf e Badanti dello scorso anno. A seguito della partecipazione dell'On.Rita Bernardini al presidio pacifico sotto la gru di Brescia, della conferenza stampa di Emma Bonino a Milano sotto la torre di via Imbonati, i Radicali hanno presentato un'interpellanza in Senato - che sarà discussa il 25 Novembre, e si preparano a dar battglia per far sì che il disegno di legge Bonino per una sanatoria universale del lavoratore migrante, venga messo presto all'ordine del giorno ed approvato.
I Radicali di Milano dal canto loro sono vicini ai tre ragazzi che da quasi un mese vivono sulla torre di via Imbonati, e continuano a sostenere le ragioni del Comitato Immigrati.
Per questo motivo Venerdì 26 Novembre PASSEREMO LA NOTTATA AL PRESIDIO DI VIA IMBONATI, per sentire il freddo che sentono i ragazzi, per parlare con loro e provare sulla nostra pelle cosa vuol dire dormire all'adiaccio in una città come Milano. Alle accuse del Ministero dell'Interno contro i ragazzi che stanno portando avanti la lotta di Brescia e Milano, opponiamo la testimonianza della nonviolenza, ed anzi della forma di martirio, di decine di ragazzi che giorno e notte fanno in modo di tenere aperto questo presidio per i diritti, l'avamposto della modernità contro poteri conservatori ed ignoranti.
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venerdì 19 novembre 2010
Oggi alle 14:30 conferenza stampa di Emma Bonino a Milano: per il congelamento della "Sanatoria truffa"
Emma Bonino a Milano sotto la Torre di via Imbonati per il congelamento della "Sanatoria truffa"
Dopo la discesa dalla gru di Brescia, la mobilitazione degli immigrati che hanno ricevuto una risposta negativa alla loro richiesta di regolarizzarsi continua. A Milano dal 5 novembre è stata occupata la Torre ex Carlo Erba per proporre modifiche all'insensata sanatoria riservata a una sola categoria di lavoratori, colf e badanti, che ha portato lavoratori di altri settori che volevano emergere alla legalità a incappare in una violazione formale dei termini di legge quando non in vere e proprie truffe perpetrate ai loro danni. In più dopo 6 mesi dallo scadere dei termini il Ministero dell'Interno ha emanato la circolare Manganelli, che esclude coloro che hanno ricevuto un decreto di espulsione, arrivando al paradosso che si sono create 2 categorie di irregolari determinate dal caso: essere stati o no fermati dalle forze dell'ordine senza documenti.
Per questo i Radicali hanno deciso di chiedere da subito una moratoria dell'esame delle domande per la sanatoria e la sospensione degli effetti delle risposte negative alla stessa.
Venerdì 19 novembre alle 14.30, sotto la Torre di via Imbonati conferenza stampa di Emma Bonino.
Dopo la discesa dalla gru di Brescia, la mobilitazione degli immigrati che hanno ricevuto una risposta negativa alla loro richiesta di regolarizzarsi continua. A Milano dal 5 novembre è stata occupata la Torre ex Carlo Erba per proporre modifiche all'insensata sanatoria riservata a una sola categoria di lavoratori, colf e badanti, che ha portato lavoratori di altri settori che volevano emergere alla legalità a incappare in una violazione formale dei termini di legge quando non in vere e proprie truffe perpetrate ai loro danni. In più dopo 6 mesi dallo scadere dei termini il Ministero dell'Interno ha emanato la circolare Manganelli, che esclude coloro che hanno ricevuto un decreto di espulsione, arrivando al paradosso che si sono create 2 categorie di irregolari determinate dal caso: essere stati o no fermati dalle forze dell'ordine senza documenti.
Per questo i Radicali hanno deciso di chiedere da subito una moratoria dell'esame delle domande per la sanatoria e la sospensione degli effetti delle risposte negative alla stessa.
Venerdì 19 novembre alle 14.30, sotto la Torre di via Imbonati conferenza stampa di Emma Bonino.
domenica 7 novembre 2010
La lotta nonviolenta degli immigrati di Brescia e Milano
Di Marco del Ciello.
Le cronache giornalistiche degli ultimi giorni ci hanno raccontato le storie di lavoratori immigrati che, per rivendicare i loro diritti, salgono su gru e torri, prima a Brescia e poi anche a Milano. Proprio come avevano fatto numerosi loro colleghi italiani nei mesi e negli anni scorsi. Questa forma di lotta nonviolenta non è però un'invenzione degli immigrati, né un prodotto della crisi economica globale che ha investito l'Italia e l'Europa a partire dal 2008, ma al contrario ha alle spalle una lunga storia. Ecco cosa scriveva ad esempio il filosofo Aldo Capitini nel 1967 a proposito dello "sciopero della ciminiera":
(conosciuto nell'esperienza sindacale giapponese) quando un lavoratore sale sulla più alta ciminiera della fabbrica durante l'agitazione e vi resta, esposto giorno e notte alle intemperie, fino a quando non siano state accolte le richieste dei compagni scioperanti.
(Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza).
www.radicalisenzafissadimora.org
Le cronache giornalistiche degli ultimi giorni ci hanno raccontato le storie di lavoratori immigrati che, per rivendicare i loro diritti, salgono su gru e torri, prima a Brescia e poi anche a Milano. Proprio come avevano fatto numerosi loro colleghi italiani nei mesi e negli anni scorsi. Questa forma di lotta nonviolenta non è però un'invenzione degli immigrati, né un prodotto della crisi economica globale che ha investito l'Italia e l'Europa a partire dal 2008, ma al contrario ha alle spalle una lunga storia. Ecco cosa scriveva ad esempio il filosofo Aldo Capitini nel 1967 a proposito dello "sciopero della ciminiera":
(conosciuto nell'esperienza sindacale giapponese) quando un lavoratore sale sulla più alta ciminiera della fabbrica durante l'agitazione e vi resta, esposto giorno e notte alle intemperie, fino a quando non siano state accolte le richieste dei compagni scioperanti.
(Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza).
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