Radicali - XX Settembre a Milano: PER UNA BRECCIA NEL MURO FIRMIGONI-PENATI
Dalle 9 alle 12, Presidio Radicale davanti al Consiglio regionale abusivo della Lombardia.
Il prossimo 20 settembre sarà un'occasione speciale per i milanesi. Oltre alle manifestazioni di rito per ricordare la presa di Porta Pia, si terrà dalle 9 alle 12 davanti al Consiglio Regionale un Presidio Radicale, organizzato da Marco Cappato (consigliere del Gruppo Radicale - Federalista europeo al Consiglio Comunale di Milano) e dalle due associazioni milanesi Enzo Tortora - Radicali Milano e Radicali Senza Fissa Dimora. I temi della manifestazione sono stati illustrati in un appello inviato nei giorni scorsi a simpatizzanti ed iscritti e diffuso anche su Facebook e sui siti radicali. Nell'appello Cappato, assieme ai due segretari delle associazioni Francesco Poirè e Marco Di Salvo, sottolinea come 'Da un ventennio un sistema di potere si consolida a partire dalla Lombardia, contro le le libertà e i diritti civili, contro il mercato e l'ambiente. È un sistema rappresentato dal volto 'pulito e casto' di un Presidente della Lombardia già in affari con il regime di Saddam, come testimoniato dalla vicenda Oil for food, e rieletto per la quarta volta grazie a una gigantesca truffa elettorale. Ma è rappresentato anche dal volto simbolo di un'opposizione subalterna: quello dell'ex Presidente della Provincia di Milano, leader di una strategia di cogestione trasversale del potere e degli affari in Lombardia'.
Vari i punti in cui le parti che dovrebbero contrapporsi hanno invece governato d'amore e d'accordo. La missiva ne sottolinea alcuni: 'Approvazione dello Statuto clericale regionale, appalti, rapporti tra Cooperative e Compagnia delle Opere, mutuo soccorso sul mancato rispetto del limite di due mandati per la Presidenza di Formigoni in Lombardia e di Errani in Emilia, mutuo soccorso e reticenze sull'illegalità delle elezioni regionali (dalle irregolarità amministrative alle firme false), per finire con il salvataggio bipartisan di consiglieri regionali ineleggibili sia del PdL che del Pd'.
Per questo in occasione del 20 settembre quando, dopo quasi due mesi di vacanza, torna a riunirsi il Consiglio regionale abusivo della Lombardia, nel giorno simbolo della lotta internazionale e nazionale contro il potere temporale di tutte le Chiese, saremo lì per testimoniare la possibilità di un'alternativa liberale e quindi laica, dalla Lombardia all'Italia.
Laici, Nonviolenti, Antiproibizionisti, Liberali, Federalisti
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mercoledì 14 settembre 2011
Comunicato stampa Radicali - XX Settembre a Milano: Per una breccia nel muro Firmigoni-Penati
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XX settembre
martedì 13 settembre 2011
XX Settembre a Milano: per una breccia nel muro Firmigoni-Penati
20 settembre, dalle 9 alle ore 12, presidio radicale davanti al Consiglio regionale abusivo della Lombardia, via Filzi 22.
Da un ventennio un sistema di potere si consolida a partire dalla Lombardia, contro le libertà e i diritti civili, contro il mercato e l'ambiente. È un sistema rappresentato dal volto "pulito e casto" di un Presidente della Lombardia già in affari con il regime di Saddam, come testimoniato dalla vicenda Oil for food, e rieletto per la quarta volta grazie a una gigantesca truffa elettorale. Ma è rappresentato anche dal volto simbolo di un'opposizione subalterna: quello dell'ex Presidente della Provincia di Milano, leader di una strategia di cogestione trasversale del potere e degli affari in Lombardia.
Approvazione dello Statuto clericale regionale, appalti, rapporti tra Cooperative e Compagnia delle Opere, mutuo soccorso sul mancato rispetto del limite di due mandati per la presidenza di Formigoni in Lombardia e di Errani in Emilia, mutuo soccorso e reticenze sull'illegalità delle elezioni regionali (dalle irregolarità amministrative alle firme false), per finire con il salvataggio bipartisan di consiglieri regionali ineleggibili sia del PdL che del Pd.
Noi radicali non inseguiamo la magistratura per fare opposizione, meno che mai quei vertici della magistratura che si sono dimostrati parte integrante e politicissima di questo sistema, tanto che da diciotto mesi non si è trovato ancora un giudice amministrativo o penale in grado di accertare le responsabilità di quella truffa elettorale della quale abbiamo fornito noi le prove.
Martedì 20 settembre, dopo quasi due mesi di vacanza, torna a riunirsi il Consiglio regionale abusivo della Lombardia. Nel giorno simbolo della lotta internazionale e nazionale contro il potere temporale di tutte le chiese, saremo lì per testimoniare la possibilità di un'alternativa liberale e quindi laica, dalla Lombardia all'Italia. Porta chi vuoi: il 20 Settembre, dalle 9 alle 12, in via Fabio Filzi 22.
Marco Cappato,
Gruppo Radicale – Federalista europeo al Comune di Milano.
Marco Di Salvo,
Associazione Radicali Senza Fissa Dimora.
Francesco Poirè,
Associazione Radicale Enzo Tortora.
www.radicalisenzafissadimora.org
Da un ventennio un sistema di potere si consolida a partire dalla Lombardia, contro le libertà e i diritti civili, contro il mercato e l'ambiente. È un sistema rappresentato dal volto "pulito e casto" di un Presidente della Lombardia già in affari con il regime di Saddam, come testimoniato dalla vicenda Oil for food, e rieletto per la quarta volta grazie a una gigantesca truffa elettorale. Ma è rappresentato anche dal volto simbolo di un'opposizione subalterna: quello dell'ex Presidente della Provincia di Milano, leader di una strategia di cogestione trasversale del potere e degli affari in Lombardia.
Approvazione dello Statuto clericale regionale, appalti, rapporti tra Cooperative e Compagnia delle Opere, mutuo soccorso sul mancato rispetto del limite di due mandati per la presidenza di Formigoni in Lombardia e di Errani in Emilia, mutuo soccorso e reticenze sull'illegalità delle elezioni regionali (dalle irregolarità amministrative alle firme false), per finire con il salvataggio bipartisan di consiglieri regionali ineleggibili sia del PdL che del Pd.
Noi radicali non inseguiamo la magistratura per fare opposizione, meno che mai quei vertici della magistratura che si sono dimostrati parte integrante e politicissima di questo sistema, tanto che da diciotto mesi non si è trovato ancora un giudice amministrativo o penale in grado di accertare le responsabilità di quella truffa elettorale della quale abbiamo fornito noi le prove.
Martedì 20 settembre, dopo quasi due mesi di vacanza, torna a riunirsi il Consiglio regionale abusivo della Lombardia. Nel giorno simbolo della lotta internazionale e nazionale contro il potere temporale di tutte le chiese, saremo lì per testimoniare la possibilità di un'alternativa liberale e quindi laica, dalla Lombardia all'Italia. Porta chi vuoi: il 20 Settembre, dalle 9 alle 12, in via Fabio Filzi 22.
Marco Cappato,
Gruppo Radicale – Federalista europeo al Comune di Milano.
Marco Di Salvo,
Associazione Radicali Senza Fissa Dimora.
Francesco Poirè,
Associazione Radicale Enzo Tortora.
www.radicalisenzafissadimora.org
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lunedì 18 luglio 2011
Dinastie professionali: ecco le ultime
Di Giulia Cortese.
Decine di eccellenti laureati, potenziali professionisti che potrebbero contribuire a uno sviluppo economico e sociale del paese, restano tagliati fuori dal mercato del lavoro, da un lato a causa della crisi, dall'altro della clausura e dell'immobilismo degli ordini professionali. Gli ordini professionali italiani sono bloccati, chiusi in se stessi, non fanno gli interessi dei consumatori. La cosa più grave, però, è che la probabilità di superare l'esame per accedere ai vari ordini non dipende esclusivamente dalle qualità del candidato, ma soprattutto da altro. Basti pensare che, secondo alcune statistiche, aspiranti commercialisti veneziani hanno il 92% di probabilità di essere bocciati all'esame, mentre aspiranti commercialisti catanesi possono anche stappare lo spumante: sotto l'Etna non bocciano nessuno. Questo pare dimostrare quanto scriveva Indro Montanelli: così come sono servono solo a 'difendere le mafie di interessi corporativi'. Sarà veramente difficile che vengano aperte le professioni a noi giovani, se gli Ordini continuano ad inserire nelle commissioni d'esame (quelle che decidono chi si può iscrivere agli albi) persone che esercitano le professioni e che hanno tutto da perdere all'entrata di professionisti più bravi e più competenti di loro. Sappiamo che in Italia la parola 'merito' è abusatissima, ma la cosa che incuriosisce è che la sua valorizzazione, a quanto pare, dipende dall'area geografica. A tal punto mi sorge una domanda, anzi due: tutti i geni di una determinata professione nascono in una zona e tutti i somari dall'altra? I voti dipendono dalla bravura dei candidati o dal capriccio e dalle chiusure delle commissioni?
Proprio sulla questione delle liberalizzazioni, ultimamente, sono nate aspre polemiche. Vi era un provvedimento economico, in discussione al Senato, in cui si parlava della liberalizzazione delle professioni e si faceva riferimento all'abolizione di alcuni ordini professionali, in particolare quelli per avvocati e notai. L'articolo della manovra, il 39-bis, avrebbe irritato molti avvocati-Senatori e deputati del PdL, i quali hanno avviato una raccolta-firme alla Camera per protestare contro questa norma. Secondo alcune fonti parlamentari vicino al PdL, il numero di firme consegnate a Palazzo Madama sarebbe già un'ottantina, tanto che la maggioranza è stata costretta ad un dietrofront sull'emendamento. I firmatari, infatti, minacciavano di non votare la manovra qualora non fosse stato cambiato l'articolo in questione. Secondo Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le regioni, sarebbe già stata raggiunta un'intesa tra maggioranza e governo sull'emendamento.
Sul tema delle liberalizzazioni ha mostrato un parere diverso Antonio Di Pietro, leader dell'IdV, il quale ha dichiarato di preferire che venga data una possibilità anche ai giovani avvocati di far carriera e di 'potersi misurare senza dover necessariamente passare attraverso l'imbuto di studi legali blasonati, che diventano importanti solo per le parcelle esose che fanno, piuttosto che per la loro abilità e bravura nel seguire i propri clienti'. Parere che, a mio avviso, è il più liberale tra tutti quelli che sono stati espressi finora. Ma l'Italia, si sa, non è un paese per liberali...
www.radicalisenzafissadimora.org
Decine di eccellenti laureati, potenziali professionisti che potrebbero contribuire a uno sviluppo economico e sociale del paese, restano tagliati fuori dal mercato del lavoro, da un lato a causa della crisi, dall'altro della clausura e dell'immobilismo degli ordini professionali. Gli ordini professionali italiani sono bloccati, chiusi in se stessi, non fanno gli interessi dei consumatori. La cosa più grave, però, è che la probabilità di superare l'esame per accedere ai vari ordini non dipende esclusivamente dalle qualità del candidato, ma soprattutto da altro. Basti pensare che, secondo alcune statistiche, aspiranti commercialisti veneziani hanno il 92% di probabilità di essere bocciati all'esame, mentre aspiranti commercialisti catanesi possono anche stappare lo spumante: sotto l'Etna non bocciano nessuno. Questo pare dimostrare quanto scriveva Indro Montanelli: così come sono servono solo a 'difendere le mafie di interessi corporativi'. Sarà veramente difficile che vengano aperte le professioni a noi giovani, se gli Ordini continuano ad inserire nelle commissioni d'esame (quelle che decidono chi si può iscrivere agli albi) persone che esercitano le professioni e che hanno tutto da perdere all'entrata di professionisti più bravi e più competenti di loro. Sappiamo che in Italia la parola 'merito' è abusatissima, ma la cosa che incuriosisce è che la sua valorizzazione, a quanto pare, dipende dall'area geografica. A tal punto mi sorge una domanda, anzi due: tutti i geni di una determinata professione nascono in una zona e tutti i somari dall'altra? I voti dipendono dalla bravura dei candidati o dal capriccio e dalle chiusure delle commissioni?
Proprio sulla questione delle liberalizzazioni, ultimamente, sono nate aspre polemiche. Vi era un provvedimento economico, in discussione al Senato, in cui si parlava della liberalizzazione delle professioni e si faceva riferimento all'abolizione di alcuni ordini professionali, in particolare quelli per avvocati e notai. L'articolo della manovra, il 39-bis, avrebbe irritato molti avvocati-Senatori e deputati del PdL, i quali hanno avviato una raccolta-firme alla Camera per protestare contro questa norma. Secondo alcune fonti parlamentari vicino al PdL, il numero di firme consegnate a Palazzo Madama sarebbe già un'ottantina, tanto che la maggioranza è stata costretta ad un dietrofront sull'emendamento. I firmatari, infatti, minacciavano di non votare la manovra qualora non fosse stato cambiato l'articolo in questione. Secondo Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le regioni, sarebbe già stata raggiunta un'intesa tra maggioranza e governo sull'emendamento.
Sul tema delle liberalizzazioni ha mostrato un parere diverso Antonio Di Pietro, leader dell'IdV, il quale ha dichiarato di preferire che venga data una possibilità anche ai giovani avvocati di far carriera e di 'potersi misurare senza dover necessariamente passare attraverso l'imbuto di studi legali blasonati, che diventano importanti solo per le parcelle esose che fanno, piuttosto che per la loro abilità e bravura nel seguire i propri clienti'. Parere che, a mio avviso, è il più liberale tra tutti quelli che sono stati espressi finora. Ma l'Italia, si sa, non è un paese per liberali...
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sabato 16 luglio 2011
Costi e sprechi della politica: il conto lo paghiamo noi
Di Giulia Cortese.
E così, tutto in una notte, è accaduto che una norma approvata di nascosto da tutti i partiti del paese gonfierà (ulteriormente) il portafoglio dei politici. Si tratta di una manovra blindata, o meglio quasi su tutto, perché di fatto è saltata solo di un punto: quello dei tagli ai costi della politica.
Tutto questo mentre negli Stati Uniti, Obama cerca di colmare il debito del suo paese invitando ciascuno dei suoi politici a prendersi le loro responsabilità rinunciando alle proprie 'vacche sacre', sapendo di non poter chiedere un solo centesimo ai suoi concittadini più poveri, se prima non taglia i costi e i privilegi della politica. E parliamo di vacche ben più magre delle nostre, sia chiaro. Per fare qualche esempio di come sia diversa la situazione dei nostri politici, stando al sito ufficiale dei Consigli regionali, lo stipendio netto di un consigliere molisano, tra indennità e rimborsi, arriva a 10.255 euro. Quello di un segretario pugliese a 11.417 euro. Quello di un semplice deputato sardo a 11.417. Quello del presidente della giunta del Veneto a 12.615. Del suo collega calabrese a 13.353. Ci spiega Antonio Merlo, della University of Pennsylvania, che ognuno di questi prende più di quanto guadagna al lordo il più pagato dei governatori americani. Basti pensare che quello dello Stato di New York prende 10.612 euro al mese, dai quali vanno tolte le tasse e tutto il resto. La cosa non finisce qui: ogni governatore statunitense ha in busta paga, mediamente, 93.450 euro, 7.787 al mese, ovvero la metà di quanto prende al netto il Presidente della Regione Sicilia.
Un parlamentare USA, Camera o Senato, riceve 10.315 euro lordi al mese: 1.389 in meno del 'trattamento mensile lordo' dei nostri deputati. Secondo il Sole24ore, sappiamo che questi ultimi incassano sotto questa voce 11.704 euro mensili, vale a dire tremila in più dei secondi in classifica (gli austriaci: 8.882), quattromila abbondanti più dei terzi (gli olandesi: 7.177), e cinquemila in più dei francesi (6.892). La cosa più 'divertente' di tutto ciò è che gli Spagnoli, nonostante il sorpasso in termini di Pil pro capite, sono pagati un quarto rispetto ai nostri: 2.921 euro.
Da non dimenticare è il trattamento che subiscono i cosiddetti 'portaborse' dei politici italiani, che ad ogni legislatura dovrebbero essere messi in regola, cosa che in generale non avviene, e se avviene, solo parzialmente. Eppure una soluzione al problema sarebbe molto semplice: basterebbe che il Parlamentare segnalasse alle Camere il proprio collaboratore, lasciando che siano queste a pagarlo. La realtà si dimostra ben diversa: i nostri politici trovano molto più comodo incassare i soldi e girarne solo una parte al povero assistente, promettendogli (ovviamente), che un giorno tirerà dentro anche lui. Se vogliamo fare un altro esempio di integrazione, proprio alla vigilia della manovra 'lacrime e sangue', l’ex Consigliere di Tremonti, Marco Milanese, si compiaceva per le vacanze al Plaza, le Ferrari Scaglietti e lo Yacht rivenduto per una somma doppia a quanto guadagna un presidente americano in tutto il suo mandato. Secondo le dichiarazioni di un consigliere radicale, Giuseppe Rossodivita, alla Regione Lazio, stando alla dichiarazione dei redditi, solo una trentina dei suoi colleghi dichiara di possedere un'auto. Gli altri, nonostante risultino essere proprietari di 'decine di appartamenti intestati', non possiederebbero apparentemente nessuna vettura. È un fatto curioso, considerando che quasi tutti, infatti, incassano ogni mese sontuosi rimborsi dichiarando di raggiungere il Consiglio con l'auto propria. Per quanto riguarda i rimborsi, come ci ha raccontato su La Repubblica Carlo Piccozza, non occorrono nemmeno fatture che certifichino gli spostamenti. Basta dichiarare a parole di aver compiuto un tot di kilometri per arrivare in via della Pisana. La Regione, naturalmente, paga: 35 centesimi al kilometro. Il tutto, ovviamente, è basato soltanto sulla parola, e non serve neanche uno scontrino. Come se non bastasse, c'è chi dopo l'elezione decide di spostare la propria residenza o il domicilio il più lontano possibile. Che problema c'è? Tanto nessuno controlla. Potremmo andare avanti anche per ore citando casi del genere, ma preferisco soffermarmi sul fatto che oggi c'è stato il voto definitivo alla Camera, intervento che prevederà una serie di tagli alle agevolazioni fiscali: dagli asili ai mutui. Il taglio di deduzioni, detrazioni e sconti fiscali previsto dalla manovra per il 2013 e 2014 potrebbe costare a una famiglia media mille euro di tasse in più in due anni. La cosa che emerge più chiaramente da questa vicenda è che il cosiddetto 'Popolo della Libertà' è più che altro un popolo di socialisti. All'interno del partito, infatti, gli ex socialisti sono la maggioranza e i liberali sono rimasti pochissimi, a mio avviso giusto Galan e Crosetto. E pensare che nel '94 Silvio Berlusconi, leader del PdL, ha combattuto tutte le sue campagne elettorali sulla base di un programma che prometteva di abbassare il carico fiscale. Ora vediamo che di quelle promesse non si è fatto nulla. Quest'ultima manovra, infatti, colpisce le classi sociali più disagiate, le famiglie monoreddito e anche il popolo delle partite Iva. Ironia della sorte? Durante la manovra è stato nominato più volte il Titanic, ma a differenza del Titanic, in questa situazione si salvano giusto i passeggeri di prima classe.
www.radicalisenzafissadimora.org
E così, tutto in una notte, è accaduto che una norma approvata di nascosto da tutti i partiti del paese gonfierà (ulteriormente) il portafoglio dei politici. Si tratta di una manovra blindata, o meglio quasi su tutto, perché di fatto è saltata solo di un punto: quello dei tagli ai costi della politica.
Tutto questo mentre negli Stati Uniti, Obama cerca di colmare il debito del suo paese invitando ciascuno dei suoi politici a prendersi le loro responsabilità rinunciando alle proprie 'vacche sacre', sapendo di non poter chiedere un solo centesimo ai suoi concittadini più poveri, se prima non taglia i costi e i privilegi della politica. E parliamo di vacche ben più magre delle nostre, sia chiaro. Per fare qualche esempio di come sia diversa la situazione dei nostri politici, stando al sito ufficiale dei Consigli regionali, lo stipendio netto di un consigliere molisano, tra indennità e rimborsi, arriva a 10.255 euro. Quello di un segretario pugliese a 11.417 euro. Quello di un semplice deputato sardo a 11.417. Quello del presidente della giunta del Veneto a 12.615. Del suo collega calabrese a 13.353. Ci spiega Antonio Merlo, della University of Pennsylvania, che ognuno di questi prende più di quanto guadagna al lordo il più pagato dei governatori americani. Basti pensare che quello dello Stato di New York prende 10.612 euro al mese, dai quali vanno tolte le tasse e tutto il resto. La cosa non finisce qui: ogni governatore statunitense ha in busta paga, mediamente, 93.450 euro, 7.787 al mese, ovvero la metà di quanto prende al netto il Presidente della Regione Sicilia.
Un parlamentare USA, Camera o Senato, riceve 10.315 euro lordi al mese: 1.389 in meno del 'trattamento mensile lordo' dei nostri deputati. Secondo il Sole24ore, sappiamo che questi ultimi incassano sotto questa voce 11.704 euro mensili, vale a dire tremila in più dei secondi in classifica (gli austriaci: 8.882), quattromila abbondanti più dei terzi (gli olandesi: 7.177), e cinquemila in più dei francesi (6.892). La cosa più 'divertente' di tutto ciò è che gli Spagnoli, nonostante il sorpasso in termini di Pil pro capite, sono pagati un quarto rispetto ai nostri: 2.921 euro.
Da non dimenticare è il trattamento che subiscono i cosiddetti 'portaborse' dei politici italiani, che ad ogni legislatura dovrebbero essere messi in regola, cosa che in generale non avviene, e se avviene, solo parzialmente. Eppure una soluzione al problema sarebbe molto semplice: basterebbe che il Parlamentare segnalasse alle Camere il proprio collaboratore, lasciando che siano queste a pagarlo. La realtà si dimostra ben diversa: i nostri politici trovano molto più comodo incassare i soldi e girarne solo una parte al povero assistente, promettendogli (ovviamente), che un giorno tirerà dentro anche lui. Se vogliamo fare un altro esempio di integrazione, proprio alla vigilia della manovra 'lacrime e sangue', l’ex Consigliere di Tremonti, Marco Milanese, si compiaceva per le vacanze al Plaza, le Ferrari Scaglietti e lo Yacht rivenduto per una somma doppia a quanto guadagna un presidente americano in tutto il suo mandato. Secondo le dichiarazioni di un consigliere radicale, Giuseppe Rossodivita, alla Regione Lazio, stando alla dichiarazione dei redditi, solo una trentina dei suoi colleghi dichiara di possedere un'auto. Gli altri, nonostante risultino essere proprietari di 'decine di appartamenti intestati', non possiederebbero apparentemente nessuna vettura. È un fatto curioso, considerando che quasi tutti, infatti, incassano ogni mese sontuosi rimborsi dichiarando di raggiungere il Consiglio con l'auto propria. Per quanto riguarda i rimborsi, come ci ha raccontato su La Repubblica Carlo Piccozza, non occorrono nemmeno fatture che certifichino gli spostamenti. Basta dichiarare a parole di aver compiuto un tot di kilometri per arrivare in via della Pisana. La Regione, naturalmente, paga: 35 centesimi al kilometro. Il tutto, ovviamente, è basato soltanto sulla parola, e non serve neanche uno scontrino. Come se non bastasse, c'è chi dopo l'elezione decide di spostare la propria residenza o il domicilio il più lontano possibile. Che problema c'è? Tanto nessuno controlla. Potremmo andare avanti anche per ore citando casi del genere, ma preferisco soffermarmi sul fatto che oggi c'è stato il voto definitivo alla Camera, intervento che prevederà una serie di tagli alle agevolazioni fiscali: dagli asili ai mutui. Il taglio di deduzioni, detrazioni e sconti fiscali previsto dalla manovra per il 2013 e 2014 potrebbe costare a una famiglia media mille euro di tasse in più in due anni. La cosa che emerge più chiaramente da questa vicenda è che il cosiddetto 'Popolo della Libertà' è più che altro un popolo di socialisti. All'interno del partito, infatti, gli ex socialisti sono la maggioranza e i liberali sono rimasti pochissimi, a mio avviso giusto Galan e Crosetto. E pensare che nel '94 Silvio Berlusconi, leader del PdL, ha combattuto tutte le sue campagne elettorali sulla base di un programma che prometteva di abbassare il carico fiscale. Ora vediamo che di quelle promesse non si è fatto nulla. Quest'ultima manovra, infatti, colpisce le classi sociali più disagiate, le famiglie monoreddito e anche il popolo delle partite Iva. Ironia della sorte? Durante la manovra è stato nominato più volte il Titanic, ma a differenza del Titanic, in questa situazione si salvano giusto i passeggeri di prima classe.
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martedì 3 maggio 2011
Milano vicino all'Europa. Il PdL dà il via all’operazione 'massacro'
Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.
E così, anche a Suor Letizia sono spuntate le zanne. Saranno state le frequentazioni leghiste molto frequenti nelle ultime settimane (si sa, visto che i tuoi sembrano perdere terreno nei consensi, è meglio coltivarsi gli alleati riottosi) o forse ordini dall'alto di rendere 'cazzuta' la campagna elettorale, sta di fatto che la bonaria zietta che ha coperto ogni angolo della città da qualche mese a questa parte con i suoi sorrisi d'ordinanza (in realtà, anche loro inquietanti se visti con attenzione), ha smesso i guantini da soirée alla Scala, indossato i guantoni da Rocky e comincia a picchiare a mano libera. Dopo essersi esercitata (con non troppo successo, in realtà) con il noto Lassini, è partita a menar fendenti a destra e a manca: un colpo a Manfredi Palmeri (accusato alternativamente di incoerenza o irrilevanza), qualcuno in più a Pisapia (poverino, ha frequentazioni 'radicali', che orrore...), Nostra Signora De Milàn si abbatte con la violenza di un panzer sui propri avversari. Ricevendo a sua volta qualche scappellotto (soprattutto da Palmeri in realtà, in casa Pisapia regna, per ora, l'understatement). Il risultato è quantomeno distonico e a più d'uno degli osservatori ha fatto arricciare il naso, anche perchè la vocina stridula della Nostra mal si accompagna all'innalzarsi dei toni.
In questa 'Operazione Massacro' Madama Letizia è coadiuvata dai maggiorenti del PdL. Dal segretario provinciale Mantovani al capogruppo Gallera è tutta una gara a chi la spara più grossa. Per darvi un'idea siamo già arrivati a 'Con Pisapia ci sarà un Leoncavallo ogni zona'(Mantovani), e 'Nel programma di Pisapia ci sono le stanze della droga libera' (Gallera) fino a 'Con Pisapia comanderanno i centri sociali' (questa è del nostro preferito, il simpatico De Corato). Un coro che cresce. E siamo ancora a due settimane dalla fine della campagna elettorale.
Nel coro, una voce silente: quella leghista che, rassicurazioni formali bossiane a parte, fa gara a sè. Non si sporca le mani, gioca la sua partita nel tentativo di succhiare voti al PdL (in combinato disposto con il Terzo Polo e per cercare di sostituire i voti fuggiti via dal Carroccio dopo le ultime figuracce sui permessi temporanei che hanno indispettito non poco la base 'dura e pura') e, perché no, attendere il finale di partita. Preparandosi anche ad un futuro senza Letizia. Ma non per questo meno radioso...
www.radicalisenzafissadimora.org
Da Notizie Radicali.
E così, anche a Suor Letizia sono spuntate le zanne. Saranno state le frequentazioni leghiste molto frequenti nelle ultime settimane (si sa, visto che i tuoi sembrano perdere terreno nei consensi, è meglio coltivarsi gli alleati riottosi) o forse ordini dall'alto di rendere 'cazzuta' la campagna elettorale, sta di fatto che la bonaria zietta che ha coperto ogni angolo della città da qualche mese a questa parte con i suoi sorrisi d'ordinanza (in realtà, anche loro inquietanti se visti con attenzione), ha smesso i guantini da soirée alla Scala, indossato i guantoni da Rocky e comincia a picchiare a mano libera. Dopo essersi esercitata (con non troppo successo, in realtà) con il noto Lassini, è partita a menar fendenti a destra e a manca: un colpo a Manfredi Palmeri (accusato alternativamente di incoerenza o irrilevanza), qualcuno in più a Pisapia (poverino, ha frequentazioni 'radicali', che orrore...), Nostra Signora De Milàn si abbatte con la violenza di un panzer sui propri avversari. Ricevendo a sua volta qualche scappellotto (soprattutto da Palmeri in realtà, in casa Pisapia regna, per ora, l'understatement). Il risultato è quantomeno distonico e a più d'uno degli osservatori ha fatto arricciare il naso, anche perchè la vocina stridula della Nostra mal si accompagna all'innalzarsi dei toni.
In questa 'Operazione Massacro' Madama Letizia è coadiuvata dai maggiorenti del PdL. Dal segretario provinciale Mantovani al capogruppo Gallera è tutta una gara a chi la spara più grossa. Per darvi un'idea siamo già arrivati a 'Con Pisapia ci sarà un Leoncavallo ogni zona'(Mantovani), e 'Nel programma di Pisapia ci sono le stanze della droga libera' (Gallera) fino a 'Con Pisapia comanderanno i centri sociali' (questa è del nostro preferito, il simpatico De Corato). Un coro che cresce. E siamo ancora a due settimane dalla fine della campagna elettorale.
Nel coro, una voce silente: quella leghista che, rassicurazioni formali bossiane a parte, fa gara a sè. Non si sporca le mani, gioca la sua partita nel tentativo di succhiare voti al PdL (in combinato disposto con il Terzo Polo e per cercare di sostituire i voti fuggiti via dal Carroccio dopo le ultime figuracce sui permessi temporanei che hanno indispettito non poco la base 'dura e pura') e, perché no, attendere il finale di partita. Preparandosi anche ad un futuro senza Letizia. Ma non per questo meno radioso...
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sabato 30 aprile 2011
Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Gli isterismi del PdL puzzano di paura lontano un miglio. Ma noi preferiamo parlare di politica
Lipparini Lista Bonino-Pannella: gli isterismi del PdL puzzano di paura lontano un miglio. Ma noi preferiamo parlare di politica.
'Le dichiarazioni di diversi esponenti del PdL milanese (dal coordinatore provinciale Mantovani al capogruppo Gallera) segnalano soprattutto la paura che domina le loro menti, quella di perdere Milano'. Così Lorenzo Lipparini, candidato della Lista Bonino-Pannella, risponde agli attacchi venuti negli ultimi giorni dal centrodestra.
E aggiunge: 'Lanciarsi in paralleli come Antiproibizionismo uguale Droga Libera dimostra solo la distanza di questi esponenti politici dai veri bisogni dei cittadini milanesi. Noi non scendiamo a questo livello altrimenti sarebbe gioco facile ricordare come, solo un anno fa, Alfredo Iorio (presidente della Kreiamo Spa, e finito in carcere per corruzione aggravata dall'utilizzo del metodo mafioso) citasse Gallera in un'intercettazione agli atti dell'inchiesta 'Parco Sud' come 'la persona più vicina alla nostra mentalità'. Se si riferisse alla mentalità mafiosa o a quella proibizionista, non lo sappiamo. E non ci interessa. Vorremmo solo poterci confrontare con il centrodestra sui programmi di governo per la città di Milano invece di essere tirati a forza in queste polemiche da osteria'.
Per finanziare la campagna elettorale: http://milano.boninopannella.it/contribuisci
http://milano.boninopannella.it/
Facebook: Milanoradicalmentenuova lista bonino-pannella
Twitter: Bonino Pannella Milano
'Le dichiarazioni di diversi esponenti del PdL milanese (dal coordinatore provinciale Mantovani al capogruppo Gallera) segnalano soprattutto la paura che domina le loro menti, quella di perdere Milano'. Così Lorenzo Lipparini, candidato della Lista Bonino-Pannella, risponde agli attacchi venuti negli ultimi giorni dal centrodestra.
E aggiunge: 'Lanciarsi in paralleli come Antiproibizionismo uguale Droga Libera dimostra solo la distanza di questi esponenti politici dai veri bisogni dei cittadini milanesi. Noi non scendiamo a questo livello altrimenti sarebbe gioco facile ricordare come, solo un anno fa, Alfredo Iorio (presidente della Kreiamo Spa, e finito in carcere per corruzione aggravata dall'utilizzo del metodo mafioso) citasse Gallera in un'intercettazione agli atti dell'inchiesta 'Parco Sud' come 'la persona più vicina alla nostra mentalità'. Se si riferisse alla mentalità mafiosa o a quella proibizionista, non lo sappiamo. E non ci interessa. Vorremmo solo poterci confrontare con il centrodestra sui programmi di governo per la città di Milano invece di essere tirati a forza in queste polemiche da osteria'.
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mercoledì 20 aprile 2011
La solita doppia morale
Ansa - FORMIGONI, OPPORTUNO LASSINI SI RITIRI - 'Sarebbe opportuno che si autosospendesse, perché non esprime la linea del Popolo della Libertà'. Lo ha detto il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, prendendo di fatto le distanze dalla candidatura nel Pdl alle prossime elezioni comunali di Roberto Lassini, l'autore dei manifesti anti-pm. Formigoni ha risposto alle domande dei cronisti a margine della seduta del consiglio regionale. Nel ribadire che 'è fermissima la nostra condanna rispetto a queste frasi che non sono minimamente condivisibili'.
Commento dei Radicali di Cologno Monzese
Non sarebbe opportuno che si ritirassero anche tutti coloro che si sono resi complici della falsificazione delle firme per la presentazione delle liste alle scorse elezioni regionali e anche chi di queste falsificazioni ne ha beneficiato e cioè lo stesso Formigoni?
Come al solito due pesi e due misure, la solita doppia morale che vuole Barabba libero e qualcun altro in croce per lui.
Per i Radicali di Cologno Monzese
Francesco Pasquariello.
www.radicalisenzafissadimora.org
Commento dei Radicali di Cologno Monzese
Non sarebbe opportuno che si ritirassero anche tutti coloro che si sono resi complici della falsificazione delle firme per la presentazione delle liste alle scorse elezioni regionali e anche chi di queste falsificazioni ne ha beneficiato e cioè lo stesso Formigoni?
Come al solito due pesi e due misure, la solita doppia morale che vuole Barabba libero e qualcun altro in croce per lui.
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