Lista Bonino-Pannella. CAPPATO: 'RESTITUITI I PRIMI DUE BIGLIETTI DI VASCO. APERTA LA LOTTERIA PER IL CONCERTO DI DOMANI. CONFERMO LA MIA (AUTO)CANDIDATURA'.
Dichiarazione di Marco Cappato.
Tutto è proceduto regolarmente per la restituzione ai milanesi dei due biglietti omaggio per Vasco a San Siro, pagati dai contribuenti e ricevuti anche da me in quanto Consigliere comunale di Milano. Ha vinto i biglietti il Signor Alessandro Buzzi, a seguito di pubblica estrazione. Sono ora aperte sulla mia pagina Facebook le iscrizioni per il secondo sorteggio, non più limitato ai milanesi, con i due biglietti del concerto di domani, venerdì 17 giugno. Ciascun biglietto, in ottima posizione, è venduto attualmente nei siti non ufficiali a più di 300 euro. Il valore commerciale attuale della restituzione è dunque nell'ordine di grandezza di oltre 1.200 euro.
La lotteria radicale gratuita dei biglietti omaggio continuerà fino a che non sarà stata messa mano al sistema dei biglietti gratuiti, per renderlo trasparente o ancor meglio per abolirlo. La pubblicità e trasparenza assoluta della macchina comunale, delle nomine, degli appalti, sarà il mio primo impegno se sarò eletto Presidente del Consiglio comunale. Voglio sottolineare che al momento sono l'unico candidato (o 'auto-candidato', come giustamente sottolinea il Consigliere Rizzo) ad essersi rivolto direttamente a tutti gli altri Consiglieri comunali esponendo loro un programma di intenti. Mi auguro che il Consigliere anziano De Corato vorrà prevedere un adeguato spazio di dibattito per la presentazione delle candidature alla seduta inaugurale di lunedì.
Laici, Nonviolenti, Antiproibizionisti, Liberali, Federalisti
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giovedì 16 giugno 2011
sabato 30 aprile 2011
Milano vicino all'Europa. Un voto per salvarsi da Salvini
Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.
Da un vicesindaco all'altro, dal passato al futuro. E già, perchè per quante preferenze potrà prendere, Il nostro vecchio De Corato, di cui abbiamo già parlato, è destinato ad un futuro da semplice consigliere comunale (o, magari, presidente del consiglio comunale, perchè no?). Al suo posto di vicesindaco, sempre che vinca suor Letizia, pare essere destinato l'eurodeputato Matteo Salvini, giovane (una volta, è sulla soglia dei quarant'anni) virgulto di quella formidabile scuola di formazione politica che è la Lega. Quindi, la sciura si prepara ad avere un vicesindaco comunista.
Questo almeno il credo dichiarato da Salvini stesso, oltre naturalmente a quello padano. Consigliere comunale dal 1993 (alla faccia del rinnovamento, verrebbe da dire), il nostro fu tra i protagonisti, nel lontano 1997, della lista Comunisti Padani, presente alle elezioni dell'allora Parlamento Padano (altri tempi, quando la Lega predicava la secessione. Esplicitamente, intendo). Questo non fa naturalmente di lui un esperto di Marx ed Engels, quanto piuttosto un non banale animale politico, capace di rappresentare al meglio la Lega di lotta e di governo (anche questo un ossimoro di radice comunista, in fondo) sognata da Bossi. È da sempre protagonista delle cronache locali milanesi per i suoi show sopra le righe. Dal rifiuto di stringere la mano a Ciampi (ai tempi della Giunta Albertini) fino all'ultima salvinata (le scrivanie del gruppo consiliare della Lega in piazza per la Festa della Repubblica, prontamente sgomberati dai Carabinieri prima che venissero linciati da una folla di milanesi patriottici), il nostro è stato protagonista delle cronache cittadine, costruendosi così il ruolo di fustigatore. Anche e soprattutto nei confronti dei suoi partner di governo, che non poche volte hanno dovuto subire le sue angherie verbali.
Tra le ultime vittime, proprio il suo futuro predecessore, il povero De Corato, colpito al cuore della sua azione politica, ovvero le mitiche ordinanze sulle intemperanze degli avventori dei locali pubblici. Orgoglio di "Riccardo cuor di terrone" (scusatemi il calembour protoleghista), sono state stroncate in occasione della presentazione della lista leghista al Comune, con una sottile perfidia da parte di Salvini. Visto che, in fondo, le ordinanze furono uno degli strumenti richiesti proprio dai leghisti. Ma a quei tempi, la campagna elettorale era finita da tempo e si dovevano trovare altri modi per stare sulle pagine dei giornali.
www.radicalisenzafissadimora.org
Da Notizie Radicali.
Da un vicesindaco all'altro, dal passato al futuro. E già, perchè per quante preferenze potrà prendere, Il nostro vecchio De Corato, di cui abbiamo già parlato, è destinato ad un futuro da semplice consigliere comunale (o, magari, presidente del consiglio comunale, perchè no?). Al suo posto di vicesindaco, sempre che vinca suor Letizia, pare essere destinato l'eurodeputato Matteo Salvini, giovane (una volta, è sulla soglia dei quarant'anni) virgulto di quella formidabile scuola di formazione politica che è la Lega. Quindi, la sciura si prepara ad avere un vicesindaco comunista.
Questo almeno il credo dichiarato da Salvini stesso, oltre naturalmente a quello padano. Consigliere comunale dal 1993 (alla faccia del rinnovamento, verrebbe da dire), il nostro fu tra i protagonisti, nel lontano 1997, della lista Comunisti Padani, presente alle elezioni dell'allora Parlamento Padano (altri tempi, quando la Lega predicava la secessione. Esplicitamente, intendo). Questo non fa naturalmente di lui un esperto di Marx ed Engels, quanto piuttosto un non banale animale politico, capace di rappresentare al meglio la Lega di lotta e di governo (anche questo un ossimoro di radice comunista, in fondo) sognata da Bossi. È da sempre protagonista delle cronache locali milanesi per i suoi show sopra le righe. Dal rifiuto di stringere la mano a Ciampi (ai tempi della Giunta Albertini) fino all'ultima salvinata (le scrivanie del gruppo consiliare della Lega in piazza per la Festa della Repubblica, prontamente sgomberati dai Carabinieri prima che venissero linciati da una folla di milanesi patriottici), il nostro è stato protagonista delle cronache cittadine, costruendosi così il ruolo di fustigatore. Anche e soprattutto nei confronti dei suoi partner di governo, che non poche volte hanno dovuto subire le sue angherie verbali.
Tra le ultime vittime, proprio il suo futuro predecessore, il povero De Corato, colpito al cuore della sua azione politica, ovvero le mitiche ordinanze sulle intemperanze degli avventori dei locali pubblici. Orgoglio di "Riccardo cuor di terrone" (scusatemi il calembour protoleghista), sono state stroncate in occasione della presentazione della lista leghista al Comune, con una sottile perfidia da parte di Salvini. Visto che, in fondo, le ordinanze furono uno degli strumenti richiesti proprio dai leghisti. Ma a quei tempi, la campagna elettorale era finita da tempo e si dovevano trovare altri modi per stare sulle pagine dei giornali.
www.radicalisenzafissadimora.org
giovedì 24 marzo 2011
Lista Bonino-Pannella: De Corato, pugno di ferro coi writers e guanto di velluto con chi attacca manifesti abusivi
'Un'amministrazione degna di Giano Bifronte, quella di Milano'. Così Francesco Poirè, segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano ed esponente della Lista Bonino-Pannella. Che continua: 'Il braccio armato della Moratti, il vicesindaco De Corato, è prodigo di comunicati entusiastici quando ci sono condanne per i writers, ma fa finta di nulla nei confronti di chi imbratta i muri con i manifesti abusivi che hanno cominciato ad invadere la nostra città. In questo momento di fatto sono state agevolate, con l'installazione anticipata degli spazi per la propaganda elettorale, le affissioni abusive'.
Anche per questo la Lista Bonino-Pannella, oltre a continuare la sua battaglia a colpi di denunce (al ritmo di due a settimana) contro le affissioni abusive, ha ideato un vero e proprio concorso aperto a tutti i cittadini dal titolo Caccia al Manifesto Abusivo. 'L'obiettivo è quello di coinvolgere quanti più cittadini possibile in quella che è una battaglia per la decenza della politica che passa anche dalla decenza delle nostre strade.' aggiunge Marco Di Salvo, segretario dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora. E conclude: 'In fondo, se De Corato volesse cominciare a fare pulizia dei manifesti abusivi, non dovrebbe andare troppo distante dalla sede del suo partito di riferimento, visto che gran parte degli imbrattatori di professione lavorano per alcuni suoi colleghi di lista'.
Per informazioni:
Marco Di Salvo
347 0350986
www.radicalisenzafissadimora.org
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venerdì 21 gennaio 2011
De Corato & Gheddafi uniti nella lotta ai berberi del Nordafrica
Pubblichiamo il testo di un volantino distribuito lunedì 17 gennaio dall'Associazione Culturale Berbera nel corso di una manifestazione davanti al consolato libico di Milano. I radicali si stanno già attivando per portare questi gravissimi fatti all'attenzione del Parlamento italiano.
In Libia, in questi giorni, le autorità stanno conducendo una pesante repressione nei confronti di ogni manifestazione della lingua e della cultura berbera, nonché di ogni tentativo di studiarla da parte di ricercatori europei: due giovani fratelli, Mazigh e Madghis Buzakhar sono stati imprigionati con l'accusa di spionaggio per aver avuto contatti con uno straniero. Lo straniero in questione era un ricercatore italiano (che ovviamente fa il dottorato a Londra e non in Italia), che è stato anch'egli arrestato e detenuto per tre settimane a Tripoli prima di essere liberato. Negli stessi giorni, anche un paio di ricercatori berberi marocchini, Mahfoud Asmahri e Hassan Ramo, dell'Istituto Reale di Cultura Amazigh, sono stati trattenuti un paio di settimane e sottoposti a interrogatori prima di essere rimandati in patria con una paternale che li accusa di "portare acqua" al disegno criminoso di chi vuole seminare il virus della divisione in Nordafrica semplicemente ammettendo che i berberi esistono e hanno una loro lingua e cultura. Non parliamo, poi, del cantante berbero Abdullah Ashini, condannato a cinque anni di prigione per aver cantato all'estero in un festival di canzoni berbere!
A Milano, il vicesindaco De Corato censura ogni manifestazione di protesta per i diritti umani in Nordafrica, lamentando il dispendio di forza pubblica per vicende che ai milanesi non interesserebbero: un insulto non solo agli immigrati, ma anche ai tanti milanesi che non si riconoscono in queste affermazioni xenofobe grette e meschine. Di fatto, De Corato si pone a fianco del dittatore libico, che ama i cavalli berberi ma vuole far sparire i berberi, uomini e donne, che ancora esistono in Nordafrica, parlano la loro lingua, che fu quella di Giugurta e Massinissa, e non si sono fatti assorbire dagli invasori arabi.
Madghis Buzakhar non è una spia. Si occupa della propria lingua materna e della propria cultura, aveva raccolto una piccola biblioteca che ora gli è stata sequestrata, e ha scritto alcuni articoli interessanti, in particolare uno riguardo alla figura dello sheikh Abu Falgha, autore di due poemetti religiosi in berbero agli inizi dell'Ottocento. Ironia della sorte, uno scritto inedito di Ibrahim Scemmakhi del 1881, che proprio Madghis ha segnalato a proposito di questi poemi religiosi, riporta una vicenda di quei giorni in cui si parlava di "spie" che a Tripoli seguivano tutte le mosse dell'autore e riferivano alle autorità cosa faceva e con chi si incontrava. Non poteva immaginare che sarebbe presto successa a lui la stessa sorte! Ma Scemmakhi, dopo qualche giorno di sosta forzata in città poté ripartirsene libero e scrivere della sua avventura. Quando potrà fare lo stesso Madghis Buzakhar?
www.radicalisenzafissadimora.org
In Libia, in questi giorni, le autorità stanno conducendo una pesante repressione nei confronti di ogni manifestazione della lingua e della cultura berbera, nonché di ogni tentativo di studiarla da parte di ricercatori europei: due giovani fratelli, Mazigh e Madghis Buzakhar sono stati imprigionati con l'accusa di spionaggio per aver avuto contatti con uno straniero. Lo straniero in questione era un ricercatore italiano (che ovviamente fa il dottorato a Londra e non in Italia), che è stato anch'egli arrestato e detenuto per tre settimane a Tripoli prima di essere liberato. Negli stessi giorni, anche un paio di ricercatori berberi marocchini, Mahfoud Asmahri e Hassan Ramo, dell'Istituto Reale di Cultura Amazigh, sono stati trattenuti un paio di settimane e sottoposti a interrogatori prima di essere rimandati in patria con una paternale che li accusa di "portare acqua" al disegno criminoso di chi vuole seminare il virus della divisione in Nordafrica semplicemente ammettendo che i berberi esistono e hanno una loro lingua e cultura. Non parliamo, poi, del cantante berbero Abdullah Ashini, condannato a cinque anni di prigione per aver cantato all'estero in un festival di canzoni berbere!
A Milano, il vicesindaco De Corato censura ogni manifestazione di protesta per i diritti umani in Nordafrica, lamentando il dispendio di forza pubblica per vicende che ai milanesi non interesserebbero: un insulto non solo agli immigrati, ma anche ai tanti milanesi che non si riconoscono in queste affermazioni xenofobe grette e meschine. Di fatto, De Corato si pone a fianco del dittatore libico, che ama i cavalli berberi ma vuole far sparire i berberi, uomini e donne, che ancora esistono in Nordafrica, parlano la loro lingua, che fu quella di Giugurta e Massinissa, e non si sono fatti assorbire dagli invasori arabi.
Madghis Buzakhar non è una spia. Si occupa della propria lingua materna e della propria cultura, aveva raccolto una piccola biblioteca che ora gli è stata sequestrata, e ha scritto alcuni articoli interessanti, in particolare uno riguardo alla figura dello sheikh Abu Falgha, autore di due poemetti religiosi in berbero agli inizi dell'Ottocento. Ironia della sorte, uno scritto inedito di Ibrahim Scemmakhi del 1881, che proprio Madghis ha segnalato a proposito di questi poemi religiosi, riporta una vicenda di quei giorni in cui si parlava di "spie" che a Tripoli seguivano tutte le mosse dell'autore e riferivano alle autorità cosa faceva e con chi si incontrava. Non poteva immaginare che sarebbe presto successa a lui la stessa sorte! Ma Scemmakhi, dopo qualche giorno di sosta forzata in città poté ripartirsene libero e scrivere della sua avventura. Quando potrà fare lo stesso Madghis Buzakhar?
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