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sabato 7 maggio 2011

Milano vicino all'Europa - Croci e Letizia

Di Marco di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Povero Edoardo. Dopo aver condotto brillantemente la campagna per i cinque referendum ambientali a Milano (in compagnia di Marco Cappato, Enrico Fedrighini e dei tanti milanesi che hanno contribuito a raccogliere le oltre venticinquemila firme che fanno parte del bottino ambientalista) il presidente del comitato Milanosìmuove ha avuto un moto di tenerezza nei confronti della Sciura Brichetto in Moratti (che lo cacciò a poco più di metà mandato per dissidi di varia natura) e si è rimesso a far campagna per lei. Ha montato una bella listina simil ambientalista con uno slogan molto 'milanese' (Progetto Milano Migliore), ha fatto i suoi bei manifestini (anche manifestoni e anche affissi in modo non sempre legale) e si è dato anima e corpo al ritorno della Zietta al vertice di Palazzo Marino.

Le motivazioni, conoscendolo, saranno le più nobili. Lui si è sempre considerato uomo di centrodestra, questo va detto ad onor suo. Peccato che si tratti di un amore non corrisposto, viste le reazioni che accolsero il suo ritorno all'ovile, già fin da metà marzo, quando annunciò di essere un 'comeback kid'. A cominciare da quei maleducatoni della Lega Nord: 'Non pensi che sia lui a dettar legge'. Il sindaco Letizia Moratti - disse allora Matteo Salvini - è libera di scegliersi i compagni di viaggio che ritiene, ma a stabilire le azioni concrete per Milano saranno i cittadini con il loro voto. E se la Lega prenderà tanti voti, e ragionevolmente molti di più di Croci, alcune delle sue politiche come l'estensione di Ecopass resteranno nel cassetto'. Salvini poi osservò, non senza malizia: 'La coerenza non sta di casa dappertutto, se Croci ora ha cambiato nuovamente idea e pensa che vere politiche per l'ambiente sono possibili solo con il centrodestra, non possiamo che dirgli 'bentornato'. Non pensi però Croci che sarà lui a dettar legge quando avremo vinto le elezioni: le politiche ambientali sono sì al primo posto del nostro programma ma non in quei termini punitivi portati avanti da Croci quando era assessore'.

Stesso tipo di accoglienza anche da parte di molti esponenti del PdL, a cominciare da De Corato. Piglia e porta casa, insomma. A questo punto più d'uno si sarebbe fatto due conti e, magari, avrebbe ritirato l'idea di una lista per fare, che so, il consulente esterno dell'amministrazione prossima ventura. Non Edoardo, che, indefesso, ha messo su una bella listina di facce nuove e pulite ed è partito per la campagna. Peccato che lui, nella lista, non ci sia. E vi risparmio i commenti off records che molti esponenti del centrodestra hanno espresso guardando proprio la lista senza il leader, un Berlusconi al contrario, verrebbe da dire. O una moderna Violetta (protagonista de La Traviata) pronto a cantare anche lui: 'A quell'amor ch'è palpito / Dell'universo intero, / Misterioso, altero, / Croci e Letizia al cor'.

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 30 aprile 2011

Milano vicino all'Europa. Un voto per salvarsi da Salvini

Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.

Da un vicesindaco all'altro, dal passato al futuro. E già, perchè per quante preferenze potrà prendere, Il nostro vecchio De Corato, di cui abbiamo già parlato, è destinato ad un futuro da semplice consigliere comunale (o, magari, presidente del consiglio comunale, perchè no?). Al suo posto di vicesindaco, sempre che vinca suor Letizia, pare essere destinato l'eurodeputato Matteo Salvini, giovane (una volta, è sulla soglia dei quarant'anni) virgulto di quella formidabile scuola di formazione politica che è la Lega. Quindi, la sciura si prepara ad avere un vicesindaco comunista.

Questo almeno il credo dichiarato da Salvini stesso, oltre naturalmente a quello padano. Consigliere comunale dal 1993 (alla faccia del rinnovamento, verrebbe da dire), il nostro fu tra i protagonisti, nel lontano 1997, della lista Comunisti Padani, presente alle elezioni dell'allora Parlamento Padano (altri tempi, quando la Lega predicava la secessione. Esplicitamente, intendo). Questo non fa naturalmente di lui un esperto di Marx ed Engels, quanto piuttosto un non banale animale politico, capace di rappresentare al meglio la Lega di lotta e di governo (anche questo un ossimoro di radice comunista, in fondo) sognata da Bossi. È da sempre protagonista delle cronache locali milanesi per i suoi show sopra le righe. Dal rifiuto di stringere la mano a Ciampi (ai tempi della Giunta Albertini) fino all'ultima salvinata (le scrivanie del gruppo consiliare della Lega in piazza per la Festa della Repubblica, prontamente sgomberati dai Carabinieri prima che venissero linciati da una folla di milanesi patriottici), il nostro è stato protagonista delle cronache cittadine, costruendosi così il ruolo di fustigatore. Anche e soprattutto nei confronti dei suoi partner di governo, che non poche volte hanno dovuto subire le sue angherie verbali.

Tra le ultime vittime, proprio il suo futuro predecessore, il povero De Corato, colpito al cuore della sua azione politica, ovvero le mitiche ordinanze sulle intemperanze degli avventori dei locali pubblici. Orgoglio di "Riccardo cuor di terrone" (scusatemi il calembour protoleghista), sono state stroncate in occasione della presentazione della lista leghista al Comune, con una sottile perfidia da parte di Salvini. Visto che, in fondo, le ordinanze furono uno degli strumenti richiesti proprio dai leghisti. Ma a quei tempi, la campagna elettorale era finita da tempo e si dovevano trovare altri modi per stare sulle pagine dei giornali.

www.radicalisenzafissadimora.org