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venerdì 23 maggio 2014

Dossier radicale a Strasburgo sulla sentenza Torreggiani

 

 Dossier radicale a Strasburgo 

sulla sentenza Torreggiani


Punto per punto, oltre 50 pagine di analisi della mancata ottemperanza da parte del nostro Paese.
Non interrotto lo stato di illegalità: i trattamenti inumani e degradanti dei detenuti proseguono (violazione art. 3 - tortura).




http://radicalisenzadimora.blogspot.it/

domenica 18 dicembre 2011

La grazia è morta con Napolitano

Qualche giorno fa un nostro iscritto, Francesco Pasquariello, ha inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per suggerirgli di ricorrere al suo potere di grazia in risposta all'emergenza umanitaria delle nostre carceri. Uno strumento di cui Napolitano sembra aver dimenticato l'esistenza.

Di Francesco Pasquariello.

Guardando sul sito del Quirinale i dati relativi alle domande e concessioni di grazia da parte dei vari Presidenti della Repubblica mi sono accorto che con l'avvento della Presidenza Napolitano il potere di grazia non è più esercitato. Ecco alcuni dati sui provvedimenti di clemenza individuale adottati dai Capi dello Stato fino al 14 maggio 2006:

Einaudi 15.578
Gronchi 7.423
Segni/Merzagora 926
Saragat 2.925
Leone 7.498
Pertini 6.095
Cossiga 1.395
Scalfaro 339
Ciampi 114

Ed ora la vera sorpresa: quanti provvedimenti di grazia ha concesso Napolitano? I provvedimenti complessivamente adottati in materia di Grazia - dal 15 maggio 2006 al 15 maggio 2011 - dal Presidente Giorgio Napolitano:

Concessione di grazia 17

Di essi, 6 sono stati emessi nel primo anno del settennato; 7 nel secondo; 2 nel terzo; 1 nel quarto; 1 nel quinto. Che dire? Siamo passati dai 15.578 graziati di Einaudi ai soli 17 di Napolitano. Ma c'è un dato che andrebbe esaminato più a fondo e che a mio avviso desta molte perplessità:

Totale delle pratiche esaminate 1.923
Domande di grazia rigettate 1.104
Totale dei provvedimenti di archiviazione 673
Di cui per applicazione dell'indulto 268 e 227 per pena interamente espiata (anche per effetto dell'applicazione dell'indulto).

Consiglio comunque a chi fosse interessato di visitare questo link:


Vi sono tutta una serie di tabelle, grafici e dati piuttosto interessanti compreso la modifica del potere di grazia imposto dopo la sentenza della Corte Costituzionale dopo il caso "Grazia a Sofri" con lo "scontro" tra il Ministro Castelli e il Presidente Ciampi.

www.radicalisenzafissadimora.org

Lettera aperta al Presidente della Repubblica sulla giustizia

Qualche giorno fa un nostro iscritto, Francesco Pasquariello, ha inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per suggerirgli di ricorrere al suo potere di grazia in risposta all'emergenza umanitaria delle nostre carceri. Ne pubblichiamo qui il testo.


Cologno Monzese, 14 Dicembre 2011

Oggetto: Richiesta di grazia.

Poche ore fa l'Ansa batteva questa notizia:
"Si impicca detenuto nel carcere di Cagliari - 62 casi nel 2011. - A Foggia altra morte in cella. - A meno di 24 ore dalla visita del ministro della Giustizia, Paola Severino, e a una settimana di distanza da un altro suicidio avvenuto nello stesso carcere, un detenuto si è impiccato nella sua cella nel penitenziario Buoncammino di Cagliari. Un nuovo gesto estremo che fa salire a 62 il numero dei reclusi che dall'inizio dell'anno si sono tolti la vita".
Di fronte a questo stillicidio di morti, Le chiedo signor Presidente di inviare, con estrema urgenza, un messaggio ad entrambe le Camere con l'elenco dei nomi di chi ha deciso di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario a prezzo della propria vita.
Nel messaggio potrebbe accennare all'eventuale firma per la concessione da parte Sua di una domanda di Grazia al giorno (se necessario per 365 giorni) sino alla risoluzione da parte del Parlamento o del Governo di questo dramma che si sta consumando nell'indifferenza delle Istituzioni.
La prego, Signor Presidente, di contrapporre uno stillicidio di concessioni di Grazia ad uno stillicidio di pena di morte strisciante e ufficiosa che lo Stato italiano sta imponendo di fatto, contro il suo stesso diritto e la sua stessa Costituzione, nei confronti di alcuni "ospiti" delle nostre carceri (magari in attesa di giudizio).
Ho molta fiducia in Lei e nelle Istituzioni che con gran fatica cerca in tutti i modi di preservare dal qualunquismo e dalla facile demagogia di chi ogni giorno cerca di demolire il diritto e la democrazia di questo paese.
Con profondo affetto e stima per il difficile ruolo da Lei ricoperto Le porge i suoi saluti un Cittadino italiano orgoglioso di esserlo.

Francesco Pasquariello

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 24 ottobre 2011

Comunicato Stampa Cappato sulla sanatoria per le affissioni abusive

DECRETO SVILUPPO: CAPPATO 'NAPOLITANO NON FIRMI LA SANATORIA PER I MANIFESTI ABUSIVI, NORMA DA SOTTOSVILUPPO ANTIDEMOCRATICO'

Il Decreto che prevede la sanatoria per le multe sulle affissioni abusive è, da parte di questo Governo, l'ennesima prova di disprezzo per la legalità democratica e lo Stato di diritto. Anche sulla base dei precedenti dell'anno scorso, ritengo vi siano tutti gli elementi per il Capo dello Stato per rifiutare di apporre la propria firma su un decreto che sotto il titolo dello 'Sviluppo' esprime la continuità del Sottosviluppo antidemocratico italiano.

Marco Cappato, Consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano, promotore della campagna per far pagare le multe ai partiti.

Firma l'appello al Presidente della Repubblica per la legalità delle elezioni in Lombardia!


Signor Presidente,
Noi, donne e uomini di culture, età, posizioni sociali e convinzioni politiche diverse, consapevoli che solo nel rispetto della legge risieda la possibilità di un ordinato e sereno sviluppo della società, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alle elezioni regionali del 2010.

Ritenere, come ha fatto la Corte – che soltanto il giudice civile sia autorizzato a verificare l'autenticità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni – avrebbe senso in uno Stato funzionante al meglio.

Nella situazione di tracollo della giustizia che Lei ben conosce, questa decisione significa consegnare le procedure elettorali – sacre in qualunque sistema democratico – a furfanti certi dell’impunità.

Infatti, nel nostro disgraziato Paese, qualunque processo – civile o penale – terminerebbe dopo la fine della legislatura, lasciando indisturbati nelle istituzioni gaglioffi che si fossero guadagnati il posto con l’inganno.

Ci rivolgiamo a Lei, come supremo garante della legalità costituzionale, per invitarLa a prendere pubblicamente atto della situazione e a esortare il legislatore affinché si ponga fine all'attuale condizione strutturale di impunità garantita di fatto a chi viola la legalità democratica.

Firma questo appello presso il Gazebo Radical Party in piazza Cordusio da oggi fino a giovedì, oppure direttamente on line a questo link.

www.radicalisenzafissadimora.org

mercoledì 5 ottobre 2011

Comunicato Stampa firme false: Cappato a Napolitano 'La consulta ha stabilito l'impossibilità di accertare una truffa elettorale; esiste un'alternativa alla denuncia dell'Italia in sede internazionale?'

FIRME FALSE: CAPPATO A NAPOLITANO 'LA CONSULTA HA STABILITO L'IMPOSSIBILITÀ DI ACCERTARE UNA TRUFFA ELETTORALE; ESISTE UN'ALTERNATIVA ALLA DENUNCIA DELL'ITALIA IN SEDE INTERNAZIONALE?'

Dichiarazione di Marco Cappato, candidato della Lista Bonino-Pannella alla Presidenza della Lombardia escluso dalla competizione elettorale.

Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Corte Costituzionale italiana ha deciso oggi che soltanto il giudice civile è autorizzato a controllare la veridicità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni. Come Lei sa, Signor Presidente, i tempi minimi della giustizia civile sono superiori a quelli della durata di una legislatura.

La conseguenza dunque non riguarda soltanto le elezioni regionali del Piemonte, né soltanto quelle della Lombardia, dove noi Radicali abbiamo portato le prove della gigantesca truffa elettorale compiuta nella presentazione delle liste di Roberto Formigoni, con un migliaio di persone che hanno confermato in Procura della Repubblica di non aver mai firmato quelle liste. La conseguenza della sentenza di oggi significa, per il futuro del Repubblica italiana da Lei presieduta, che d'ora in poi sarà ufficialmente impossibile per chiunque ottenere giustizia contro una qualsiasi, anche se gravissima, truffa elettorale in tempo utile prima della fine del mandato di chi è stato eletto grazie a quella truffa, ad ogni livello locale o nazionale che sia.

Noi Radicali, Signor Presidente, ricorreremo nelle sedi internazionali contro questo Stato fuorilegge da Lei presieduto: fuorilegge contro i detenuti, fuorilegge contro gli imputati, fuorilegge contro le vittime dei crimini, fuorilegge contro una minima formalità democratica elettorale. Con grande rispetto per Lei e per i tentativi che Lei manifestamente compie, Le chiedo, Presidente, di indicare al Paese, se esiste, un'alternativa, così come Le abbiamo chiesto di indicare se esiste un'alternativa alla proposta di amnistia per far ripartire la giustizia italiana e interrompere la flagranza del crimine di Stato contro i detenuti.

Nel frattempo, come Radicali possiamo solo continuare a lottare per far cadere un regime antidemocratico che sempre di più occupa e disastra lo Stato, e dalla cui eredità ultrasessantennale Lei sta tentando di liberare Il Paese.

mercoledì 17 agosto 2011

Perché non temere l'amnistia

Di Giulia Crivellini.

'Il sovraffollamento nelle carceri rappresenta un tema di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile'. Così ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del convegno di fine luglio organizzato dai radicali. Nel frattempo qualche cosa si è mosso. Già, perché al consueto appuntamento estivo del Ferragosto in carcere quest'anno hanno aderito ben 2000 persone, oltre ad un consistente numero di parlamentari, consiglieri e figure istituzionali. L'urgenza, infatti, è divenuta oggi sinonimo di insostenibilità. Non solo sul piano della dignità (minima!) da garantire a ciascun individuo, ma altresì su quello della dignità di uno Stato che deve recuperare spazi di legalità, per 'tornare ad essere in qualche misura democratico'.

Se un barlume di luce è stato fatto, le soluzioni, però, sembrano vagare nell'oscurità. I radicali dicono forte e chiaro: amnistia! Il filo da tirare per arrivare a riforme complessive in tema giustizia. Il neo-arrivato Guardasigilli risponde: nessuna amnistia; piuttosto depenalizzazione dei reati minori, revisione dei meccanismi di custodia preventiva e avanti col 'piano carceri'. Dietro, l'eco di un'opinione pubblica che non ritiene sufficiente la misura suggerita da Pannella, in parte celando il timore di un'ondata di criminali in giro per le strade.

A questo punto, un'opera di verità si rende necessaria. Sì, perché l'amnistia ha un significato ben preciso, che deve essere conosciuto per poter esserne riconosciuta la validità. In primis, amnistia significa cura per uno Stato con febbre a quaranta. Per un malato che ha l'aspirina a portata di mano non solo è inutile, ma può essere addirittura mortale attendere mesi prima che i medici trovino l'antibiotico. Mi si dirà: allevia, ma non cura. E poi: racchiude un morbo, perché usciranno indiscriminatamente tanti criminali. E qui si entra nel cuore della questione: la portata 'emergenziale' di questo strumento è rafforzata da una valenza fortemente strutturale. Non solo porta sollievo al nostro Stato 'umiliato' (cit. Napolitano) e al lavoro dei magistrati, i quali si vedrebbero ridotti i processi penali a un milione e mezzo dai quattro e mezzo pendenti, ma anticipa quelle stesse riforme strutturali da tanti richiamate. Le anticipa perché, come istituto delineato dal diritto penale, le contiene in se stesso.

L'amnistia, infatti, non viene concessa a mo' di indulgenza o carità, ma deve seguire dei criteri precisi, collegati agli anni ancora da scontare oppure alla tipologia di reato. Si potrebbe, ad esempio, far rientrare nel suddetto provvedimento tutti quei reati considerati 'minori', o perché senza vittima o perché non più avvertiti come tali dalla società (c. d. 'inutili'). Ma, soprattutto, si potrebbero far rientrare quelle 'emergenze sociali', quali le tossicodipendenze e l'immigrazione, che non sono riuscite a trovare, sino ad oggi, adeguate soluzioni di politica (appunto) sociale, e che per questo vengono relegate nel dimenticatoio carcerario.

Insomma, perché fare domani (e quando?) misure di depenalizzazione di reati che già oggi, proprio con questa misura, possono essere prese? Consideriamo, poi, che non si tratterebbe solo di alleviare le condizioni dei tanti, troppi, malati di giustizia, ma di permettere e costringere la classe politica ad intervenire davvero. Risulterebbe, così, essere l'anestesia che crea quell'arco temporale indispensabile e irrinunciabile ad ogni intervento. È su questo terreno che la politica deve giocare la sfida. Se continuare a percorrere la strada delle promesse e della non-credibilità, divenendo ogni giorno più fragile, oppure, invece, decidere di dare un segnale serio ed immediato. E questo segnale ha un solo nome: amnistia.

www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 14 aprile 2011

Comunicato stampa Lista Bonino Pannella: lettera di Pannella, Bonino e Cappato a Napolitano e Maroni sul procedimento elettorale

Lista Bonino Pannella: Lettera a Napolitano e Maroni sulle incertezze nel procedimento elettorale per le elezioni a Milano

Le incertezze dovute al cambio in corsa del numero dei candidati possibili al Consiglio Comunale (da 48 a 60 e poi di nuovo a 48) e le discriminazioni per quanto riguarda la possibilità di avere i consiglieri comunali e provinciali in funzione di autenticatori delle proprie liste hanno spinto Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato a inviare una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al Ministro dell'Interno Roberto Maroni. Nella missiva si legge che "A due riprese è accaduto infatti che l'Esecutivo abbia deliberato per annullare la riduzione da 60 a 48 Consiglieri. In entrambi i casi, l'iniziativa dell'esecutivo non è divenuta legge, per le ragioni ben note. Con la presente vogliamo portare alla vostra attenzione il fatto che la Lista Bonino-Pannella ha avviato la raccolta firme nelle scorse settimane senza attendere l'esito definitivo delle iniziative istituzionali rispettivamente del Governo e della Presidenza della Repubblica. Non disponendo di eletti nel Consiglio Comunale e Provinciale - che la normativa autorizza ad autenticare le sottoscrizioni, ma che, salvo eccezioni, svolgono tale funzione "pubblica" solo al servizio dei rispettivi partiti di appartenenza, e in modalità tali da non garantire alcuna legalità, come recenti vicende proprio a Milano hanno dimostrato - abbiamo dovuto con largo anticipo definire la Lista dei candidati al Comune di Milano ed iniziare la raccolta delle firme nelle strade in presenza di "autenticatori" scelti tra le altre figure previste dalla legge, in particolare cancellieri di tribunale e notai. Facciamo di passaggio notare che tale differenza va a configurare una vera e propria discriminazione di fatto, imponendo a liste come la nostra l'impiego di risorse che invece le liste già presenti nelle istituzioni possono utilizzare per la campagna elettorale. Avendo iniziato la raccolta firme quando già il Governo aveva deliberato l'annullamento della riduzione dei Consiglieri, abbiamo composto una lista di 60 candidati. Infatti, mentre non è possibile integrare candidati aggiuntivi una volta raccolte le firme su liste da 48, è invece possibile presentare validamente soli 48 candidati pur comparendo essi su liste più numerose che includano anche candidati per i quali non saranno poi perfezionati i requisiti legali per la presentazione."

E aggiungono: "Vogliamo dunque oggi informare Voi - e i Vostri uffici giuridici anche attraverso la nota esplicativa che alleghiamo - sulla procedura da noi seguita per la presentazione della lista della quale siamo titolari e dei riferimenti normativi e giurisprudenziali che ne attestano la assoluta correttezza e legalità, anche al fine di evitare ogni tipo di fraintendimento in una materia tanto delicata e importante."