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domenica 23 ottobre 2011

I radicali e la comunicazione

Di Alessandro Di Tizio.
Da La fantasia come necessità. I radicali: provocatori qualunquisti o visionari consapevoli?.

Se è evidente che i temi dei radicali vengono puntualmente esclusi dal dibattito mediatico o distorti al punto da non rappresentare adeguatamente le proposte e le idee del partito, è altrettanto chiaro che immaginare un preciso disegno politico dietro le scelte degli operatori dei mass media sarebbe, oltre che indimostrabile, fuorviante; la scelta politica è solo uno degli aspetti che concorrono a determinare la situazione descritta.

Quello che viviamo è il prodotto di anni di informazione deviata, da una parte strumento ed espressione della partitocrazia, dall'altra governata da pressapochismo, carenza di professionalità, scelte conformiste e vincoli economico-produttivi, che ha puntualmente impedito a idee e proposte diverse di emergere nel dibattito radiotelevisivo e, di conseguenza, di entrare nell'agenda politica che i mass media concorrono a determinare. Non si tratta di un complotto, ma del perpetuarsi di una situazione che continuamente crea nuovo nutrimento per se stessa, abituando a un livello di informazione qualitativamente scarso, ma, al tempo stesso, tanto quantitativamente presente da far abbandonare spesso qualunque intenzione di ricerca di notizie provenienti da fonti alternative e, quindi, disabituando al dubbio.

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 11 giugno 2011

Norme sociali, mercato e informazione

Nel corso dell'ultima edizione del Festival dell'Economia di Trento (2-5 giugno 2011) Emiliano Silvestri, giornalista di Radio Radicale e tesoriere dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora, ha intervistato Alessandra Fogli, ricercatrice presso la Minnesota University, a proposito di norme sociali, mercato e informazione.



La ricerca economica cerca di isolare l'effetto delle norme sociali da quello dell'economia e delle istituzioni. Le norme sociali, influenzate da esperienze personali, sono maggiormente influenti in assenza di mercato. In Italia le lobbies sono più importanti del voto dei cittadini. Cosa c'è di strano nel modello italiano? Non sappiamo introdurre più concorrenza e più mercato, ci accontentiamo quindi dei tagli lineari. L'Italia non può più permettersi privilegi; deve introdurre meritocrazia e concorrenza altrimenti saranno vincoli esterni a imporre riforme e modifiche delle norme sociali. Sembra esserci un caso mediterraneo che accomuna Italia, Grecia e Portogallo. Vivendo all'estero, i nostri telegiornali sono incredibilmente focalizzati su diatribe interne al sistema politico; tutti notano uno scollamento tra classe politica e società. Ci vogliono persone, come Pannella, che prendano rischio, facciano delle scelte coraggiose per creare informazione e un modello culturale per altre persone. In Italia è difficile perché anche la stampa non segue le regole di mercato. Sarebbe importante una riforma elettorale; il politico deve rispondere al suo elettorato, non al leader, il cui compito non è dare ordini ai caporali. Forse in Italia si è persa la fiducia nelle istituzioni e nella politica.

www.radicalisenzafissadimora.org

lunedì 23 maggio 2011

Comunicato stampa Radicali: denuncia alla Procura di Bonino e Cappato contro Berlusconi ed i direttori dei TG che hanno trasmesso le sue pseudo interviste

Radicali: denuncia alla Procura di Bonino e Cappato contro Berlusconi ed i direttori dei TG che hanno trasmesso le sue pseudo interviste

Questa mattina Emma Bonino e Marco Cappato con l'assistenza dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, hanno depositato una denuncia alle Procure della Repubblica di Roma e di Milano contro Berlusconi ed i direttori dei TG che venerdì 20 maggio hanno trasmesso le pseudo interviste registrate del Presidente del Partito del Popolo della Libertà.

Nell'esposto, i Radicali rilevano come gli interventi di Berlusconi nei Tg siano - per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato - dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari.

Nell'esposto si evidenzia come, se fosse stato Berlusconi a pretendere dai direttori dei telegiornali - mediante costringimento o induzione determinato dalla sua qualità - la contestuale messa in onda di questi spot, non ci sarebbe nulla di diverso - per la struttura della condotta, le qualità soggettive dei protagonisti e le evidenti utilità di cui ha beneficiato il Presidente del Partito del Popolo delle Libertà - dalla concussione che i Pm di Milano hanno contestato al Premier allorquando contattò telefonicamente il questore per far affidare Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti, in contrasto con le norme di settore. Qualora invece i direttori dei tg fossero stati pienamente consenzienti e compartecipi allora si sarebbe in presenza di un evidente reato di abuso d'ufficio.

Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella, a riguardo ha dichiarato: 'Si è trattato di spot analoghi a quelli, celebri, che Berlusconi inscenava per Forza Italia sino a quando è entrata in vigore la legge n. 28 del 2000; mancava solamente la foto di famiglia in bella vista sulla scrivania. L'occupazione delle tv da parte di Berlusconi non è cosa alla quale si può rimediare con dei semplici spazi di riparazione, ne può essere sufficiente l'intervento dell'AGCOM. Fatti così gravi debbono essere valutati anche in sede penale, come da tempo sottoponiamo alla Procura di Roma'.

Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, ha ricordato che 'questa denuncia si inserisce nella lunga lotta radicale a difesa del diritto del popolo italiano a poter conoscere prima di scegliere e deliberare. La stessa lotta per la quale sabato scorso abbiamo reso noto i dati clamorosi elaborati dal Centro d’ascolto dell'informazione su ascolti e presenze dei politici nei programmi di approfondimento, e che vede Marco Pannella impegnato in una lunga iniziativa nonviolenta per la vita della democrazia'.

martedì 15 febbraio 2011

Conoscere per deliberare. Informazione e democrazia in Italia

Conoscere per deliberare.
(Luigi Einaudi, Prediche inutili).

Stasera, alla vigilia di una campagna elettorale per le amministrative che rischia di essere ancora una volta all'insegna dell'illegalità e della non democrazia, l'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora e l'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano si ritrovano in una riunione congiunta per parlare dei problemi dell'informazione in Italia. Come scriveva Luigi Einaudi, per poter prendere decisioni politiche è prima necessario conoscere a fondo i problemi e le soluzioni disponibili. Ma questo è possibile in un paese dove ci sono giornalisti che lavorano sotto la minaccia della criminalità organizzata, dove i mezzi di comunicazione sono concentrati nelle mani di una ristretta oligarchia, dove i partiti hanno lottizzato ogni spazio di servizio pubblico? Come possono gli elettori votare in modo consapevole, se non sanno neanche quali liste si presentano alle elezioni?

Le ricerche del prestigioso istituto internazionale Freedom House sulla democrazia nel mondo (New Study: Global Press Freedom Declines in Every Region for First Time. Israel, Italy and Hong Kong Lose Free Status), così come le recenti indagini condotte da Radicali Italiani sulla rappresentazione del crimine e dell'immigrazione in televisione (Dossier Informazione: il Caso Italia), ci mostrano un quadro dell'Italia desolante. E ancora una volta i radicali sono soli nel denunciare le violazioni della legge e della Costituzione.

Appuntamento martedì 15 febbraio alle ore 20:30, in via Borsieri 12 a Milano (MM2 Garibaldi).

www.radicalisenzafissadimora.org