Stasera, come tutti i martedì, ci ritroveremo nella sede di via Borsieri 12 (MM2 Garibaldi) a Milano, dalle 20:30 alle 22:00 circa, per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Parleremo degli ultimi giorni di campagna elettorale prima dei referendum comunali del 12 e 13 giugno. All'ordine del giorno anche l'organizzazione dell'assemblea straordinaria della nostra associazione: dobbiamo infatti eleggere il nostro rappresentante nel comitato nazionale di Radicali Italiani. La riunione è aperta alla partecipazione di tutti, iscritti e non.
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Laici, Nonviolenti, Antiproibizionisti, Liberali, Federalisti
martedì 7 giugno 2011
lunedì 6 giugno 2011
Nucleare e Acqua: due appuntamenti di confronto e dibattito oggi a Milano
Energia per nutrirci. Confronto tra le prospettive del nucleare e le prospettive delle fonti rinnovabili - Conoscere per deliberare: i primi due referendum.
Lunedì 6 giugno, ore 18:30: il Movimento Giovani per un Mondo Unito organizza un dibattito dal titolo 'Energia per nutrirci. Confronto tra le prospettive del nucleare e le prospettive delle fonti rinnovabili' con la partecipazione di Sandro Turco, esperto di energie rinnovabili, e Ugo Gianazza, esperto di energia nucleare. Per vederci chiaro sulla questione energetica e capire quali prospettive portano alla realizzazione del bene comune in vista del referendum del 12 e 13 giugno prossimo. Appuntamento presso la sede dell'Associazione Arcobaleno, in via Corsico 6 (MM2 Porta Genova) a Milano.
Lunedì 6 giugno, ore 21:00: l'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano organizza una serata di dibattito sul primo e sul secondo referendum popolare: modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica; determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Con Andrea Gilardoni, professore associato presso l'università Bocconi, e Milly Moratti o Enrico Fedrighini. Per chi non potrà essere presente il dibattito sarà trasmesso in diretta sulla Web TV Radicale. Appuntamento presso la sede dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano, in via Malachia Marchesi De Taddei 10 (MM1 De Angeli) a Milano.
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domenica 5 giugno 2011
Il proibizionismo sulle droghe non può funzionare
Di Misha Glenny.
Da McMafia. Droga, armi, esseri umani: viaggio attraverso il nuovo crimine organizzato globale.
Sostenuto dalla maggior parte dei suoi membri, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine è a favore di una politica proibizionista senza compromessi, che conferisce ai singoli stati il diritto di utilizzare le proprie risorse di polizia per debellare il mercato degli stupefacenti. Con una merce quale può essere il materiale fissile (per il quale la polizia ha qualche possibilità di rintracciare le regioni di produzione e i gruppi da cui proviene la richiesta), il proibizionismo ha effettivamente qualche possibilità di raggiungere i propri obiettivi dichiarati. Ma con la droga, dove la domanda è immensa e inelastica, il proibizionismo conduce inesorabilmente il mercato verso l'unica fonte atta a soddisfare la richiesta e regolare tutta l'attività: la criminalità organizzata.
Lev Timofeev, il matematico ex dissidente sovietico, che ora è divenuto uno studioso dell'economia ombra in Russia, ha redatto una delle più esaustive analisi sul mercato della droga. Le sue conclusioni sono spietate:
Proibire un commercio non vuol dire distruggerlo. Significa mettere un mercato vietato, ma dinamicamente in via di sviluppo, sotto il controllo assoluto delle multinazionali del crimine. Significa inoltre arricchire la malavita di centinaia di miliardi di dollari, consentendole ampio accesso a beni e attività di proprietà pubblica. Proibire un commercio significa dare alle corporation del crimine opportunità e risorse per esercitare un'influenza sulla guida di intere società e nazioni. Questo è il peggiore effetto provocato dal mercato della droga. L'opinione pubblica deve ancora capire che sfida esso stia ponendo alla civilità.
[...] Spesse volte i trafficanti di narcotici hanno hanno dimostrato che la loro forza economica è sufficiente a corrompere anche funzionari di paesi come quelli scandinavi in cui il livello di corruttibilità è molto basso. Quasi ovunque in narcotrafficanti possono contare su miliardi di dollari, laddove le forze dell'ordine nazionali hanno a disposizione solo decine o centinaia di milioni.
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Da McMafia. Droga, armi, esseri umani: viaggio attraverso il nuovo crimine organizzato globale.
Sostenuto dalla maggior parte dei suoi membri, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine è a favore di una politica proibizionista senza compromessi, che conferisce ai singoli stati il diritto di utilizzare le proprie risorse di polizia per debellare il mercato degli stupefacenti. Con una merce quale può essere il materiale fissile (per il quale la polizia ha qualche possibilità di rintracciare le regioni di produzione e i gruppi da cui proviene la richiesta), il proibizionismo ha effettivamente qualche possibilità di raggiungere i propri obiettivi dichiarati. Ma con la droga, dove la domanda è immensa e inelastica, il proibizionismo conduce inesorabilmente il mercato verso l'unica fonte atta a soddisfare la richiesta e regolare tutta l'attività: la criminalità organizzata.
Lev Timofeev, il matematico ex dissidente sovietico, che ora è divenuto uno studioso dell'economia ombra in Russia, ha redatto una delle più esaustive analisi sul mercato della droga. Le sue conclusioni sono spietate:
Proibire un commercio non vuol dire distruggerlo. Significa mettere un mercato vietato, ma dinamicamente in via di sviluppo, sotto il controllo assoluto delle multinazionali del crimine. Significa inoltre arricchire la malavita di centinaia di miliardi di dollari, consentendole ampio accesso a beni e attività di proprietà pubblica. Proibire un commercio significa dare alle corporation del crimine opportunità e risorse per esercitare un'influenza sulla guida di intere società e nazioni. Questo è il peggiore effetto provocato dal mercato della droga. L'opinione pubblica deve ancora capire che sfida esso stia ponendo alla civilità.
[...] Spesse volte i trafficanti di narcotici hanno hanno dimostrato che la loro forza economica è sufficiente a corrompere anche funzionari di paesi come quelli scandinavi in cui il livello di corruttibilità è molto basso. Quasi ovunque in narcotrafficanti possono contare su miliardi di dollari, laddove le forze dell'ordine nazionali hanno a disposizione solo decine o centinaia di milioni.
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sabato 4 giugno 2011
Cos'è il quorum e come funziona?
Di Marco del Ciello.
Tra circa una settimana gli elettori italiani potranno recarsi alle urne per esprimere il loro voto su quattro referendum abrogativi. I residenti a Milano voteranno contestualmente anche per cinque referendum consultivi comunali. Pur nel silenzio dei grandi mezzi di informazione, i promotori di questi referendum si stanno da tempo impegnando per sottolineare l'importanza della partecipazione a questo voto. E con buone ragioni, perché proprio la partecipazione sarà determinante per il raggiungimento dei loro obiettivi. L'articolo 75 della Costituzione recita infatti, al quarto comma: la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto. Si tratta del cosiddetto quorum dei votanti.
Il termine quorum deriva, come molti termini giuridici, dal latino: è infatti il genitivo plurale del pronome relativo quis e possiamo tradurlo come 'dei quali'. Veniva utilizzato in espressioni come quorum maxima pars, 'la maggior parte dei quali', e indica oggi generalmente il numero di persone la cui partecipazione è necessaria perché una deliberazione sia valida. Esistono quorum deliberativi nelle assemblee e nei consigli di amministrazione, così come nei parlamenti, anche se spesso solo per le decisioni più importanti. La sua funzione è infatti proprio quella di garantire che una minoranza possa assumere decisioni importanti, approfittando magari di un momento di distrazione della maggioranza.
Alle elezioni politiche non esiste un quorum di elettori, ma nei referendum ne esistono invece ben due: quello costituzionale del 50% + 1 dei votanti e quello, stabilito per legge, di 500.000 sottoscrittori per poter presentare il quesito. Nei referendum comunali milanesi queste percentuali sono diverse, 30% di votanti e 1,5% di sottoscrittori, ma il principio è lo stesso. Se il secondo quorum, quello dei sottoscrittori, serve a evitare che si tengano consultazioni che interessano pochi, il primo, quello dei votanti, serve a evitare che minoranze organizzate possano assumere decisioni che poi hanno un impatto sulla vita di tutti i cittadini. Questo almeno nelle intenzioni dei nostri costituenti, ma è una posizione che si presta a non poche critiche.
www.radicalisenzafissadimora.org
Tra circa una settimana gli elettori italiani potranno recarsi alle urne per esprimere il loro voto su quattro referendum abrogativi. I residenti a Milano voteranno contestualmente anche per cinque referendum consultivi comunali. Pur nel silenzio dei grandi mezzi di informazione, i promotori di questi referendum si stanno da tempo impegnando per sottolineare l'importanza della partecipazione a questo voto. E con buone ragioni, perché proprio la partecipazione sarà determinante per il raggiungimento dei loro obiettivi. L'articolo 75 della Costituzione recita infatti, al quarto comma: la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto. Si tratta del cosiddetto quorum dei votanti.
Il termine quorum deriva, come molti termini giuridici, dal latino: è infatti il genitivo plurale del pronome relativo quis e possiamo tradurlo come 'dei quali'. Veniva utilizzato in espressioni come quorum maxima pars, 'la maggior parte dei quali', e indica oggi generalmente il numero di persone la cui partecipazione è necessaria perché una deliberazione sia valida. Esistono quorum deliberativi nelle assemblee e nei consigli di amministrazione, così come nei parlamenti, anche se spesso solo per le decisioni più importanti. La sua funzione è infatti proprio quella di garantire che una minoranza possa assumere decisioni importanti, approfittando magari di un momento di distrazione della maggioranza.
Alle elezioni politiche non esiste un quorum di elettori, ma nei referendum ne esistono invece ben due: quello costituzionale del 50% + 1 dei votanti e quello, stabilito per legge, di 500.000 sottoscrittori per poter presentare il quesito. Nei referendum comunali milanesi queste percentuali sono diverse, 30% di votanti e 1,5% di sottoscrittori, ma il principio è lo stesso. Se il secondo quorum, quello dei sottoscrittori, serve a evitare che si tengano consultazioni che interessano pochi, il primo, quello dei votanti, serve a evitare che minoranze organizzate possano assumere decisioni che poi hanno un impatto sulla vita di tutti i cittadini. Questo almeno nelle intenzioni dei nostri costituenti, ma è una posizione che si presta a non poche critiche.
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venerdì 3 giugno 2011
Biciclettata fotografica per i cinque referendum locali di Milano
Milano ci invita a guardare avanti e allo stesso tempo ci offre la voglia di ritrovare se stessa, la sua gente, le sue strade, i suoi corsi d’acqua spesso ignorati ma vivi e presenti.
Domani pomeriggio l'associazione culturale Il Multiverso e il comitato referendario Milano Sì Muove vi invitano a seguire il suo racconto tra memorie e visioni, lungo un percorso ciclabile che collega piazzale Cadorna a viale della Liberazione, sul filo di una storia proposta dalla mostra fotografica 'Naviglio, Cuore di Milano'.
I richiami dei navigli e delle rogge, le voci delle chiuse e delle conche, danno corpo all’idea di una città nuova, a misura di cittadino, più viva e più pulita. La giornata sarà una buona occasione per approfondire le tematiche ambientali sulle quali i cittadini milanesi, unici in Italia, sono chiamati a esprimersi il 12 e 13 Giugno 2011 con i quesiti referendari locali che puoi leggere a questo link.
Appuntamento sabato 4 giugno alle ore 16:30, ritrovo e partenza in piazzale Cadorna (MM1/2 Cadorna).
www.radicalisenzafissadimora.org
giovedì 2 giugno 2011
Sostieni i referendum comunali di Milano Sì Muove anche su Internet!
Domenica 12 e lunedì 13 giugno, in concomitanza con i referendum nazionali, i cittadini milanesi sono chiamati a votare anche sui 5 referendum comunali per l'ambiente e la qualità della vita promossi dal Comitato Milano Sì Muove e sottoscritti da 24.000 cittadini.
I quesiti referendari delineano una trasformazione urbana complessiva che interessa i sistemi della mobilità, dell’energia, del verde, delle acque e dell’uso dello spazio urbano e che può portare Milano al livello di altre città leader nel mondo per qualità dell’ambiente e della vita.
La consultazione sarà valida solo se saranno andati a votare più del 30% degli aventi diritto. È perciò fondamentale usare i pochi giorni rimasti per informare più persone possibile dell'importanza, per il futuro della città, di recarsi alle urne il 12-13. Per farcela, c'è bisogno del tuo aiuto.
www.milanosimuove.it
Puoi sostenere i referendum anche attraverso Internet, applicando il PicBadge ufficiale, predisposto da Marco Di Salvo, al tuo sito, al tuo blog, al profilo Facebook o all'account Twitter. Lo trovi a questo link:
http://www.picbadges.com/referendum-milano/1773111/
www.radicalisenzafissadimora.org
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Milano Sì Muove
Stampa senza regime. Notizie dal mondo libero (26/5 - 2/6)
A cura di Marco del Ciello.
UNITED IN APATHY. WHY YOUNG ITALIANS STAY AT HOME da The Economist. Per un attimo è sembrato che la rivoluzione spagnola potesse estendersi anche all'Italia, ma i giovani italiani hanno un atteggiamento diverso rispetto ai coetanei spagnoli.
SILVIO BERLUSCONI FACES HUMILIATION AS MILAN VOTERS SUPPORT LEFTWING MAYOR di John Hooper, da The Guardian. Silvio Berlusconi deve affrontare una pesante sconfitta a Milano, sua città natale e roccaforte politica.
BASTA BUNGA BUNGA di Ariel Levy, da The New Yorker. Silvio Berlusconi sembra sempre più la versione italiana del milionario fondatore di Playboy Hugh Hefner, ma gli italiani si aspettano che governi il loro paese e non intendono più fargli sconti.
G-8 DIFFER IN REACTIONS TO FUKUSHIMA di Alex Martin, da The Japan Times. I governi dei paesi membri del G8 stanno reagendo in modo diverso all'incidente di Fukushima: alcuni restano convinti della scelta nucleare, mentre altri stanno rivedendo la loro posizione.
GERMANY DECIDES TO SHUT DOWN ALL NUCLEAR POWER PLANTS BY 2022 IN THE WAKE OF FUKUSHIMA da The Washington Post. Dopo l'incidente di Fukushima, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato l'uscita del suo paese dal nucleare.
SPECIAL REPORT: AN END TO AIDS? di Kate Kelland, da Reuters. Il caso eccezionale di un malato di HIV guarito grazie a un rapianto di midollo osseo ha riaperto le speranze sulla possibilità di trovare una cura per l'AIDS.
EUROPEAN COURT PARTIALLY BACKS KREMLIN IN KHODORKOVSKY'S PROSECUTION di Michael Schwirtz, da The New York Times. La Corte Europea di Giustizia ha dato parzialmente ragione al governo russo nel caso di Mikhail Khodorkovsky.
WHAT DOES NETANYAHU THINK HE IS DOING di Michael Walzer, da Dissent. La reazione del premier israeliano Netanyahu al discorso di Obama sembra dettata più da interessi elettorali che da una sincera preoccupazione per il futuro del suo paese.
SYRIA: THREE DEAD AS SECURITY FORCES CLASH WITH PROTESTERS IN CENTRAL TOWNS di Molly Hennessy-Fiske, dal Los Angeles Times. Nelle zone centrali della Siria continuano gli scontri tra ribelli e forze di sicurezza, con morti su entrambi i fronti.
AZERBAIJAN: BAKU MOVING TO RESTRICT ONLINE FREE SPEECH di Shahin Abbasov, da EurasiaNet. Il governo dell'Azerbaijan vuole introdurre il reato di 'disinformazione', ma i locali attivisti per i diritti civili temono che si tratti solo di una forma di censura della rete.
MAN WHO BRUTALLY KILLED CAT JAILED da The Independent. In Inghilterra un uomo, colpevole di aver ucciso un gatto in modo particolarmente brutale e con precedenti per aggressione, ha passato sedici settimane in carcere.
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UNITED IN APATHY. WHY YOUNG ITALIANS STAY AT HOME da The Economist. Per un attimo è sembrato che la rivoluzione spagnola potesse estendersi anche all'Italia, ma i giovani italiani hanno un atteggiamento diverso rispetto ai coetanei spagnoli.
SILVIO BERLUSCONI FACES HUMILIATION AS MILAN VOTERS SUPPORT LEFTWING MAYOR di John Hooper, da The Guardian. Silvio Berlusconi deve affrontare una pesante sconfitta a Milano, sua città natale e roccaforte politica.
BASTA BUNGA BUNGA di Ariel Levy, da The New Yorker. Silvio Berlusconi sembra sempre più la versione italiana del milionario fondatore di Playboy Hugh Hefner, ma gli italiani si aspettano che governi il loro paese e non intendono più fargli sconti.
G-8 DIFFER IN REACTIONS TO FUKUSHIMA di Alex Martin, da The Japan Times. I governi dei paesi membri del G8 stanno reagendo in modo diverso all'incidente di Fukushima: alcuni restano convinti della scelta nucleare, mentre altri stanno rivedendo la loro posizione.
GERMANY DECIDES TO SHUT DOWN ALL NUCLEAR POWER PLANTS BY 2022 IN THE WAKE OF FUKUSHIMA da The Washington Post. Dopo l'incidente di Fukushima, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato l'uscita del suo paese dal nucleare.
SPECIAL REPORT: AN END TO AIDS? di Kate Kelland, da Reuters. Il caso eccezionale di un malato di HIV guarito grazie a un rapianto di midollo osseo ha riaperto le speranze sulla possibilità di trovare una cura per l'AIDS.
EUROPEAN COURT PARTIALLY BACKS KREMLIN IN KHODORKOVSKY'S PROSECUTION di Michael Schwirtz, da The New York Times. La Corte Europea di Giustizia ha dato parzialmente ragione al governo russo nel caso di Mikhail Khodorkovsky.
WHAT DOES NETANYAHU THINK HE IS DOING di Michael Walzer, da Dissent. La reazione del premier israeliano Netanyahu al discorso di Obama sembra dettata più da interessi elettorali che da una sincera preoccupazione per il futuro del suo paese.
SYRIA: THREE DEAD AS SECURITY FORCES CLASH WITH PROTESTERS IN CENTRAL TOWNS di Molly Hennessy-Fiske, dal Los Angeles Times. Nelle zone centrali della Siria continuano gli scontri tra ribelli e forze di sicurezza, con morti su entrambi i fronti.
AZERBAIJAN: BAKU MOVING TO RESTRICT ONLINE FREE SPEECH di Shahin Abbasov, da EurasiaNet. Il governo dell'Azerbaijan vuole introdurre il reato di 'disinformazione', ma i locali attivisti per i diritti civili temono che si tratti solo di una forma di censura della rete.
MAN WHO BRUTALLY KILLED CAT JAILED da The Independent. In Inghilterra un uomo, colpevole di aver ucciso un gatto in modo particolarmente brutale e con precedenti per aggressione, ha passato sedici settimane in carcere.
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