martedì 13 marzo 2012

Riunione settimanale rinviata a mercoledì


Stasera, diversamente dagli altri martedì, non ci ritroveremo per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Per consentire ai nostri militanti Emiliano Silvestri e Francesco Pasquariello di partecipare al secondo incontro della Commissione Statuto di Radicali Italiani, abbiamo infatti deciso di rinviare il nostro appuntamento a domani sera, sempre alla stessa ora e sempre nella stessa sede. Parleremo delle nostre prossime iniziative su giustizia e amnistia. La riunione è aperta alla partecipazione di tutti, iscritti e non.

Appuntamento mercoledì 14 marzo alle ore 20:30, presso la sede di via Borsieri 12 (MM2 Porta Garibaldi) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 11 marzo 2012

La scienza umiliata in Italia

Di Gilberto Corbellini.
Da Perché gli scienziati non sono pericolosi.

Per capire meglio cosa sta accadendo sarebbe necessario partire dagli anni Sessanta, quando alcuni scienziati e manager della scienza, come Gilberto Bernardini, Edoardo Amaldi, Domenico Marotta, Adriano Buzzati-Traverso e Felice Ippolito tentarono di introdurre anche in Italia criteri più liberali nel governo politico della scienza, basati su autonomia e valutazione di merito delle capacità e dei risultati. In pratica, prendendo a esempio le esperienze in corso nel mondo anglosassone e soprattutto negli Stati Uniti, cercarono di creare le condizioni per sottrarre il sistema della ricerca alle logiche clientelari della politica. Di fatto la loro azione venne repressa, anche attraverso un uso politico della giustizia, che portò in carcere Ippolito e Marotta con accuse strumentali. Di conseguenza, il sistema della ricerca si sviluppò in modo sempre più condizionato, attraverso un'elargizione dei finanziamenti dipendente soprattutto da affiliazioni e protezioni politiche. Il risultato è stato un'asfissiante politicizzazione della scienza italiana, con la formazione di aggregazioni accademiche che grazie alle protezioni accumulavano potere e quindi controllavano in modo clientelare i concorsi. Di fatto, i partiti politici promuovevano o aiutavano gli scienziati sulla base soprattutto dell'appartenenza, e quindi della corrispondenza di un'idea politico-culturale della scienza, piuttosto che delle competenze. Per cui gli scienziati e la scienza interessavano ai politici solo in funzione della possibilità di nascondere scelte puramente demagogiche dietro la pseudoautorevolezza di qualche personaggio che solo per titolo di studio e impiego poteva e può essere definito scienziato.

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 10 marzo 2012

Presidio per chiedere lo scioglimento del Consiglio Regionale, abusivo, della Lombardia


Martedì prossimo Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano, organizza un presidio davanti alla sede del Consiglio Regionale della Lombardia per chiederne lo scioglimento.

Dichiarazione di Marco Cappato:

'Per un certo periodo Nicole Minetti è stata l'appestata del Consiglio Regionale della Lombardia. Oggi pare che sia Davide Boni, con consiglieri regionali che non possono sopportare la sua legittima presenza a riunioni istituzionali. A tutti costoro, ad appestanti e appestati, ho solo una cosa da dire: 'Gentili consigliere e consiglieri, presidenti e assessori: S-I-E-T-E T-U-T-T-I A-B-U-S-I-V-I, e ve ne dovete andare tutti a casa; da due anni avete in mano le carte, scoperte da noi radicali, che provano inequivocabilmente la truffa elettorale poi confermata dalle deposizioni dei firmatari defraudati, nonché le truffe collaterali di consiglieri ineleggibili da una parte e dall'altra; di fronte a tutto ciò, mai un sussulto di vera opposizione, tranne eccezioni che si contano sulle dita di una mano, nemmeno una commissioncina d'inchiesta o altro che rappresentasse il tentativo di lotta politica, di creare ciò che serve: un'alternativa al regime lombardo di Formigoni-Penati-Lega, più Compagnia delle Opere e cooperative di ogni colore. È vero, il presidente Davide Boni, che già mi espulse dal pubblico del Consiglio Regionale per aver io provato a interrompere i lavori abusivi, non dovrebbe più essere presidente. Ma, insieme a lui, nessuno di lorsignori dovrebbe sedere dove siede. Martedì mattina alle ore 12 noi radicali saremo di fronte al Pirellone, in via Fabio Filzi 22, per il presidio per lo scioglimento del Consiglio Regionale abusivo della Lombardia'.

Appuntamento martedì 13 marzo alle ore 12:00, davanti alla sede del Consiglio Regionale della Lombardia in via Fabio Filzi 22 (MM2/3 Centrale) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

venerdì 9 marzo 2012

Presentazione di 'Formigoni. Biografia non autorizzata' a Milano. Con Marco Pannella e Marco Cappato


Giovedì prossimo Lorenzo Lipparini, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, presenta a Milano il suo libro 'Formigoni. Biografia non autorizzata'. Partecipano: Marco Cappato, consigliere comunale del Gruppo Radicale - Federalista europeo a Milano e autore dell'introduzione; Pippo Civati, consigliere regionale del Partito Democratico in Lombardia; Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi; Marco Pannella. Modera: Eleonora Bianchini, giornalista del Fatto Quotidiano.

'Tutto poteva aspettarsi Roberto Formigoni, il quasi ventennale presidente della regione Lombardia che da anni si propone come successore di Silvio berlusconi. Ma non che a scrivere la sua biografia non autorizzata fosse Lorenzo Lipparini, il suo incubo peggiore, il giovane radicale che ha fatto tremare lui e tutto il PdL lombardo, presentando l'esposto sulle firme irregolari che aveva lasciato il governatore senza lista e che qui viene raccontato in dettaglio come mai prima d'ora. Ma non solo: l'infanzia di Formigoni su quel «ramo del lago di Como», le polemiche sul padre "fascistissimo", le inchieste giudiziarie e il rapporto simbiotico con Comunione e Liberazione. Un Formigoni inedito, narrato con precisione chirurgica e con altrettanta correttezza: una biografia documentata e imparziale, che, fuori da ogni logica politica, racconta l'uomo e il politico che ha plasmato intorno a sé l'intera Regione Lombardia. Il cattolicissimo amico e discepolo di don Giussani che ha spalancato, senza batter ciglio, le porte del Consiglio Regionale a Nicole Minetti, intrattenitrice dell'ex premier alle feste di Villa Certosa. Con buona pace della sua guida spirituale'.

Appuntamento giovedì 15 marzo alle ore 18:00, presso la Libreria Coop in via Festa del Perdono 12 (MM3 Missori) a Milano.

www.radicalisenzafissadimora.org

martedì 6 marzo 2012

Riunione settimanale


Stasera, come tutti i martedì, ci ritroveremo nella sede di via Borsieri 12 (MM2 Garibaldi) a Milano, dalle 20:30 alle 22:00 circa, per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Parleremo dell'ipotesi di costituire una Lega per l'Amnistia. All'ordine del giorno anche le iniziative di democrazia diretta che i radicali si apprestano a lanciare a Milano. La riunione è aperta alla partecipazione di tutti, iscritti e non.

www.radicalisenzafissadimora.org

domenica 4 marzo 2012

Non ero diventato presidente per guadagnare popolarità

Di Václav Havel.
Da Un uomo al Castello.

L'amnistia del gennaio 1990 mi viene rimproverata da quindici anni senza che nessuno sia in grado di spiegare perché fosse sbagliata. Avrebbe aumentato la criminalità, mentre sono stati fenomeni del tutto diversi a farla incrementare. I detenuti liberati nel 1990 hanno inciso sulla criminalità totale, se ricordo bene, nelle terre ceche del nove e in Slovacchia del sette per cento, una cifra di poco superiore a quella relativa ai detenuti liberati ogni anno. D'altronde la maggioranza di loro doveva comunque uscire quell'anno o l'anno dopo, e l'amnistia prevedeva, nei casi di reati gravi, solo uno sconto di pena di un anno. L'amnistia era stata preparata da esperti, tra i quali figuravano personalità conosciute come, per esempio, l'ombudsman attuale Otakar Motejl, l'attuale presidente della Corte costituzionale Pavel Rychetský, l'ex ministro della giustizia Dagmar Burešová e altri. Più tardi lessi le statistiche e le analisi dei giuristi di diritto penale relative all'amnistia, e non corrispondevano molto con quelle contenute nelle critiche. Sì, è stata un'amnistia veramente generosa. Ma bisognava dare un segnale forte di cambiamento e della volontà di uscire dal degrado che aveva contraddistinto la giustizia comunista. Per quanto riguarda la grazia, anche questo è un cliché, fa parte della mitologia nazionale che ebbe inizio con la critica della suddetta amnistia. Sulle concessioni della grazia sarà pubblicato un libro dettagliato a cura della mia collaboratrice del settore giustizia dell'ufficio di Presidenza, con descrizioni particolareggiate di ogni caso e con le relative motivazioni. Concedevo da settanta a cento grazie all'anno, che non era molto. Raramente si trattava di correggere un arbitrio giudiziario, nella maggior parte dei casi erano atti di clemenza. Ogni grazia è controversa nella sua essenza, perché viene comunque concessa a una persona che ha commesso un crimine, ed è quindi criticabile. Avevano sempre la precedenza le persone anziane, i malati, le donne e coloro che avevano figli da mantenere. Coloro che mi preparavano la documentazione studiavano ogni singolo caso, visitavano i condannati in prigione e quelli in libertà, studiavano i loro dossier, le loro condizioni famigliari ecc. ecc. Naturalmente sarebbe stato molto più facile non concedere alcuna grazia. Sarei stato molto più popolare. Ma non ero diventato presidente per guadagnare popolarità. È paradossale che alle volte fossero gli stessi giudici che avevano condannato una persona a chiedermi la grazia per quel caso: dovevano rispettare la legge, ma nello stesso tempo sapevano che quella persona non andava rinchiusa.

www.radicalisenzafissadimora.org

sabato 3 marzo 2012

Le riforme dell'avvocato Severino

Di Emiliano Silvestri.

Il ministro di Giustizia della Repubblica Italiana, Paola Severino è anche una valente avvocata; difensore di alto livello. Non sorprende quindi la Sua dichiarazione a proposito della situazione di un carcere romano. Rispondendo ad una interrogazione di Rita Bernardini, ha subito illustrato la situazione: «Al 28 febbraio Regina Coeli ospitava 1.074 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 640 posti e di una capienza di necessità di 918». Quello che fino all'altro giorno era, anche nei documenti ufficiali, capienza tollerabile, sarà ora definita – c'è da immaginare una direttiva in tal senso del ministero – 'capienza di necessità'. Concentrare carcerati oltre quella soglia non sarà più, quindi, ufficialmente INTOLLERABILE ma semplice superamento (per necessità?) della 'soglia di necessità'. Quasi la prefigurazione di una esimente culturale per un Governo che si è trovato di fronte a una situazione che esorbita da un supposto mandato 'tecnico'. L'interrogazione, cui la Signora ministra ha risposto puntualmente: «È stato prontamente soccorso», riguardava però la morte in cella di un carcerato: Massimo Loggello. C'è da sperare che, occupandosi di questa pratica, Ella abbia cominciato a intravvedere la necessità e l'urgenza di provvedimenti che, invece che al proposito 'salva-carceri', rispondano all'obbligo morale e giuridico di salvare la vita di quanti – carcerati e carcerieri – si uccidono per porre fine allo strazio che lo Stato impone loro.

www.radicalisenzafissadimora.org