domenica 31 luglio 2011

Il primo digiuno di Pannella

Di Valter Vecellio.
Da Marco Pannella. Biografia di un irregolare.

Pannella è l'uomo dei digiuni. Quanti ne abbia fatti non lo sa neppure lui: della fame, della sete, digiuni lunghissimi, mettendo spesso a repentaglio la sua vita. Per prolungare di qualche ora l'iniziativa è giunto a bere le sue urine davanti alle telecamere di «Canale 5» [...].
Non v'azzardate a dire che si tratta di digiuni di protesta. «Sono sempre e "solo" di P-R-O-P-O-S-T-A – sillaba –. Io non lotto per la mia legalità, ma perché sia rispettata la legge che si sono dati coloro che per primi la violano».
Qual è stato il primo digiuno? «A Parigi, all'inizio degli anni '60. Lavoravo a Parigi per "Il Giorno". C'era un vecchio anarchico francese, Louis Lecoin, uno che contro la tradizione anarchica aveva chiesto addirittura al papa di intervenire per salvare Sacco e Vanzetti; era un nonviolento con un certo prestigio nel mondo intellettuale francese, digiunava contro la guerra in Algeria, all'Arc de Triomphe, e mi aggregai. Dopo quattro o cinque giorni lui smise, e smisi anch'io».

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venerdì 29 luglio 2011

Stampa senza regime. Notizie dal mondo libero (22/7 - 29/7)

A cura di Marco del Ciello.

ITALY IS VENAL, BUT IT'S NOT GREECE di Rosemary Righter, da Newsweek. L'Italia attraversa una difficile crisi del debito e la sua economia non cresce ormai da vent'anni, ma ci sono comunque ragioni per pensare che la sua situazione sia molto migliore di quella di Spagna e Grecia.

NEW YORK GAY MARRIAGE OPPONENTS SUE TO OVERTURN LAW di Erik Hayden, da The Atlantic Monthly. Gli oppositori della legge sui matrimoni gay a New York hanno avviato una causa legale per far cadere il provvedimento, appellandosi a questioni procedurali.

EUROPE'S TROUBLED ECONOMIES JOIN THE RESCUE TEAM di Landon Thomas Jr., da The New York Times. Italia e Spagna attraversano un periodo di difficoltà economica, ma per paradosso sono tra i principali finanziatori del fondo di salvataggio europeo.

GREAT BAD MEN AS BOSSES da The Economist. Nella vicenda giudiziaria che interessa il News of the World emergono i due aspetti della personalità del magnate Rupert Murdoch: da un lato il geniale imprenditore, dall'altro un uomo con una dubbia moralità.

DEFENSE CUTS? DON'T BELIEVE THEM UNTIL YOU SEE THEM di Mark Engler, da Dissent. La crisi del debito degli Stati Uniti ha riaperto il dibattito sulla possibilità di tagliare le spese militari, ma sembra probabile che tutto si risolva in nulla di fatto.

SOMALIA FAMINE PREDICTIONS IGNORED di Isaiah Esipisu, da Al Jazeera English. Lo stato di guerra civile in cui versa la Somalia ha causato una prevedibile carestia, che oggi minaccia la vita di dodici milioni di persone, nell'indifferenza della comunità internazionale.

WEST END CASHES IN BECAUSE OF FRENCH BURKA BAN di David Millward, da The Daily Telegraph. Il divieto di burqa voluto dal governo francese sta spostando i flussi turistici arabi verso Londra, con ricadute economiche positive sui negozianti inglesi.

MIYAGI BEEF CATTLE SHIPMENT BARRED di Masami Ito, da The Japan Times. Il governo giapponese ha imposto un bando sui bovini provenienti dalla prefettura di Miyagi, a causa degli alti livelli di cesio radioattivo rilevati in quella zona.

OH! IN NORWAY, IT WAS RIGHT WING, NOT MUSLIM, TERRORISM! di Robert Dreyfuss, da The Nation. La scoperta che l'autore della strage di Oslo non è un terrorista islamico, ma un'estremista di destra ha creato un certo imbarazzo nella destra americana.

SOURCES SAYS ED LEE LEANING TOWARD RUN FOR SF MAYOR di John Coté, dal San Francisco Chronicle. Sembra che Ed Lee, primo sindaco asiatico di una grande città americana, voglia correre per rimanere il primo cittadino di San Francisco.

NUCLEAR TEST VETERANS IN LEGAL WIN da The Independent. I militari che si sono ammalati dopo aver partecipato agli esperimenti nucleari britannici negli anni Cinquanta, a causa dell'esposizione alle radiazioni, sono vicini a ottenere un'importante vittoria legale.

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lunedì 25 luglio 2011

Flash mob di protesta: Adesso basta!

Riceviamo e pubblichiamo:

Flash mob di protesta: Adesso basta!

Mercoledì 27 luglio 2011, dalle ore 19 alle ore 19.30, ci troviamo in Piazza Affari per un Flash Mob, in cui manifestiamo alla politica e alla finanza che noi non ci stiamo alla regola del subire senza dire nulla. Le elezioni amministrative e i referendum hanno dato buoni segnali di partecipazione e desiderio di cambiamento, ma i problemi continuano ad esserci e la protesta non può andare in vacanza. Coloro che stanno al Governo e in Parlamento sono dipendenti pubblici. I loro datori di lavoro siamo noi. Dal punto di vista linguistico sarebbe interessante incominciare a smettere di chiamarli 'onorevoli' o 'leader', ma semplici 'rappresentanti'. Di fatto nulla dipende dalla classe dirigente che abbiamo. Questo è solo quello che hanno cercato di farci credere, e per certi aspetti, ci sono anche riusciti. Ora è il momento di dire: 'ADESSO BASTA!'.

La finanziaria appena entrata in vigore è stata fatta per soffocare ulteriormente il popolo e privilegiare chi non ne avrebbe bisogno. Non possiamo fare il loro gioco: facendo passare l'estate a lamentarci sul web e coi nostri amici. Alla finanziaria dobbiamo rispondere con un segnale, non possiamo farla passare attendendo di formulare una risposta più strutturata. I furbacchioni avranno tutto il tempo per organizzarsi con una controffensiva, che permetterà loro di tutelarsi. Non ce lo possiamo permettere e soprattutto: non glielo possiamo permettere! Durante il flash mob potrete imbucare idee e proposte concrete in una scatola. La lotta non deve fermarsi. Se non potete partecipare diffondete comunque: è importante essere in tanti. Chi ci sarà sarà uno, di quei tanti, liberi cittadini indignati, che vogliono cambiare le cose concretamente e hanno il coraggio di fare un primo passo scandendo in piazza.

Indicazioni pratiche per partecipare:

Vogliamo giocare con la potenza dell'ironia di due messaggi: ci avete svuotato le tasche e stendiamo pensieri puliti. Arriviamo tutti puntuali alle 19 indossando dei pantaloni di cui avremo rivoltato le fodere delle tasche vuote. Qualcuno porterà del filo per stendere i panni, ogni partecipante si porterà da casa delle mollette per il bucato e un foglio A4 su cui scriverà il proprio PENSIERO PULITO (per fare un'allusione a mani pulite, al popolo che deve saper pulire i propri panni, ognuno può giocarsela come meglio crede).

L'idea dei pensieri puliti potrebbe essere:
- suggerimento di una tassa (come se non ci avessero tassati abbastanza);
- legge di fantasia o legge assolutamente iniqua da mandare alla casta;
- un decreto legge ad personam da suggerire al mago di questo tipo di decreti.

Legheremo il filo a dei paletti e ognuno andrà ad appendere con le sue mollette il proprio pensiero pulito. È necessaria la presenza di amici fotografi e videomaker che documentino, perché questa performance deve circolare e comunicare il messaggio fondamentale: 'Il popolo c'è, risponde' anche con foto e video. Man mano che le persone arrivano vanno ad appendere il loro foglio col pensiero pulito. Non è importante che lo facciamo proprio tutti assieme (come nelle forme classiche di flash mob), l'importante è che l'azione di appendere pensieri puliti sia continua. Dobbiamo portare una scatola dove raccogliere idee e proposte per le prossime iniziative (chi arriva da casa e può lo comunichi per cortesia che magari si occupa della scatola). Con le persone interessate ad impegnarsi sulla raccolta firme per riformare il sistema elettorale, ci coordineremo per prossime iniziative.

In questi pochi giorni che ci rimangono dobbiamo diffondere l'iniziativa il più possibile:
- in Facebook invitare tutti i nostri amici all'evento e chiedere loro di fare altrettanto, condividete il link sulla vostra bacheca una volta al giorno affinché ci sia visibilità. Copiate e incollate il link (qui sotto) sulle pagine e sui gruppi di amici che potrebbero partecipare https://www.facebook.com/e​vent.php?eid=1716225395703​84;
- via mail mandate le informazioni anche a chi non ha o non si collega mai a Facebook;
- parlatene di persona a colleghi, parenti, amici, vicini di casa, compagni di tram, conoscenti, simpatici sconosciuti;
- chi fa parte o ha contatti con: comitati, compagnie di teatro, danza ecc... associazioni, sindacati o partiti o altro cerchi di coinvolgere tutti (non stiamo cercando bandiere che verrebbero strumentalizzate. Questo tipo di proteste sono di tutti);
- lunedì 25 luglio, chi ha contatti con giornalisti, cominci a far arrivare il comunicato;
- ricordiamoci di chiedere a tutti gli amici fotografi e videomaker di venire a documentare.

Con la speranza, che in tutta Italia, si accendano quei focolai che ci porteranno al cambiamento.

Appuntamento mercoledì 27 luglio alle ore 19:00, davanti alla sede della Borsa in piazza Affari (MM1 Cordusio) a Milano.

(Grazie a Shirin Chehayed per la segnalazione).

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domenica 24 luglio 2011

Le origini di Al Qaeda

Di Gilles Kepel.
Da Jihad. Ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico.

Osama bin Laden avrebbe poi creato, intorno al 1986, una serie di propri campi [di addestramento per jihaidisti] in Afghanistan. La sua ricchezza e la sua generosità, i suoi modi semplici e il suo fascino personale, il suo coraggio in combattimento furono tutti elementi che alimentarono la sua leggenda. Intorno al 1988, creò un database in cui erano inseriti gli "jihadisti" e gli altri volontari che che erano passati per i suoi campi: ciò diede vita ad una struttura organizzata costituita intorno ad un archivio elettronico il cui nome arabo, Al Qa'ida ("la base" dei dati) sarebbe diventato celebre una decina di anni dopo, quando le autorità americane avrebbero descritto questa struttura come una rete terroristica ultrasegreta, accusando bin Laden di "cospirazione".

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venerdì 22 luglio 2011

I Radicali Senza Fissa Dimora a Monza per manifestare contro il (finto) trasferimento dei ministeri al nord

Domani mattina alcuni militanti dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora saranno davanti alla Villa Reale di Monza per manifestare, insieme ai cittadini e alle associazioni locali, contro l'inaugurazione dei ministeri che la Lega di Umberto Bossi vorrebbe trasferire al nord. Riportiamo il comunicato degli organizzatori della manifestazione:

Sabato tutti in Villa contro i ministeri del nord e a sostegno dell'Isa! Tutti in villa con il tricolore e/o con un'altra bandiera in cui ci si riconosce!

L'inaugurazione dei cosiddetti ministeri in Villa Reale, oltre che essere un ulteriore sfregio al recupero complessivo museale e culturale e della Villa, rappresenta (dopo Regione e privati) un ulteriore esproprio della nostra Villa reale.

I genitori dell'Istituto d'Arte, ci segnalano invece che l'edificio ex Borsa della Villa è stato dichiarato inagibile. Un migliaio di studenti e docenti vedono così messo in pericolo il prossimo anno scolastico.

Da una parte, un Sindaco e una Amministrazione solerte e attiva, per essere pronta ad 'accogliere' i ministeri 'romani' in Villa e per rispondere a scelte politiche di parte; dall'altra, per anni l'Amministrazione non ha mai preso in seria considerazione le denunce fatte dall'Isa del degrado e dello stato di abbandono dell'edificio scolastico; forse sperando in cuor suo che questo fosse il modo migliore per allontanare la scuola dalla Villa Reale.

Sabato ci sarà un'attenzione mediatica nazionale che va colta per denunciare queste situazioni.
Proprio perché sarà un'operazione di pura propaganda nordista, sarà importante ricordare in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia che la Villa Reale è una patrimonio nazionale e internazionale. Un'occasione per ricordare lo scellerato appalto, l'inagibilità dell'Isa, una Villa ormai ridotta a 'spezzatino', la mobilitazione di questi mesi... quindi...

Sabato ore 11 tutti in villa con il tricolore!

(Porta la tua bandiera e, per e chi non ce l'ha, la procuriamo noi...).

Chi condividesse questo appello e questa iniziativa la faccia girare nelle proprie mailing list, nei siti, nei blog, fate girare la voce, dobbiamo essere in tanti...

Appuntamento sabato 23 luglio alle ore 11.00, presso la Villa Reale in viale Brianza 1 a Monza.

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giovedì 21 luglio 2011

Quanto dovrebbero guadagnare i politici? Una modesta proposta...

Di Marco del Ciello.

Un grafico pubblicato due giorni fa dal sito di informazione economica www.lavoce.info illustra in modo chiaro e conciso quello che noi cittadini italiani sospettavamo già da tempo: i nostri rappresentanti politici in Parlamento guadagnano troppo. Ma a quanto dovrebbe ammontare l'indennità parlamentare per essere equa? Io penso che un buon criterio di riferimento sarebbe il reddito medio, che stando ai dati dell'Istat corrisponde attualmente a un po' meno di 1.300 euro al mese. Si tratta di una misura statistica piuttosto rozza del benessere dei cittadini, ma ha il vantaggio di poter essere calcolata in modo rapido e affidabile. Avrebbe inoltre quattro vantaggi:

1) permetterebbe anche a chi non dispone di un patrimonio personale di svolgere il suo incarico in Parlamento come un lavoro a tempo pieno, mantenendo al tempo stesso un livello di consumi al di sopra della sopravvivenza;

2) costringerebbe i politici a sperimentare in prima persona le condizioni economiche in cui vivono la maggior parte dei loro concittadini, avendo quindi un'esatta percezione delle fasi di recessione e di espansione, oltre che delle eventuali difficoltà;

3) i politici subirebbero in prima persona gli effetti delle variazioni del reddito medio, sia in positivo che in negativo, e avrebbero quindi un incentivo diretto a impegnarsi per migliorare le condizioni economiche del paese;

4) dato che non è una cifra fissa, ma variabile, questo criterio potrebbe essere inserito in Costituzione e diventerebbe quindi molto difficile da modificare all'interno del Parlamento in un secondo tempo. Insomma, niente aumenti di stipendio approvati nottetempo.

Per i consiglieri regionali si potrebbe applicare il reddito medio della regione di riferimento e così anche per gli eletti negli enti locali. I risparmi per l'erario sarebbero interessanti, ma forse diventerebbe più difficile trovare candidati per le elezioni...

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Stampa senza regime. Notizie dal mondo libero (15/7 - 21/7)

A cura di Marco del Ciello.

THE EURO ZONE ON THE EDGE. THE ROAD TO ROME da The Economist. La crisi dei paesi dell'area euro sembra aver raggiunto l'Italia, dove gli indicatori macroeconomici non appaiono così preoccupanti, anche se l'instabilità del governo mantiene i mercati in agitazione.

TUNISIA'S FORGOTTEN REVOLUTIONARIES di Lauren E. Bohn, da Foreign Policy. La rivoluzione in Tunisia ha avuto un rapido successo, ma resta ancora molto lavoro da fare nel paese che ha dato l'avvio alla cosiddetta primavera araba.

SUPPORTERS, FOES SOUND OFF ON MARRIAGE LAW REPEAL di Carolyn Lochhead, dal San Francisco Chronicle. Negli Stati Uniti il dibattito sui matrimoni tra persone dello stesso sesso si sposta ora al congresso federale, dove è in discussione una proposta per vietarli.

NHS SERVICES TO BE OPENED UP TO COMPETITION di Randeep Ramesh, da The Guardian. Il governo britannico si appresta ad aprire il settore dei servizi sanitari alla concorrenza di compagnie private e di enti caritatevoli.

WHY U. S. TERRORISTS REJECT AL QAEDA PLAYBOOK di J. M. Berger, da The Atlantic Monthly. Al Qaeda incontra grandi difficoltà nell'organizzare attentati sul territorio americano, soprattutto a causa della riluttanza dei terroristi locali ad agire da soli.

ARIZONA LAUNCHES SITE TO NET CASH FOR BORDER FENCE da The Washington Post. Il governatore dell'Arizona ha lanciato una sottoscrizione per finanziare la costruzione di una barriera contro gli immigrati sul confine con il Messico, ma non mancano le polemiche.

IRAN SAYS INSTALLING NEW NUCLEAR CENTRIFUGES da The New York Times. Il governo iraniano ha annunciato di voler installare nuove centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, suscitando forti preoccupazioni nei paesi europei.

OUTSOURCED: CLINICAL TRIALS OVERSEAS da Al Jazeera English. Le compagnie farmaceutiche americane svolgono sempre più spesso i loro trial clinici in India o in altri paesi stranieri, ma esistono dubbi sul rispetto delle procedure e dei diritti dei partecipanti ai trial.

'SORRY' DAVID CAMERON SEES VALUES OF HINDSIGHT da The Independent. Il premier britannico David Cameron si è scusato nuovamente per lo scandalo delle intercettazioni, che ha visto coinvolto il suo responsabile delle comunicazioni.

UAE: JAILING OF DEMOCRACY ACTIVISTS RAISES HUMAN RIGHTS CONCERN di Roula Hajjar, dal Los Angeles Times. Amnesty International e Human Rights Watch hanno duramente contestato le autorità degli Emirati Arabi Uniti per l'arresto di cinque attivisti per la democrazia.

GENERAL DAVID PETRAEUS WARNS OF DETERIORATING US-PAKISTAN RELATIONS da The Daily Telegraph. Il generale Petraeus, capo delle forze Nato in Afghanistan, ha lanciato l'allarme per il deterioramento dei rapporti tra Pakistan e Stati Uniti.

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