martedì 31 gennaio 2012

Riunione settimanale


Stasera, come tutti i martedì, ci ritroveremo nella sede di via Borsieri 12 (MM2 Garibaldi) a Milano, dalle 20:30 alle 22:00 circa, per la consueta riunione settimanale dell'associazione. Parleremo dei problemi della giustizia penale in Lombardia, a partire dai dati forniti dal presidente della Corte di Appello di Milano sabato scorso in occasione dell'Inaugurazione dell'Anno Giudiziario. All'ordine del giorno anche la manifestazione per la democrazia in Ucraina di sabato 4 febbraio. La riunione è aperta alla partecipazione di tutti, iscritti e non.

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lunedì 30 gennaio 2012

L'ombra di Putin sul destino dell'Europa divisa

Di Marco del Ciello.

Nel 1768 il patriota americano John Dickinson cantava united we stand, divided we fall (uniti resistiamo, divisi cadiamo), un verso che oggi dovrebbe ispirare i pensieri e le azioni dei cittadini europei. Il definitivo spostamento dell'asse dei traffici globali dall'Atlantico al Pacifico ci ha infatti condannati per la prima volta nella nostra storia al ruolo di periferia, di appendice marginale del continente asiatico, proprio mentre ai nostri confini la Russia è riuscita invece a ritagliarsi un posto in prima fila nel nuovo ordine mondiale, accanto a potenze emergenti come il Brasile e il Sud Africa. Nei suoi oltre dieci anni di governo ininterrotto Vladimir Putin è stato abile a sfruttare le risorse naturali del suo paese per condurre una politica energetica aggressiva e spregiudicata nei confronti dei vicini, in questo favorito dalla crescita costante dei prezzi di petrolio e gas naturale. A poche settimane dalle elezioni che con ogni probabilità gli riconsegneranno anche formalmente la carica di presidente, si prepara ora a un ulteriore salto di qualità nella sua strategia: imitando le forme esteriori dell'Unione Europea, sta infatti per riconquistare i paesi dell'area post sovietica. Unione doganale, moneta unica, Commissione Eurasiatica e Consiglio Eurasiatico. Insomma, una grande Russia pronta a proiettare la sua ombra minacciosa sull'Europa divisa, dove non pochi leader politici, per il proprio tornaconto personale o per un malinteso senso dell'interesse nazionale, hanno già dimostrato la loro disponibilità ad assecondare le ambizioni imperiali di Putin. Gli europei non possono più contare sulla protezione degli Stati Uniti, ormai indifferenti nei confronti di una parte di mondo divenuta irrilevante per gli equilibri planetari, e devono fare affidamento unicamente sulle loro forze per difendersi da aggressioni esterne, sia politiche sia economiche: l'unione politica diventa quindi una questione di sopravvivenza. United we stand, divided we fall.

C'è però un paese che è essenziale per la realizzazione dei piani di Putin ed è l'Ucraina dalle due anime, letteralmente spaccata a metà tra sostenitori dell'autoritarismo russo e ammiratori della democrazia europea: seicentomila chilometri quadrati, quarantacinque milioni di abitanti e una collocazione geografica che la rende terra di frontiera per uomini, merci e soprattutto gasdotti. Qui si combatte una battaglia importante anche per il nostro futuro, una battaglia che i nostri amici stanno perdendo e proprio a causa dell'interferenza costante dell'ingombrante vicino. Come osserva il giornalista e scrittore Matteo Cazzulani, attento osservatore delle vicende ucraine: Julija Tymoshenko, leader dell'opposizione democratica ed europeista, è stata incarcerata per avere firmato dei contratti per il gas che hanno garantito un inverno al caldo non solo all'Ucraina, ma a tutta l'Unione Europea, Italia inclusa. Ci ricordiamo tutti il Gennaio 2009: sopratutto le nostre industrie che, dopo la chiusura dei rubinetti da parte di Putin, hanno risentito di perdite considerevoli dal primo di gennaio al 19, quando la Tymoshenko ha accettato costi alti pur di ripristinare, e garantire, l'afflusso di gas. Dunque, richiedere la democrazia in Ucraina significa difendere la sicurezza energetica dell'Italia. Sicurezza non solo energetica, aggiungerei io. Proprio per questo i governanti europei, ma anche i semplici cittadini, dovrebbero chiedere a gran voce la liberazione di Julija Tymoshenko, ingiustamente detenuta, e il ripristino di quelle condizioni di legalità e democrazia che gli ucraini si erano già conquistati con la Rivoluzione Arancione del 2005. Noi militanti dell'Associazione Radicali Senza Fissa Dimora manifesteremo sabato pomeriggio a Milano, insieme agli ucraini che vivono in Italia e a chi vorrà unirsi a noi, per dire no a Putin e sì a un'Ucraina democratica ed europea.

Appuntamento sabato 4 febbraio alle ore 15:30, in piazza Cordusio angolo via Mercanti (MM1 Cordusio) a Milano.

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domenica 29 gennaio 2012

Finché c'è Julija c'è speranza

Di Matteo Cazzulani.
Da La democrazia arancione. Storia politica dell'Ucraina dall'indipendenza alle elezioni del 2010.


Anche Julija Timošenko non è esente da colpe. Seppur "ripulitasi" le sue attività di un lontano passato economicamente torbido sotto l'ombra di Pavlo Lazarenko restano una macchia che per sempre la perseguiteranno, sebbene di prove effettive non ve ne siano. La politica (e non solo) è fatta così. Tuttavia, la Lady di Ferro ha saputo staccarsi e dimostrare non solo di non appartenere a quel mondo di oligarchi e corruzione, ma di combatterlo con determinazione e coerenza, coniugando l'ascesa personale con gli ideali del Majdan. Che, piaccia o meno, ha sempre professato e difeso.
Nella politica ucraina non ci sono santi, e tutti hanno conti con la giustizia o interessi privati da tutelare. Ma chi ha sempre combattuto per un'Ucraina democratica, europea, e, appunto, spravedliva (giusta) è stata solo lei, la Lady di Ferro ucraina. Sarà pure una cultrice ossessionata del proprio look, potrà destare sospetti per il proprio passato, risultare antipatica per alcune affermazioni populiste, irritare per quel suo tigrotto, ma in fin dei conti è stata l'unica a saper ascoltare la voce del Majdan, interpretarne le richieste e parlare al cuore del suo popolo. Chi non ha perso completamente la fiducia nella politica l'ha sempre sostenuta, anche il 7 febbraio 2010: il 45,9% degli Ucraini ha votato per lei.
È una lottatrice vera, una donna determinata. Non si fermerà, nemmeno all'opposizione. La sua energia non la si può comprendere se non dal vivo. Per questo sono convinto che finché i suoi interessi continueranno a coincidere con quelli dell'Ucraina la rivoluzione arancione non morirà.

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venerdì 27 gennaio 2012

Mobilitazione radicale a Milano per l'amnistia e la riforma della giustizia


Domani mattina l'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano organizza un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia di Milano per l'amnistia e la riforma della giustizia. In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario i radicali stanno organizzando manifestazioni davanti alle sedi di Corte d'Appello di tutta Italia. Durante la contro-inaugurazione tenutasi a Roma giovedì 26 gennaio Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, ha dichiarato: «Ancora una volta il Presidente della Corte di Cassazione descrive la fotografia di una giustizia in bancarotta, che viola i diritti umani e danneggia il sistema produttivo. È intollerabile che alle parole e ai numeri continuino a non seguire i fatti, ovvero quelle riforme necessarie a far ripartire il sistema giudiziario. Prima tra tutte l'amnistia, l'unico intervento che consentirebbe nell'immediato un taglio drastico dell'arretrato di dieci milioni di processi pendenti e il ripristino di un minimo di Stato di diritto».

Appuntamento sabato 28 gennaio alle ore 9:30, davanti al Palazzo di Giustizia in corso di Porta Vittoria angolo via Freguglia a Milano.

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giovedì 26 gennaio 2012

Giornata della Memoria. Presidio in ricordo dell'Omocausto

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:


L'Associazione Radicale Certi Diritti e l'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano organizzano un presidio in memoria dello sterminio delle minoranze gay durante l'Olocausto.

Oltre alle vittime di questa orribile pagina di storia, non mancheremo di ricordare tutti coloro che per colpa della violenza omofobica hanno recentemente perso la vita, per fare presente alla classe politica locale e nazionale che il vuoto totale di norme sociali e antidiscriminatorie genera e alimenta ancora oggi l'odio e la violenza.

Le politiche persecutorie naziste nei confronti delle persone omosessuali iniziarono ufficialmente nel 1933. A partire da questa data numerosi furono i gay e i bisessuali condannati dai tribunali nazisti alla prigionia, alla castrazione o alla reclusione in centri di igiene mentale. Si stimano fino a 600.000 persone omosessuali deportate nei campi di concentramento. Quasi la totalità di loro vi incontrò la morte a causa delle violenze subite sia dai militari nazisti che dagli altri deportati. In Italia la pratica di repressione dell'omosessualità adottata fu quella dell'espulsione (secondo la retorica fascista l'omosessualità in Italia non poteva esistere), i bersagli di queste politiche intolleranti e ideologiche si videro nelle loro nuove condizioni destinati a morte certa.

Appuntamento venerdì 27 gennaio alle ore 11:00, in via Silvio Pellico angolo via Santa Margherita (MM1/3 Duomo) a Milano.

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mercoledì 25 gennaio 2012

Nuovo presidio di 'Radicalmente Nonni' davanti al Consiglio Regionale per la nomina del garante dell'Infanzia della Lombardia

Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo:

'Radicalmente Nonni'
Comitato di nonne e nonni nonviolenti per la riforma della giustizia minorile civile
c/o Ass. "Enzo Tortora – Radicali Milano", Via M. Marchesi de' Taddei 10, Milano
e c/o Ass. Radicali Senza Fissa Dimora, Via Borsieri 12, 20124 Milano
Portavoce: Lucio Bertè, Tel. 02 20240674 – Cell. 327 6764666 – E-mail: luciobert@libero.it

COMUNICATO STAMPA
NUOVO PRESIDIO DI 'RADICALMENTE NONNI' DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE PER LA NOMINA DEL GARANTE DELL'INFANZIA DELLA LOMBARDIA

Dalle ore 14 di oggi il comitato 'Radicalmente Nonni' presidia il Consiglio Regionale della Lombardia in via Fabio Filzi 22 per chiedere l'immediata nomina del garante regionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza, prevista dalla Legge regionale 30 marzo 2009, n. 6. Il presidio si svolge in occasione della seduta della III Commissione che prenderà atto ufficialmente della richiesta del comitato, inviata alla Presidente Margherita Peroni e a tutti i Consiglieri membri perché votino una risoluzione indirizzata al Consiglio Regionale, perché la nomina sia messa all'odg, e alla Giunta Regionale, per la stesura del regolamento di sua competenza, previsto dalla stessa legge. A seguito del Presidio del 22 dicembre 2011, la Presidente Peroni aveva dato ragione all'iniziativa di 'Radicalmente Nonni' e aveva assicurato il proprio impegno affinché la nomina fosse tra i primi provvedimenti del nuovo anno. Durante il Presidio del 17 gennaio 2012, a margine della seduta del Consiglio Regionale, il portavoce del comitato Lucio Bertè incontrava l'assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli, e lo ragguagliava sull'iniziativa radicale per far uscire la Regione dall'illegalità rispetto alle sue proprie leggi e preannunciava: 'Saremo costretti a intensificare la denuncia pubblica di questa gravissima inadempienza. Vi faremo fare una brutta figura...'. Boscagli, con amaro senso dello humor, nel giorno in cui si parlava solo dell'arresto dell'assessore Ponzoni, aveva replicato: '...tanto... una più una meno...' aggiungendo, nel merito, che la Regione non aveva nominato il garante dei bambini per mancanza dei soldi necessari per far funzionare il garante come previsto dalla legge e che l'orientamento della Giunta era, semmai, quello di conferire le competenze per i diritti dei minori al garante regionale unico. Lucio Bertè replicava che caricare una sola figura di tutte le competenze di garanzia (bambini, detenuti, utenti e consumatori, difensore civico ecc.) significava condannarla alla paralisi o all'inefficienza: in sostanza era un modo per limitarne la funzionalità e l'efficacia. A fine seduta Bertè fermava la Presidente Peroni e le chiedeva se avesse cambiato idea rispetto all'impegno preso prima di Natale ottenendo come replica la conferma della sua intenzione, come Presidente della III Commissione, di andare a fondo sulla questione, fino alla nomina del garante. Bertè replicava: 'Bene, allora però preparati allo scontro con l'assessore Boscagli, che non sembra proprio della stessa idea...'. Il presidio di oggi servirà a verificare se la III Commissione vorrà fare un passo avanti verso la nomina.

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Giornata della Memoria. I giovani ricordano: per conoscere il passato e per comprendere il presente


Domani, vigilia della Giornata della Memoria, l'Unione Giovani Ebrei d'Italia e il Liceo Manzoni di Milano organizzano una serata per ricordare alle nuove generazioni di non dimenticare. Durante l'incontro verrà proiettato il film 'Fratelli d'Italia?' di Mariella Zanetti e Dario Barezzi.

'Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere fra una ventina d'anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera, potranno affermare o negare qualsiasi cosa'. Così Primo Levi viene citato nel film 'Fratelli d'Italia?' dove giovani parenti dei deportati si rivolgono ad altri giovani per condividere l'impegno di far conoscere e di tramandare le vicende legate ai loro cari. Spetta, infatti, alle nuove generazioni il compito di mantenere vivo il ricordo di ciò che è accaduto: per non dimenticare la storia, perché l'ignoranza non sia ancora oggi un pretesto per l'indifferenza, perché l'indifferenza non sia ancora oggi una forma ipocrita di complicità. Affinché nulla di simile possa accadere ancora.

Appuntamento giovedì 26 gennaio alle ore 20:00, presso l'Aula Magna del Liceo Ginnasio Statale 'A. Manzoni' in via Orazio 3 (MM2 Sant'Ambrogio) a Milano.

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