venerdì 15 aprile 2011

Comunicato Stampa Lista Bonino-Pannella: Presentata la lista per il Consiglio Comunale di Milano

Lista Bonino-Pannella: Presentata la lista per il Consiglio Comunale di Milano

È stata presentata stamattina la Lista Bonino-Pannella che concorrerà per il consiglio comunale. Corredata da 1338 firme valide ed autenticate nelle scorse due settimane, è stata depositata agli uffici del Comune preposti all'accettazione delle liste concorrenti per il consiglio comunale. Metà donne e metà uomini, un mix di radicali storici, parlamentari nazionali e cittadini comuni non avvezzi al proscenio della politica militante. Ecco l'identikit dei candidati della Lista Bonino-Pannella alle comunali di Milano, guidati dal capolista Marco Cappato.

In testa ai quarantotto che si preparano alla battaglia lunga un mese per conquistare i voti dei milanesi, assieme all'ex parlamentare europeo, anche Maria Antonietta Farina Coscioni e Mina Welby. Non mancano esponenti delle più svariate professioni, dagli avvocati agli architetti, dai ricercatori universitari agli studenti, a chi lavora nel mondo delle nuove professioni della comunicazione e di Internet.
Una squadra che prova a rappresentare al meglio quella parte della comunità milanese che è stanca dei soprusi del potere e che vuole Legalizzare Milano, con il contributo non irrilevante della storia e dell'esperienza di Emma Bonino e Marco Pannella, posti a mo' di sigillo qualità in fondo alla lista.

Liste di candidati della Lista Bonino Pannella saranno presenti anche in tutti i consigli di zona (escluso quello di zona 5).

Candidatura Viale - Lettera aperta ai radicali milanesi

Di Francesco Pasquariello.

Ho letto con molta attenzione e preoccupazione la lettera del presidente di Radicali Italiani Silvio Viale che chiede di far decadere la sua candidatura su Milano a sostegno di Pisapia e dell’unica Lista Bonino-Pannella che ufficialmente sarà presente alle prossime elezioni, pur di tentare di non farsi escludere in modo strumentale da alcuni 'compagni' del PD Piemontese dalla candidatura nella lista del PD a sostegno di Fassino.

In qualità di iscritto a Radicali Italiani e come candidato alle elezioni di Milano , chiedo che il mio Presidente non sia sottoposto a ricatti di alcun tipo da parte di chiunque e men che meno da parte di certi 'compagni', del resto se queste sono le premesse per dare un sostegno a Fassino chissà poi cosa chiederanno in futuro...

Ritengo che se prevarrà la logica dei ricatti, sempre e solo verso i 'radicali scomodi' e chi ha l’intelligenza e la possibilità di intervenire per scongiurare questa ipotesi non si adoperi diversamente, bisognerà rivolgersi agli unici che possono con il loro voto punire gli egoismi, le paure o i tatticismi di certi 'politici' locali.

Sarebbe opportuno cominciare semmai a pensare ad una mobilitazione straordinaria su Torino con tavoli in ogni piazza per distribuire volantini e spiegare agli elettori del PD cosa sta avvenendo alle loro spalle, dove una risorsa che andrebbe diversamente valorizzata come la candidatura di Viale diventa un problema.

Rimane quindi pressante il mio invito al presidente di Radicali Italiani Silvio Viale a non rinunciare alla candidatura su Milano.

Da come sarà affrontata e risolta la questione 'torinese' si avrà l’ennesima cartina di tornasole sulla capacità di classe dirigente del PD.

Mi auguro che, almeno per una volta, prevalga l’intelligenza di una scelta per una politica di ampio respiro e non la solita logica di piccolo cabotaggio.

Attendo fiducioso.
Francesco Pasquariello.

www.radicalisenzafissadimora.org

giovedì 14 aprile 2011

Comunicato stampa Cappato: Formigoni chieda scusa e si dimetta (Lista Bonino Pannella)

FIRME: CAPPATO "ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. FORMIGONI CHIEDA SCUSA E SI DIMETTA"
Domani conferenza stampa ore 15 via Mozart 9, Milano

Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella a Milano.

L'indagine della Procura di Milano ha fatto emergere una quantità di falsi molto superiore a quella che avevamo trovato con i nostri mezzi. Si tratta di una truffa elettorale realizzata attraverso un'attività di falsificazione massiccia che non può che configurare il reato di associazione per delinquere contro i diritti civili e politici dei cittadini: un'associazione per delinquere che è stata coordinata da un responsabile che spetterà alla magistratura individuare, senza limitarsi agli esecutori materiali. Sempre sul piano formale e giudiziario, è ora doveroso che la giustizia amministrativa prenda atto dell'inesistenza delle firme valide per la presentazione del listino Formigoni e riconosca il diritto dei cittadini lombardi ad elezioni legali.

Al di là delle responsabilità giudiziarie, non c'è invece alcun dubbio su chi sia l'unico vero responsabile politico della truffa: il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il quale, se anche fosse stato estraneo (come gli auguro) alla programmazione e realizzazione della truffa, se ne è però assunto tutta la paternità politica quando ha diffamato noi della Lista Bonino-Pannella, accusandoci di aver manomesso i suoi moduli, e quando ha per 14 mesi rifiutato di collaborare all'accertamento della verità.

Il Presidente della Regione Lombardia ha mentito sapendo di mentire. Per questo, per la parola tradita prima ancora che per il tipo di coinvolgimento - attivo o omissivo - nell'associazione a delinquere della truffa realizzata, il Presidente Formigoni si deve ora dimettere. L'alternativa sarebbe per lui di sperare nei tempi della malagiustizia italiana e nelle prescrizioni modello "Oil for food". Una speranza "da disperato", come lui stesso si definì un anno fa.

Parleremo dei prossimi passaggi politici e giudiziari domani, alle ore 15, presso lo studio Viola in via Mozart 9 a Milano, subito dopo aver consegnato le firme per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano.

Comunicato Stampa Farina Coscioni: Interrogazione sulla violazione in atto in Lombardia del diritto alla salute degli stranieri privi di permesso di soggiorno

Immigrati in Lombardia, Farina Coscioni: violato il diritto alla salute se si è stranieri privi di permesso di soggiorno? I risultati sconcertanti di un'inchiesta di "Doctor News". Si tratta di comportamenti anticostituzionali che devono essere interrotti e perseguiti.

Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, tra i capilista della lista Bonino-Pannella per il comune di Milano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Voglio richiamare l'attenzione innanzitutto del ministro della Salute, ma non solo la sua: anche quella del presidente della regione Lombardia, e del sindaco di Milano, e - anche - della procura della Repubblica perché: accertino se vi siano o meno dei reati consumati e da interrompere - su quanto denunciato dal sito "Doctor News" a proposito degli stranieri irregolari e le cure che sarebbero loro negate. Per parte mia, ho già provveduto a presentare un'interrogazione urgente al ministro, nella speranza che voglia e possa trovare il tempo di rispondere.

"Doctor News" pubblica i risultati di una sconcertante inchiesta condotta tra metà novembre e metà marzo 2011: risulterebbe che negli ospedali milanesi può accadere che il fondamentale diritto alla salute non sia garantito se si è cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno: «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute) inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure», sostengono i curatori dell'inchiesta, i professori Guglielmo Meregalli e Stefano Dalla Valle.

Sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6% dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo.

È una denuncia di inaudita gravità. A questo punto, oltre a sollecitare un intervento anche della magistratura, credo sia opportuna, necessaria e urgente un'inchiesta per accertare se quanto emerso a Milano si verifica anche in Lombardia e nelle altre regioni italiane.

Ci troviamo dinanzi a una gravissima e inaccettabile violazione della Costituzione il cui articolo 32 esplicitamente prescrive tra i diritti fondamentali della persona quello alla salute; ma è anche una inaccettabile violazione di ogni codice deontologico e di umanità, rivelatrice di una odiosa e meschina concezione burocratica della Salute che mi auguro sia prontamente sanzionata

L'Interrogazione

Al ministro della Salute
Per sapere - premesso che:
sul sito "Doctor News" è apparso un articolo a firma Marco Malagutti, che riferisce di un'indagine condotta dal Naga, tra metà novembre 2010 e metà marzo 2011, negli ospedali milanesi, da cui risulterebbe che sui 560 pazienti che si sono rivolti presso l'ambulatorio medico dell'Associazione, 82, affetti da patologie rilevanti o cronico evolutive, sono stati inviati presso le strutture sanitarie pubbliche o le private convenzionate, con richiesta scritta del medico del Naga per l'assegnazione del codice Stp. Nel 61,6 per cento dei casi la richiesta ha dato un risultato negativo;
che, commentano i due curatori dell'inchiesta citata da "Doctor News", i professori Gugliemo Meregalli e Stefano Dalla Valle, si tratterebbe di «una prassi disomogenea, una parziale disapplicazione della normativa, un'erogazione e una gestione del codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente, il codice che dovrebbe garantire il diritto alla salute)inefficiente e inefficace con la conseguente grave esclusione dal godimento del diritto alla salute per moltissimi cittadini stranieri irregolari bisognosi di cure»;
che, sempre a detta dei professori Meregalli e Dalla Valle, «si osservano comportamenti che variano da quelli del tutto corretti a quelli di strutture sanitarie che negano anche un'assistenza minima»;
che il dato più evidente riguarda la mancanza d'informazione sia degli operatori sanitari sia dei cittadini stranieri: «Possiamo dire che i cittadini stranieri irregolari che necessitano di cure soffrono una doppia malattia: quella organica e quella derivante dal mancato accesso alle cure»;
quali iniziative urgenti si intendono promuovere, sollecitare, adottare in relazione a quanto sopra evidenziato;
se non si ritenga di accogliere le tre le proposte avanzata dal Naga: «iscrivibilità dei cittadini stranieri irregolari nelle liste dei medici di medicina generale; applicazione omogenea della normativa nazionale vigente e conseguente rilascio e gestione successiva del codice Stp in tutte le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate; campagne pubbliche di sensibilizzazione rivolte a tutto il personale sanitario e ai cittadini stranieri regolari e non».

Comunicato stampa Lista Bonino Pannella: lettera di Pannella, Bonino e Cappato a Napolitano e Maroni sul procedimento elettorale

Lista Bonino Pannella: Lettera a Napolitano e Maroni sulle incertezze nel procedimento elettorale per le elezioni a Milano

Le incertezze dovute al cambio in corsa del numero dei candidati possibili al Consiglio Comunale (da 48 a 60 e poi di nuovo a 48) e le discriminazioni per quanto riguarda la possibilità di avere i consiglieri comunali e provinciali in funzione di autenticatori delle proprie liste hanno spinto Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato a inviare una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al Ministro dell'Interno Roberto Maroni. Nella missiva si legge che "A due riprese è accaduto infatti che l'Esecutivo abbia deliberato per annullare la riduzione da 60 a 48 Consiglieri. In entrambi i casi, l'iniziativa dell'esecutivo non è divenuta legge, per le ragioni ben note. Con la presente vogliamo portare alla vostra attenzione il fatto che la Lista Bonino-Pannella ha avviato la raccolta firme nelle scorse settimane senza attendere l'esito definitivo delle iniziative istituzionali rispettivamente del Governo e della Presidenza della Repubblica. Non disponendo di eletti nel Consiglio Comunale e Provinciale - che la normativa autorizza ad autenticare le sottoscrizioni, ma che, salvo eccezioni, svolgono tale funzione "pubblica" solo al servizio dei rispettivi partiti di appartenenza, e in modalità tali da non garantire alcuna legalità, come recenti vicende proprio a Milano hanno dimostrato - abbiamo dovuto con largo anticipo definire la Lista dei candidati al Comune di Milano ed iniziare la raccolta delle firme nelle strade in presenza di "autenticatori" scelti tra le altre figure previste dalla legge, in particolare cancellieri di tribunale e notai. Facciamo di passaggio notare che tale differenza va a configurare una vera e propria discriminazione di fatto, imponendo a liste come la nostra l'impiego di risorse che invece le liste già presenti nelle istituzioni possono utilizzare per la campagna elettorale. Avendo iniziato la raccolta firme quando già il Governo aveva deliberato l'annullamento della riduzione dei Consiglieri, abbiamo composto una lista di 60 candidati. Infatti, mentre non è possibile integrare candidati aggiuntivi una volta raccolte le firme su liste da 48, è invece possibile presentare validamente soli 48 candidati pur comparendo essi su liste più numerose che includano anche candidati per i quali non saranno poi perfezionati i requisiti legali per la presentazione."

E aggiungono: "Vogliamo dunque oggi informare Voi - e i Vostri uffici giuridici anche attraverso la nota esplicativa che alleghiamo - sulla procedura da noi seguita per la presentazione della lista della quale siamo titolari e dei riferimenti normativi e giurisprudenziali che ne attestano la assoluta correttezza e legalità, anche al fine di evitare ogni tipo di fraintendimento in una materia tanto delicata e importante."

mercoledì 13 aprile 2011

Dimissioni Pezzano: dichiarazione On. Maria Antonietta Farina Coscioni (Lista Bonino Pannella)

DIMISSIONI PEZZANO, FARINA COSCIONI (Radicale): GIUSTE, OPPORTUNE E
TARDIVE. IL CASO NON PUÒ ESSERE RUBRICATO COME "ISOLATO": LA SUA NOMINA
NON È CADUTA DAL CIELO, CI SONO PRECISE, EVIDENTI RESPONSABILITÀ
POLITICHE, E FORSE NON SOLO...

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e tra i capilista Lista Bonino-Pannella al Comune di Milano.

Le dimissioni del direttore generale dell'ASL1 di Milano Pezzano non sono solo giuste e opportune; sono anche tardive. Pezzano, parla di fango contro di lui. Dunque sarebbe fango il video dei carabinieri che lo ritrae in compagnia di noti esponenti della 'ndrangheta; fango la notizia dell'11 marzo secondo la quale «Pezzano fu indagato per due anni per associazione mafiosa». La verità è che Pezzano era la persona sbagliata, nominata nel posto sbagliato, e finalmente si comincia a sanare una situazione che si ha ragione di credere vada ben oltre il singolo episodio. Con buona pace del ministro dell'Interno Maroni e del presidente della regione Lombardia, la 'ndrangheta e la criminalità organizzata da anni si sono insediate e avvolgono in modo tentacolare la Lombardia e in generale le regioni del Nord d'Italia. Negarlo, come il centro-destra cerca di fare è la tipica politica dello struzzo che si illude di risolvere i problemi semplicemente negando la realtà e nascondendo la testa sotto la sabbia. Il caso di Pezzano non può essere rubricato come un caso "isolato": la sua nomina non è caduta dal cielo, ci sono precise, evidenti, solari responsabilità politiche, e forse non solo politiche.

Da tempo noi radicali a Milano e in Lombardia denunciamo una pesante situazione fatta di condizionamenti, inquinamenti, intrecci politico-criminali, e la quotidiana cronaca ci dà ragione. Da tempo chiediamo inascoltati che si mutino radicalmente i criteri di nomina per quel che riguarda i vertici delle aziende sanitarie. Un progetto di legge, di cui sono prima firmataria, giace da mesi nei cassetti di Montecitorio. Lo ricordo perché se quel progetto di legge fosse stato approvato oggi episodi come quello che vede protagonista Pezzano probabilmente non si sarebbero verificati.

Comunicato stampa Lista Bonino Pannella: Moratti, sia referendaria davvero e faccia partire immediatamente la campagna di comunicazione

Lista Bonino Pannella: Moratti, sia referendaria davvero e faccia partire immediatamente la campagna di comunicazione

"Pur apprezzando le dichiarazioni odierne di Letizia Moratti in merito ai referendum nazionali e locali, non possiamo non ricordarle l'unico impegno che ha davvero davanti: informare i cittadini non del suo voto ma del diritto di voto per tutti i milanesi." Commenta così Francesca Montemagno, candidata della Lista Bonino Pannella al Comune di Milano, le dichiarazioni a favore del sì al referendum sul nucleare e sull'acqua pubblica da parte del primo cittadino milanese. E aggiunge "La questione del no al nucleare e, più in generale, le posizioni su ambiente, mobilità sostenibile, efficienza energetica costituiscono il cuore del programma politico della Lista Bonino Pannella per Milano. Anche perchè la nostra città ha un tessuto imprenditoriale ed accademico pieno di potenzialità in grado di proiettare Milano nel futuro e farle riconquistare un profilo internazionale, anche oltre l'evento Expo. Però vanno superate le dichiarazioni di intenti che si ripetono da settimane. Apprezzeremmo di più se a queste dichiarazioni il Sindaco facesse seguire al più presto l'inizio della campagna di informazione e sensibilizzazione in vista del voto referendario. Magari inviando a casa dei cittadini un libretto, come quello che ha fatto per promuovere la sua campagna elettorale, ma questa volta solo per informare correttamente i milanesi dell'importante appuntamento elettorale di giugno."