Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Cappato 'Moratti come Formigoni: potenti, prepotenti, impotenti'
Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella a Milano.
Ora sappiamo in base alle sue dichiarazioni che il Sindaco uscente Letizia Moratti non ha mentito perché malconsigliata, ma ha mentito sapendo di mentire, e dunque insiste nella tecnica del rovesciare falsità sull'avversario, contando sulla paralisi della giustizia italiana in particolare in materia di diffamazione.
È la stessa tecnica del Presidente Roberto Formigoni, anche oggi contumace di fronte al Tribunale civile di Milano sulla vicenda delle firme false: mentire, mentire, mentire, qualcosa resterà. È la tecnica di potenti che si comportano come prepotenti perché si scoprono impotenti di fronte a quel sistema di illegalità che loro stessi hanno contribuito a creare. E che è urgente mandare a casa.
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Laici, Nonviolenti, Antiproibizionisti, Liberali, Federalisti
sabato 14 maggio 2011
Milano vicino all'Europa - Diamo i numeri (per non farci fregare)
Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.
Meno due alla fine della campagna elettorale 'pubblica', anche se in realtà la campagna continuerà martellante, porta a porta, fino a lunedì alle 15. Allora è tempo di preparare gli anticorpi per il dopo, quando saremo sommersi da cifre e da giudizi sui risultati elettorali per tutti in qualche modo entusiasmanti o giustificabili. Per capire meglio come sarà andata, al di là dei grandi numeri della sfida tra i contendenti sindaco, è giusto recuperare qualche altra cifra. E questo anche per capire come sarà cambiata Milano rispetto a cinque anni fa. Se lo sarà, cambiata...
Nel 2006 Milano tornò a votare poche settimane dopo le elezioni che riportarono al governo nazionale Romano Prodi (come racconta bene Marco del Ciello a questo link). Anche in quell'occasione si presentarono ben più di due candidati (ben dieci) 'ma alla prova del voto solo due si sarebbero poi rivelati capaci di superare lo 0,2% di consensi e cioè la grande favorita, poi vincente, Letizia Moratti e lo sfidante di centro-sinistra ed ex prefetto della città Bruno Ferrante. Il risultato finale ci consegna una vittoria al primo turno, ma non entusiasmante, della candidata del centro-destra, con un 51,9% (353.298 voti validi) contro il 47,0% (319.823) del suo principale avversario, ma un'analisi più approfondita mostra che la Moratti è comunque capace di assicurarsi la maggioranza assoluta in tutte le zone di decentramento amministrativo di Milano, salvo la nona, che include nel suo territorio i quartieri per tradizione più 'rossi' e che è anche l'unica dove Ferrante riesce a prevalere, anche se solo per una manciata di voti. Quasi imbarazzante, invece, il divario di diciotto punti percentuali nel centro storico'. Già visto da qui lo scenario è cambiato: se i sondaggi avessero ragione, questa volta almeno quattro dei candidati a sindaco dovrebbero superare la soglia minima del tre per cento, riducendo già così le possibilità di una vittoria al primo turno (siccome i dati dei sondaggi non si possono dare, diamo una possibile quaterna per il Lotto: 47, 43, 6, 4. giocatevela e ditemi cosa avete vinto ;)).
Per quanto riguarda le liste invece 'la lista di Forza Italia, l'allora partito di Letizia Moratti, si rivela di gran lunga la più votata in città: percentuali superiori al 30% in tutte le zone della città, con l'Ulivo (Democratici di Sinistra + Margherita), secondo, che chiude a meno dieci e il capolista Silvio Berlusconi record di preferenze (53.297). La coalizione di centro-destra, in cui spicca anche il solido 8,6% di Alleanza Nazionale, riesce addirittura a ottenere un risultato migliore del suo candidato: 53,7%. Tra le altre liste possono avere un qualche interesse i risultati della Lega Nord, che delude le aspettative di molti suoi sostenitori con un 3,8% dovuto soprattutto al voto delle periferie, oppure l'UdC, che all'epoca era parte integrante del centrodestra mentre oggi costituisce la spina dorsale del terzo polo, con il suo modesto 2,4%, molto al di sotto della media nazionale del partito'. Confrontando questi dati con la successiva evoluzione del quadro politico si potrebbe senza sforzo sostenere che è impensabile un exploit del cosiddetto Terzo Polo, (visto che, ad esempio, anche negli anni successivi l'UdC è sempre rimasto a cavallo del tre per cento in città e si prevede che il contributo di FLI e ApI alla causa non sia particolarmente rilevante), che per il PdL scendere sotto il 35 per cento potrebbe essere un dato tutt'altro che positivo e che se la Lega supera il 10 fa solo il suo 'dovere' (elettoralmente parlando, visto i risultati degli ultimi anni). 'Infine il dato dell'affluenza: un 67,6%, pari in valore assoluto a 696.747 votanti su 1.030.616 aventi diritto. Dato sostanzialmente omogeneo in tutte le zone, ma largamente inferiore all'82% registrato alle precedenti comunali del 2001. Primo segnale di un declino progressivo della partecipazione elettorale dei milanesi che culminerà nello sconfortante 60,6% (solo 603.121 votanti) delle elezioni regionali dell'anno scorso'. E pochi pensano che possa aumentare domenica e lunedì prossimi, visto la desolante campagna elettorale di quest'anno. A meno che, oltre al contributo di Lui, non ci sia quello di Loro (di chi comincia a controllare sul serio il territorio anche nelle periferie milanesi, oltre che in quello delle città del mezzogiorno), per 'convincere' i riottosi cittadini ad andare ad esprimere la propria preferenza. Oramai, non ci resta che stare a guardare...
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Meno due alla fine della campagna elettorale 'pubblica', anche se in realtà la campagna continuerà martellante, porta a porta, fino a lunedì alle 15. Allora è tempo di preparare gli anticorpi per il dopo, quando saremo sommersi da cifre e da giudizi sui risultati elettorali per tutti in qualche modo entusiasmanti o giustificabili. Per capire meglio come sarà andata, al di là dei grandi numeri della sfida tra i contendenti sindaco, è giusto recuperare qualche altra cifra. E questo anche per capire come sarà cambiata Milano rispetto a cinque anni fa. Se lo sarà, cambiata...
Nel 2006 Milano tornò a votare poche settimane dopo le elezioni che riportarono al governo nazionale Romano Prodi (come racconta bene Marco del Ciello a questo link). Anche in quell'occasione si presentarono ben più di due candidati (ben dieci) 'ma alla prova del voto solo due si sarebbero poi rivelati capaci di superare lo 0,2% di consensi e cioè la grande favorita, poi vincente, Letizia Moratti e lo sfidante di centro-sinistra ed ex prefetto della città Bruno Ferrante. Il risultato finale ci consegna una vittoria al primo turno, ma non entusiasmante, della candidata del centro-destra, con un 51,9% (353.298 voti validi) contro il 47,0% (319.823) del suo principale avversario, ma un'analisi più approfondita mostra che la Moratti è comunque capace di assicurarsi la maggioranza assoluta in tutte le zone di decentramento amministrativo di Milano, salvo la nona, che include nel suo territorio i quartieri per tradizione più 'rossi' e che è anche l'unica dove Ferrante riesce a prevalere, anche se solo per una manciata di voti. Quasi imbarazzante, invece, il divario di diciotto punti percentuali nel centro storico'. Già visto da qui lo scenario è cambiato: se i sondaggi avessero ragione, questa volta almeno quattro dei candidati a sindaco dovrebbero superare la soglia minima del tre per cento, riducendo già così le possibilità di una vittoria al primo turno (siccome i dati dei sondaggi non si possono dare, diamo una possibile quaterna per il Lotto: 47, 43, 6, 4. giocatevela e ditemi cosa avete vinto ;)).
Per quanto riguarda le liste invece 'la lista di Forza Italia, l'allora partito di Letizia Moratti, si rivela di gran lunga la più votata in città: percentuali superiori al 30% in tutte le zone della città, con l'Ulivo (Democratici di Sinistra + Margherita), secondo, che chiude a meno dieci e il capolista Silvio Berlusconi record di preferenze (53.297). La coalizione di centro-destra, in cui spicca anche il solido 8,6% di Alleanza Nazionale, riesce addirittura a ottenere un risultato migliore del suo candidato: 53,7%. Tra le altre liste possono avere un qualche interesse i risultati della Lega Nord, che delude le aspettative di molti suoi sostenitori con un 3,8% dovuto soprattutto al voto delle periferie, oppure l'UdC, che all'epoca era parte integrante del centrodestra mentre oggi costituisce la spina dorsale del terzo polo, con il suo modesto 2,4%, molto al di sotto della media nazionale del partito'. Confrontando questi dati con la successiva evoluzione del quadro politico si potrebbe senza sforzo sostenere che è impensabile un exploit del cosiddetto Terzo Polo, (visto che, ad esempio, anche negli anni successivi l'UdC è sempre rimasto a cavallo del tre per cento in città e si prevede che il contributo di FLI e ApI alla causa non sia particolarmente rilevante), che per il PdL scendere sotto il 35 per cento potrebbe essere un dato tutt'altro che positivo e che se la Lega supera il 10 fa solo il suo 'dovere' (elettoralmente parlando, visto i risultati degli ultimi anni). 'Infine il dato dell'affluenza: un 67,6%, pari in valore assoluto a 696.747 votanti su 1.030.616 aventi diritto. Dato sostanzialmente omogeneo in tutte le zone, ma largamente inferiore all'82% registrato alle precedenti comunali del 2001. Primo segnale di un declino progressivo della partecipazione elettorale dei milanesi che culminerà nello sconfortante 60,6% (solo 603.121 votanti) delle elezioni regionali dell'anno scorso'. E pochi pensano che possa aumentare domenica e lunedì prossimi, visto la desolante campagna elettorale di quest'anno. A meno che, oltre al contributo di Lui, non ci sia quello di Loro (di chi comincia a controllare sul serio il territorio anche nelle periferie milanesi, oltre che in quello delle città del mezzogiorno), per 'convincere' i riottosi cittadini ad andare ad esprimere la propria preferenza. Oramai, non ci resta che stare a guardare...
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venerdì 13 maggio 2011
Comunicato Cappato: 'Lista Bonino-Pannella garanzia per i 5 referendum per Milano'.
CAPPATO: 'LISTA BONINO-PANNELLA GARANZIA PER I 5 REFERENDUM PER MILANO'.
Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella e promotore dei 5 Referendum, in occasione dell'incontro con gli elettori conclusivo della campagna elettorale.
L'unico progetto di trasformazione ecologica della città di Milano non è scritto nei programmi elettorali dei partiti, ma è incardinato nell'agenda politica di Milano grazie alle firme - quelle vere, non 'modello Firmigoni' - di 24.000 milanesi che hanno sottoscritto i 5 referendum per la qualità dell'ambiente e della vita a Milano su: mobilità sostenibile, 'Expo verde', alberi e verde pubblico, risparmio energetico e riapertura dei navigli. Se i cittadini milanesi useranno il voto per portare in consiglio comunale i candidati della Lista Bonino-Pannella eleggeranno persone che hanno dimostrato di essere capaci di lottare per difendere la legalità e gli strumenti di partecipazione democratica e per realizzare gli obiettivi dei 5 referendum.
Per finanziare la campagna elettorale: http://milano.boninopannella.it/contribuisci
http://milano.boninopannella.it/
Facebook: Milanoradicalmentenuova lista bonino-pannella
Twitter: Bonino Pannella Milano
Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella e promotore dei 5 Referendum, in occasione dell'incontro con gli elettori conclusivo della campagna elettorale.
L'unico progetto di trasformazione ecologica della città di Milano non è scritto nei programmi elettorali dei partiti, ma è incardinato nell'agenda politica di Milano grazie alle firme - quelle vere, non 'modello Firmigoni' - di 24.000 milanesi che hanno sottoscritto i 5 referendum per la qualità dell'ambiente e della vita a Milano su: mobilità sostenibile, 'Expo verde', alberi e verde pubblico, risparmio energetico e riapertura dei navigli. Se i cittadini milanesi useranno il voto per portare in consiglio comunale i candidati della Lista Bonino-Pannella eleggeranno persone che hanno dimostrato di essere capaci di lottare per difendere la legalità e gli strumenti di partecipazione democratica e per realizzare gli obiettivi dei 5 referendum.
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mercoledì 11 maggio 2011
Lista Bonino-Pannella: Comunicato stampa Radicali per Sant'Ambrogio
Radicali per Sant’Ambrogio
c/o Radicali Italiani – Via di Torre Argentina 76, 00186 – Roma
Portavoce: Arch. Lucio Bertè, via Castaldi 26, 20124 Milano – luciobert@libero.it - 0220240674
'SARANNO I RADICALI - E NON BERLUSCONI, BOSSI O FORMIGONI - A GARANTIRE A TUTTI I CRISTIANI UNA DEGNA CELEBRAZIONE DELL'EDITTO DI MILANO DEL 313'
'CI SARÀ UN 'GIARDINO DELLA MEMORIA DEI MARTIRI CRISTIANI' - E NON UN PARCHEGGIO INTERRATO - NEL SITO DEL CIMITERO PALEOCRISTIANO AD MARTYRES DI S.AMBROGIO PER I 1700 ANNI DELL'EDITTO DI COSTANTINO E LICINIO, PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DI OGNI CONVINZIONE RELIGIOSA'.
È quanto dichiarato dal Portavoce dei 'Radicali per Sant'Ambrogio', Lucio Bertè, che ha aggiunto: 'Non ho mai fatto promesse vane. Nell'agosto 2008, nella sede del Parlamento Europeo, nel corso del Convegno internazionale su 'Laicità e religioni di fronte alla violenza fondamentalista', voluto e organizzato dai parlamentari radicali Pannella e Cappato, ho annunciato pubblicamente il mio impegno per la tutela del Cimitero ad Martyres di S. Ambrogio in Milano, contro la pretesa oscurantista, imposta dal 'geometra' Berlusconi tramite l'elettromeccanico Albertini, di sbancarlo per sostituirlo con un parcheggio interrato. Il 2 novembre 2008 l'impegno veniva assunto dal Congresso di Radicali Italiani e il 1° dicembre 2009 i Radicali per Sant'Ambrogio portavano al voto del Consiglio regionale della Lombardia una Mozione che decideva la tutela del sito ad Martyres da parte dei Beni Culturali e la realizzazione di un 'Giardino della Memoria dei Martiri cristiani' e delle vittime per la libertà di espressione anche religiosa. La mozione prese 24 voti contro 23, ma finì pari e patta per una astensione che per regolamento si sommò ai voti contrari. Decisivi furono: a) il voltafaccia della Lega Nord, che votò contro la Mozione che pure avevano firmato in molti, a partire dal Presidente del Consiglio regionale Giulio De Capitani, su sollecitazione del suo Assessore alla Cultura Massimo Zanello, e dell'Assessore e immobiliarista PdL Massimo Buscemi; b) il parere negativo sulla Mozione ottenuto in Commissione Cultura, con l'inganno ordito dal Presidente leghista Daniele Belotti e dalla relatrice leghista Luciana Ruffinelli; c) il tradimento del Presidente Formigoni, che non scese in Consiglio a difendere la Mozione dopo averla sostenuta con una lettera autografa di cui tutti i Consiglieri erano a conoscenza; d) la lettera del Sindaco Letizia Moratti in mano a tutti i Consiglieri - con l'affermazione clamorosamente falsa che il Cimitero ad Martyres non era dove veniva realizzato il parcheggio. Questo hanno fatto i 'difensori - a parole - dei valori cristiani' per battere i Radicali e riuscire a distruggere un luogo sacro per tutti i cristiani e per ogni cittadino minimamente sensibile ai valori culturali. Alla fine hanno prevalso gli interessi speculativi legati ai parcheggi interrati nel Centro storico, gli stessi che ora garantiranno la privatizzazione delle spiagge e la loro cementificazione. Parcheggi imposti con poteri speciali da Berlusconi-Albertini, subiti e difesi dal Sindaco Moratti e dai suoi assessori, ma accettati e difesi anche da Bossi e dai suoi. I patti spartitori hanno dimostrato di esistere, tant'è che il potente Formigoni ha dovuto piegarsi per garantire gli interessi materiali della sua parte.
I Radicali per Sant'Ambrogio non si sono mai arresi e presto il Cimitero ad Martyres sarà salvo. Come? Questa sarà una sorpresa e un regalo per tutti i milanesi, a partire dal nuovo Sindaco Giuliano Pisapia che avrà due anni per far realizzare il Giardino della Memoria dei martiri cristiani. Poi ci saranno le denunce penali nei confronti di quanti hanno attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, con procedure ingannevoli e con atti basati sulla menzogna'.
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c/o Radicali Italiani – Via di Torre Argentina 76, 00186 – Roma
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'SARANNO I RADICALI - E NON BERLUSCONI, BOSSI O FORMIGONI - A GARANTIRE A TUTTI I CRISTIANI UNA DEGNA CELEBRAZIONE DELL'EDITTO DI MILANO DEL 313'
'CI SARÀ UN 'GIARDINO DELLA MEMORIA DEI MARTIRI CRISTIANI' - E NON UN PARCHEGGIO INTERRATO - NEL SITO DEL CIMITERO PALEOCRISTIANO AD MARTYRES DI S.AMBROGIO PER I 1700 ANNI DELL'EDITTO DI COSTANTINO E LICINIO, PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DI OGNI CONVINZIONE RELIGIOSA'.
È quanto dichiarato dal Portavoce dei 'Radicali per Sant'Ambrogio', Lucio Bertè, che ha aggiunto: 'Non ho mai fatto promesse vane. Nell'agosto 2008, nella sede del Parlamento Europeo, nel corso del Convegno internazionale su 'Laicità e religioni di fronte alla violenza fondamentalista', voluto e organizzato dai parlamentari radicali Pannella e Cappato, ho annunciato pubblicamente il mio impegno per la tutela del Cimitero ad Martyres di S. Ambrogio in Milano, contro la pretesa oscurantista, imposta dal 'geometra' Berlusconi tramite l'elettromeccanico Albertini, di sbancarlo per sostituirlo con un parcheggio interrato. Il 2 novembre 2008 l'impegno veniva assunto dal Congresso di Radicali Italiani e il 1° dicembre 2009 i Radicali per Sant'Ambrogio portavano al voto del Consiglio regionale della Lombardia una Mozione che decideva la tutela del sito ad Martyres da parte dei Beni Culturali e la realizzazione di un 'Giardino della Memoria dei Martiri cristiani' e delle vittime per la libertà di espressione anche religiosa. La mozione prese 24 voti contro 23, ma finì pari e patta per una astensione che per regolamento si sommò ai voti contrari. Decisivi furono: a) il voltafaccia della Lega Nord, che votò contro la Mozione che pure avevano firmato in molti, a partire dal Presidente del Consiglio regionale Giulio De Capitani, su sollecitazione del suo Assessore alla Cultura Massimo Zanello, e dell'Assessore e immobiliarista PdL Massimo Buscemi; b) il parere negativo sulla Mozione ottenuto in Commissione Cultura, con l'inganno ordito dal Presidente leghista Daniele Belotti e dalla relatrice leghista Luciana Ruffinelli; c) il tradimento del Presidente Formigoni, che non scese in Consiglio a difendere la Mozione dopo averla sostenuta con una lettera autografa di cui tutti i Consiglieri erano a conoscenza; d) la lettera del Sindaco Letizia Moratti in mano a tutti i Consiglieri - con l'affermazione clamorosamente falsa che il Cimitero ad Martyres non era dove veniva realizzato il parcheggio. Questo hanno fatto i 'difensori - a parole - dei valori cristiani' per battere i Radicali e riuscire a distruggere un luogo sacro per tutti i cristiani e per ogni cittadino minimamente sensibile ai valori culturali. Alla fine hanno prevalso gli interessi speculativi legati ai parcheggi interrati nel Centro storico, gli stessi che ora garantiranno la privatizzazione delle spiagge e la loro cementificazione. Parcheggi imposti con poteri speciali da Berlusconi-Albertini, subiti e difesi dal Sindaco Moratti e dai suoi assessori, ma accettati e difesi anche da Bossi e dai suoi. I patti spartitori hanno dimostrato di esistere, tant'è che il potente Formigoni ha dovuto piegarsi per garantire gli interessi materiali della sua parte.
I Radicali per Sant'Ambrogio non si sono mai arresi e presto il Cimitero ad Martyres sarà salvo. Come? Questa sarà una sorpresa e un regalo per tutti i milanesi, a partire dal nuovo Sindaco Giuliano Pisapia che avrà due anni per far realizzare il Giardino della Memoria dei martiri cristiani. Poi ci saranno le denunce penali nei confronti di quanti hanno attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, con procedure ingannevoli e con atti basati sulla menzogna'.
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Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: Cappato 'Stracquadanio negli anni '80 era vicino a Stracquadanio. Ed era meglio'
Lista Bonino-Pannella: Cappato 'Stracquadanio negli anni '80 era vicino a Stracquadanio. Ed era meglio'
Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella.
L'onorevole Giorgio Stracquadanio, non contento del tonfo menzognero del candidato Sindaco da lui preferito, ha deciso di sparare 'verità' ad altezza gambe contro Giuliano Pisapia e su quello che era 'negli anni '80'. Radicali storici come Lucio Bertè e Armando Crocicchio si ricordano del Giuliano Pisapia giovane avvocato che si faceva carico degli ultimi, delle persone al margine della società.
Sono sempre i radicali storici a ricordarci quello che Stracquadanio fu negli anni '80 e '90: appassionatamente antiproibizionista e garantista, legalizzatore di droghe e di istituzioni, in un partito che diede un contributo enorme a fermare con la nonviolenza la violenza politica italiana. Stracquadanio certamente allora conosceva il valore micidiale della violenza verbale e dell'infamia, e l'importanza di costruire con la nonviolenza una politica alternativa.
Rileggendo la storia di Stracquadanio, la vera notizia è che Stracquadanio, negli anni '80, era vicino a Stracquadanio: ed era molto meglio di questo Stracquadanio 'nuovo', insultatore di complemento.
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Sono sempre i radicali storici a ricordarci quello che Stracquadanio fu negli anni '80 e '90: appassionatamente antiproibizionista e garantista, legalizzatore di droghe e di istituzioni, in un partito che diede un contributo enorme a fermare con la nonviolenza la violenza politica italiana. Stracquadanio certamente allora conosceva il valore micidiale della violenza verbale e dell'infamia, e l'importanza di costruire con la nonviolenza una politica alternativa.
Rileggendo la storia di Stracquadanio, la vera notizia è che Stracquadanio, negli anni '80, era vicino a Stracquadanio: ed era molto meglio di questo Stracquadanio 'nuovo', insultatore di complemento.
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Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: CAPPATO 'La manina morattiana dev'essere la stessa di Firmigoni!'
Comunicato stampa Lista Bonino-Pannella: CAPPATO 'La manina morattiana dev'essere la stessa di Firmigoni!'
Dichiarazione di Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella.
Prima che un Lassini si alzi in piedi a dire 'o lei, o io!' è utile cercare una spiegazione per la caduta, non solo di stile, del Sindaco uscente. Per questo non può non venirci in mente la singolare coincidenza relativa allla vicenda in cui il Presidente della Regione Lombardia Roberto Firmigoni accusò la Lista Bonino-Pannella di aver fatto sparire 51 certificati elettorali dai suoi moduli. I suoi 'informatori' evidentemente non avevano fatto i conti con le 1.000 firme false poi da noi scoperte. E per queste sparate il presidente della regione dovrà rispondere in tribunale visto che qualche settimana fa è stato rinviato a giudizio.
Ecco, non viene in mente altra spiegazione: per confezionare una storiella del genere il Sindaco uscente deve essersi avvalsa della stessa manina che ha offerto i suoi servigi lo scorso anno a Firmigoni. Forse un po' di riposo è necessario per tutti loro, informatori e politici. E i cittadini milanesi hanno la splendida occasione domenica e lunedì prossimo di cominciare dalla sciura Moratti.
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Ecco, non viene in mente altra spiegazione: per confezionare una storiella del genere il Sindaco uscente deve essersi avvalsa della stessa manina che ha offerto i suoi servigi lo scorso anno a Firmigoni. Forse un po' di riposo è necessario per tutti loro, informatori e politici. E i cittadini milanesi hanno la splendida occasione domenica e lunedì prossimo di cominciare dalla sciura Moratti.
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Milano vicino all'Europa - Grillini o Pinocchi?
Di Marco Di Salvo.
Da Notizie Radicali.
'Agli esponenti del Movimento 5 Stelle va dato il merito di aver appassionato alla politica molti che si erano allontanati o mai interessati. I militanti e i candidati grillini non sono però cittadini diversi dagli altri: il falso mito della società civile motore sano della società (che può esprimere mala politica, non che ne è ammorbata!) termina quando inizia una campagna elettorale, quando si stendono i programmi, quando bisogna assumere delle scelte o governare' Così inizia un post sul suo blog (http://lorenzolipparini.blogspot.com/) Lorenzo Lipparini. Un post capace in poche righe di descrivere una situazione di fatto, una riflessione che merita di essere condivisa con più persone possibili. Continua il post: 'Secondo Mattia Calise, 20enne candidato sindaco e mio compagno di facoltà a Scienze Politiche, 'bisogna rivoluzionare tutto', 'serve entrare nel palazzo e rompere gli equilibri', 'l'unico voto utile è quello ai candidati 5 Stelle, che porteranno persone nuove dentro le istituzioni'. I radicali della Lista Bonino-Pannella non hanno rappresentanti in Comune o in Regione. Eppure nell’ultimo anno, a Milano, si sono resi protagonisti di attività e battaglie che gli equilibri li rompono eccome. Siamo stati gli unici a denunciare la truffa elettorale delle firme false di Formigoni. La sua elezione per il quarto mandato è stata impugnata da Grillo ancora prima che fossero proclamati gli eletti, come invece vorrebbe la procedura. Perso il ricorso, i 5 stelle, difensori della legalità, non hanno fatto appello a differenza degli ostinati (e soli) radicali. I radicali sono stati motore dell'unica iniziativa di mobilitazione civica che abbia coinvolto negli ultimi anni i milanesi sui temi della vivibilità, della qualità dell’ambiente, dei trasporti.
Ho personalmente coordinato la raccolta di oltre 120.000 firme per il comitato Milano Sì Muove, quasi il doppio di quanto richiesto. I 5 Stelle, interessati come noi ai temi ambientali, non sono pervenuti. Per fare pulizia in politica i memorabili V days di Grillo hanno portato al deposito di oltre un milione di firme per chiedere referendum contro il malcostume politico. Peccato che, come avevamo avvertito noi della Lista Bonino-Pannella, veterani referendari, Grillo stava sbagliando il periodo della raccolta, regolamentato per legge. Risultato: nulla di fatto. Quando poi si tratta di fare traballare il Palazzo è bastata una sola deputata radicale, Rita Bernardini, per far emergere i conti finora segreti della Camera dei Deputati, ora pubblicati su Parlamento Wikileaks, con la denuncia di consulenze e scandali. Ottimi propositi i 5 Stelle, insomma. Avranno dei consiglieri. Per sapere come si comporteranno tornerà però utile la proposta, tutta radicale, dell'Anagrafe pubblico dei nominati e degli eletti: on line gli interessi, gli incarichi, i bilanci di tutti coloro che abitano le istituzioni. L'abbiamo chiesto e sostenuto stando fuori. Per ora Calise non ha fatto molto di nuovo per far immaginare un terremoto. La sua preferenza tra Moratti e Pisapia ce l'ha, ma si guarda bene dal dirla. Intanto il 25 aprile, in piazza Duomo a Milano, è saltato sull'affollato palco delle autorità. I militanti e i candidati della lista Bonino-Pannella erano in corteo, in mezzo ai manifestanti"'. Come sempre, caro Lorenzo, come sempre... ;)
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Da Notizie Radicali.
'Agli esponenti del Movimento 5 Stelle va dato il merito di aver appassionato alla politica molti che si erano allontanati o mai interessati. I militanti e i candidati grillini non sono però cittadini diversi dagli altri: il falso mito della società civile motore sano della società (che può esprimere mala politica, non che ne è ammorbata!) termina quando inizia una campagna elettorale, quando si stendono i programmi, quando bisogna assumere delle scelte o governare' Così inizia un post sul suo blog (http://lorenzolipparini.blogspot.com/) Lorenzo Lipparini. Un post capace in poche righe di descrivere una situazione di fatto, una riflessione che merita di essere condivisa con più persone possibili. Continua il post: 'Secondo Mattia Calise, 20enne candidato sindaco e mio compagno di facoltà a Scienze Politiche, 'bisogna rivoluzionare tutto', 'serve entrare nel palazzo e rompere gli equilibri', 'l'unico voto utile è quello ai candidati 5 Stelle, che porteranno persone nuove dentro le istituzioni'. I radicali della Lista Bonino-Pannella non hanno rappresentanti in Comune o in Regione. Eppure nell’ultimo anno, a Milano, si sono resi protagonisti di attività e battaglie che gli equilibri li rompono eccome. Siamo stati gli unici a denunciare la truffa elettorale delle firme false di Formigoni. La sua elezione per il quarto mandato è stata impugnata da Grillo ancora prima che fossero proclamati gli eletti, come invece vorrebbe la procedura. Perso il ricorso, i 5 stelle, difensori della legalità, non hanno fatto appello a differenza degli ostinati (e soli) radicali. I radicali sono stati motore dell'unica iniziativa di mobilitazione civica che abbia coinvolto negli ultimi anni i milanesi sui temi della vivibilità, della qualità dell’ambiente, dei trasporti.
Ho personalmente coordinato la raccolta di oltre 120.000 firme per il comitato Milano Sì Muove, quasi il doppio di quanto richiesto. I 5 Stelle, interessati come noi ai temi ambientali, non sono pervenuti. Per fare pulizia in politica i memorabili V days di Grillo hanno portato al deposito di oltre un milione di firme per chiedere referendum contro il malcostume politico. Peccato che, come avevamo avvertito noi della Lista Bonino-Pannella, veterani referendari, Grillo stava sbagliando il periodo della raccolta, regolamentato per legge. Risultato: nulla di fatto. Quando poi si tratta di fare traballare il Palazzo è bastata una sola deputata radicale, Rita Bernardini, per far emergere i conti finora segreti della Camera dei Deputati, ora pubblicati su Parlamento Wikileaks, con la denuncia di consulenze e scandali. Ottimi propositi i 5 Stelle, insomma. Avranno dei consiglieri. Per sapere come si comporteranno tornerà però utile la proposta, tutta radicale, dell'Anagrafe pubblico dei nominati e degli eletti: on line gli interessi, gli incarichi, i bilanci di tutti coloro che abitano le istituzioni. L'abbiamo chiesto e sostenuto stando fuori. Per ora Calise non ha fatto molto di nuovo per far immaginare un terremoto. La sua preferenza tra Moratti e Pisapia ce l'ha, ma si guarda bene dal dirla. Intanto il 25 aprile, in piazza Duomo a Milano, è saltato sull'affollato palco delle autorità. I militanti e i candidati della lista Bonino-Pannella erano in corteo, in mezzo ai manifestanti"'. Come sempre, caro Lorenzo, come sempre... ;)
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